Antinisca (Tre)

di
genere
corna

Marta…
ci conosciamo dai tempi del liceo, frequentato insieme qui a Venezia. Anni spensierati, vissuti sempre con il cuore in gola, sempre alla ricerca di qualcosa che potesse stupire e riempire le nostre giovani menti.
Abbiamo legato subito, diventando più che sorelle, arrivando a una intimità che ancora oggi persiste. Niente di sessuale, Marta è decisamente lesbica e invece a me piacciono molto gli uomini, ma abbiamo condiviso molte cose. Ci sono state notti in cui io facevo sesso con un uomo e lei con una donna, nella stessa stanza, a volte nello stesso letto, ma tra di noi non è mai successo nulla, anche se abbiamo l’abitudine di baciarci in bocca.
Marta vive a Mestre, in una casa luminosa e piacevole, ha qualche mese più di me e ha seguito un percorso accademico che l’ha portata ad essere un Medico, cosa di cui è molto orgogliosa.
Parcheggio sotto casa sua, e salgo da lei.
Mi aspetta sulla porta…
non diciamo nulla, non serve.
Solo le nostre bocche che si uniscono e le lingue che si sforano.
Poi, parole…
tante parole.
Le racconto tutto, anche se lei di me sa ogni cosa. Le dico di come stanno le cose con Marco.
Lei ascolta, a volte annuisce, ma non commenta mai. Il mio è un libero sfogo, che lei comprende e accetta.
Ceniamo, beviamo una bottiglia di vino, siamo allegre…
poi un film, mentre siamo abbracciate sul divano.
Il bacio della buonanotte, poi lei in camera sua e io in quella degli ospiti.
Ma il sonno tarda a venire…
mille pensieri affollano la mia mente.
Sono sicura di quello che ho fatto…
ho seguito il mio istinto, la mia femminilità che, adesso me ne rendo conto, è molto spinta e libertina.
Non rimpiango le mie scelte…
ma fare soffrire Marco…
fare soffrire l’uomo che amo…
è una cosa difficile da accettare.
Mi alzo…
vado in camera da Marta.
Sfilo la leggera T-shirt che indosso…
lascio cadere a terra le mutandine.
Sono nuda.
Mi infilo sotto il lenzuolo, accanto a lei…
“Non voglio dormire da sola”
Poi la bacio.
Lei non prenderebbe mai l’iniziativa, quindi lo faccio io.
Poco dopo le nostre lingue si intrecciano in un bacio umido e sessuale.
Le sue dita sfiorano la mia pelle, accarezzano i miei capezzoli.
Quando penetrano leggermente nel mio sesso, il mio gemito di piacere riempie il silenzio della stanza.
La sul lingua danza sul mio clitoride, mi penetra…
io mi spingo verso di lei…
mi protendo verso la sua bocca avida.
e vengo.
Vengo violentemente.
Vengo urlando di piacere, inondandole la bocca.
La guardo…
con il cuore che batte all’impazzata.
I suoi occhi sono radiosi…
il suo sguardo è luminoso.
“Vieni” le dico
Lei si siede sul mio viso…
e la mia lingua percorre tutto il suo sesso aperto e fradicio di voglia.
Lecco, succhio il clitoride, la penetro…
mentre con le dita pizzico i suoi capezzoli duri come il marmo.
Marta viene così…
con la mia lingua dentro il suo sesso e i seni stretti nelle mie mani.
Il suo orgasmo bagna il mio viso, mentre io continuo a tormentare il suo sesso con la lingua.
Fino a quando mi prega di smettere.
Poi ci sono solo le nostre lingue, che si scambiano amore e umori.
Ci addormentiamo così…
lascive…
bagnate…
soddisfatte.
scritto il
2026-05-05
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