Cena di compleanno

di
genere
voyeur

Ti vengo a prendere per andare a cena, è tardi ma la fretta non ci appartiene, non questa notte, è il tuo compleanno e io ho in mente un festeggiamento speciale. Ti chiedo di salire un attimo prima che tu finisca di prepararti perché ho una sorpresa. Mi accogli nuda, non c'è nessun pudore tra noi, ti faccio girare e ti bendo. Mi lasci fare, non c'è nessuna paura in te quando sei tra le mie mani, la fiducia è totale, tu sai che tutto quello che faccio, lo faccio per darti piacere. Ti accompagno sul letto, ti apro le gambe e inizio a leccartela ma non per portarti all'orgasmo, il mio scopo è un altro. Quando i tuoi gemiti si fanno più intensi e la tua figa è abbastanza bagnata, tiro fuori il vibratore di cui avevamo tanto parlato. Quello con il telecomando, quello che per quella serata mi darà completo controllo e che invece lo farà perdere a te. Ti tolgo la benda e, quando lo vedi, il tuo sguardo si illumina, ti do il vibratore in mano e ti ordino di metterlo dentro, è più grosso di quanto ti aspettassi ma entra senza fatica tanto sei bagnata, lo infili dentro fino a che la parte finale tocca il tuo clitoride. Ti aiuto ad alzarti, lo senti dentro, all'inizio ti muovi quasi impacciata, una sensazione strana che in pochi minuti si trasforma in un sottile piacere. Ti conosco e tu conosci me, sai quello che mi passa per la testa e la sensazione quasi di panico che ti arriva quando realizzi che io avrò il totale controllo sparisce quando mi guardi sorridere perché sai che con me puoi lasciarti andare. Usciamo, ho il telecomando in tasca e non ho nessuna intenzione di farti capire quando lo userò ma tu questo lo avevi già messo in conto. Ti chiedo di guidare, voglio che tu sia concentrata in un'attività che ti faccia dimenticare, per quanto possibile, di avere il toy dentro di te. La strada verso il ristorante non è tanta, chiacchieriamo tranquillamente del più e del meno ma quando schiaccio il pulsante fai un balzo sul sedile, quasi perdi il controllo della macchina. La scossa dura un secondo ma è una sensazione così intensa che, una volta tornata in te, ti lascia la consapevolezza che non potrai fare finta di niente in mezzo alla gente. Entriamo nel ristorante, non c'è tanta gente e ci accomodiamo al tavolo. La calma che si respira in quel ristorante, decisamente elegante, contrasta con il caos delle tue emozioni. I tuoi pensieri vengono interrotti dal cameriere che ci lascia i menù, lo guardi e io capisco subito quale sarà l'obiettivo della mia serata perché il sorriso che gli rivolgi, a me dice tutto. Hai voglia di scopartelo e io farò di tutto per renderlo possibile. Scegliamo cosa mangiare e chiamiamo il cameriere, scopriamo che si chiama Fabio. Mentre cerchi di dirgli quello che vuoi, la vibrazione che faccio partire dal tuo clitoride, passa dentro la tua figa fino a strozzarti la voce in gola. Cerchi di riprendere il controllo di te stessa ma non ho intenzione di smettere di premere il pulsante, Fabio non capisce subito cosa succede ma il fatto che io sorrida compiaciuto, gli fa intuire che quello che ti sta succedendo non è una cosa brutta, anzi. Finisco io l'ordinazione e lo ringrazio, quando si allontana lascio il pulsante e tu molli la presa dal tavolo che stavi stringendo senza nemmeno accorgertene. Durante la cena non riesci più a contare le volte che ti faccio vibrare il nostro giocattolo, ogni volta il fiato si fa più corto, il cuore ti batte più forte, i gemiti sono sempre più difficili da soffocare e i tuoi umori scendono così tanto che hai paura di aver persino bagnato la sedia. Durante tutta la serata, il cameriere non smette di guardarti, il suo sguardo che prima era interrogativo, era diventato via via più consapevole di quello che stava succedendo e lo dimostrava l'evidente erezione mal celata dai pantaloni aderenti. Gli chiedo il conto, pago, e gli dico nell'orecchio che, se vuole divertirsi, lo aspettiamo nella macchina parcheggiata di fronte al locale. Ci salutiamo e saliamo in macchina, facciamo passare il tempo parlando delle sensazioni che hai provato, di quante volte sei arrivata vicina all'orgasmo e di quanto il tuo lato esibizionista avesse tenuto a bada la parte più pudica, almeno agli occhi di chi non ti conosce. Le nostre chiacchiere sono interrotte quando sentiamo bussare al finestrino, è Fabio che ci saluta. Lo facciamo sedere dietro, ti metti di fianco a lui e, con me alla guida, partiamo. Le parole sono poche, la tensione sessuale fa da padrona e io abbasso il retrovisore, è un segnale che tu capisci al volo. Gli metti una mano tra le gambe, cerchi di capire se è duro come sembra, poi gli slacci la cintura e lo aiuti a sfilarsi pantaloni e mutande. Il suo cazzo è duro, le vene pulsano e con delicatezza lo prendi in mano, inizi a scendere e la pelle segue il tuo movimento mostrando la cappella. Con pochi movimenti, una goccia esce dalla punta e a quel punto non resisti più, con la lingua gliela lecchi e inizi un pompino di quelli che solo tu sai fare. Vi vedo dallo specchietto, vedo la sua testa indietro che si gode la tua bocca, sento il suono del risucchio e faccio partire il vibratore, questa volta non smetto, il rumore sordo delle vibrazioni e i tuoi gemiti soffocati dal suo cazzo mi fanno impazzire, quando sento che vieni, quasi vengo anche io senza toccarmi, la connessione mentale che abbiamo è incredibile. Per fortuna arriviamo sotto casa tua, vi ricomponete solo per il tempo di fare le scale e dopo un attimo siete già nudi sul letto. Io questa sera, almeno fino a quando c'è lui, farò da spettatore ma non solo. Sarò anche il regista della vostra scopata. Con in mano il telefono, vi riprendo quando fate un 69, girandovi intorno per riprendere ogni angolazione, per un tempo che sembra interminabile, metto nella memoria mia e del mio telefono ogni vostra posizione, ogni tuo orgasmo e ogni movimento del suo cazzo dentro di te. Fino a imprimere le immagini dei suoi schizzi davanti alla tua bocca aperta. Nel momento in cui premo il pulsante per smettere di registrare, ringrazio Fabio e lo accompagno alla porta perché ora tocca a me. Ma questa è un'altra storia...
scritto il
2026-03-13
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