Lo sconosciuto di Lucia - Cap 3
di
Lokrost Menerito
genere
dominazione
Due bocciature alle scuole superiori, finalmente conclusi gli esami di stato, Lucia è in attesa del verdetto. Maturità o dovrà ripetere l'anno?
Nel mentre però, grazie le sue ricerche per la tesina, scopre il mondo del porno, dei racconti e delle chat, dove in quest'ultima, incontrerà una persona molto particolare e dura.
ATTENZIONE : Questo è il terzo capitolo del racconto, se non li hai ancora letti, ti invito a cercare Lo sconosciuto di Lucia - Cap 1 e CAP 2 !
Spero vi piaccia.
lokrost.menerito@gmail.com
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Le manette scattano ai polsi posti dietro la schiena mentre il ragazzo piu giovane mi fa indossare i sandali utilizzati la prima volta che incontrai l’uomo (quando ero legata al palo) nel bosco.
Senza alcuna delicatezza vengo presa sulle spalle come un sacco di patate e portata in quella che suppongo essere la cantina.
Dopo esser stata posizionata in piedi al centro della stanza, una catena pendente dal soffitto mi viene agganciata al collare e poi, dopo avermi allargato le gambe, alle caviglie mi vengono strette delle corde.
Con indosso solo quei sandali altissimi, sono così costretta in quella posizione mentre i miei aguzzini mi guardano soddisfatti.
Pochi minuti ed il mio cuore torna a battere all’impazzata nel petto.
Una porta sbatte al piano superiore.
Sento delle voci e poi dei passi.
Dalla scala provengono schiamazzi per poi, in breve, sentirli entrare nella stanza.
Sono alle mie spalle, li sento ed in mano suppongo abbiano delle buste di plastica.
Uno dei due, sono sicura che sia rimasto imbambolato a guardarmi, mentre l'altro, dopo essersi spostato di pochi passi, posa le borse sul tavolo, per poi raggiungermi.
Non parla, si avvicina con il volto al mio e con una mano prende possesso della mia mandibola.
Con le dita preme sulle guance fino a quando non apro la bocca.
Senza alcuna esitazione mi bacia infilando con prepotenza la lingua in bocca.
Risucchia la mia saliva, succhia la mia lingua e scava con la sua in tutta la mia bocca.
- Hmmm sai già di cazzo – esclama allontanandosi qualche istante per guardarmi negli occhi.
Pochi istanti e la mano passa dietro alla nuca per potermi attrarre con prepotenza a lui.
Mentre mi limona con arroganza, con la mano ancora libera si infila tra le mie cosce, spingendosi immediatamente con le dita nella passera.
Ansimo spaventata da tutta questa foga mentre le dita si muovono libere in me allo stesso ritmo della sua lingua.
Ancora pochi istanti e dopo essersi staccato improvvisamente, si inginocchia tra le mie gambe.
- Scommetto che ve la siete già montata – afferma allargandomi la figa con entrambe le mani.
- Esatto. Ma come promesso non le siamo venuti dentro – afferma il mio padrone ridacchiando.
Quasi con foga, con la bocca si fionda sulla figa. Con le mani agguanta le cosce per stringermi contro il suo volto. Con la lingua affonda prepotente in me risucchiando tutti i miei umori e procurandomi un sempre maggior godimento.
Ansimo, chiudo gli occhi e mi manca quasi il fiato mentre mi sta letteralmente divorando.
- Che figa squisita. - esclama staccandosi per riprendere fiato prima di rituffarsi capofitto.
Mi mancano le forze, le ginocchia cedono e di colpo tutto il mio peso grava sul collare stretto attorno al collo.
Mi sento strozzare, il fiato viene a mancare e sforzandomi cerco di tornare sulle mie gambe.
Presto, anche l'altro uomo appena arrivato, si avvicina dopo aver posato le borse e impugnate le tette, inizia a impastarle come fosse pongo.
Da dietro, si avvicina il ragazzo a cui avevo fatto il pompino e senza aprir bocca, inizia a schiaffeggiarmi il culo con forza e regolarità.
Non resisto, gemo e inizio a dire frasi senza senso.
L’ultimo dei presenti, ossia il mio padrone rimasto in disparte, sorridendo mi raggiunge anche lui e posizionatosi al mio fianco, dopo avermi preso il volto tra le mani, lo gira verso di lui e sorridendo mi infila tre dita in bocca.
- Devi stare zitta. Puttana. Sei il nostro giocattolo hai capito? Ti vogliamo rompere tutta, lo sai? - domanda infilando le dita in profondità fino a raggiungere la gola procurandomi diversi conati di vomito.
Senza togliere la mano dalla mia bocca, con quella libera mi schiaffeggia in volto.
Il culo ormai brucia mentre quelle mani non smettono di sculacciarmi.
Le tette iniziano ad arrossarsi quando le strizzate diventano più decise e poi, quasi urlo nonostante le dita in bocca quando i capezzoli mi vengono pizzicati con le unghie.
Quella bocca che scava nella figa….
Oddio….
Non resisto più.
Vengo nella sua bocca urlando.
L'uomo mi beve fino all'ultimo spruzzo facendo ben attenzione a ripulirmi con attenzione usando lunge e profonde leccate. Poi, soddisfatto allontana il volto e inspira profondamente godendosi l’odore di sesso che emano.
- Me lo sognavo da quando ti ho vista in foto per la prima volta. Finalmente! – conclude staccandosi dalle mie cosce per poi alzarsi.
Uno alla volta, anche gli altri si allontanano da me lasciandomi appesa e stremata.
Sempre quello che mi ha letteralmente mangiato la figa, continuando a fissarmi non resiste oltre, è troppo irrequieto. Si tira rapidamente fuori il cazzo e dopo essersi riavvicinato a me, senza esitazione me lo ficca tutto dentro facendomi gemere.
Rimane fermo, mi guarda negli occhi, mi prende per i fianchi e con la bocca torna a contatto con la mia. Questa volta sono io ad aprirla e quando mi ficca la lingua in bocca, rispondo al suo bacio.
Il cazzo, a quel punto inizia un lento e profondo su e giù.
Lento.
Troppo lento.
Quasi snervante.
Passa circa una quindicina di minuti di questo lento e straziante movimento prima che qualcuno si faccia vivo.
- Cosa ne dici di finire di scopartela dopo? - domanda il mio padrone.
- hmmm – mugugna staccandosi malvolentieri dalla mia bocca smettendo di scoparmi ma rimanendo ben piantato in me.
- Per me va bene, ma solo se nessuno si fotte questa bella figa prima di me. - conclude sfilandosi per poi allontanarsi.
- Tranquillo – risponde il padrone ponendosi alle mie spalle impugnandomi per i capelli.
- Adesso è giunto il momento di intensificare l’uso di questo bel culetto – esclama prima di assestarmi un portentoso sculaccione.
- Tu puttanella.... Cosa dici? Mi fai rompere questo bel culetto e poi ti lasciamo riposare mentre il tuo nuovo fidanzatino ti monta con calma ? –
Ovviamente non aspetta una mia risposta e tirando dolorosamente i capelli facendomi piegare il volto verso il suo, impugna il fallo e lo estrae con grande facilità dal culo.
Uno dei presenti, prende in consegna il fallo per depositarlo sul tavolo ma senza smettere un secondo di godersi la scena.
Con la mano libera, il padrone mi tira a se per i fianchi in modo che sporga bene il culo.
Sputa più volte nel solco per poi raccogliere tutta la saliva con il suo cazzo e spalmarla sul buco leggermente arrossato.
Non attende oltre.
Con la prima spinta, la cappella è dento facendomi spalancare la bocca.
Con la seconda, mi fa lamentare mentre più di metà cazzo entra con prepotenza.
La sua mano ora stringe forte il mio fianco e poi, lentamente (per non dire inesorabilmente), il cazzo risale con forza. Senza mai fermarsi, risale fino a quando il mio culo non è schiacciato contro il suo pube.
La catena viene sganciata dal collo e senza uscire di un singolo centimetro da me, vengo spinta in avanti e dopo essermi inginocchiata, vengo spinta a pecora in terra.
Mentre gli altri uomini ci guardano parlando tra un sorso di birra e un tiro di sigaretta, l'uomo alle mie spalle si posiziona meglio, si aggrappa ai miei fianchi con le mani e poi ridacchia.
- Puttanella. Questa è l'ultima volta che ti lascio scegliere. Mi fai spaccare come voglio questo culetto si o no? - domanda mentre esce lentamente fino a quando lo sento vuoto e largo in un modo mai provato prima d’ora.
- SI – è l'unica cosa che dico prima di chiudere gli occhi.
L'uomo sputa più volte e poi la cappella si appoggia nuovamente a me.
Non ho il tempo di prendere fiato, né tantomeno di ragionare.
Con una spinta si pianta dentro fino alle palle facendomi urlare.
Esce completamente.
Sputa ancora e poi, con violenza riaffonda.
Urlo come una matta per il bruciore che provo e per sensazioni mai provate che arrivando al cervello mi tolgono il fiato.
Al terzo affondo, totalmente spinto dentro, si posiziona meglio e poi parte a scoparmi come un toro.
Le tette e i capelli penzolanti, vengono scossi con violenza dalla sua furia.
Gli occhi sgorgano lacrime su lacrime.
Di dolore? Di emozioni mai provate? Di paura? Di desiderio? Di felicità?
Non lo so dire.
Il culo brucia.
Il fiato viene a mancare.
Le urla, gli insulti, gli schiaffi sul culo e i capelli che mi vengono tirati di tanto in tanto, mi fanno capire quanto sia in sua balia.
Mi sento un suo possedimento, una sua proprietà e voglio che mi faccia tutto quello che vuole!
Aprendo gli occhi, vedo uno filmarci durante questa assurda cavalcata.
Tutti ridono.
Tutti hanno il cazzo di fuori.
Tutti hanno il cazzo duro.
Il mio “fidanzato” (come lo chiama il padrone), mi guarda contento.
Non resisto.
Lo richiamo a me.
Gli ordino di farmelo ciucciare.
Stupito, quasi corre per accontentarmi.
Appena si inginocchia di fronte il mio volto, voracemente gli prendo il cazzo in bocca iniziando a ciucciarlo come una pazza.
- Puttana!! - sento urlare alle mie spalle.
Il mio padrone inizia ad avere il fiato corto.
Il culo mi brucia.
Il fiato manca sempre di più con quel cazzo in bocca.
Gli affondi sono sempre più forti, violenti e poi, dopo avermi urlato ancora contro, rallenta e quasi si ferma. Si avvicina al mio volto intento a succhiare il cazzo del suo amico e sottovoce mi sussurra.
- Ora ti spacco il culetto. Puttana. –
Pensavo fosse giunto al limite, pensavo stesse per venire, invece, dopo le sue parole, non capisco piu nulla.
L’uomo, senza uscire dal culo, si alza da terra posizionandosi cavalcioni al mio bacino e dopo essersi piegato con il busto su di me, si spinge nuovamente tutto dentro.
Gemo.
Pochi istanti e torna a montarmi con una forza inaudita.
L'uomo urla.
Io urlo.
Tutto di me brucia. Scotta come se prendessi fuoco da dentro.
Mi manca il fiato.
Mi stacco dal cazzo che ho in bocca e inizio a fare degli acuti lamenti.
Stringo gli occhi.
Stringo i denti.
Urlo con lui mentre i colpi di reni contro il mio culo rimbombano in tutta la stanza.
Urlo fino a quando piantandosi in profondità, si scarica con un acuto lamento.
Pochi istanti, ma che sembrano infiniti ed appena l’uomo si sfila, lasciandomi un cratere al posto del culo, crollo con la faccia sul pavimento. Stremata, con il fiato che quasi non esce, talmente sudata che addirittura gli occhi bruciano per le gocce che colano in essi, cerco di regolarizzare il battito cardiaco.
L’attesa è poca e qualcuno prende il suo posto. Presto, un altro cazzo penetra il mio culo facendomi tornare a gemere. In breve tempo, nella stanza torna a rimbombare il suono dei colpi di bacino contro le mie chiappe.
Appena alzo nuovamente il volto da terra e mi tiro su con le mani, di fronte a me, il “fidanzatino” torna a spingermi il cazzo in bocca.
Mentre il padrone si siede comodo sul divano a guardare la scena massaggiandosi il cazzo ancora duro, i due alle mie spalle, iniziano a darsi costantemente il cambio. Così facendo, mentre uno riprende fiato, l’altro mi sodomizza usando tutta la forza possibile per farmi gemere.
Scossa dai continui affondi, non riesco a muovermi, trattenuta per i fianchi da quello che mi monta e stretta per i capelli da quello sempre spinto nella mia bocca.
Sconquassata dai continui affondi, il cazzo in bocca spinge per entrare con sempre maggior forza, fino a quando, improvvisamente flette l’asta sprofondandomi in gola.
L’uomo geme dal godimento e spinge facendomi mancare il fiato fino quando il suo pube è premuto con forza contro il mio naso.
Dietro di me, i ragazzi si danno ancora una volta il cambio ed appena torno ad esser sbattuta con forza, il fiato finisce nei miei polmoni e l’uomo di fronte a me se ne accorge sfilandosi dalla gola.
Emetto un lungo respiro prima di tornare a gemere e subito dopo, il cazzo si ripianta nella gola con ancora piu facilità. Ma al successivo cambio nel sodomizzarmi, non resisto oltre.
Mi mancano le forze, le braccia cedono ed appena il cazzo si sfila dalla mia gola, vengo ancora una volta.
- Wow!!! – esclama l’uomo che mi scopa e dopo pochi istanti, geme prima di bloccarsi tutto spinto in me.
- AAAHHH!!! – urla scaricando il suo seme nel mio intestino.
Noncurante del mio sfinimento, anche l’altro torna a sodomizzarmi e dopo pochi colpi seguiti dai miei gemiti, anche lui viene in me.
Anche loro due, soddisfatti, si sistemano comodi sul divano mentre sorridono tra loro.
Riprendo fiato senza riuscire ad alzar la testa dal pavimento, ma quando vengo presa per i capelli ed il volto viene girato, il “fidanzato” torna a baciarmi in bocca pochi istanti.
- Non crederai mica che ti puoi riposare proprio adesso –
Le corde mi vengono slegate dalle caviglie.
Presa di peso vengo portata su un grosso letto e dopo esser stata depositata dolcemente supina, l'uomo si spoglia completamente.
Sale su di me.
Mi allarga le gambe e con calma, mi penetra nella figa.
- Ora io e te facciamo l'amore. - afferma mettendosi comodo tra le mie cosce, prima di tornare a ficcarmi la lingua in bocca.
Non ci posso credere.
Sono stremata.
Sono esausta.
Ma questo cazzo mi sta fottendo.
Mi sta fottendo veramente bene.
Mi sta piacendo.
Cazzo se mi piace.
Rispondo al bacio.
Mi faccio scopare.
Facciamo l'amore come vuole lui.
Di fronte i suoi amici che ci filmano.
Di fronte tutti quei cazzi duri che aspettano per l’ennesima volta di usarmi.
Con costanza e lentezza estenuante, l'uomo ha continuato a scoparmi a lungo, senza smettere di tenermi la lingua in bocca.
Non so per quanto tempo sia andato avanti ( forse mezzora? Forse di più? ) ma ad un certo punto, con la solita calma che lo contraddistingue, esce da me, si posiziona cavalcioni sulle tette e puntato il cazzo nella bocca, ordina semplicemente di bere tutto.
Silenziosamente prendo quindi il cazzo tra le labbra, succhio, lecco e dopo due colpi della sua mano sull'asta, mi riversa tutto lo sperma in bocca.
Sto ancora inghiottendo lo sperma mentre si alza, scende dal letto e dopo essere tornato con il volto di fronte il mio, mi bacia ancora.
Lo sperma residuo si mischia tra le nostre bocche, mentre non riesco a non rispondere al bacio.
- Brava puttanella – esclama allontanandosi soddisfatto mentre il ragazzo più giovane mi sta già prendendo per le caviglie.
Quasi non mi accorgo delle sue mani fino a quando non vengo tratta con forza e portata al fondo del letto. Basta poco per capire le sue intenzioni e quando vengo girata su un lato, con il culo ben esposto, il suo cazzo fa presto capolino tra le mie chiappe.
- Il tuo culo si ricorderà per parecchio tempo di questa giornata ! – afferma per poi affondare in me con prepotenza.
Il tempo che l’uomo ha sfruttato per “fare l’amore”, è bastato ai presenti per riprendersi.
Uno dopo l’altro, tutti mi sodomizzano senza il minimo riguardo.
Uno dopo l’altro, tutti mi fanno gemere fino a quando non si sfilano frettolosamente per poi venirmi in faccia ed alla fine, sono distrutta.
Tutto il seme cola lentamente sul lenzuolo mentre cerco di prendere fiato.
Tutti e quattro, sono senza forze, seduti sul divano e madidi dal sudore.
Quando alzo gli occhi e guardo l’orologio appeso al muro, non mi capacito di quante ore siano passate. Non ho mai scopato tanto in tutta la mia vita.
Il culo è ormai un cratere quando il padrone si riavvicina con in mano il fallo di gomma.
- Se sei diventata troppo larga, ne ho un altro che sicuramente mi farà divertire. -
Per fortuna però, senza quasi accorgermene, il fallo entra con facilità, ma una volta raggiunta la base, il culo lo trattiene.
- Peccato – esclama allontanandosi.
In poco meno di un’ora, i presenti si congedano e se ne vanno senza salutarmi. Solo il rinominato “fidanzato” si avvicina e noncurante della sborra secca sul mio volto, mi bacia in bocca per poi andarsene anche lui.
Rimasti solo io ed il padrone, vengo fatta alzare dal letto e quando mi guarda barcollante e ancora sudata, sorride.
Questa volta senza essere bendata e sempre nuda, vengo riportata all’auto.
Al ritorno, posso finalmente stare seduta nei sedili posteriori, dove i vetri sono oscurati, ma continuo a non poter indossare nulla.
Infine siamo giunti alla mia auto.
- Scendi, vai al bagagliaio.
Eseguo gli ordini e giunta di fronte il bagagliaio, il portellone si apre e finalmente mi vengono restituiti i vestiti e le mie cose.
- Ci sentiamo presto.
Neanche un saluto.
Mentre mi sto rivestendo, l’uomo torna in auto e parte sgommando.
Torno a casa senza osare togliermi il fallo dal culo, ma giunta nella mia camera decido di chiamarlo.
Il suo telefono è spento.
Provo dopo pochi minuti ad accendere il computer e accedo alla chat.
Il suo nome non c’è tra i partecipanti.
Sono stravolta, il corpo sa ancora di sesso e guardando la mia pelle, sono piena di segni ovunque.
Piu mi guardo e più mi piace cosa vedo perché non ho mai goduto così tanto.
Lentamente, raggiungo le mie chiappe ed impugnato il fallo, lo estraggo senza la minima difficoltà.
Ma la cosa che più mi sconvolge, è quando vado a toccare la figa ancora ustionante.
- Sono bagnata fradicia. -
Non ci posso credere.
Crollo distrutta.
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Passano i giorni.
Finalmente i voti sono usciti. Sono passata agli esami e finalmente posso cercarmi un lavoro, ma prima, voglio farmi una vacanza.
Sono passate due settimane in cui ho tentato ripetutamente di chiamare quel maledetto numero.
Niente, sempre spento.
Ormai ho desistito e spulciando siti di villaggi turistici, sono intenta a cercare qualcosa di economico, quando sento il telefono squillare.
Lo impugno scocciata, ma appena vedo il numero, mi sento pietrificata.
- Pronto.
- Voglio che vieni a casa mia. Adesso.
- Va bene.
- Ti mando l’indirizzo.
La chiamata si interrompe.
Sono sconvolta.
Mi alzo rapidamente dalla sedia con agitazione.
Come al solito, visto il caldo assillante, indosso il solito top ed un piccolo perizoma.
Rapidamente raggiungo l’armadio e preso un paio di shorts di cotone, li indosso per poi infilarmi rapidamente le infradito mentre sento il suono di un sms.
L’indirizzo è proprio dietro l’angolo a pochi metri da casa mia.
Scendo quasi di corsa le scale e giunta fuori dal portone, corro fino all’angolo della via. Appena svolto sulla destra, il primo portone è quello segnato sull’indirizzo.
Compongo il numero e lo chiamo.
- Sono al portone.
Dall’altro capo del telefono, nessuno parla e la chiamata si interrompe.
La serratura elettrica del portone scatta rumorosamente e senza esitazione entro.
Di fronte a me, trovo diverse rampe di scale e nient’altro. Decido di iniziare a salire e dopo pochi gradini fatti rumorosamente per via delle infradito che sbattono, dalla tromba delle scale sento la sua voce.
- Terzo piano.
Ciò che rimane di quelle rampe, sembra quasi che abbia volato e giunta di fronte a lui, mi manca il fiato.
Serio, silenzioso, petto nudo e con addosso soltanto un paio di pantaloncini, mi attende sulla porta.
- Entra
Questo è l’unica parola che esce dalla sua bocca.
Come ordinato, abbasso lo sguardo e lo seguo in casa.
Appena la porta si chiude, mi sento presa con forza per essere sbattuta contro il muro del corridoio.
Mentre una mano mi tiene ferma per le spalle, con l’altra, in pochi attimi shorts e mutandine vengono calati alle caviglie.
Non ho tempo per ragionare quando vedo di sfuggita i suoi pantaloncini in terra.
Il tempo di sentire una presenza tra le mie cosce ed inizio a gemere quando il suo cazzo mi penetra con forza la figa.
- La mia vacca è sempre fradicia. Brava.
Afferma ansimante al mio orecchio prima di affondare ancora con arroganza.
Il suo modo di fare, la sua voce, il suo odore.
Mi monta in questo modo senza sosta e dopo 5 minuti abbondanti di questa cavalcata animalesca, non resisto oltre.
Stingo gli occhi mentre lui mi trattiene per i capelli aumentando la forza degli affondi e gemo forte quando mi strizza una tetta. Ma poi, quando incalza il ritmo in modo davvero feroce, non resisto più.
Vengo. Vengo come un fiume.
Esplodo inondando tutto mentre anche lui ansima e viene farcendomi fino a quando i liquidi non iniziano a mischiarsi e colare lungo le cosce.
Ho il fiato corto e lo guardo esausta mentre si allontana.
- Adesso da chi mi farai scopare?
Domando mentre cerco di riprendere fiato.
L’uomo sorride.
- Da questo momento sei mia e non ti interessa quello che ti farò fare. Hai passato il test e da oggi inizia l’addestramento.
Dopo tale affermazione, uno sculaccione molto forte mi fa rialzare immediatamente in piedi.
Appena mi volto, l’uomo stringe il mio collo, alza volgarmente il top sopra le tette e mentre scalcio il resto dei vestiti che bloccano le caviglie, mi spinge ancora una volta alla parete e mi bacia infilando subito la lingua con arroganza.
Rispondo al bacio mentre sento la sua mano scavare tra le mie chiappe e trovato l’ano, lo penetra senza alcuna lubrificazione.
- Sei la mia vacca. Mi appartieni – afferma prima di scendere con la bocca sulle tette.
Il capezzolo sinistro mi viene succhiato con forza mentre le dita nel culo sono ferme ma ben spinte in profondità.
Un morso sul capezzolo anticipa il mio gemito e subito dopo, l’uomo torna con il volto di fronte il mio.
- Da questo momento decido come ti vesti, come ti trucchi, quando e come ti lavi, come ti depili e quello che puoi o non puoi fare. – afferma con il fiato corto prima di mordermi un orecchio.
- Ma soprattutto, da questo momento la tua sessualità mi appartiene. La tua igiene intima la decido io e se è per godere, senza il mio permesso non potrai sfiorarti nemmeno con un dito. – afferma ancora spingendo più in profondità le dita nell’ano.
Ancora una volta ansimo e sento l’eccitazione crescere maggiormente.
- Ho un nuovo gioco da far provare al tuo culo. Andiamo -
Le dita si sfilano dall’ano.
Pochi istanti e quando anche il top cade a terra, sono nuovamente nuda di fronte a lui.
Presa per i capelli, vengo trascinata lungo il corridoio sotto il suo sguardo divertito.
Nel mentre però, grazie le sue ricerche per la tesina, scopre il mondo del porno, dei racconti e delle chat, dove in quest'ultima, incontrerà una persona molto particolare e dura.
ATTENZIONE : Questo è il terzo capitolo del racconto, se non li hai ancora letti, ti invito a cercare Lo sconosciuto di Lucia - Cap 1 e CAP 2 !
Spero vi piaccia.
lokrost.menerito@gmail.com
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Le manette scattano ai polsi posti dietro la schiena mentre il ragazzo piu giovane mi fa indossare i sandali utilizzati la prima volta che incontrai l’uomo (quando ero legata al palo) nel bosco.
Senza alcuna delicatezza vengo presa sulle spalle come un sacco di patate e portata in quella che suppongo essere la cantina.
Dopo esser stata posizionata in piedi al centro della stanza, una catena pendente dal soffitto mi viene agganciata al collare e poi, dopo avermi allargato le gambe, alle caviglie mi vengono strette delle corde.
Con indosso solo quei sandali altissimi, sono così costretta in quella posizione mentre i miei aguzzini mi guardano soddisfatti.
Pochi minuti ed il mio cuore torna a battere all’impazzata nel petto.
Una porta sbatte al piano superiore.
Sento delle voci e poi dei passi.
Dalla scala provengono schiamazzi per poi, in breve, sentirli entrare nella stanza.
Sono alle mie spalle, li sento ed in mano suppongo abbiano delle buste di plastica.
Uno dei due, sono sicura che sia rimasto imbambolato a guardarmi, mentre l'altro, dopo essersi spostato di pochi passi, posa le borse sul tavolo, per poi raggiungermi.
Non parla, si avvicina con il volto al mio e con una mano prende possesso della mia mandibola.
Con le dita preme sulle guance fino a quando non apro la bocca.
Senza alcuna esitazione mi bacia infilando con prepotenza la lingua in bocca.
Risucchia la mia saliva, succhia la mia lingua e scava con la sua in tutta la mia bocca.
- Hmmm sai già di cazzo – esclama allontanandosi qualche istante per guardarmi negli occhi.
Pochi istanti e la mano passa dietro alla nuca per potermi attrarre con prepotenza a lui.
Mentre mi limona con arroganza, con la mano ancora libera si infila tra le mie cosce, spingendosi immediatamente con le dita nella passera.
Ansimo spaventata da tutta questa foga mentre le dita si muovono libere in me allo stesso ritmo della sua lingua.
Ancora pochi istanti e dopo essersi staccato improvvisamente, si inginocchia tra le mie gambe.
- Scommetto che ve la siete già montata – afferma allargandomi la figa con entrambe le mani.
- Esatto. Ma come promesso non le siamo venuti dentro – afferma il mio padrone ridacchiando.
Quasi con foga, con la bocca si fionda sulla figa. Con le mani agguanta le cosce per stringermi contro il suo volto. Con la lingua affonda prepotente in me risucchiando tutti i miei umori e procurandomi un sempre maggior godimento.
Ansimo, chiudo gli occhi e mi manca quasi il fiato mentre mi sta letteralmente divorando.
- Che figa squisita. - esclama staccandosi per riprendere fiato prima di rituffarsi capofitto.
Mi mancano le forze, le ginocchia cedono e di colpo tutto il mio peso grava sul collare stretto attorno al collo.
Mi sento strozzare, il fiato viene a mancare e sforzandomi cerco di tornare sulle mie gambe.
Presto, anche l'altro uomo appena arrivato, si avvicina dopo aver posato le borse e impugnate le tette, inizia a impastarle come fosse pongo.
Da dietro, si avvicina il ragazzo a cui avevo fatto il pompino e senza aprir bocca, inizia a schiaffeggiarmi il culo con forza e regolarità.
Non resisto, gemo e inizio a dire frasi senza senso.
L’ultimo dei presenti, ossia il mio padrone rimasto in disparte, sorridendo mi raggiunge anche lui e posizionatosi al mio fianco, dopo avermi preso il volto tra le mani, lo gira verso di lui e sorridendo mi infila tre dita in bocca.
- Devi stare zitta. Puttana. Sei il nostro giocattolo hai capito? Ti vogliamo rompere tutta, lo sai? - domanda infilando le dita in profondità fino a raggiungere la gola procurandomi diversi conati di vomito.
Senza togliere la mano dalla mia bocca, con quella libera mi schiaffeggia in volto.
Il culo ormai brucia mentre quelle mani non smettono di sculacciarmi.
Le tette iniziano ad arrossarsi quando le strizzate diventano più decise e poi, quasi urlo nonostante le dita in bocca quando i capezzoli mi vengono pizzicati con le unghie.
Quella bocca che scava nella figa….
Oddio….
Non resisto più.
Vengo nella sua bocca urlando.
L'uomo mi beve fino all'ultimo spruzzo facendo ben attenzione a ripulirmi con attenzione usando lunge e profonde leccate. Poi, soddisfatto allontana il volto e inspira profondamente godendosi l’odore di sesso che emano.
- Me lo sognavo da quando ti ho vista in foto per la prima volta. Finalmente! – conclude staccandosi dalle mie cosce per poi alzarsi.
Uno alla volta, anche gli altri si allontanano da me lasciandomi appesa e stremata.
Sempre quello che mi ha letteralmente mangiato la figa, continuando a fissarmi non resiste oltre, è troppo irrequieto. Si tira rapidamente fuori il cazzo e dopo essersi riavvicinato a me, senza esitazione me lo ficca tutto dentro facendomi gemere.
Rimane fermo, mi guarda negli occhi, mi prende per i fianchi e con la bocca torna a contatto con la mia. Questa volta sono io ad aprirla e quando mi ficca la lingua in bocca, rispondo al suo bacio.
Il cazzo, a quel punto inizia un lento e profondo su e giù.
Lento.
Troppo lento.
Quasi snervante.
Passa circa una quindicina di minuti di questo lento e straziante movimento prima che qualcuno si faccia vivo.
- Cosa ne dici di finire di scopartela dopo? - domanda il mio padrone.
- hmmm – mugugna staccandosi malvolentieri dalla mia bocca smettendo di scoparmi ma rimanendo ben piantato in me.
- Per me va bene, ma solo se nessuno si fotte questa bella figa prima di me. - conclude sfilandosi per poi allontanarsi.
- Tranquillo – risponde il padrone ponendosi alle mie spalle impugnandomi per i capelli.
- Adesso è giunto il momento di intensificare l’uso di questo bel culetto – esclama prima di assestarmi un portentoso sculaccione.
- Tu puttanella.... Cosa dici? Mi fai rompere questo bel culetto e poi ti lasciamo riposare mentre il tuo nuovo fidanzatino ti monta con calma ? –
Ovviamente non aspetta una mia risposta e tirando dolorosamente i capelli facendomi piegare il volto verso il suo, impugna il fallo e lo estrae con grande facilità dal culo.
Uno dei presenti, prende in consegna il fallo per depositarlo sul tavolo ma senza smettere un secondo di godersi la scena.
Con la mano libera, il padrone mi tira a se per i fianchi in modo che sporga bene il culo.
Sputa più volte nel solco per poi raccogliere tutta la saliva con il suo cazzo e spalmarla sul buco leggermente arrossato.
Non attende oltre.
Con la prima spinta, la cappella è dento facendomi spalancare la bocca.
Con la seconda, mi fa lamentare mentre più di metà cazzo entra con prepotenza.
La sua mano ora stringe forte il mio fianco e poi, lentamente (per non dire inesorabilmente), il cazzo risale con forza. Senza mai fermarsi, risale fino a quando il mio culo non è schiacciato contro il suo pube.
La catena viene sganciata dal collo e senza uscire di un singolo centimetro da me, vengo spinta in avanti e dopo essermi inginocchiata, vengo spinta a pecora in terra.
Mentre gli altri uomini ci guardano parlando tra un sorso di birra e un tiro di sigaretta, l'uomo alle mie spalle si posiziona meglio, si aggrappa ai miei fianchi con le mani e poi ridacchia.
- Puttanella. Questa è l'ultima volta che ti lascio scegliere. Mi fai spaccare come voglio questo culetto si o no? - domanda mentre esce lentamente fino a quando lo sento vuoto e largo in un modo mai provato prima d’ora.
- SI – è l'unica cosa che dico prima di chiudere gli occhi.
L'uomo sputa più volte e poi la cappella si appoggia nuovamente a me.
Non ho il tempo di prendere fiato, né tantomeno di ragionare.
Con una spinta si pianta dentro fino alle palle facendomi urlare.
Esce completamente.
Sputa ancora e poi, con violenza riaffonda.
Urlo come una matta per il bruciore che provo e per sensazioni mai provate che arrivando al cervello mi tolgono il fiato.
Al terzo affondo, totalmente spinto dentro, si posiziona meglio e poi parte a scoparmi come un toro.
Le tette e i capelli penzolanti, vengono scossi con violenza dalla sua furia.
Gli occhi sgorgano lacrime su lacrime.
Di dolore? Di emozioni mai provate? Di paura? Di desiderio? Di felicità?
Non lo so dire.
Il culo brucia.
Il fiato viene a mancare.
Le urla, gli insulti, gli schiaffi sul culo e i capelli che mi vengono tirati di tanto in tanto, mi fanno capire quanto sia in sua balia.
Mi sento un suo possedimento, una sua proprietà e voglio che mi faccia tutto quello che vuole!
Aprendo gli occhi, vedo uno filmarci durante questa assurda cavalcata.
Tutti ridono.
Tutti hanno il cazzo di fuori.
Tutti hanno il cazzo duro.
Il mio “fidanzato” (come lo chiama il padrone), mi guarda contento.
Non resisto.
Lo richiamo a me.
Gli ordino di farmelo ciucciare.
Stupito, quasi corre per accontentarmi.
Appena si inginocchia di fronte il mio volto, voracemente gli prendo il cazzo in bocca iniziando a ciucciarlo come una pazza.
- Puttana!! - sento urlare alle mie spalle.
Il mio padrone inizia ad avere il fiato corto.
Il culo mi brucia.
Il fiato manca sempre di più con quel cazzo in bocca.
Gli affondi sono sempre più forti, violenti e poi, dopo avermi urlato ancora contro, rallenta e quasi si ferma. Si avvicina al mio volto intento a succhiare il cazzo del suo amico e sottovoce mi sussurra.
- Ora ti spacco il culetto. Puttana. –
Pensavo fosse giunto al limite, pensavo stesse per venire, invece, dopo le sue parole, non capisco piu nulla.
L’uomo, senza uscire dal culo, si alza da terra posizionandosi cavalcioni al mio bacino e dopo essersi piegato con il busto su di me, si spinge nuovamente tutto dentro.
Gemo.
Pochi istanti e torna a montarmi con una forza inaudita.
L'uomo urla.
Io urlo.
Tutto di me brucia. Scotta come se prendessi fuoco da dentro.
Mi manca il fiato.
Mi stacco dal cazzo che ho in bocca e inizio a fare degli acuti lamenti.
Stringo gli occhi.
Stringo i denti.
Urlo con lui mentre i colpi di reni contro il mio culo rimbombano in tutta la stanza.
Urlo fino a quando piantandosi in profondità, si scarica con un acuto lamento.
Pochi istanti, ma che sembrano infiniti ed appena l’uomo si sfila, lasciandomi un cratere al posto del culo, crollo con la faccia sul pavimento. Stremata, con il fiato che quasi non esce, talmente sudata che addirittura gli occhi bruciano per le gocce che colano in essi, cerco di regolarizzare il battito cardiaco.
L’attesa è poca e qualcuno prende il suo posto. Presto, un altro cazzo penetra il mio culo facendomi tornare a gemere. In breve tempo, nella stanza torna a rimbombare il suono dei colpi di bacino contro le mie chiappe.
Appena alzo nuovamente il volto da terra e mi tiro su con le mani, di fronte a me, il “fidanzatino” torna a spingermi il cazzo in bocca.
Mentre il padrone si siede comodo sul divano a guardare la scena massaggiandosi il cazzo ancora duro, i due alle mie spalle, iniziano a darsi costantemente il cambio. Così facendo, mentre uno riprende fiato, l’altro mi sodomizza usando tutta la forza possibile per farmi gemere.
Scossa dai continui affondi, non riesco a muovermi, trattenuta per i fianchi da quello che mi monta e stretta per i capelli da quello sempre spinto nella mia bocca.
Sconquassata dai continui affondi, il cazzo in bocca spinge per entrare con sempre maggior forza, fino a quando, improvvisamente flette l’asta sprofondandomi in gola.
L’uomo geme dal godimento e spinge facendomi mancare il fiato fino quando il suo pube è premuto con forza contro il mio naso.
Dietro di me, i ragazzi si danno ancora una volta il cambio ed appena torno ad esser sbattuta con forza, il fiato finisce nei miei polmoni e l’uomo di fronte a me se ne accorge sfilandosi dalla gola.
Emetto un lungo respiro prima di tornare a gemere e subito dopo, il cazzo si ripianta nella gola con ancora piu facilità. Ma al successivo cambio nel sodomizzarmi, non resisto oltre.
Mi mancano le forze, le braccia cedono ed appena il cazzo si sfila dalla mia gola, vengo ancora una volta.
- Wow!!! – esclama l’uomo che mi scopa e dopo pochi istanti, geme prima di bloccarsi tutto spinto in me.
- AAAHHH!!! – urla scaricando il suo seme nel mio intestino.
Noncurante del mio sfinimento, anche l’altro torna a sodomizzarmi e dopo pochi colpi seguiti dai miei gemiti, anche lui viene in me.
Anche loro due, soddisfatti, si sistemano comodi sul divano mentre sorridono tra loro.
Riprendo fiato senza riuscire ad alzar la testa dal pavimento, ma quando vengo presa per i capelli ed il volto viene girato, il “fidanzato” torna a baciarmi in bocca pochi istanti.
- Non crederai mica che ti puoi riposare proprio adesso –
Le corde mi vengono slegate dalle caviglie.
Presa di peso vengo portata su un grosso letto e dopo esser stata depositata dolcemente supina, l'uomo si spoglia completamente.
Sale su di me.
Mi allarga le gambe e con calma, mi penetra nella figa.
- Ora io e te facciamo l'amore. - afferma mettendosi comodo tra le mie cosce, prima di tornare a ficcarmi la lingua in bocca.
Non ci posso credere.
Sono stremata.
Sono esausta.
Ma questo cazzo mi sta fottendo.
Mi sta fottendo veramente bene.
Mi sta piacendo.
Cazzo se mi piace.
Rispondo al bacio.
Mi faccio scopare.
Facciamo l'amore come vuole lui.
Di fronte i suoi amici che ci filmano.
Di fronte tutti quei cazzi duri che aspettano per l’ennesima volta di usarmi.
Con costanza e lentezza estenuante, l'uomo ha continuato a scoparmi a lungo, senza smettere di tenermi la lingua in bocca.
Non so per quanto tempo sia andato avanti ( forse mezzora? Forse di più? ) ma ad un certo punto, con la solita calma che lo contraddistingue, esce da me, si posiziona cavalcioni sulle tette e puntato il cazzo nella bocca, ordina semplicemente di bere tutto.
Silenziosamente prendo quindi il cazzo tra le labbra, succhio, lecco e dopo due colpi della sua mano sull'asta, mi riversa tutto lo sperma in bocca.
Sto ancora inghiottendo lo sperma mentre si alza, scende dal letto e dopo essere tornato con il volto di fronte il mio, mi bacia ancora.
Lo sperma residuo si mischia tra le nostre bocche, mentre non riesco a non rispondere al bacio.
- Brava puttanella – esclama allontanandosi soddisfatto mentre il ragazzo più giovane mi sta già prendendo per le caviglie.
Quasi non mi accorgo delle sue mani fino a quando non vengo tratta con forza e portata al fondo del letto. Basta poco per capire le sue intenzioni e quando vengo girata su un lato, con il culo ben esposto, il suo cazzo fa presto capolino tra le mie chiappe.
- Il tuo culo si ricorderà per parecchio tempo di questa giornata ! – afferma per poi affondare in me con prepotenza.
Il tempo che l’uomo ha sfruttato per “fare l’amore”, è bastato ai presenti per riprendersi.
Uno dopo l’altro, tutti mi sodomizzano senza il minimo riguardo.
Uno dopo l’altro, tutti mi fanno gemere fino a quando non si sfilano frettolosamente per poi venirmi in faccia ed alla fine, sono distrutta.
Tutto il seme cola lentamente sul lenzuolo mentre cerco di prendere fiato.
Tutti e quattro, sono senza forze, seduti sul divano e madidi dal sudore.
Quando alzo gli occhi e guardo l’orologio appeso al muro, non mi capacito di quante ore siano passate. Non ho mai scopato tanto in tutta la mia vita.
Il culo è ormai un cratere quando il padrone si riavvicina con in mano il fallo di gomma.
- Se sei diventata troppo larga, ne ho un altro che sicuramente mi farà divertire. -
Per fortuna però, senza quasi accorgermene, il fallo entra con facilità, ma una volta raggiunta la base, il culo lo trattiene.
- Peccato – esclama allontanandosi.
In poco meno di un’ora, i presenti si congedano e se ne vanno senza salutarmi. Solo il rinominato “fidanzato” si avvicina e noncurante della sborra secca sul mio volto, mi bacia in bocca per poi andarsene anche lui.
Rimasti solo io ed il padrone, vengo fatta alzare dal letto e quando mi guarda barcollante e ancora sudata, sorride.
Questa volta senza essere bendata e sempre nuda, vengo riportata all’auto.
Al ritorno, posso finalmente stare seduta nei sedili posteriori, dove i vetri sono oscurati, ma continuo a non poter indossare nulla.
Infine siamo giunti alla mia auto.
- Scendi, vai al bagagliaio.
Eseguo gli ordini e giunta di fronte il bagagliaio, il portellone si apre e finalmente mi vengono restituiti i vestiti e le mie cose.
- Ci sentiamo presto.
Neanche un saluto.
Mentre mi sto rivestendo, l’uomo torna in auto e parte sgommando.
Torno a casa senza osare togliermi il fallo dal culo, ma giunta nella mia camera decido di chiamarlo.
Il suo telefono è spento.
Provo dopo pochi minuti ad accendere il computer e accedo alla chat.
Il suo nome non c’è tra i partecipanti.
Sono stravolta, il corpo sa ancora di sesso e guardando la mia pelle, sono piena di segni ovunque.
Piu mi guardo e più mi piace cosa vedo perché non ho mai goduto così tanto.
Lentamente, raggiungo le mie chiappe ed impugnato il fallo, lo estraggo senza la minima difficoltà.
Ma la cosa che più mi sconvolge, è quando vado a toccare la figa ancora ustionante.
- Sono bagnata fradicia. -
Non ci posso credere.
Crollo distrutta.
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Passano i giorni.
Finalmente i voti sono usciti. Sono passata agli esami e finalmente posso cercarmi un lavoro, ma prima, voglio farmi una vacanza.
Sono passate due settimane in cui ho tentato ripetutamente di chiamare quel maledetto numero.
Niente, sempre spento.
Ormai ho desistito e spulciando siti di villaggi turistici, sono intenta a cercare qualcosa di economico, quando sento il telefono squillare.
Lo impugno scocciata, ma appena vedo il numero, mi sento pietrificata.
- Pronto.
- Voglio che vieni a casa mia. Adesso.
- Va bene.
- Ti mando l’indirizzo.
La chiamata si interrompe.
Sono sconvolta.
Mi alzo rapidamente dalla sedia con agitazione.
Come al solito, visto il caldo assillante, indosso il solito top ed un piccolo perizoma.
Rapidamente raggiungo l’armadio e preso un paio di shorts di cotone, li indosso per poi infilarmi rapidamente le infradito mentre sento il suono di un sms.
L’indirizzo è proprio dietro l’angolo a pochi metri da casa mia.
Scendo quasi di corsa le scale e giunta fuori dal portone, corro fino all’angolo della via. Appena svolto sulla destra, il primo portone è quello segnato sull’indirizzo.
Compongo il numero e lo chiamo.
- Sono al portone.
Dall’altro capo del telefono, nessuno parla e la chiamata si interrompe.
La serratura elettrica del portone scatta rumorosamente e senza esitazione entro.
Di fronte a me, trovo diverse rampe di scale e nient’altro. Decido di iniziare a salire e dopo pochi gradini fatti rumorosamente per via delle infradito che sbattono, dalla tromba delle scale sento la sua voce.
- Terzo piano.
Ciò che rimane di quelle rampe, sembra quasi che abbia volato e giunta di fronte a lui, mi manca il fiato.
Serio, silenzioso, petto nudo e con addosso soltanto un paio di pantaloncini, mi attende sulla porta.
- Entra
Questo è l’unica parola che esce dalla sua bocca.
Come ordinato, abbasso lo sguardo e lo seguo in casa.
Appena la porta si chiude, mi sento presa con forza per essere sbattuta contro il muro del corridoio.
Mentre una mano mi tiene ferma per le spalle, con l’altra, in pochi attimi shorts e mutandine vengono calati alle caviglie.
Non ho tempo per ragionare quando vedo di sfuggita i suoi pantaloncini in terra.
Il tempo di sentire una presenza tra le mie cosce ed inizio a gemere quando il suo cazzo mi penetra con forza la figa.
- La mia vacca è sempre fradicia. Brava.
Afferma ansimante al mio orecchio prima di affondare ancora con arroganza.
Il suo modo di fare, la sua voce, il suo odore.
Mi monta in questo modo senza sosta e dopo 5 minuti abbondanti di questa cavalcata animalesca, non resisto oltre.
Stingo gli occhi mentre lui mi trattiene per i capelli aumentando la forza degli affondi e gemo forte quando mi strizza una tetta. Ma poi, quando incalza il ritmo in modo davvero feroce, non resisto più.
Vengo. Vengo come un fiume.
Esplodo inondando tutto mentre anche lui ansima e viene farcendomi fino a quando i liquidi non iniziano a mischiarsi e colare lungo le cosce.
Ho il fiato corto e lo guardo esausta mentre si allontana.
- Adesso da chi mi farai scopare?
Domando mentre cerco di riprendere fiato.
L’uomo sorride.
- Da questo momento sei mia e non ti interessa quello che ti farò fare. Hai passato il test e da oggi inizia l’addestramento.
Dopo tale affermazione, uno sculaccione molto forte mi fa rialzare immediatamente in piedi.
Appena mi volto, l’uomo stringe il mio collo, alza volgarmente il top sopra le tette e mentre scalcio il resto dei vestiti che bloccano le caviglie, mi spinge ancora una volta alla parete e mi bacia infilando subito la lingua con arroganza.
Rispondo al bacio mentre sento la sua mano scavare tra le mie chiappe e trovato l’ano, lo penetra senza alcuna lubrificazione.
- Sei la mia vacca. Mi appartieni – afferma prima di scendere con la bocca sulle tette.
Il capezzolo sinistro mi viene succhiato con forza mentre le dita nel culo sono ferme ma ben spinte in profondità.
Un morso sul capezzolo anticipa il mio gemito e subito dopo, l’uomo torna con il volto di fronte il mio.
- Da questo momento decido come ti vesti, come ti trucchi, quando e come ti lavi, come ti depili e quello che puoi o non puoi fare. – afferma con il fiato corto prima di mordermi un orecchio.
- Ma soprattutto, da questo momento la tua sessualità mi appartiene. La tua igiene intima la decido io e se è per godere, senza il mio permesso non potrai sfiorarti nemmeno con un dito. – afferma ancora spingendo più in profondità le dita nell’ano.
Ancora una volta ansimo e sento l’eccitazione crescere maggiormente.
- Ho un nuovo gioco da far provare al tuo culo. Andiamo -
Le dita si sfilano dall’ano.
Pochi istanti e quando anche il top cade a terra, sono nuovamente nuda di fronte a lui.
Presa per i capelli, vengo trascinata lungo il corridoio sotto il suo sguardo divertito.
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