La casa abbandonata
di
Tony 20
genere
bisex
Gae aveva una comoda vespa bianca e spesso facevamo un lungo giro che, casualmente, ci portava in zone di campagna poco praticate.Inziavamo il giretto pomeridiano e tutto cominciava sulla vespa, lui guidava e io dietro che a volte dipende le accelerate mi aggrappavo a lui e ovviamente non mi staccavo subito, lui capiva che sarei stato aperto a tutto allora iniziava a dirmi se scopare con lui mi piace, se il suo cazzo mi piace, se fargli seghe e pompini mi piace, e ovviamente io rispondevo sempre di si e lui mi portava la mia mano dentro i suoi pantaloni e guidava in direzione di una casa abbandonata.
Appena arrivati entriamo nella casa, ci mettiamo vicino ad una finestra che da sulla strada per vedere se viene qualcuno, lui si mette all' angolo così può guardare fuori, mi metto a suo fianco lo tiro fuori, un bel cazzo tosto e venoso, con quell'odore che mi fa salire la voglia, comincio a segarlo e leccarlo, lui gioca col mio buco bello pronto ad accogliere quel cazzo bello duro, dopo qualche minuto di succhiare e segare, mi giro abbasso la tuta e le mutande, mi metto con la faccia verso la finestra e tutto il resto del corpo dietro il muro, mi bagno il buco con la saliva, allargo per bene, lui lo appoggia e entra piano piano, lo sento entrare e fa male, ma soffro in silenzio perché poi si gode, ogni tanto lo fermo perché il dolore è forte, lui un po' alla volta lo entra tutto e si muove piano piano, qualche istante e il dolore comincia a diventare piacere, mi chiede come va e gli dico che può sbattermi come vuole, lo faccio di proposito a dire così perché diventa un toro, lo affonda tutto e comincia a dare colpi forti e decisi e accelera sempre di più, in quella campagna si sente soltanto il suono della nostra goduria, mi sento il culo largo, sfondato e bagnatissimo, godo come una gran vacca, adoro quel cazzo, allungo le mani e lo tiro verso di me e lui si arrapa di più, e gioca a farlo uscire e entrare di nuovo, lo sento allargare, mi chiede continuamente se godo, certo che godo non senti come faccio, mi sbatte per almeno venti minuti, e poi che bello sento la sborra che schizza con prepotenza dentro il mio culo rotto, mi fa sentire una gran zoccola, appena lo tira fuori mi gira e mi fa leccare il cazzo mentre sento scendere la sborra che esce dal mio largo buco, solo lui mi fa sentire la sua troia sottomessa ai suoi desideri
Appena arrivati entriamo nella casa, ci mettiamo vicino ad una finestra che da sulla strada per vedere se viene qualcuno, lui si mette all' angolo così può guardare fuori, mi metto a suo fianco lo tiro fuori, un bel cazzo tosto e venoso, con quell'odore che mi fa salire la voglia, comincio a segarlo e leccarlo, lui gioca col mio buco bello pronto ad accogliere quel cazzo bello duro, dopo qualche minuto di succhiare e segare, mi giro abbasso la tuta e le mutande, mi metto con la faccia verso la finestra e tutto il resto del corpo dietro il muro, mi bagno il buco con la saliva, allargo per bene, lui lo appoggia e entra piano piano, lo sento entrare e fa male, ma soffro in silenzio perché poi si gode, ogni tanto lo fermo perché il dolore è forte, lui un po' alla volta lo entra tutto e si muove piano piano, qualche istante e il dolore comincia a diventare piacere, mi chiede come va e gli dico che può sbattermi come vuole, lo faccio di proposito a dire così perché diventa un toro, lo affonda tutto e comincia a dare colpi forti e decisi e accelera sempre di più, in quella campagna si sente soltanto il suono della nostra goduria, mi sento il culo largo, sfondato e bagnatissimo, godo come una gran vacca, adoro quel cazzo, allungo le mani e lo tiro verso di me e lui si arrapa di più, e gioca a farlo uscire e entrare di nuovo, lo sento allargare, mi chiede continuamente se godo, certo che godo non senti come faccio, mi sbatte per almeno venti minuti, e poi che bello sento la sborra che schizza con prepotenza dentro il mio culo rotto, mi fa sentire una gran zoccola, appena lo tira fuori mi gira e mi fa leccare il cazzo mentre sento scendere la sborra che esce dal mio largo buco, solo lui mi fa sentire la sua troia sottomessa ai suoi desideri
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