In sauna

di
genere
gay

Finalmente mi trovo a casa da solo e per i primi giorni, la sera, quando dei porno e immaginando di essere il protagonista mi soddisfo penetrandomi con un fallo di silicone, di belle dimensioni molto simile al reale e raggiungo degli orgasmi fantastici. Un pomeriggio decido di andare in una sauna con la speranza di incontrare qualcuno che mi piace, sono andato poche volte e conosco poco l’ambiente. Arrivo, mi cambio e giro a studiarne gli ambienti, un paio di uomini mi guardano con desiderio, ma preferisco aspettare. Trovo la camera oscura e per la prima volta mi addentro, l’interno è buio, ma ci si adatta in breve, nel frattempo qualche mano desiderosa ha già accarezzato il mio sedere. Mi fermo in fondo alla stanza dove sembra formarsi un piccolo gruppo, un tipo mi prende con decisione e mi dice: “Vieni qui, dai succhialo a lui”, neanche il tempo di vedere e mi prende la testa e mi fa abbassare all’altezza di un arnese pronto che mi si presenta davanti alla faccia. Apro la bocca e mi lascio trasportare dal gioco, ma come cerco di rialzarmi mi costringe a continuare l’opera di bocca, mentre dietro di me vi è un tipo alto, con un bello strumento largo che mi piacerebbe approcciare. Il coordinatore si eccita a guardarmi col membro di un altro in bocca, però dice anche a quello dietro di me di penetrarmi. Il tipo lo sento vicino al mio orifizio posteriore che appoggia il suo randello turgido e mi penetra, lo sento entrare in me dilatandomi bene, ma dopo poco esce. Quello che ordinava cosa fare lo fa ancora entrare in me e la cosa mi piace moltissimo, mi scoccio però di dover succhiare uno che mi piace meno. La cosa va avanti un po’ con quello che mi penetra e poi dopo qualche secondo esce, il “direttore d’orchestra” eccitato mi dice: “Stai prendendo un cazzo enorme”, ma ero abituato con il mio finto e quindi non provavo dolore. Stufo di prendere ordini da quello mi alzo di scatto e pongo fine al gioco, con evidente disappunto del “regista”, per togliermelo di mezzo esco proprio dalla stanza fra le sue proteste. Una volta uscito mi guardo intorno per trovare uno, anche due, di mio gradimento e divertirmi come voglio senza imposizioni a un gioco e andare nei camerini relax a giocare. Non mi ero accorto che quello che mi penetrava nella camera oscura mi aveva seguito e lo ritrovo fra i corridoi dei camerini, mi guarda e mi propone: “Andiamo?”, rispondo con un cenno affermativo e raggiungiamo il primo camerino libero. Appena dentro, lasciamo gli asciugamani che circondavano le nostre anche e siamo nudi in un secondo, lo guardo e lo trovo piacevole alto, con pochi capelli e il suo bastone che si sta preparando a svettare nuovamente verso il cielo. Mi abbraccia e ci baciamo, lo stringo desideroso a me, sento il suo odore di maschio, e il suo scettro indurirsi contro la mia pancia, lo accarezzo un po’, poi scendo a dargli un cenno di benvenuto. Apro la mia bocca e lo accolgo, mi riempie la bocca e faccio fatica a contenerlo, lo tiro fuori e con la lingua inizio a dargli dei colpetti alternati a leccate sul tronco, scendo fino ai testicoli che mi premuro di lavorar a dovere con la mia lingua. Lo sento gemere e un brivido mi percorre la schiena, quindi, lo riprendo in bocca succhiandolo con energia in un movimento deciso di su e giù, mi accarezza la testa facendomi capire che apprezza il lavoro, poi con un cenno mi fa rialzare. Sono nudo davanti a lui e mi sento fragile, sottomesso e questo mi eccita da morire, come il suo sussurro “Girati!”, la sua voce è calma, virile e profonda e scatena una forte sensazione di desiderio che mi attraversa il corpo. Mi giro e mi piego appoggiandomi a un lettino offrendo il mio didietro a lui cercando di eccitarlo e dargli piacere, passa un secondo e lo sento spingere il mio orifizio fino a entrare dentro, mi sento riempito da tutto quel membro, non provo dolore e avverto il gradevole piacere di essere posseduto. Dopo qualche istante di esitazione inizia il suo movimento, avanti e indietro dentro di me dandomi sensazioni meravigliose sento le sue mani che mi stringono i fianchi per equilibrare il suo movimento. Lo sento gemere mentre continua la sua spinta con le anche con ritmo, appena riesco a infilare una mano agguanto il mio sesso già turgido dall’eccitazione e accompagno le sue spinte massaggiandolo in una bellissima masturbazione. Con la mano libera gli tocco le natiche e sento le contrazioni che gli vengono dal movimento che ora si fa sempre più intenso, sono al massimo del piacere e sto per venire, ma voglio trattenermi per sentirlo dentro e non interrompere quell’amplesso. Il suo muoversi è sempre più rapido e accompagnato da gemiti ormai prossimi all’orgasmo che poco dopo avviene con un’esplosione dentro di me, eccitato intensifico l’auto massaggio e dopo pochi secondi mi libero in un orgasmo talmente intenso che mi lascia spossato. Quando lo sento uscire da me soddisfatto provo un moto di dispiacere, ma sono comunque in estasi.
scritto il
2026-05-05
1 K
visite
1 5
voti
valutazione
4.3
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

I nostri amici

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.