È una giovane collezionista di cazzi 2
di
PrincipeNero
genere
incesti
Con Alessia è più facile di quel che pensavo. Non devo farle nemmeno la corte, è nel periodo che colleziona cazzi. La richiamo e le propongo una cenetta la sera stessa.
No, non può.
'Domani allora? A pranzo o se preferisci ci vediamo nel pomeriggio.'
'No, la domenica sono col mio ragazzo... Puoi lunedì? io il pomeriggio ho un paio d'ore.'
Più facile di così! Ma forse me l'ha detto perché sperava che non potessi per lavoro. Accetto, mi sta benissimo.
'Allora ci sentiamo, ti chiamo io.'
Boh, mi mette un certo nervosismo, questa non ha il coraggio di scaricarmi. Invece dopo un'ora mi richiama davvero e poi ancora e ancora. Faccio una domenica di telefonate intermittenti.
All'inizio fa la figa annoiata che se la tira, mi vuol far sentire un vecchio bavoso, ma poi esce fuori il suo carattere allegro e giocoso. Mi ricorda troppo sua madre, Barbara rideva sempre quando mi vedeva, diceva che ero il suo giocattolino ma poi era un'altra storia quando mi si attaccava al cazzo. Era una furia ninfomane.
Alessia mi racconta mille cose, cosa studia, com'è il suo ragazzo Samuel, come va con mamma e con Marco, il suo compagno e mi dice anche che lei e suo fratello vivono in due appartamentini che Marco ha comprato per loro. Vuole farmi soffrire, si sente figa fatta, mi chiama e mi racconta che Samuel s'è addormentato, la domenica scopano tutto il giorno.
Ma vuole sapere di me e mamma. 'Tra voi c'è stato qualcosa, vero?'
'Sì, qualcosina. Ti crea problemi?'
'No, non credo, è stato una vita fa... ma tu mi vuoi perché sei stato con mamma?'
'Ci avrei provato lo stesso, giuro, mi piaci da morire Alessia.'
'Non mi hai risposto. Lo fai perché sei stato con mamma?'
'Ti confesso che lo trovo intrigante... e anche tu, confessalo, mi hai chiamato dolo perché lo sospettavi. Sbaglio?'
'Boh, però mi piaci, sei... sei interessante.'
'Grazie.' E non ha ancora visto il mio nove pollici.
'Scusa, quanti anni hai?'
''Trentasette.'
'Oh cazzo! Tredici anni in meno di mamma! Hai capito mammina?'
No, non l'ha ancora capito. Mi richiama dopo due minuti.
'No aspetta, so che mamma e papà si sono trasferiti vicino ai nonni quando mamma aspettava me, per farsi aiutare, aveva già Andrea piccolo. È vero?'
'Si e allora?'
'Ma allora tu eri... eri giovanissimo!'
Non sto a raccontarle che Barbara, la sua bella mammina, mi ha fatto da nave scuola e usato come dildo di carne per quasi due anni.
Da qui in poi le telefonate sono decisamente più porche, Alessia si eccita e io non sono più un minchione che se la vuole scopare. Le chiedo cose impensabili per una ragazza che ho visto solo mezz'ora al centro commerciale. Si dà da fare, ha già una bella collezione di cazzi. E sì, lo prende in culo anche se dice che lo fa solo perché vuole il suo ragazzo, non sta bene raccontare che gode troppo col cazzo in culo, e da quel che ho capito il suo Samuel ci sa fare a letto ma non è molto attrezzato. Insomma, è una puttanella in fiore ma almeno non ha mai fatto sesso di gruppo a parte pompini. Io Alessia non me la voglio solo scopare, darle una botta e via. Quelle tettine deliziose che tanto mi ricordano la sua mammina prima di essersele siliconate mi risvegliano un desiderio profondo di agganciarci le mie mollettine d'acciaio ai capezzoli.
Forse voglio vendicarmi di Barbara, Alessia deve essere mia, la voglio come Barbara ha avuto me. Mi spiace solo di essere arrivato tardi, a settembre Alessia compirà i vent'anni.
Le chiedo anche se Marco, il compagno di sua madre, ci ha mai provato con lei.
'Sei porco forte Mirko, cosa vai a pensare?'
'Nemmeno una palpatina?'
'Ahah, forse, ma non te lo dico di certo!'
'E a te? Ti piacerebbe? Non dirmi che non hai pensato di fargli un pompino.'
'Forse.'
E riattacca.
Passo una bella domenica al telefono, prima a pranzo dai miei e nel tardo pomeriggio in palestra e area benessere. Cinzia mi stressa disperata, l'ho scaricata il sabato sera e quasi piange quando le dico che non la voglio nemmeno per la domenica. È una bella trentenne che ho addestrato per bene, due anni ci ho messo. No, non la voglio, mi sto sognando di addestrare Alessia.
Chiamo Matt. Lui può e c'è anche Rashid.
Richiamo Cinzia. 'Va' da Matt, ti aspettano.'
'Mi dai a loro?!!'
'No, mercoledì dormi da me.'
'Grazie, Mirko, ti amo.
È troppo felice, oggi godrà da cagna come una cagna con due cazzi neri e mercoledì tornerà dal suo Principe per farsi punire come merita. Con lei ho fatto un gran lavoro, ma con Alessia voglio superarmi.
E mi chiama anche Marco, il compagno di Barbara e patrigno di Alessia e Andrea. Con lui sono d'accordo per il prossimo fine settimana, mi hanno invitato a cena. 'Barbara non sta più nella pelle, mi ha raccontato tutto di voi due.'
'Ma tu te la vuoi scopare con me?'
'Come va a te, a me sta bene anche solo guardare... ogni tanto lo facciamo. Mi basta anche guardarla'.
'Devi dire però a Barbara che io non sono più il pischello di venti anni fa.'
'Sì sì, certo, lo sappiamo...'
'E devi farmela trovare legata al letto.'
'Legata?'
'Le devasto il culo, Marco.'
Riattacca, il cornuto vorrà segarsi al pensiero di Barbara sodomizzata.
E c'è pure Andrea, il fratellino fluid che mi chiama. Non mi va, ho il culetto di sua sorella che mi occupa tutto il cervello ma mi fa venire un'idea. 'Che ne dici di lunedì sera? Ci guardiamo qualcosa su Netflix.'
Sì, avrò il cazzo stanco, dovrebbe essere piacevole farmelo leccare dopo che ha distrutto il culetto di sua sorella.
Ma forse sto correndo troppo. Un dubbio mi stringe ai coglioni, non è poi così sicuro che Alessia venga domani. Le scrivo.
'Dove ci troviamo? Un bar o dove preferisci tu.'
'Perché? Non si può da te?'
Whoww, ho il cazzo carico pronto a scoppiare.
Rashid mi chiama che sono a un'apericena con clienti di lavoro. 'Scusa, Mirko, ci sono anche tre nostri amici, possiamo tenercela anche stasera?'
'A Cinzia sta bene?'
'E me lo chiedi?'
'Okay allora, ma dille che mercoledì sarò parecchio incazzato.'
No, non può.
'Domani allora? A pranzo o se preferisci ci vediamo nel pomeriggio.'
'No, la domenica sono col mio ragazzo... Puoi lunedì? io il pomeriggio ho un paio d'ore.'
Più facile di così! Ma forse me l'ha detto perché sperava che non potessi per lavoro. Accetto, mi sta benissimo.
'Allora ci sentiamo, ti chiamo io.'
Boh, mi mette un certo nervosismo, questa non ha il coraggio di scaricarmi. Invece dopo un'ora mi richiama davvero e poi ancora e ancora. Faccio una domenica di telefonate intermittenti.
All'inizio fa la figa annoiata che se la tira, mi vuol far sentire un vecchio bavoso, ma poi esce fuori il suo carattere allegro e giocoso. Mi ricorda troppo sua madre, Barbara rideva sempre quando mi vedeva, diceva che ero il suo giocattolino ma poi era un'altra storia quando mi si attaccava al cazzo. Era una furia ninfomane.
Alessia mi racconta mille cose, cosa studia, com'è il suo ragazzo Samuel, come va con mamma e con Marco, il suo compagno e mi dice anche che lei e suo fratello vivono in due appartamentini che Marco ha comprato per loro. Vuole farmi soffrire, si sente figa fatta, mi chiama e mi racconta che Samuel s'è addormentato, la domenica scopano tutto il giorno.
Ma vuole sapere di me e mamma. 'Tra voi c'è stato qualcosa, vero?'
'Sì, qualcosina. Ti crea problemi?'
'No, non credo, è stato una vita fa... ma tu mi vuoi perché sei stato con mamma?'
'Ci avrei provato lo stesso, giuro, mi piaci da morire Alessia.'
'Non mi hai risposto. Lo fai perché sei stato con mamma?'
'Ti confesso che lo trovo intrigante... e anche tu, confessalo, mi hai chiamato dolo perché lo sospettavi. Sbaglio?'
'Boh, però mi piaci, sei... sei interessante.'
'Grazie.' E non ha ancora visto il mio nove pollici.
'Scusa, quanti anni hai?'
''Trentasette.'
'Oh cazzo! Tredici anni in meno di mamma! Hai capito mammina?'
No, non l'ha ancora capito. Mi richiama dopo due minuti.
'No aspetta, so che mamma e papà si sono trasferiti vicino ai nonni quando mamma aspettava me, per farsi aiutare, aveva già Andrea piccolo. È vero?'
'Si e allora?'
'Ma allora tu eri... eri giovanissimo!'
Non sto a raccontarle che Barbara, la sua bella mammina, mi ha fatto da nave scuola e usato come dildo di carne per quasi due anni.
Da qui in poi le telefonate sono decisamente più porche, Alessia si eccita e io non sono più un minchione che se la vuole scopare. Le chiedo cose impensabili per una ragazza che ho visto solo mezz'ora al centro commerciale. Si dà da fare, ha già una bella collezione di cazzi. E sì, lo prende in culo anche se dice che lo fa solo perché vuole il suo ragazzo, non sta bene raccontare che gode troppo col cazzo in culo, e da quel che ho capito il suo Samuel ci sa fare a letto ma non è molto attrezzato. Insomma, è una puttanella in fiore ma almeno non ha mai fatto sesso di gruppo a parte pompini. Io Alessia non me la voglio solo scopare, darle una botta e via. Quelle tettine deliziose che tanto mi ricordano la sua mammina prima di essersele siliconate mi risvegliano un desiderio profondo di agganciarci le mie mollettine d'acciaio ai capezzoli.
Forse voglio vendicarmi di Barbara, Alessia deve essere mia, la voglio come Barbara ha avuto me. Mi spiace solo di essere arrivato tardi, a settembre Alessia compirà i vent'anni.
Le chiedo anche se Marco, il compagno di sua madre, ci ha mai provato con lei.
'Sei porco forte Mirko, cosa vai a pensare?'
'Nemmeno una palpatina?'
'Ahah, forse, ma non te lo dico di certo!'
'E a te? Ti piacerebbe? Non dirmi che non hai pensato di fargli un pompino.'
'Forse.'
E riattacca.
Passo una bella domenica al telefono, prima a pranzo dai miei e nel tardo pomeriggio in palestra e area benessere. Cinzia mi stressa disperata, l'ho scaricata il sabato sera e quasi piange quando le dico che non la voglio nemmeno per la domenica. È una bella trentenne che ho addestrato per bene, due anni ci ho messo. No, non la voglio, mi sto sognando di addestrare Alessia.
Chiamo Matt. Lui può e c'è anche Rashid.
Richiamo Cinzia. 'Va' da Matt, ti aspettano.'
'Mi dai a loro?!!'
'No, mercoledì dormi da me.'
'Grazie, Mirko, ti amo.
È troppo felice, oggi godrà da cagna come una cagna con due cazzi neri e mercoledì tornerà dal suo Principe per farsi punire come merita. Con lei ho fatto un gran lavoro, ma con Alessia voglio superarmi.
E mi chiama anche Marco, il compagno di Barbara e patrigno di Alessia e Andrea. Con lui sono d'accordo per il prossimo fine settimana, mi hanno invitato a cena. 'Barbara non sta più nella pelle, mi ha raccontato tutto di voi due.'
'Ma tu te la vuoi scopare con me?'
'Come va a te, a me sta bene anche solo guardare... ogni tanto lo facciamo. Mi basta anche guardarla'.
'Devi dire però a Barbara che io non sono più il pischello di venti anni fa.'
'Sì sì, certo, lo sappiamo...'
'E devi farmela trovare legata al letto.'
'Legata?'
'Le devasto il culo, Marco.'
Riattacca, il cornuto vorrà segarsi al pensiero di Barbara sodomizzata.
E c'è pure Andrea, il fratellino fluid che mi chiama. Non mi va, ho il culetto di sua sorella che mi occupa tutto il cervello ma mi fa venire un'idea. 'Che ne dici di lunedì sera? Ci guardiamo qualcosa su Netflix.'
Sì, avrò il cazzo stanco, dovrebbe essere piacevole farmelo leccare dopo che ha distrutto il culetto di sua sorella.
Ma forse sto correndo troppo. Un dubbio mi stringe ai coglioni, non è poi così sicuro che Alessia venga domani. Le scrivo.
'Dove ci troviamo? Un bar o dove preferisci tu.'
'Perché? Non si può da te?'
Whoww, ho il cazzo carico pronto a scoppiare.
Rashid mi chiama che sono a un'apericena con clienti di lavoro. 'Scusa, Mirko, ci sono anche tre nostri amici, possiamo tenercela anche stasera?'
'A Cinzia sta bene?'
'E me lo chiedi?'
'Okay allora, ma dille che mercoledì sarò parecchio incazzato.'
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