Il passaggio

di
genere
dominazione

Un passaggio inusuale.
Una ragazza che si fionda in mezzo la strada per fermare un auto qualunque, per farla portare via, in un posto qualunque, ma lontano da qui.


Io davvero, ringrazio chi continua a scrivermi per i racconti che ho pubblicato in passato. Sono felice di riuscire a far volare le menti in qualcosa che non esiste e nel mentre, che riesca ad accendere le fantasie più intime.

Spero vi piaccia quanto segue: un racconto scritto anni fa, lasciato nel cassetto e che oggi, rileggendolo, vorrei condividerlo con voi.
lokrost.menerito@gmail.com

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- Ma che cazzo fa…

Freno.

La ragazza, dopo essere riuscita a fermarmi, sorridendo si avvicina al finestrino del passeggero.
Premo il tasto e abbasso il vetro.

- Scusa, ma non si fermava nessuno e qui, di macchine ce ne sono poche che passano.

- Hai bisogno?
Domando dubbioso.
Siamo praticamente in mezzo il nulla, attorno, solo campi coltivati e davanti a noi, un lungo rettilineo che sembra infinito.
Sotto il sole, immagino che camminare diventi ancora più dura, quando già in auto, con il clima attaccato, fa caldo.

- Ti supplico! Mi puoi dare un passaggio? Tieni!
Nel mentre tira fuori dalla tasca un biglietto da 50 euro e me lo porge.

- No non li voglio. Però sali, dai. Altrimenti qui si muore di caldo.
Affermo sbloccando le portiere.

La ragazza porta a spalle un grosso borsone che invito a posizionarlo nei sedili posteriori.

- Il baule è già pieno delle mie cose.
Affermo quando è entrata in auto.

Mi sorride.
È davvero bella.

- Non mi hai chiesto dove sono diretto.
Affermo dopo pochi km che sono ripartito.

- Non mi interessa, l’importante è che vai a nord.

- Io devo rientrare a Torino.
Rispondo guardandola.

Lei non risponde.

La strada è davvero lunga e lei non accenna a dirmi di fermarmi o scaricarla da qualche parte.
Si parla di vari argomenti e infine, si passa alle faccende personali.

Io racconto che giro per lavoro da quando ho divorziato e che lo trovo un buon modo per spegnere tanti pensieri brutti. Ma non ho tanto altro da dire in realtà.

Lei è scappata.
È scappata da una relazione che non sopportava più.
È scappata da una famiglia che la teneva sempre al guinzaglio.
È scappata da un paese che la giudicava in base a come si vestiva e non per chi poteva essere.
È scappata per cercare libertà.

- E …. su “verso nord”, chi ti aspetta?
Domando incuriosito

- Chi?! Nessuno!
Risponde divertita.

- Ma scusa e come fai a vivere? Dove vai ad abitare?
Domando ancora più dubbioso.

- Non mi interessa. Qualcosa troverò e con le mie cose che ho venduto nei mesi scorsi, ho soldi per riuscire a vivere alcuni mesi, senza problemi.
Afferma sicura di sé.

Mi sembra una ragazza fin troppo tranquilla e seria. Parliamo amabilmente ancora a lungo e poi, quando vede che innesto la freccia per uscire dalla strada principale, la vedo incuriosirsi.

- Sto uscendo perché sono arrivato.
Affermo accostandomi un momento a bordo strada.

- Mi stai molto simpatica e mi spiace tanto per la situazione che stai vivendo, però io sono qui per lavoro e prima di rientrare ho da fare altri due sopralluoghi. Quindi, dovrò dormire fuori ancora due notti prima di tornare a casa.
Concludo guardandola con una punta di tristezza.

- Senti, non vorrei esser un peso.
Respira a pieni polmoni e con sguardo serio, prosegue
- Però, sono disposta ad aspettarti. Pago l’hotel e quando lavori mi faccio un giro a piedi. Ti va?
Mi fissa con sguardo implorante

- Ti prego, non mi va di rimanere sola.
Mentre lo dice, lo ammetto, non riesco a non guardare la scollatura.

- Sola….
Sospiro sorridendo
- Da quanto tempo che io sono solo…. Ahahah.
Rido guardando la strada, ma poi, fissandola, ora sembra quasi scocciata.
- Scusa non sto ridendo di te, ma di me.

- Si. Avevo capito. Ma sinceramente la cosa non mi piace lo stesso, si vede che qualcosa non va e sei nervoso a tratti.
Afferma seria.

- Allora ceni con me.
Affermo ripartendo e approfittando per cambiar discorso.

- Se mi devi seguire fino a nord, mi sa che ti tocca adeguarti e fare cosa voglio io.
Decreto ridacchiando, sotto forma di battuta.

Anche lei ride.

Troviamo un piccolo ristorante lungo la strada e senza nemmeno guardare le recensioni su internet, ci fiondiamo all’interno.

La parola che posso dire è solo una.
Fantastico.

Oltre la cena buonissima, anche lei è stata molto di compagnia.
Gusti simili, passioni simili e soprattutto, non ho mai percepito falsità nelle sue parole o nei suoi gesti.

Mi sembra una persona sincera e con tanti problemi alle spalle.
Niente di più.

- L’hotel te lo pagano i fornitori?
Domanda quando siamo nuovamente in auto, diretti proprio all’hotel.

- No. Ho solo fatto una prenotazione per sicurezza, ma lo pago io.
Affermo senza pensare molto alla discussione.

Parcheggiamo l’auto nel grosso piazzale dell’hotel e raggiunta la reception, mostro un mio documento.

- Ah bene. Vedo qui la prenotazione. Però, signore, ha prenotato una singola.
Afferma il commesso guardando la ragazza.

- Si mi scusi, colpa mia. Può convertirla in matrimoniale?
Domanda la ragazza con sicurezza.

Poso una mano sul suo braccio per attirare la sua attenzione.
Lei mi guarda, mi fa cenno negativo con il volto e poi prosegue prima che apra bocca.

- Vorrei pagare subito il conto.
Afferma tirando fuori il portafogli.

- Si, subito.
Il ragazzo converte la camera e presenta il conto alla ragazza.

Senza batter ciglio, paga tutto in contanti mentre mi vengono consegnate le chiavi della stanza.

Rimango zitto.

Con fare deciso, la ragazza mi precede e ci dirigiamo all’ascensore.
Una volta però chiuse le porte, mi decido a parlare.

- Perché hai preso una matrimoniale?
Domando dubbioso con tono preoccupato.

- Perché costa meno che pagare due stanze separate.
Risponde sicura di sé.

- Almeno ti pago il disturbo di portarmi con te.
Afferma ancora mentre le porte si aprono al nostro piano.

Entrati in camera, butta il suo grosso zaino in un angolo per poi andare verso il letto.

- Visto che devo adattarmi, fai la doccia e tutto quello che ti pare, io aspetto. Poi dopo la farò anche io, sempre che tu non me lo vieti.
Conclude sorridendo.

La provocazione derivante dalla frase detta da me in auto, è più che palese.
Altro non posso fare, se non sorridere.

Come consigliato dalla ragazza, decido quindi di essere il primo a buttarmi in doccia.
Recuperato il necessario dalla valigia, assieme a un cambio, mi fiondo subito in bagno.

La preoccupazione che possa frugare tra le mie cose, effettivamente c’è.
Ma cerco di sorvolarla.

Non voglio farla aspettare troppo e una volta concluso, esco dal bagno.

Nel frattempo, si è cambiata.
Il cuore palpita quando vedo le sue lunghe cosce nude, ora solo più coperte da un paio di corti shorts.
Stessa cosa per il busto, coperto da un semplice top.
I piedi sono nudi.

Sta guardando la tv, ma quando mi vede, in un attimo si alza.
- Spero di non aver impuzzato il letto.
Afferma prima di prendere in mano un mucchietto di stoffa che credo sia il suo intimo e nell’altra l’asciugamano.

- Tranquilla, non ce problema. Buona doccia.
Rispondo andando a prendere posto nel letto.

Guardo un po’ di tv mentre sento l’acqua in bagno scorrere.

Sono ormai in pieno dormiveglia, probabilmente russo quando la porta del bagno sbatte rumorosamente.

- Scusami.
Sento sussurrare.
Guardo nella sua direzione e in pochi istanti, ho un mancamento.

Con i capelli bagnati e l’accappatoio avvolto attorno il corpo, la ragazza sorride prima di avvicinarsi al letto.

Non riesco ad aprire bocca.
Con se porta un secondo asciugamano che distende sul cuscino e poi, si corica al mio fianco.

- Adoro le docce prima di andare a dormire, peccato per i capelli lunghi, devo sempre aspettare che si asciughino un po’.
Afferma mentre la fisso senza riuscire a distoglierle lo sguardo da dosso.

- Non ti ho ancora chiesto come ti chiami.
È l’unica cosa che riesco a dire in un attimo di lucidità.
- Francesca
Risponde sorridendo.

- Il tuo nome invece, l’ho letto sui documenti in reception
Aggiunge sempre sorridendo.

- Sai è la prima volta che dormo con una ragazza appena conosciuta
Replico ancora.

- Pure io
Risponde sorridendo.

- Ma quanti anni hai? Capisco che sei più giovane di me, però non riesco a dare una stima precisa.
Domando rapito dalle sue curve perfette.

- 27… tu invece.. 35?
Domanda a sua volta

- Quasi.. 39
Rispondo sorridente per poi cercare di distrarmi con la tv

Chiunque direbbe, è nel tuo stesso letto, in accappatoio e tu stai li come uno scemo.
Mi sento nella testa le parole a ripetizione.
Scopatela, sbattila e falla urlare dal godimento.
Se è lì con te è perché vuole scopare.

Ma quello che penso è diverso.
Voglio che quando arriviamo a Torino, sia tutta per me.
Voglio che mi cerchi e voglio che sia lei a dirmi di andare a letto assieme.

Chiedo troppo, vero?
Solo nelle fantasie succede questo.
Vero?

Eppure, la sua battutina
“Visto che devo adattarmi, fai la doccia e tutto quello che ti pare, io aspetto. Poi dopo la farò anche io, sempre che tu non me lo vieti.”

Mi ha fatto venire in mente un po’ di pensieri perversi e voglio vedere se sono solo fantasie, oppure se la ragazza sta giocando sul serio.

La prima prova, arriva dopo pochi minuti.
Quando fa per alzarsi dal letto, la fermo.

- Dove vai?
Domando con calma e cercando di non distogliere lo sguardo dalla tv.

- Vado a fare la pipì.
Risponde cercando nuovamente di alzarsi.

- Voglio che la fai dopo.
La ragazza, a questo punto, si ferma immediatamente.

- Sei tu o sbaglio, ad aver detto “sempre che tu non me lo vieti” ?
Domando sorridendo.

- Si…
Fa una pausa in cui la sento fissarmi

- L’ho detto io, in effetti.
Afferma tornando a coricarsi nel letto mostrando un mezzo sorriso sulle labbra.

Guardiamo la tv per circa mezzoretta prima che mi volti verso di lei.
- Ti scappa tanto?
Domando con tono calmo e la testa sul cuscino.

- Si
Risponde toccandosi vistosamente tra le gambe da sopra l’asciugamano.

- Dai, vai pure.
Decreto sorridendo.

- Grazie
Risponde a sua volta correndo in bagno

Non mi voglio voltare, questa volta aspetto che torni per guardare quando si corica.

Ancora una volta però, quando raggiunge il letto, mi stupisce.

- Devo fare altro per te, oppure posso coricarmi?
Domanda stando ferma di fronte il letto.

È davvero bellissima.
Se non fossi in questa posizione, sicuramente si vedrebbe nitidamente la mia erezione premere sui pantaloncini.

- Mica vorrai dormire con l’asciugamano?
Domando guardandola negli occhi.

- Ah sì, giusto. Scusa.
Afferma prendendo l’asciugamano posto sul cuscino, per buttarlo sul comodino.

Sorrido.
- Non intendevo quello.

- Ah
Risponde prima di diventare rossa.

- Beh. No, lo volevo togliere.
Risponde con voce rotta dalle emozioni.

- Allora cosa aspetti?
Cerco di celare la mia simile emozione provata da questo inaspettato momento.

La ragazza a questo punto, alzando le braccia, è questione di pochi secondi, prima che l’asciugamano cada in terra.
Di fronte a me, il suo corpo, coperto solo da un semplice tanga nero e un reggiseno a fascia giallo, si mostra a me in tutta la sua prepotente bellezza.

- Dire che sei bella, è quasi un insulto. Non ho mai visto un corpo tanto perfetto dal vivo.
Affermo rendendomi conto che quasi perde l’equilibrio dopo le mie parole.

- Grazie
Risponde con il fiato corto.

Faccio fatica a non guardarla mentre si corica e si mette sotto le lenzuola.
Copro la mia erezione tenendo una gamba piegata, ma dopo poco meno di 10 minuti, mi trovo costretto a mettermi anche io sotto le lenzuola.

- Adesso dobbiamo dormire? sul serio?
Risponde avvicinandosi a me.

- Sul serio
Rispondo solamente.

- Va bene
Risponde senza però allontanarsi da me.

Lo ammetto.
Me la sarei scopata tutta la notte.

Ma dopo grandi sforzi, sono riuscito ad addormentarmi mentre in tv, la trasmissione mostrava come cuocere i calamari.


Sento la sveglia suonare.

Apro gli occhi e al mio fianco, non trovo nessuno.

L’acqua scorre nel bagno.

Richiudo gli occhi pochi minuti, fino a quando sento la porta aprirsi.
Quando li riapro, la vedo passare di fronte a me.
Ha cambiato ancora intimo.

- Ora non ti copri più?
Domando ammirando nuovamente il suo corpo.

- Mi hai già vista così, servirebbe a qualcosa coprirmi?
Domanda sorridendo.

- No. Hai ragione.
Rispondo sorridendo a mia volta.

- Mi sono fatta un’altra doccia.
Replica ancora.

- Io mi sento bene così.
Ammetto alzandomi dal letto per poi dirigermi rapidamente in bagno, cercando di celare così la prepotente erezione che ho tra le gambe.


Dopo aver fatto una tranquilla colazione, torniamo in camera giusto per recuperare i bagagli, dopodiché, si parte.

Faccio ancora alcune ore di strada prima di raggiungere l’altro intervento e qui, spiego a Francesca come poter raggiungere alcuni posti da poter visitare per passare la giornata.
Mi ascolta con attenzione e poi, recuperato un piccolo zaino, lascia tutto il resto all’interno dell’auto.
Ci scambiamo i numeri di telefono per poterci ritrovare finito il mio intervento e poi ci salutiamo.

- Nemmeno un bacio?
Domanda mentre già mi stavo allontanando.

- Non è ancora presto?
Domando avvicinandomi.

- Ma perché?
Domanda confusa.

- Perché ho voglia di baciarti in altro momento.
Affermo prima di carezzarle una guancia e poi allontanarmi.

- Che strano che sei. Però mi diverti.
Afferma sorridendo prima di prendere la direzione opposta alla mia.

Per il resto della mattina, mi dedico al mio lavoro e cerco di risolvere prima possibile le varie problematiche. Eseguo tutti i controlli del caso senza badare troppo alle ore e solo quando sono sicuro di aver concluso, prendo in mano il telefono pronto a contattare i responsabili.

Quando però vedo i messaggi, mi stupisco nel vedere 20 nuove notifiche.
Sono tutte dallo stesso numero.
Sono tutte di Francesca.

Aprendo i suoi messaggi, noto una moltitudine di foto che mi mostrano passo a passo tutta la sua giornata. Sembra voglia condividere ogni istante con me, in modo che sappia esattamente tutto quello che fa e che pensa.
I messaggi scritti sono lunghi e ricchi di tanti dettagli che sinceramente mi stupiscono.

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Così mi direziono verso il posto stabilito sorridendo per tutte le attenzioni che mi vengono date da questa ragazza.

- Ho preso un sacco di cose! Poi te le devo far vedere!
Afferma sorridente appena mi vede.

Ci mettiamo così a parlare della sua giornata mentre ci incamminiamo verso l’auto.
Quando ripartiamo sono ormai le 3 del pomeriggio ed entrambi decidiamo di saltare il pranzo.
La strada è ancora lunga, dopo poco meno di un’ora, Francesca si addormenta mentre io continuo a guidare.
Quando finalmente ci fermiamo sono quasi le 9 di sera. Ho deciso che la cena si farà direttamente in hotel, così da velocizzare le cose.

- Sveglia, siamo arrivati.
Affermo scuotendo la sua spalla.

Giunti alla reception, come la sera precedente, Francesca converte la stanza in matrimoniale e paga il conto. Non ho il tempo di controbattere, non ne vuole sapere di discutere e questo in un certo senso mi fa decisamente piacere.
Per evitare però di perdere la cena, corriamo in camera a posare le valige per poi scendere in fretta e furia al ristorante che sta per chiudere la cucina.
In effetti è stata una cena un po' frettolosa, ma ci siamo saziati tra qualche bicchiere di vino e la sua continua parlantina che non smette mai di incuriosirmi.

Torniamo in camera con addosso una stanchezza esagerata. Tra il caldo della giornata, il lavoro, le camminate e il viaggio, siamo entrambi particolarmente provati.

- Come ieri? Vai tu a lavarti e io ti aspetto?
Domanda mentre apre la sua valigia.

- Vuoi andare prima tu?
Domando con un po’ di preoccupazione, vista la sua stanchezza.

- Non mi vorrai deludere, vero? Hai detto che decidi tu quello che posso o non posso fare!
Afferma strizzando l’occhio.

- Allora, oggi vai prima tu.
Affermo un po' interdetto dal suo commento, anche se veritiero.

- Ok
Afferma sorridente.

Con tutta tranquillità, recupera dalla borsa alcuni indumenti, dopodiché, senza esitazioni, si spoglia di fronte a me.
Rimango fermo, a bocca aperta mentre la guardo rimanere in intimo.
I suoi vestiti li ripone in un sacchetto che poi inserisce nella borsa. Con tutta calma la chiude e dopo averla riposta in un angolo della stanza, recupera i vestiti puliti e si dirige in bagno.
Quando mi passa affianco sorride e abbassa subito lo sguardo. La porta del bagno non la chiude nemmeno, l’accosta soltanto e poi, canticchiando la sento aprire l’acqua.

La doccia di questo bagno non ha alcuna tenda, solo una grossa parete vetrata la divide dal resto del locale. Se solo aprissi la porta, la troverei nuda intenta a lavarsi.

Il mio cazzo è duro che fa quasi male, le palle mi dolgono dalla necessità di svuotarsi e sinceramente sto impazzendo dalla voglia di saltarle addosso.
Quello che però mi frena, è l’idea di averla per me, non solo un giorno o una notte, ma per tutto il tempo che voglio.
- La voglio mia.
Affermo a bassa voce mentre stringo con forza il cazzo duro prima di appisolarmi

- Ti piaccio così? Ho comprato oggi questo completino.
Esordisce Francesca mentre esce dal bagno.

Rimango senza fiato e devo sedermi sul letto prima che mi prenda un colpo.

La ragazza si presenta in autoreggenti e con un completino a dir poco minimale. Il reggiseno, non è altro che due piccoli triangoli posti all’altezza dei capezzoli, tenuti assieme da molteplici fili che abbelliscono petto e schiena. Il perizoma invece, creato sullo stesso tema, è anch’esso un piccolo triangolo rovesciato rispetto al reggiseno, che copre a stento la passera, mostrando palesemente come sia tutta depilata.
In poche parole, Francesca si pone di fronte a me, praticamente nuda.

- Dai, non fare quella faccia. Parlami sincero. Dai! Voglio un commento da maschio!
Mi sprona guardandomi con respiro affannato.

- Ti scoperei tutta la notte.
Affermo mandando giù a fatica la saliva.

Francesca respira e poi guardandomi il pacco, commenta a bassa voce.
- Sei tu che decidi. Hai solo da dirmelo. Posso togliermi tutto se vuoi.

Fa una pausa e rossa in volto mi fissa pochi istanti.
- Mi spiace che non ho delle corde con me, forse ti sarebbe piaciuto legarmi, così ti divertivi di più.

A tali parole sbianco.
Mi alzo senza più coprire la vistosa erezione che deforma eccessivamente i pantaloni e mi avvicino a lei con il cuore che batte a mille.

- Io non ti voglio per una notte. Io ti voglio mia, voglio che vieni con me e diventi mia.

Per la prima volta mi avvicino ancora e con le mani vado a stringerle il culo nudo.

- Quindi hai deciso che sono tua? Ma io non ti conosco e tu non conosci me, come fai ad essere convinto che sarò come tu mi vuoi? Mi piace questo modo che hai di giocare con me, però mi hai solo toccato il culo e non mi hai nemmeno baciata. Sei sicuro che sono giusta per te?

Concluse le domande, appoggiando la mano sul mio petto, mi allontana quel poco che basta per farsi guardare. Sorride mentre sporge meglio le tette, si volta per mostrarmi meglio il culo, si piega in avanti, inarca la schiena sporgendo le chiappe e poi torna dritta voltandosi verso di me.

- Stai per scoppiare.
Afferma indicando la mia erezione esagerata.
- Posso aiutarti?
Afferma senza però muoversi di un solo passo.

Non riesco a parlare, respiro a fatica e la guardo ipnotizzato.
Mi piace come si comporta, come si pone nel discorso e come si mostra a me, con quel suo carattere tranquillo ma estremamente disinvolto.

- Quando finisco la doccia, voglio che mi raggiungi in bagno.
Mi allontano da lei con il fiato che mi viene a mancare.

Mi fermo un attimo e senza voltarmi, mi convinco a darle l’ordine che veramente, dà il via ai giochi.
- Ti voglio vedere entrare nuda.
Comando prima di dirigermi in bagno.

- Va bene.
Afferma a bassa voce.

La porta la lascio spalancata, tanto sono sicuro non entrerà prima di quando le è stato ordinato.
Butto i miei vestiti in terra. Sinceramente non ho nemmeno preso con me il cambio per la notte, come invece aveva fatto Francesca. Ma tanto, non credo mi servirà, se va tutto come ho studiato nella mia mente.
Apro l’acqua e appena risulta tiepida, mi butto sotto il getto.
Mi lavo con cura, facendo soprattutto attenzione alle parti più sudate dalla giornata. Non voglio abbia un brutto ricordo durante la prima volta che mi vede nudo, soprattutto per gli odori, che con alte dosi di eccitazione, si sentono amplificati.

Lascio correre l’acqua sul mio copro anche dopo essermi lavato, mi guardo e poi, impugnato il cazzo ancora duro, lo scappello.
Chiuso infine il rubinetto, chiamo Francesca.

Tramite il vetro trasparente della doccia, la vedo entrare totalmente nuda e con il volto rosso dall’emozione. La guardo con occhi spalancati e respiro corto rendendomi conto di quanto sia stupenda, ancor più di quando è vestita.
Lei mi guarda e poi, fissa il cazzo duro che continuo a stringere nella mia mano.

- Entra nella doccia e inginocchiati.
Affermo senza remore.

Silenziosa, la ragazza si avvicina senza smettere di fissarmi e quando è giunta di fronte a me, si inginocchia.
Il mio cazzo è a pochi centimetri dal suo volto.

- Vuoi che lo prendo in bocca?
Domanda con voce strozzata mandandomi il sangue al cervello, come una scarica di ghiaccio improvvisa.

- No
Rispondo con voce strozzata muovendo lentamente la mano su e giu.

- Voglio venirti in faccia
Affermo ancora, iniziando a muoverla più rapidamente.

- Vuoi che ti aiuto?
Domanda ipnotizzata dal cazzo.

- Si
Rispondo lasciando libero il cazzo che molleggia qualche istante.

La sua mano raggiunge rapidamente l’asta e dopo averla avvolta tra le dita, inizia a salire e scendere lentamente.

- Piu veloce. Non resisto più. Mi hai fatto impazzire dalla voglia.
Ordino con la voce rotta dall’eccitazione.

Francesca non parla, ma esegue l’ordine e passa a segarmi freneticamente.

Mi lamento, ansimo, con le mani mi appoggio alla parete della doccia.

Non resisto oltre.
La visione di lei, nuda e in ginocchio che mi sega, è troppo.

- Ora vengo!
Affermo con voce strozzata.

Francesca non si scansa, mi guarda pochi istanti negli occhi e poi torna a guardare il cazzo che non smette di menare.
Non resisto più.

Vengo.

Il primo schizzo è talmente forte che si sente distintamente quando le colpisce il volto.
La ragazza non si scansa mentre spruzzo a ripetizione, continua a massaggiarmi con sempre più lentezza tenendo il cazzo indirizzato sulla sua faccia e massaggiando le palle.
Lo massaggia e lo strizza diversi minuti per far uscire le ultime gocce.

- Posso pulirtelo?
Domanda guardandomi con la sua faccia colante sborra.

- Ok
Rispondo inconsciamente, senza rendermi conto delle sue intenzioni, fino a quando non la vedo aprire le labbra e prendermelo in bocca.
Questione di istanti, prima che capisca che la sua reale intenzione è quella di farmi un magnifico pompino.

Il mio cazzo, in tutta questa situazione, non si è ammosciato minimamente e dopo qualche pompata con la sua bocca, inizio nuovamente a godere.

- Basta
Ordino staccandola da me.

- Non ti piace come succhio?
Domanda guardandomi con delusione.

- Dovevi solo pulirmelo. Me lo succhi un'altra volta.
Ordino invitandola ad alzarsi.

- Devo andare a dormire così, oppure, posso lavarmi?
Domanda riferendosi alla sborra che le cola dal volto fin sulle tette.

- No. Ora ci laviamo assieme.
Affermo aprendo l’acqua della doccia.

Per la prima volta, le mie mani scorrono sul suo corpo. Complice l’acqua e il sapone, non tralascio un singolo millimetro della sua pelle vellutata.
Per la prima volta assaggio la morbidezza dei suoi seni, affondo deciso sulle sue chiappe e poi, mi infilo tra le cosce e vado a tastare la sua passera.

Lei di tutta risposta stringe con forza il mio cazzo tra le mani e questo, come una scintilla, non mi lascia più ragionare.
Due dita affondano in lei facendola ansimare.

- Finalmente. Stavo impazzendo.
Afferma lei appoggiando il volto sulla mia spalla.

Basta pochi attimi in cui entro ed esco ripetutamente, per capire quanto sia effettivamente bagnata dall’eccitazione e non più dall’acqua che scorre.
Anche questa volta non resisto oltre, mi inginocchio di fronte a lei e con violenza mi tuffo con la bocca sulla sua figa.

La lecco, la mordicchio, tiro con i denti le labbra interne e poi, affondo dentro di lei andando con la lingua più in profondità possibile.
Quello che segue è uno dei lavori di bocca più belli che abbia mai fatto.
Succhio e mordicchio ripetutamente il clitoride mentre l’acqua della doccia continua a cadermi in faccia. Quasi soffoco mentre con foga affondo ancora dentro di lei, mentre l’acqua mi entra nelle narici.
Mi dedico con passione e senza fermarmi un secondo, fino a quando la sento ansimare.
Ansima forte, sempre più forte e poi, prendendomi per i capelli, mi schiaccia contro la sua figa fino a togliermi il respiro.

Viene.

Viene e non riesco a fare a meno di bere tutto, fino all’ultima goccia con una golosità esagerata.
Riesco finalmente a respirare, solo quando mi lascia libero dalla presa sui capelli.
Bacio con dolcezza la sua figa per alcuni minuti e poi mi allontano.

- Hai un gusto fantastico, ti berrei tutti i giorni.
Affermo quando sono tornato in piedi di fronte a lei ancora ansimante.

Non risponde ma sorride.

Ci laviamo ancora qualche minuto e chiusa l’acqua, ci asciughiamo a vicenda con lentezza e godendo dei nostri tocchi e carezze.

Stremati, andiamo a letto ancora nudi e quando la guardo che mi fissa, sorrido.

- Ma c’è una cosa che però mi rattrista.
Afferma avvicinandosi ancora.

- Cosa ?
Domando a mia volta.

- Non mi hai ancora dato un bacio.
Afferma alzando il sopracciglio.

- Hai ragione.
Affermo spingendomi verso di lei e poi sopra di lei.

Non lascio molto tempo per riflettere e con foga la bacio in bocca.
Le lingue si intrecciano e con le mani ci accarezziamo.

- Anche qui hai un buon sapore.
Affermo staccandomi improvvisamente da lei.

Sorride.

- Ma quindi adesso si dorme?
Domanda avvicinandosi alla mia schiena.

- Si.
Rispondo chiudendo gli occhi.

La stanchezza era veramente tanta da farci crollare entrambi nel sonno in pochi minuti.
Quando la mattina suona la sveglia però, mi sento ancora intontito dalla dormita, anche se, ho poco tempo per capire cosa stia capitando.

Apro gli occhi e ne ho la conferma vedendola tra le mie gambe, con la testa mentre va su e giù sul mio cazzo duro.

- Ma cosa…
Riesco solo a dire

- Ma… Ma buongiorno! Eheheh
Mentre parla ne approfitta per segarmi velocemente e poi, dopo un sorriso smagliante, apre la bocca e torna a succhiare con vigore.

Non resisto. Non ci riesco. La voglia repressa, l’eccitazione e tutta la situazione, fanno sì che la mia durata sia veramente ridotta. Mai avrei immaginato una avventura del genere.

- Ahh! Che bello! Non resisto! Vengo!
Affermo con voce rotta dall’eccitazione.

Francesca non si sposta, pompa con ancora più foga fino a quando con un urlo strozzato, inizio a spruzzare come una fontana.

Con le labbra ben chiuse attorno al cazzo, risucchia tutto il mio seme.
La vedo inghiottire più e più volte. Ma solo quando ho finito, allora si dedica a pulirmelo con la lingua.
Solamente una volta conclusa la pulizia, sorridendo torna a coricarsi al mio fianco.

- Mi piacerebbe quello che hai detto ieri.
Afferma posando la testa sulla mia spalla.

- Cosa?
Domando ansimante mentre la guardo.

- Mi piacerebbe diventare tua e vorrei che mi tieni da te a casa. Però, mi prometti una cosa?
Domanda con voce calma.

- Dimmi.
Rispondo curioso.

- Ieri quando dicevo di legarmi e scoparmi tutta la notte, non scherzavo.
Fa una pausa in cui mi passa una mano sul petto per stringermi a sé.
- Vorrei… mi prometti, che se divento tua, realizziamo tutte le fantasie che abbiamo, dalle più normali a quelle più spinte. Te la senti?
Domanda guardandomi negli occhi.

- Si te lo prometto.
Affermo con il fiato corto e baciandola sulle labbra che sanno ancora di me.

- Io potrei essere….molto perversa. Tu invece?
Domanda con tono serio.

- Io invece, ti rispondo solamente che credo andremo molto d’accordo.
Affermo ridendo.

- Ma da dove sei uscita tu?
Domando ancora, curioso di capire qualcosa di più su di lei.

- Da una gabbia, creata dalle persone che mi stavano intorno. Invece tu, mi stai già facendo battere il cuore dalle emozioni e proprio adesso, non mi voglio allontanare per niente al mondo.
Abbassa la testa e mi bacia il petto prima di alzarsi.

- Devo fare altro per te? Altrimenti vorrei vestirmi.
Domanda nuda di fronte al letto, mentre io sono ancora coricato.

- No, vestiti pure.
Rispondo sorridendo.

Come il giorno precedente, carichiamo tutti i bagagli in auto, facciamo colazione e poi ci salutiamo.
Anche oggi è abbastanza complicato l’intervento, però sono contento perché riesco a finire molto prima del previsto.

Anche oggi, quando guardo il telefono, 30 messaggi da parte di Francesca, mi mostrano tutta la sua giornata in giro per posti nuovi.

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Quando ci incontriamo, visto l’orario di pranzo, optiamo per un ristorante a pochi passi da dove siamo.

- Rispetto a quanto prevedevo, sono in anticipo di parecchie ore. Non abbiamo bisogno di dormire ancora in hotel. Ormai non siamo troppo distanti.
Spiego a Francesca mentre stiamo pranzando.

In effetti calcolando traffico e tempi stimati dal navigatore, per le 19.30 riusciamo a raggiungere casa.

- Va benissimo. Finalmente!
Afferma euforica.

Finito il pranzo ci mettiamo subito in auto.

- Vuoi sempre tenermi con te? Oppure hai cambiato idea?
Domanda appoggiandosi con la testa alla mia spalla.

- Non ho cambiato idea.
Affermo continuando a guardare la strada.

Francesca non risponde, però mi bacia sulla guancia prima di appisolarsi.

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Sono le 5 del pomeriggio quando ci fermiamo per una pausa.
Entrambi ne approfittiamo per andare nei bagni dell’area di servizio, prendiamo un caffè e fatto carburante ripartiamo.

- Guarda
Francesca mi mostra rapidamente il suo cellulare pieno di messaggi non letti.

- Ora rispondo a tutti. Così mi lasceranno in pace.
Aggiunge con tono scocciato.

- Ma sei scappata senza far parola a nessuno?
Domando preoccupato.

- No, ho lasciato un messaggio a diverse persone, proprio quando sono andata via.
Afferma senza smettere di scrivere sul suo cellulare.

- Ora però, scrivo che sto bene e che non sono sola.
Spiega sorridendo.

- Voglio che mi racconti tutto di te. Ti voglio conoscere perfettamente, dal momento che ti sto portando a casa mia.
Decreto un po' duramente.

- Tutto quello che vuoi.
Afferma prima di iniziare a raccontare.
Nelle successive ore di viaggio Francesca mi racconta tutta la sua storia, non tralascia nulla della sua vita, fin dall’infanzia. Come un fiume in piena, scarica tutte le sue frustrazioni, i suoi problemi e i suoi fallimenti.

- Ma qualcosa di bello, però, ci sarà nella tua vita?
Domando vedendo come ad ogni minuto diventi sempre più triste e negativa, soprattutto raccontando gli ultimi anni trascorsi.

Mi sorride e poi, inizia a raccontare effettivamente altrettante belle situazioni.

- Però, toglimi una curiosità adesso. Da dove esce tutta questa voglia di diventare “mia”? In poche parole, hai addirittura preteso, di prometterti, che ti farò le peggio cose….e sono uno sconosciuto.
Esclamo stupito da questo suo lato effettivamente perverso.

- Semplice. Tu prima di questo viaggio assieme, non mi conoscevi. Per me è più facile essere sincera e dirti tutto quello che penso e che voglio provare sulla mia pelle.
Fa una pausa in cui sospira.

- Poi, se non mi incuriosivi e non mi piacevi, non avrei continuato il viaggio con te.
Afferma baciandomi nuovamente sulla guancia.

- Ma potrei anche far finta, forse potrei anche mentire su tutto. Non credi?
Affermo per capire quanto si senta sicura di me.

- Se volevi solo usarmi, mi avresti scopato la prima notte che abbiamo dormito assieme. Ne sono certa.
Afferma senza distogliere lo sguardo dalla strada.

Come simbolo di possesso e per stuzzicarla, le ordino di mostrarmi le tette.
Sorride e con calma si alza la maglietta fin sotto il collo, subito dopo, si volta verso di me e impugnato il reggiseno lo abbassa fino a quando entrambe le tette saltano fuori.

- Sono fantastiche.
Affermo distraendomi pochi istanti dalla guida per poterle ammirare.

- Vuoi accostare? Così ci puoi giocare, sempre che tu, non voglia farmi altro.
Mi chiede con voce rotta dall’eccitazione.

- Avremo tempo anche per queste cose, ma ora voglio arrivare a casa.
Decreto con l’eccitazione che mi pompa fino in testa e tornando a concentrarmi sulla guida.

- Posso rivestirmi o vuoi che rimango così?
Domanda sorridendo, nonostante stiamo superando diverse autovetture.

- No, ricomponiti.
Concludo mandando giù a fatica la saliva.

Infine, arrivati sulla tangenziale di Torino, sembra rilassarsi.
Quando però vede che superiamo anche l’ultima uscita della città, mi guarda dubbiosa.

- Io non abito in città. In realtà, io odio il caos, la troppa gente e il troppo traffico.
Affermo sorridendo.

Francesca non risponde, ma si limita a sorridere.
Quando finalmente raggiungiamo casa, rimane stupita.

- Ma tu abiti qui?
Domanda guardandosi attorno, dopo che abbiamo viaggiato per strade immerse tra i boschi e colline.

- Si. Qui, siamo solo io e te.
Affermo spegnendo la macchina nel cortile, per poi baciarla in bocca.
Francesca risponde al bacio mentre con le mani mi attrae ancora di più a sé.

Il sole sta calando tra gli alberi mentre siamo intenti a scaricare le valige dall’auto. La ragazza si guarda attorno, vaga con lo sguardo tra gli alberi e i prati, per poi puntare alle alte colline.
Vede che non ci sono altre abitazioni, ma solo prati e boschi, oltre un ruscello che passa poche decine di metri lontano da casa.

- Non ti senti solo a stare qui?
Domanda senza smettere di ammirare il paesaggio.

- No. Qui, sono in pace con me stesso.
Affermo aprendo la porta di casa.

- Ed io? Disturbo la tua pace?
Domanda aspettando la risposta prima di entrare in casa.

- No. Perché voglio farti diventare parte della mia pace.
Affermo invitandola quindi ad entrare.

- Non vedo l’ora
Esclama a bassa voce, quasi un sospiro.

Posate le valige in sala, andiamo subito in cucina a preparare la cena.
Mi stupisco di quanto sia contenta di aiutarmi e di come si senta a suo agio nonostante sia la prima volta che mette piede in casa.

- Ormai, quando siamo da soli, mi ero abituato a vederti con meno vestiti addosso.
Affermo sorridendo mentre metto l’acqua sul fuoco.

Francesca sorride a sua volta e si allontana dalla cucina.

Sto preparando tavola quando mi blocco e rimango a bocca aperta mentre la vedo rientrare totalmente nuda.

- Così vado meglio?
Domanda venendomi incontro.

Non riesco a rispondere, non essendomi ancora abituato alla sua intraprendenza rimango a bocca aperta.

Lascio perdere i fornelli e senza pensarci due volte, impugno volgarmente le sue tette.
Le strizzo, pizzico i capezzoli tra le dita mentre guardo il suo volto cambiare espressione e poi, abbassandomi con la bocca, li succhio tornando a strizzarle con forza tra le mani.
Francesca ansima e prendendomi per i capelli, mi attrare ancora di più a sé, come se mi stesse invitando a divorarla. Ovviamente non me lo faccio ripetere due volte e le strapazzo fino a sentirla gemere.

Con una mano a questo punto mi dirigo tra le sue gambe e senza pietà, mi infilo nella figa. Voglio entrarci di prepotenza e la sua eccitazione non fa che aiutarmi nel compito. Le dita sembrano venire risucchiate sprofondando con forza fino le nocche, mentre dalla sua bocca, un gemito strozzato rimbomba nella stanza.

- Ti supplico. Non ce la faccio più. Scopami. Ti prego.
Queste sono le parole che escono dalla bocca ansimante di Francesca.

Mi fermo con le dita ben spinte in lei, smetto di succhiare le tette e guardandola negli occhi, la bacio.

Mi manca il fiato e mi stacco dalla sua bocca.
- No. Decido io quando si scopa.
Affermo uscendo dalla sua figa per portarmi immediatamente le dita in bocca.

- Come antipasto è il migliore che abbia assaggiato negli ultimi anni.
Affermo sorridendo senza smettere di leccare i suoi succhi.

Rossa in volto, sorride alla mia battuta e si inginocchia di fronte a me.
- Anche io voglio l’antipasto.

Il mio cazzo esplode nei pantaloni dopo la sua affermazione, ma voglio trattenermi e senza dire altro, ritorno ai fornelli.

Il sugo è quasi pronto, abbassato il fuoco e controllo l’acqua che bolle. Imposto il timer e butto la pasta nell’acqua, dopodiché, voltandomi, la trovo ancora in ginocchio.

Mi avvicino con il fiato corto e senza pensarci due volte mi spoglio completamente buttando tutti i vestiti in terra.

Francesca sorride mentre mi avvicino con il cazzo al suo volto.

- Non usare le mani.
Ordino andando con il cazzo a contatto con la sua bocca.
La ragazza però, al posto di prenderlo tra le labbra si alza, mi sorride e stringendo il cazzo con la mano, mi porta in sala, fino al divano.
Strizza l’occhio prima di coricarsi supina su di esso e portate le spalle sul bracciolo, si sporge fino quando la sua testa rimane penzoloni.

- Visto che non vuoi ancora metterlo tra le mie gambe, forse ti posso far scopare qualcos’altro.
Afferma prima di aprire la bocca e invitarmi a infilarlo dentro.

- Il tuo sembra abbastanza grosso e lungo, però, forse ti farà piacere spingerlo tutto dentro.
Afferma ancora con il fiato strozzato dall’eccitazione.

Non mi capacito della sua intraprendenza. Mi infilo nella sua bocca tenendo le gambe divaricate ai lati del suo volto e poi, piegandomi su di lei, con una mano stringo la tetta, mentre con l’altra affondo nuovamente nella sua figa.
Voglio usare la sua passera come un vero e proprio appiglio e piegando le dita a “uncino”, la tiro con forza a me nel medesimo istante in cui affondo nella sua bocca.
Sento il cazzo risalire nella gola di Francesca, accompagnato da versi di sforzo.

Respira a fatica mentre con le mani mi prende le cosce per attirarmi a sé.
Non resisto.
Tre dita ora, si posizionano a uncino nella sua figa, con l’altra mano stringo con forza il capezzolo e con il cazzo affondo ancora una volta nella sua gola.
La scopo.

Godo mentre la sento lamentarsi.

Godo mentre con forza le dita affondo senza pietà nella figa.

Vedo la sua gola deformarsi al passaggio del mio cazzo, ma non vedo alcuna resistenza da parte sua. Anzi, la sua figa gronda costantemente umori mentre viene usata come ancoraggio per la mia mano.

Esco da lei pochi attimi per farla respirare.

- Non ti piace la mia bocca?
Domanda con il respiro corto e le bave che colano sul suo viso.

- Sto per venire.
Rispondo senza dire altro.

Affondo ancora in lei e questa volta non mi fermo fino a quando le palle sono schiacciate contro il suo naso. Dalla mia posizione, posso vedere come la bocca è spalancata e il cazzo è tutto spinto in lei.
Nemmeno un centimetro rimane fuori dalla sua bocca.

Vedo come il suo petto si alzi e abbassi esageratamente, in cerca di aria.
Vedo come si muovono le sue gambe e i suoi piedi, ma sento soprattutto la sua figa, come è piena di umori.
Non resisto più.

Scopo la sua bocca con forza per pochi secondi e poi, vengo in lei che non si lascia scappare nemmeno una goccia del mio godimento.

Mi manca il fiato.
Mi tengo con forza al divano mentre estraggo il cazzo dalla sua bocca.

- Mi fai esplodere le palle se continui a farmi venire così.
Esclamo sedendomi in terra, affianco il suo volto provato, ancora penzoloni.

Ride rumorosamente e con il fiato corto.
- Ho sempre sognato di fare tutte queste cose, ma non avevo mai trovato la persona giusta con cui aprirmi fino a questo punto. Ho sempre avuto paura di trovare qualcuno che poi, non si sarebbe più fermato.
Afferma per poi voltare lo sguardo verso il mio e baciarmi la guancia.

Sorrido e mi volto verso di lei.

L’odore del mio cazzo è fortissimo, tanto quanto la sborra che ha appena ingerito.

Però, chi se ne frega.

Non resisto.
La bacio in bocca.

Mi piace da morire.

Passano svariati minuti in cui ci riprendiamo e poi, sentendo il suono del timer, torniamo entrambi in cucina per la cena.

- Non ti provoca fastidio inghiottire dopo quello che ti ho fatto?
Domando guardando come mangia con gusto.

- Sinceramente, prima lo pensavo anche io. Invece mi da solo un poco di prurito la gola, ma niente di ché.
Afferma sorridendo.

- Domani, ti va di riprovare?
Domanda ancora per poi abbassare lo sguardo.

- Mi fai morire.
Esclamo sorridendo per poi iniziare la cena anche io.

Finita la prima portata, mentre iniziamo a mangiare il secondo, la vedo pensierosa e domando cosa ci sia che non va.

- Niente. Un pensiero stupido. Riguardo il discorso di poco fa. Pensavo, se sarai altrettanto preoccupato di come sto, dopo che me lo avrai messo nel culo.
Afferma ridacchiando.

- Lo devo ammettere. Mi sono divertita con qualche giochino, ma nessun uomo ci è mai entrato.
Esclama tornando poi a mangiare.

- Non abbiamo ancora scopato e già pensi al culo?
Affermo con gli occhi spalancati.

- Chissà…. Forse, parlando così…. ti faccio venire voglia di scoparmi sta sera. Ho già preso la pillola, così puoi venirmi dentro…sempre se lo vuoi.
Conclude abbassando lo sguardo sul piatto e con le guance rosse fuoco.

Mi cade la forchetta e non riesco a mandar giù il boccone che ho tra i denti.

- Ma… io…. Mi domando, fino a che punto riesci a spingerti in questo modo? Sinceramente non mi sarei aspettato niente di tutto questo.
Affermo prima di riprendere in mano la forchetta.

Francesca sorride senza però alzare lo sguardo dal piatto.

Finita la cena mi impegno a lavare i piatti per non crollare dal sonno.
La ragazza ci prova a rendersi volontaria per il compito, ma la invito a mettersi comoda in sala.

Una volta concluso di riordinare tutto, spengo le luci della cucina, ma raggiunta la sala, mi fermo e sorrido.
Francesca dorme profondamente.
La tv accesa trasmette un film di azione e durante le scene più luminose, il corpo nudo della ragazza quasi riflette, come un’opera d’arte che si illumina.
Rimango estasiato di fronte tanta bellezza con un viso tanto innocente ma altrettanto pieno di fantasie e voglie che stimolano l’eccitazione maschile.

Solo guardandola, il cazzo torna duro come il marmo. Lo tocco, lo stringo mentre fisso i suoi seni che salgono e scendono a ritmo del respiro. Quella bocca, tanto soffice e bella, quanto altrettanto paradisiaca per certe cose.

Chiudo gli occhi e prendo un grosso respiro prima di avvicinarmi a lei.
Con dolcezza, infilo le braccia sotto il suo corpo e la prendo in braccio.

Francesca apre gli occhi qualche istante e sorridendo li richiude.

La porto nel letto, la copro con il lenzuolo visto che qui è un clima più fresco e poi, mi corico al suo fianco.

Come le altre notti, la sento subito avvicinarsi a me.

Crollo nel sonno.


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La bocca di Francesca, anche questa mattina mi risveglia mentre sale e scende con forza sul mio cazzo duro.
Quando apro gli occhi, si ferma e senza togliersi il cazzo dalla bocca mi guarda e fa l’occhiolino.

Appena riparte a succhiarmi, ho un fremito lungo tutto il corpo.
Non ho mai provato risvegli più belli in vita mia.

- Fermati.
Ordino posando la mano sulla sua testa.

Francesca si ferma con il cazzo ben spinto in bocca.
- Voglio che ti tocchi e non smetti fino a quando sei bagnata come si deve.

Con le mani si mette subito all’opera. Anche se non muove la bocca, sento però la lingua che continua a spostarsi sul mio cazzo.
Ansima mentre si penetra ripetutamente. Le vibrazioni del suo corpo mi fanno capire con quanta foga si stia masturbando e appena sento lo sciacquettio provenire dalla figa, la fermo.

- Mostrami le dita.
Ordino aspettando che mi porga la sua mano.

- Sei zuppa.
Affermo prendendole in bocca e assaporando nuovamente i suoi umori.

- Coricati
Ordino staccandola dal mio cazzo

Con pochi balzi, le sono sopra.
La fisso negli occhi mentre entrambi abbiamo il fiatone dovuto all’eccitazione.

- Non sarò affatto gentile. Ti ho voluta bagnata apposta.
Affermo posizionandomi con il cazzo tra le sue gambe.

- Se vuoi che smetto devi dirmelo ora. Perché altrimenti, da questo momento diventi mia.
Decreto puntando la cappella tra le sue labbra grondanti umori.

- Sono già tua. Scopami! Ti prego.
Mi supplica alzando il capo quanto basta per baciarmi.

Nel medesimo momento in cui le lingue si intrecciano, spingo con forza in lei.
- Non smettere di baciarmi.
Ordino appena ferma la lingua per respirare.
Appena riprende il bacio, concludo l’opera e mi spingo dentro di lei fino le palle.

Esco quasi del tutto e poi, con un colpo secco di reni sono nuovamente tutto dentro.

- AAAAAAAHHHHH!!!!!
È il suo urlo di godimento mentre sento le mie palle già inzuppate dei suoi umori.

Le mordo la lingua e poi inizio a scoparla senza più fermarmi.
Punto i gomiti affianco le sue spalle, con le mani passo sotto la sua testa e dopo averla attirata a me, infilo con prepotenza la lingua in bocca.

Come si muove la lingua, anche il cazzo fa altrettanto in lei.

Tra i suoi e miei gemiti, la scopo con forza e furia, tanta quanta è l’eccitazione che porto in me.
Non smettiamo mai di baciarci e la sua lingua spinge in continuazione contro la mia.

I corpi accaldati e sudati, ormai scivolano uno sull’altro.
Gocce di sudore colano dalla mia fronte, direttamente sulla sua.

Ho una voglia talmente forte che sembra di divorarla con la bocca.
Risucchio la sua saliva nella mia bocca, mi disseto di lei che non smette di tenersi stretta alle mie spalle.
Ansimiamo all’unisono mentre il rumore del bacino che colpisce il suo non smette di rimbombare nella stanza.

- Sto per venire.
Affermo staccandomi pochi attimi dalla sua bocca.

Francesca sorride.
In un attimo spalanca maggiormente le gambe e poi, le passa sopra il mio corpo.

- Vieni in me
Esclama ansimante quando ormai sono al limite.

La sua posizione non mi lascia alternativa e appena i suoi piedi spingono le mie cosce verso di lei sono incastrato.

Mi spingo tutto dentro e mentre la lingua è nella sua bocca, urlo il mio godimento.

Vengo.

Crollo sul suo corpo.

Francesca non smette di baciarmi e appena provo a muovermi, mi stringe ancora di più a sé.

- Non uscire, ti prego stai dentro di me. Rilassati.
Supplica ansimante prima di tornare a baciarmi.

La sua figa è un continuo di contrazioni, calda che quasi ustiona e paradisiaca.

Infine sono io che non riesco più a continuare il bacio a causa del fiato corto e spostando il volto sulla sua guancia, mi riposo.

Passa qualche minuto senza che nessuno dei due si muova.

- Ma lo sento ancora duro. Vuoi ricominciare?
Afferma con il cazzo ancora duro in lei.

Con le gambe smette di trattenermi e le distende mantenendole larghe.

La fisso negli occhi e mentre la bacio, mi muovo lentamente con il bacino. La sua figa è fantastica e mi stringe il cazzo in modo divino. Pompo lentamente avanti e indietro e poi, mi sfilo.

Il cazzo è totalmente ricoperto di umori, il letto è imbevuto dei suoi succhi formando una chiazza enorme tra le gambe. La guardo e sorrido prima di andare con la bocca al suo clitoride per baciarlo dolcemente.
Con le dita sprofondo in lei e la guardo negli occhi.

- Questa adesso è mia.
Affermo rigirando le dita per poi estrarle e reinserirle diverse volte.

Francesca ansima e spalanca ancora di più le cosce.

Ne approfitto e senza smettere di fissarla, esco da lei e con il medio ricoperto dei nostri godimenti, vado a spingere sull’ano.
Spingo e non smetto fino a quando la prima falange non entra.
In effetti, non sento molta resistenza, cosa che conferma le sue parole quando dice di essersi allenata.

- Te la senti di allargare questo bel buchino? Questa sera lo vorrei tutto mio.
Domando uscendo da lei per poi tornare a coricarmi al suo fianco.

- Si. Ho con me qualche dildo e del lubrificante.
Afferma sorridente senza smettere di guardarmi negli occhi.

- Brava.
Esclamo prima di alzarmi dal letto.

- Ma non vuoi un aiuto?
Domanda indicando il mio cazzo ancora duro.

- No.
Affermo sorridendo.

- Per oggi, ho appena iniziato.
Concludo ridacchiando prima di andare in cucina a preparare la colazione.

Quando anche lei mi raggiunge, è ancora nuda e sorridendo mi viene incontro.
Mi aiuta a preparare il caffè e poi, quando è ora di sedersi per mangiare, la vedo che sorride.
Mi siedo e poi, la vedo venirmi incontro.

- Posso mettermi in braccio?
Domanda ma senza aspettare la risposta, si posiziona su di me.
Prima di sedersi però, impugna il mio cazzo ancora duro e dopo esserselo portato a contatto con la vagina, si lascia cadere su di esso.

- Ho visto che è ancora tanto duro. Almeno non soffre troppo.
Afferma sorridente prima di versare il caffè nelle tazzine.

I primi minuti è stato difficile adattarmi a questa situazione, ma poi iniziando a chiacchierare, riesco a fare colazione, fino a quando, quasi sembra diventare normale essere tutto in lei.

Quando però è il momento di alzarsi, appena si sfila dal mio cazzo, ho quasi un mancamento.
L’eccitazione è tornata a un livello esagerato e non sentire più la cappella spinta in lei, mi manda il cervello in tilt.

La prendo con forza.
Mi guarda qualche attimo con preoccupazione, ma appena la faccio inginocchiare sulla sedia e le faccio posizionare le braccia contro lo schienale, capisce tutto e si mette a sorridere.

Non resisto, con il culo sporto in modo osceno, le sono dietro e con un colpo secco di reni, torno in lei.

- Ahhhh!!!
È l’unico verso ripetitivo che esce dalla bocca di Francesca.

In questa posizione, dopo averla presa per i fianchi, la scopo ancora una volta in modo animalesco.

Questa posizione mi consente di affondare ancora di più in lei e con più vigore.
Il rumore del mio bacino che colpisce il culo è molto forte, tanto quanto i suoi versi di godimento.

Resisto veramente poco.
Mi schiaccio più in profondità possibile e vengo ancora in lei.

Respiro con affanno, le bacio ripetutamente la schiena mentre con le mani stringo le sue tette a penzoloni.

Appena mi sfilo dalla sua figa, si volta di scatto e con prepotenza mi abbraccia ficcandomi la lingua in bocca.

- Una colazione fantastica
Afferma ridendo per poi andare in bagno.

scritto il
2026-01-29
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