Storia di vita trascorsa,passata 1
di
Agostino
genere
etero
Non ho mai saputo ne capito perché mio padre ci abbia fatto vivere in stato di povertà ;
durante la seconda guerra mondiale era militarmente impiegato nel ministero dell'Africa,aveva lo studio di quinta elementare,allora erano pochi ad arrivarci ed aveva una bella grafia per cui al ministero scriveva cose di una certa importanza come attestazioni e diplomi,con la caduta delle colonie italiane d'Africa il ministero chiuse, ma lui nonostante le sue mansioni non so perché restò disoccupato,da quanto potei capire dopo è stato un uomo che viveva alla giornata,penso la delusione che ha passato mia madre io nato da tre anni,poi mia sorella nata anni dopo.
Con il suo comportamento abbiamo fatto una vita in povertà,vivevamo dentro un palazzo in una zona periferica nella portineria composta da una unica stanza un gabinetto senza vasca da bagno ed un fornello per cucina niente affitto in cambio di pulizie di cinque piani di scale.
Papà aveva diviso l'unica stanza con un divisore in legno fatto da lui cosi da ricavare la camera da letto per loro ed io poi anche mia sorella nella parte di ingresso dove c'era un tavolo le sedie e brandine che si tiravano giù solo di notte dove dormivamo io e la sorellina.
Non finisce qui io ricordo anni di fame a volte una panzanella negli anno 50 venne creata l'assistenza,per fortuna, li al mattino oltre ad un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo (con la fame che avevamo allora a cosa serviva) poi una tazza di latte con il pane,certo no i biscotti,a pranzo si andava anzi mia madre mi mandava la con una pentola che veniva riempita per quanti era composta la famiglia di persone,minestra oppure pastasciutta oltre ad uno sfilatino ed intanto gli anni passavano.
Questo mi portava nel sentirmi come una certa responsabilità (non mia) dentro me per aiutare la famiglia a 10 anni di età feci il ragazzo spazzola allora era di usanza dal barbiere spazzolare ai vari clienti le spalle delle giacche o dei cappotti ed alcuni mi davano chi 5 lire chi 10 lire chi niente io portavo questi pochi soldi a mia madre,dopo ho sempre lavorato e portato i soldi a mia madre oltre a frequentare le scuole sino al diploma di terza all'istituto professionale.
Non ho mai pensato a me da adolescente non ho avuto amici veri,la timidezza mi frenava con le ragazze mentre le cugine e mia sorella mi sentivo più me stesso questo mi portava ad osservare cugine e sorella con occhi diversi,da maschio verso le femmine di casa.
La prima su cui posai lo sguardo fu mia sorella specialmente di notte quando di là sentivo papà e mamma che scopavano ed una notte quando loro finirono io mi alzavo dalla branda senza far rumore mi avvicinavo alla branda di mia sorella lei non voleva ma poi io insistendo le andavo sopra e fra le cosce coperti sia io che lei dalle mutandine,pian piano e con tanta dolcezza anche per evitare di far qualsiasi rumore da far sospettare i nostri genitori ci strofinavamo cazzo contro figa sino a che io godendo mi sborravo nelle mutande e lei =porco= mi diceva ma da come si muoveva anche lei godeva certamente, erano soltanto primi approcci sessuali io 20 anni lei quasi 19 per me sorella o no era troppo bona.
Una domenica pomeriggio ero a casa di una zia materna questa aveva 4 figlie una più bona dell'altra,maggiorenni ed io ci provavo un poco con tutte,non so come una volta entrai in bagno e c'era seduta al vater la cugina più grande io feci per uscire ma lei a segni mi fece capire di restare e poco dopo lei che mi toccava,palpava il cazzo poi la vidi addossarsi alla parete ed allargata mi fece mettere il cazzo duro fra le cosce per la prima volta vedevo com'era fatta la figa,non scopammo ma una sfregatina fatta bene si senza sborrarle addosso.
durante la seconda guerra mondiale era militarmente impiegato nel ministero dell'Africa,aveva lo studio di quinta elementare,allora erano pochi ad arrivarci ed aveva una bella grafia per cui al ministero scriveva cose di una certa importanza come attestazioni e diplomi,con la caduta delle colonie italiane d'Africa il ministero chiuse, ma lui nonostante le sue mansioni non so perché restò disoccupato,da quanto potei capire dopo è stato un uomo che viveva alla giornata,penso la delusione che ha passato mia madre io nato da tre anni,poi mia sorella nata anni dopo.
Con il suo comportamento abbiamo fatto una vita in povertà,vivevamo dentro un palazzo in una zona periferica nella portineria composta da una unica stanza un gabinetto senza vasca da bagno ed un fornello per cucina niente affitto in cambio di pulizie di cinque piani di scale.
Papà aveva diviso l'unica stanza con un divisore in legno fatto da lui cosi da ricavare la camera da letto per loro ed io poi anche mia sorella nella parte di ingresso dove c'era un tavolo le sedie e brandine che si tiravano giù solo di notte dove dormivamo io e la sorellina.
Non finisce qui io ricordo anni di fame a volte una panzanella negli anno 50 venne creata l'assistenza,per fortuna, li al mattino oltre ad un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo (con la fame che avevamo allora a cosa serviva) poi una tazza di latte con il pane,certo no i biscotti,a pranzo si andava anzi mia madre mi mandava la con una pentola che veniva riempita per quanti era composta la famiglia di persone,minestra oppure pastasciutta oltre ad uno sfilatino ed intanto gli anni passavano.
Questo mi portava nel sentirmi come una certa responsabilità (non mia) dentro me per aiutare la famiglia a 10 anni di età feci il ragazzo spazzola allora era di usanza dal barbiere spazzolare ai vari clienti le spalle delle giacche o dei cappotti ed alcuni mi davano chi 5 lire chi 10 lire chi niente io portavo questi pochi soldi a mia madre,dopo ho sempre lavorato e portato i soldi a mia madre oltre a frequentare le scuole sino al diploma di terza all'istituto professionale.
Non ho mai pensato a me da adolescente non ho avuto amici veri,la timidezza mi frenava con le ragazze mentre le cugine e mia sorella mi sentivo più me stesso questo mi portava ad osservare cugine e sorella con occhi diversi,da maschio verso le femmine di casa.
La prima su cui posai lo sguardo fu mia sorella specialmente di notte quando di là sentivo papà e mamma che scopavano ed una notte quando loro finirono io mi alzavo dalla branda senza far rumore mi avvicinavo alla branda di mia sorella lei non voleva ma poi io insistendo le andavo sopra e fra le cosce coperti sia io che lei dalle mutandine,pian piano e con tanta dolcezza anche per evitare di far qualsiasi rumore da far sospettare i nostri genitori ci strofinavamo cazzo contro figa sino a che io godendo mi sborravo nelle mutande e lei =porco= mi diceva ma da come si muoveva anche lei godeva certamente, erano soltanto primi approcci sessuali io 20 anni lei quasi 19 per me sorella o no era troppo bona.
Una domenica pomeriggio ero a casa di una zia materna questa aveva 4 figlie una più bona dell'altra,maggiorenni ed io ci provavo un poco con tutte,non so come una volta entrai in bagno e c'era seduta al vater la cugina più grande io feci per uscire ma lei a segni mi fece capire di restare e poco dopo lei che mi toccava,palpava il cazzo poi la vidi addossarsi alla parete ed allargata mi fece mettere il cazzo duro fra le cosce per la prima volta vedevo com'era fatta la figa,non scopammo ma una sfregatina fatta bene si senza sborrarle addosso.
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