Devota - parte 3
di
Vicious
genere
incesti
Mi chiamo Clarissa, ho quarantacinque anni, e da quando mia figlia Federica ha preso il controllo totale della mia vita, sono diventata una persona completamente diversa. La madre rispettabile e un po’ noiosa non esiste più. Ora sono solo la sua puttana devota, la sua schiava personale, la sua mamma-troia.
Federica ha iniziato a introdurre nuovi feticismi, uno dopo l’altro, con una naturalezza crudele che mi fa bagnare all’istante. Il suo preferito in questo periodo è il foot fetish. Quando torna dall’università o dalla palestra, si siede sul divano, allunga le gambe e mi ordina: «Ai piedi, mamma». Io mi inginocchio subito, le tolgo le scarpe da ginnastica o gli stivaletti, e inizio a leccarle i piedi sudati. Le passo la lingua tra le dita, succhio ogni singolo dito, le lecco la pianta, il tallone, l’arco. Lei mi guarda dall’alto mentre gioca col telefono e dice cose tipo: «Più lingua, troia. Puliscimi bene il sudore della giornata». Io lo faccio con devozione assoluta, gemendo piano, la figa che cola sul pavimento. A volte mi fa venire solo leccandole i piedi, senza toccarmi.
Ma il rituale che mi eccita di più è quello dopo il bagno. Ogni volta che Federica va in bagno, appena esce mi chiama: «Vieni qui, mamma». Io corro da lei, ancora nuda o con solo il collare. Lei si alza la gonna o si abbassa i pantaloni, si piega leggermente e mi ordina: «Lecca». Io mi metto in ginocchio dietro di lei e le lecco prima la figa, poi il culo, pulendo ogni traccia di piscio o di altro. La lingua scorre tra le sue labbra ancora umide, poi giro intorno al buchetto stretto del culo, infilandola dentro quanto posso. Il sapore è forte, intimo, umiliante… e io adoro ogni secondo. Federica mi tiene la testa premuta contro di sé e mormora: «Brava puttana. La mamma lecca il culo della figlia come si deve». Spesso vengo solo così, senza che lei mi tocchi.
Tutto è esploso una sera di due settimane fa.
Ero tornata dal lavoro (o meglio, da quello che restava del mio lavoro) e ho trovato Federica sul divano con il portatile. Stava guardando un video. Quando mi sono avvicinata ho riconosciuto subito le immagini: ero io, nuda, con il collare, che venivo sfondata dai sei compagni di classe di Federica mentre lei dirigeva tutto. Il video che aveva girato quella sera.
«Che cazzo hai fatto?!» ho urlato, il sangue che mi saliva alla testa. «Hai caricato il video su un sito porno? Sei impazzita?!»
Federica ha alzato lo sguardo con calma, un sorrisetto sulle labbra. «Sì, mamma. L’ho messo su Pornhub e su altri siti. Si chiama “Mamma troia usata dai compagni di classe della figlia”. È già a più di 400.000 visualizzazioni. Sta diventando virale».
Sono impazzita. Ho iniziato a urlare, a insultarla, a piangere. Le ho detto che mi aveva rovinata, che ero una madre, che il mio capo avrebbe potuto vederlo. Federica mi ascoltava in silenzio, poi ha chiuso il portatile e si è alzata.
«Stai zitta».
Non l’ho fatto. Ho continuato a gridare. Allora lei ha tirato indietro la mano e mi ha dato uno schiaffo fortissimo sulla guancia. Lo schiocco è risuonato nella stanza. Sono rimasta muta, la guancia che bruciava.
Federica mi ha guardata con occhi freddi. «In ginocchio».
Mi sono inginocchiata all’istante.
Ha abbassato i pantaloni della tuta, si è accovacciata leggermente sopra il pavimento del salotto e ha iniziato a pisciare. Un getto forte, caldo, che formava una pozzanghera sul parquet. Quando ha finito, mi ha guardata dall’alto.
«Lecca tutto. Fino all’ultima goccia. E ringrazia la tua Padrona per averti dato da bere».
Come se qualcuno avesse premuto un interruttore dentro di me, tutta la rabbia è scomparsa. Mi sono chinata immediatamente, ho appoggiato la lingua sul pavimento e ho iniziato a leccare il piscio caldo di mia figlia. Lo succhiavo dal legno, lo ingoiavo, la lingua che scorreva avanti e indietro mentre Federica mi guardava soddisfatta.
«Brava troia» ha detto lei con voce dolce e crudele. «Vedi? Quando ti scaldi troppo, basta un ceffone e torni al tuo posto. Sei solo la mia schiava. La mia puttana di casa. Non dimenticarlo mai».
Quando ho finito di pulire tutto, con la bocca che sapeva di lei, Federica mi ha fatto sedere ai suoi piedi e mi ha spiegato il suo piano con calma.
«Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Infatti ho già un piano B perfetto. Da domani non andrai più in ufficio. Il tuo capo probabilmente ha già visto il video (è virale tra gli italiani), quindi ti licenzierà comunque. Ma non ti preoccupare: diventerai un’attrice amatoriale su Pornhub. Useremo il tuo vero nome, la tua faccia, la tua età. Faremo serie dedicate: “Mamma troia schiava della figlia”, “Clarissa lecca il culo alla figlia dopo il bagno”, “Foot worship con mamma matura”, “Incesto estremo madre-figlia”. Guadagneremo tantissimo con i video, con i live, con i fan che pagheranno per vederti umiliata in diretta. Sarai famosa come la mamma puttana più devota d’Italia».
Io ascoltavo in silenzio, ancora in ginocchio, la guancia rossa per lo schiaffo, la figa bagnata fradicia.
Federica mi ha accarezzato i capelli come si fa con un cane obbediente.
«Da oggi la tua vita è questa: leccarmi i piedi, pulirmi dopo che vado in bagno, farti usare da chi voglio io, e girare video per guadagnare. Sei contenta, mamma?»
Ho alzato lo sguardo verso di lei, gli occhi lucidi, la voce rotta ma piena di devozione assoluta:
«Sì, Padrona… Grazie. La tua mamma-puttana obbedirà a tutto. Farò qualsiasi cosa per te».
Federica ha sorriso, soddisfatta.
«Brava. Ora vieni qui e leccami la figa. Ho bisogno di venire dopo tutta questa scenata».
Mi sono infilata tra le sue gambe aperte e ho iniziato a leccare con passione, sapendo che da quel momento in poi la mia esistenza sarebbe stata solo questa: essere la schiava sessuale, la puttana devota e la star amatoriale incestuosa di mia figlia Federica.
E, nonostante tutto, non sono mai stata più felice.
Federica ha iniziato a introdurre nuovi feticismi, uno dopo l’altro, con una naturalezza crudele che mi fa bagnare all’istante. Il suo preferito in questo periodo è il foot fetish. Quando torna dall’università o dalla palestra, si siede sul divano, allunga le gambe e mi ordina: «Ai piedi, mamma». Io mi inginocchio subito, le tolgo le scarpe da ginnastica o gli stivaletti, e inizio a leccarle i piedi sudati. Le passo la lingua tra le dita, succhio ogni singolo dito, le lecco la pianta, il tallone, l’arco. Lei mi guarda dall’alto mentre gioca col telefono e dice cose tipo: «Più lingua, troia. Puliscimi bene il sudore della giornata». Io lo faccio con devozione assoluta, gemendo piano, la figa che cola sul pavimento. A volte mi fa venire solo leccandole i piedi, senza toccarmi.
Ma il rituale che mi eccita di più è quello dopo il bagno. Ogni volta che Federica va in bagno, appena esce mi chiama: «Vieni qui, mamma». Io corro da lei, ancora nuda o con solo il collare. Lei si alza la gonna o si abbassa i pantaloni, si piega leggermente e mi ordina: «Lecca». Io mi metto in ginocchio dietro di lei e le lecco prima la figa, poi il culo, pulendo ogni traccia di piscio o di altro. La lingua scorre tra le sue labbra ancora umide, poi giro intorno al buchetto stretto del culo, infilandola dentro quanto posso. Il sapore è forte, intimo, umiliante… e io adoro ogni secondo. Federica mi tiene la testa premuta contro di sé e mormora: «Brava puttana. La mamma lecca il culo della figlia come si deve». Spesso vengo solo così, senza che lei mi tocchi.
Tutto è esploso una sera di due settimane fa.
Ero tornata dal lavoro (o meglio, da quello che restava del mio lavoro) e ho trovato Federica sul divano con il portatile. Stava guardando un video. Quando mi sono avvicinata ho riconosciuto subito le immagini: ero io, nuda, con il collare, che venivo sfondata dai sei compagni di classe di Federica mentre lei dirigeva tutto. Il video che aveva girato quella sera.
«Che cazzo hai fatto?!» ho urlato, il sangue che mi saliva alla testa. «Hai caricato il video su un sito porno? Sei impazzita?!»
Federica ha alzato lo sguardo con calma, un sorrisetto sulle labbra. «Sì, mamma. L’ho messo su Pornhub e su altri siti. Si chiama “Mamma troia usata dai compagni di classe della figlia”. È già a più di 400.000 visualizzazioni. Sta diventando virale».
Sono impazzita. Ho iniziato a urlare, a insultarla, a piangere. Le ho detto che mi aveva rovinata, che ero una madre, che il mio capo avrebbe potuto vederlo. Federica mi ascoltava in silenzio, poi ha chiuso il portatile e si è alzata.
«Stai zitta».
Non l’ho fatto. Ho continuato a gridare. Allora lei ha tirato indietro la mano e mi ha dato uno schiaffo fortissimo sulla guancia. Lo schiocco è risuonato nella stanza. Sono rimasta muta, la guancia che bruciava.
Federica mi ha guardata con occhi freddi. «In ginocchio».
Mi sono inginocchiata all’istante.
Ha abbassato i pantaloni della tuta, si è accovacciata leggermente sopra il pavimento del salotto e ha iniziato a pisciare. Un getto forte, caldo, che formava una pozzanghera sul parquet. Quando ha finito, mi ha guardata dall’alto.
«Lecca tutto. Fino all’ultima goccia. E ringrazia la tua Padrona per averti dato da bere».
Come se qualcuno avesse premuto un interruttore dentro di me, tutta la rabbia è scomparsa. Mi sono chinata immediatamente, ho appoggiato la lingua sul pavimento e ho iniziato a leccare il piscio caldo di mia figlia. Lo succhiavo dal legno, lo ingoiavo, la lingua che scorreva avanti e indietro mentre Federica mi guardava soddisfatta.
«Brava troia» ha detto lei con voce dolce e crudele. «Vedi? Quando ti scaldi troppo, basta un ceffone e torni al tuo posto. Sei solo la mia schiava. La mia puttana di casa. Non dimenticarlo mai».
Quando ho finito di pulire tutto, con la bocca che sapeva di lei, Federica mi ha fatto sedere ai suoi piedi e mi ha spiegato il suo piano con calma.
«Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Infatti ho già un piano B perfetto. Da domani non andrai più in ufficio. Il tuo capo probabilmente ha già visto il video (è virale tra gli italiani), quindi ti licenzierà comunque. Ma non ti preoccupare: diventerai un’attrice amatoriale su Pornhub. Useremo il tuo vero nome, la tua faccia, la tua età. Faremo serie dedicate: “Mamma troia schiava della figlia”, “Clarissa lecca il culo alla figlia dopo il bagno”, “Foot worship con mamma matura”, “Incesto estremo madre-figlia”. Guadagneremo tantissimo con i video, con i live, con i fan che pagheranno per vederti umiliata in diretta. Sarai famosa come la mamma puttana più devota d’Italia».
Io ascoltavo in silenzio, ancora in ginocchio, la guancia rossa per lo schiaffo, la figa bagnata fradicia.
Federica mi ha accarezzato i capelli come si fa con un cane obbediente.
«Da oggi la tua vita è questa: leccarmi i piedi, pulirmi dopo che vado in bagno, farti usare da chi voglio io, e girare video per guadagnare. Sei contenta, mamma?»
Ho alzato lo sguardo verso di lei, gli occhi lucidi, la voce rotta ma piena di devozione assoluta:
«Sì, Padrona… Grazie. La tua mamma-puttana obbedirà a tutto. Farò qualsiasi cosa per te».
Federica ha sorriso, soddisfatta.
«Brava. Ora vieni qui e leccami la figa. Ho bisogno di venire dopo tutta questa scenata».
Mi sono infilata tra le sue gambe aperte e ho iniziato a leccare con passione, sapendo che da quel momento in poi la mia esistenza sarebbe stata solo questa: essere la schiava sessuale, la puttana devota e la star amatoriale incestuosa di mia figlia Federica.
E, nonostante tutto, non sono mai stata più felice.
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