Buona Pasqua

di
genere
gay

Pranzo pasquale con i miei parenti a casa di nonna.
Lei abita al piano terra, sopra ci abita zia con mio cuginetto Riccardo, neo diciottenne. Un bel ragazzo biondo ricciolino, occhi azzurri e pelle bianchissima.
Sono sempre stato convinto che Riccardo fosse gay da quando era ragazzino, ora un’indiscrezione tra mamma e zia me lo hanno confermato. Mio ho 30 anni e sono da poco single. Ho pensato sempre di essere etero ma Ricky mi attira molto.
Mentre tutti grigliano, io e lui ci iniziamo a bere birre parlando sul dondolo del giardino.
Mangiamo assieme ai parenti dandoci parecchio dentro con il vino. A fine pranzo, come abitudine, tutti vanno a fare una camminata nel bosco vicino.
Io mi rifiuto, Ricky anche.
Mi ributto sul dondolo, Ricky mi segue. Si sdraia anche lui di fianco a me sentendo la presenza del mio cazzo che è andato in tiro.
Ricky l’ha sentito bene, pulsava vicino al suo culo.
Si gira, ci guardiamo negli occhi per non so quanto e iniziamo a baciarci.
Il cazzo mi sta esplodendo nei pantaloni.
Il respiro si fa più forte, per entrambi. Capisco che devo seguirlo, mi porta su in camera sua. Ci chiudiamo in camera continuando a baciarci ci spogliamo.
L’apoteosi quando si cala i boxer con quel suo cazzo bianchissimo e la cappella rossa.
Ce lo prendiamo in mano a vicenda e finiamo, nudi sul suo letto.
Inizio a baciargli e leccargli il collo, il mio cazzo si struscia con il suo.
Ci mettiamo a 69. Mi ritrovo le sue palle in bocca, le assaggio e mi infilo in bocca la sua asta. Mi passa qualcosa, è un tubetto di gel lubrificante. “Vai mettimelo in culo prima che tornano” mi supplica.
Inizio a leccargli il buco del culo poi con il lubrificante inizio a sditalinarlo. Mi sta facendo impazzire, ho il cazzo duro come il marmo nella sua bocca mentre mi godo i rumori che fa il suo culo con il mio dito lubrificato.
Mi alzo e lo metto a novanta. Gli appoggio la cappella e inizio a penetrarlo. Lo so, non sono stato molto clemente ma Ricky ha apprezzato sin dalla prima spinta. Ho iniziato a scopargli il culo e con la mano gli ho afferrato il cazzo. Ad un certo punto sento la sua sborra che mi cola in mano, me la porto verso il viso e inizio a leccare la sua sborra dalla mia mano, ho tolto in tempo l’uccello dal suo culo ricoprendogli la schiena di schizzi.
Ci siamo guardati e ribaciati. Tempo di vestirci e scendere, i nostri genitori stavano per rientrare
scritto il
2026-04-06
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