Devota

di
genere
incesti

Mi chiamo Clarissa, ho quarantacinque anni, sono divorziata da otto anni e da allora la mia vita è diventata una routine grigia e monotona: lavoro in un ufficio, casa, palestra due volte a settimana, qualche cena con le amiche. Il mio corpo è ancora bello, curato: tette di quarta misura naturali che non hanno perso troppa tonicità, fianchi larghi, un culo rotondo e sodo, gambe lunghe. I capelli castani con qualche riflesso ramato mi arrivano alle spalle. Mi vesto elegante ma sobria. Mia figlia Federica, invece, ha vent’anni, è il mio esatto opposto: alta, magra ma con curve pronunciate, capelli neri lunghi e lisci, un piercing al naso e un atteggiamento spavaldo. È sempre stata più libera di me.
Una sera di febbraio, stanca di sentirmi invisibile e vecchia, ho deciso di fare una cosa folle: andare in discoteca con lei. Federica mi ha guardata stupita quando gliel’ho proposto, poi ha sorriso maliziosa. «Mamma, preparati… stasera ti faccio divertire sul serio».
Ci siamo preparate insieme. Io ho messo un vestito nero aderente, scollato quanto bastava per mostrare il décolleté, tacchi alti. Federica ha scelto un top corto che lasciava scoperta la pancia piatta e una minigonna che copriva a malapena il culo. Quando siamo entrate nel locale, tutte le teste si sono girate. Madri e figlie insieme, entrambe belle e provocanti, attiravamo gli sguardi di tutti i ragazzi presenti. Mi sentivo strana, eccitata e imbarazzata allo stesso tempo.
Abbiamo ballato per un po’, bevendo cocktail. Poi lui si è avvicinato. Si chiamava Matteo, ventidue anni, alto, spalle larghe, capelli corti neri, sorriso sicuro e un fisico da palestra. Ha iniziato a ballare con Federica, poi ha coinvolto anche me. Le sue mani sfioravano i nostri fianchi, la vita, a volte scendevano un po’ più giù. Ridevamo, flirtavamo. Dopo tre drink ero già accaldata. Matteo ci ha offerto da bere un altro giro e ci ha portate in un angolo più tranquillo del locale.
A un certo punto mi ha baciata. È stato improvviso, profondo. La sua lingua ha esplorato la mia bocca mentre una mano mi stringeva il culo. Ho risposto al bacio, sorpresa dalla mia stessa audacia. Quando mi sono staccata, ho visto che stava baciando anche Federica, con la stessa passione. Mia figlia aveva gli occhi chiusi, le mani sul suo petto. Ho sentito una fitta allo stomaco: gelosia, shock, ma anche qualcosa di caldo e proibito tra le gambe.
Siamo usciti dal locale verso le tre di notte. Matteo ci ha proposto di andare da lui, poco lontano. In macchina Federica rideva, mi teneva la mano. «Mamma, rilassati… è solo una serata divertente». Io ero agitata, il cuore a mille.
A casa di Matteo, sul grande divano, è successo tutto molto in fretta. Lui ci ha baciate di nuovo, prima una, poi l’altra. Mi ha sfilato il vestito, scoprendo il mio corpo maturo. Federica si è tolta il top, mostrando le sue tette sode e giovani. Matteo ci ha fatte sedere una accanto all’altra. Ci ha accarezzate entrambe, le mani che passavano dal mio seno pesante al seno più piccolo e alto di Federica. Io ero rigida, contraria dentro di me. «Aspetta… Federica è mia figlia…» ho mormorato, ma la voce mi è uscita debole.
Matteo ha sorriso. «Lo so. Ed è proprio questo che rende tutto più eccitante».
Federica si è voltata verso di me. I suoi occhi brillavano di eccitazione. Ha iniziato a muoversi lentamente, strusciando il suo corpo contro il mio mentre Matteo ci guardava. Le sue mani mi hanno sfiorato i fianchi, poi sono salite sulle tette. Mi ha baciata sul collo, poi sulle labbra. È stato un bacio dolce all’inizio, poi più profondo. Ho sentito la lingua di mia figlia nella mia bocca e, invece di allontanarmi, ho risposto. Era sbagliato, proibito, ma il calore che saliva dal basso era troppo forte.
Matteo si è spogliato. Il suo cazzo era grosso, duro, venoso. Si è seduto tra di noi e ci ha fatte inginocchiare. Federica ha preso l’iniziativa: ha afferrato il cazzo di Matteo e ha iniziato a succhiarlo con movenze esperte, le labbra che scivolavano su e giù, la lingua che girava intorno alla cappella. Io guardavo ipnotizzata. Federica mi ha guardata, ha tolto la bocca e mi ha detto con voce roca: «Mamma… provaci anche tu».
Ho esitato solo un secondo. Poi mi sono chinata e ho preso il cazzo di Matteo in bocca accanto a mia figlia. Le nostre lingue si toccavano mentre lo leccavamo insieme, le nostre labbra che si sfioravano intorno alla cappella. Federica mi ha baciata di nuovo, questa volta con il sapore del cazzo di Matteo ancora in bocca. Era sporco, incestuoso, eccitante da morire.
Matteo ci ha fatte sdraiare sul letto. Ha scopato prima Federica, in missionario, mentre io le tenevo le gambe aperte. Guardavo il cazzo grosso entrare e uscire dalla figa giovane e rasata di mia figlia, i suoi gemiti, il modo in cui inarcava la schiena. Poi è passato a me: mi ha penetrata con una spinta profonda, riempiendomi come non succedeva da anni. Mentre mi scopava, Federica si è messa a cavalcioni sulla mia faccia. Ho sentito il sapore della sua figa calda e bagnata sulla mia bocca. L’ho leccata, incerta all’inizio, poi con sempre più passione, succhiando il suo clitoride mentre Matteo mi martellava.
Il threesome è diventato sempre più selvaggio. Matteo ci ha messe una sopra l’altra: io sotto, Federica sopra di me, le nostre tette che si schiacciavano. Lui ci alternava, scopando prima la figa di mia figlia, poi la mia, mentre noi ci baciavamo e ci toccavamo. Federica mi ha infilato due dita dentro mentre Matteo mi inculava, e io ho fatto lo stesso con lei. Venivamo una dopo l’altra, urlando, i corpi sudati e intrecciati.
Alla fine Matteo ci ha fatte inginocchiare di nuovo. Ci ha segate entrambe mentre noi due ci baciavamo con la lingua. È venuto coprendoci la faccia e le tette di sborra calda e densa. Federica ha leccato lo sperma dal mio viso e io ho fatto lo stesso con lei, assaporando il gusto proibito.
Quella notte ho capito che la monotonia era finita per sempre. Da allora, ogni tanto, quando Federica vuole “divertirsi”, usciamo insieme. A volte torniamo a casa solo noi due e continuiamo quello che abbiamo iniziato con Matteo. Il rapporto madre-figlia è cambiato radicalmente: ora c’è un’intimità carnale, sporca e irresistibile che non avrei mai immaginato. Io, la madre divorziata stanca della vita, ho scoperto di amare essere la troia di mia figlia e dei ragazzi che ci desiderano entrambe.
E non voglio più tornare indietro. Mai.
scritto il
2026-04-23
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