Il viaggio in grecia. Tutto ebbe inizio con una scopata

di
genere
tradimenti

IL VIAGGIO IN GRECIA. TUTTO EBBE INIZIO CON UNA SCOPATA
Io, Carlo e mio marito formavamo un trio molto affiatato.
Loro due erano amici inseparabili e io ero la loro compagna e complice in tutto.
Avevo un debole per Carlo, mio marito lo sapeva, ma accettava la situazione perchè era sicuro che non sarebbe mai diventato il mio amante.
Dovete sapere, e qui faccio outing, che mio marito ha una particolare inclinazione.
E' innamoratissimo di me, mi adora come una Dea, letteralmente, è anche gelosissimo, ed è completamente succube di me.
Ma nel contempo è un cuckold, ovvero uno che si eccita a vedere la moglie scopata da un altro, ma nell'ottica di mio marito l'altro deve essere un perfetto sconosciuto, uno che entra nella nostra vita, che scopa con me, e poi scompare per sempre.
Mio marito non potrebbe mai accettare di vedermi scopata da un suo abituale conoscente, da un parente, da un amico...fa solo un'eccezione: i suoi figli.
Quando a volte capita che i gemelli stiano da noi per qualche giorno lui si eccita...non chiedetemi perchè, ho cercato di capire, ma ci ho rinunciato.
Quindi quando io e Carlo per la prima volta scopammo, e l'ho raccontato in "Gioco, set e partita", lo facemmo ovviamente di nascosto, così come continuammo a vederci ogni tanto, e a scopare, senza che mio marito sospettasse nulla.
Era da poco nata nostra figlia e a mio marito venne l'idea di fare un viaggio on the road, senza meta, a bordo di una macchina con la quale come tre avventurieri avremmo attraversato i paesi slavi per arrivare in Grecia, la sua amata Grecia, culla della cultura classica.
Eravamo nella baita di montagna di Carlo, una casetta tutta in legno che si era costruita da solo, asse dopo asse.
Era un giorno di inoltrata primavera.
Avevamo fatto una lunga camminata tra i sentieri di montagna, avevamo pranzato al sacco in una radura tra i boschi dell'altopiano, e quando tornammo nella baita eravamo stanchi morti.
Stavo preparando la cena quando mio marito mise sul tavolo la piantina dell'Europa e cominciò a indicare il percorso che avremmo fatto per raggiungere Salonicco.
Stabilì le tappe, le città da visitare, i luoghi in cui soffermarsi: dieci giorni di corse pazze lungo le strade dell'adriatico slavo.
Fummo tutti entusiasti, ma proprio mentre stavamo fissando le date mio marito venne chiamato al telefono.
Il socio di studio voleva che tornasse urgentemente a Torino perchè c'era un caso di vitale importanza da risolvere.
No tesoro, tu resta qui con Carlo, mi disse baciandomi, vado e domattina torno appena posso.
E così io e Carlo ci ritrovammo da soli...
La cena può aspettare, troietta, vieni qui...mi disse abbracciandomi e baciandomi.
Spogliati, dai, sbrigati...
Mi eccitava quel suo modo spiccio, duro di rivolgersi a me.
Mi spogliai rapidamente e mi ritrovai nuda davanti a lui.
Mi avvicinai, ma lui mi tenne a distanza.
Muoviti, fammi eccitare, ancheggia come sai fare tu...
Obbedii.
Presi a muovermi, sinuosa, a guardarlo, a provocarlo, fino a quando con l'indice mi fece segno di avvicinarmi e di dargli un pompino.
Mi inginocchiai davanti a lui, gli sbottonai i pantaloni, estrassi il suo cazzo, lo guardai, lo accarezzai e lo misi in bocca.
Iniziai a leccarlo, mentre con la mano lo segavo.
Un paio di minuti ed era diventato duro e gonfio.
Mi trascinò nella camera da letto e mi spinse verso il letto.
A quattro zampe, puttanella, mi disse deciso.
Obbedii, mentre lui si spogliava e mi guardava.
Sai che ti rompo il culo stasera, vero?
Mmmm, si, mi piace l'idea...gli risposi eccitata.
Carlo era tutt'altro che romantico.
Niente preliminari, gli piaceva andare subito al sodo, e la cosa non mi dispiaceva, anzi, mi eccitava, tanto che mentre mi afferrava il culo con le sue mani possenti da falegname, me lo allargava e ficcava la lingua nel buco per leccarmelo, mi bagnavo per l'eccitazione.
Quando sentii il suo cazzo duro entrarmi dentro emisi un urlo sommesso.
Senza tanti complimenti prese a spingere, con forza, mentre io mi masturbavo e ancheggiavo per il piacere.
Carlo, al contrario di mio marito, poteva resistere a lungo, tanto che mi fece andare il culo in fiamme a forza di spingere.
Mi masturbavo furiosamente e venni gemendo come una cagna in calore, mentre il cazzo di Carlo continuava a fare su e giù nel mio culo.
Poi, spingendomi in avanti, uscì dal mio culo e mi fece girare.
Allarga bene le gambe, troia, mi disse mentre con una mano si afferrava il cazzo e con l'altra mi allargava la fica.
Mi penetrò con la solita decisione, un colpo secco, come una martellata, che mi lasciò senza fiato, e prese a spingere, a pompare come un trattore.
Rapido, sempre più rapido, con forza, quasi con brutalità, fino a quando venni di nuovo urlando di piacere.
Carlo continuò a pompare, come un ossesso, fino a quando uscì dalla mia fica, prese il suo cazzo in mano, lo diresse verso la mia faccia e mi esplose con violenza un getto di sperma che mi centrò sul naso.
I getti continuavano a ritmo intenso, due, tre, quattro, cinque, fino a quando ebbi la faccia e la bocca completamente inondati dalla sua sborra.
Ingoiai quella che potevo, mentre con le dita cercavo di togliere lo sperma che mi era finito sugli occhi e che mi impedivano di vedere.
Lecca tutto, puttana, mi diceva Carlo con un ghigno quasi satanico.
Obbedii.
Raccolsi tutta la sborra che potevo con le dita, e la portai in bocca.
Leccai tutto, ingoiai, mentre Carlo si divertiva, come al solito, a passarmi sul viso il suo cazzo col quale raccoglieva la sborra che poi mi metteva in bocca.
Francamente non so dire quanto tempo stetti a raccogliere e leccare la sua sborra, tanta ne era.
A un certo punto fu lui ad alzarsi e andare in bagno.
Restai allungata sul letto, stremata ma soddisfatta.
Sentivo ancora rivoli di sperma sul mento e sul collo: ci passai con le dita e me le portai in bocca.
Mi leccai le labbra, mentre Carlo, uscito dal bagno, mi guardava: Cazzo di troia che sei, me lo stai facendo tornare duro, mi disse avvicinando di nuovo il suo cazzo al mio viso.
Lo afferrai e lo portai in bocca per leccarlo a dovere.
No, no, basta così puttanella, mi disse allontanandosi. Vatti a pulire e vai a cucinare qualcosa che sono affamato. Magari dopo ceno ti accontento ancora...
Telegram @seduzioneamaranto per chattare con me
Canale Telegram per vedere immagini di me: link sulla mia pagina instagram @ladyam.annamaria








di
scritto il
2026-03-27
3 6 3
visite
2 2
voti
valutazione
8.1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

La tisana di mio nipote

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.