Il bel papà calabrese.
di
Liberoenzo
genere
gay
Fra i vari contatti in una chat dedicata, una sera vedo un bel fisico - per quanto la foto potesse evidenziare dal collo alla vita, senza abiti -, cioè un bel petto villoso, ma non necessariamente palestrato. Direi di un uomo virile, dal fisico normale, dall'età di circa 40-50 anni.
Scambiato quel minimo di informazioni confidenziali del caso, fissiamo un appuntamento presso la sua abitazione distante qualche chilometro.
Mi riceve in un mini appartamento piuttosto modesto, ma decoroso, e subito ci si bacia con vigore, in quanto entrambi eravamo già eccitati con i preamboli verbali, in attesa dell'incontro.
Slinguate intense - avvinghiati, ma ancora vestiti -, si sono prolungate con gran gusto, fino alla decisione di spogliarci del tutto e stenderci nel letto già predisposto a riceverci.
Io adoro i preliminari - a volte anche più dell'orgasmo finale -, per cui sentendomi a mio agio, con un bel maschio che mi piaceva, indugiai molto nelle slinguate profonde e salivose che piacevano anche a lui. Lo capii subito. E naturalmente i nostri corpi avvinghiati manifestavano tutta l'eccitazione che i nostri cazzi, belli duri, esibivano. Durante le slinguate mi piaceva stringergli l'asta e strizzargli dolcemente, ma con vigore, anche i coglioni. A questi gesti il suo cazzo pulsava sempre di più e la sua cappella si esibiva ancor meglio.
Non resistetti, guardandola, dal prenderla in bocca, pompando con foga, mentre lui si mise a leccarmi il buco del culo con altrettanto vigore. Mi girai meglio sopra di lui, per favorire questa reciproca goduria e con il suo cazzo in gola, gli ficcai un dito in culo, mentre lui, con la lingua fra le mie natiche continuava a splamarmi tutta la sua saliva e la faccia, più che poteva, ovunque arrivasse. Gli misi quindi il cazzo in bocca, che lui spalancò con avidità e pompando e slinguando mi imbrattò tutto quello che poteva.
Andammo avanti così per un bel po', fino a ribaltare la posizione, girnadoci al contrario.
Ora io gli leccavo il culo che mi esibiva in faccia, mentre ero supino, mentre lui mi pompava avidamente il cazzo e mi leccava i coglioni così tanto da eccitarmi sempre di più, fino a farmi sborrare. Io, in tali momenti, soprattutto leccando il buco di culo di un maschio che mi piace - glabro o peloso che sia, non m'importa, l'importante è che il maschio sia di mio gradimento in generale - non resisto a lungo, e sborrando mi viene d'istinto anche di imprecare bestemmiando brutalmente. Dovrei vergognarmi di questo? forse sì, ma anche no, in quanto non credente e, se non dispiace al patner, nulla di sconveniente ci trovo in questo. Insomma, mi sento ancora più maschio, più porco - come con nessuna femmina sia mai stato - e va bene così. Solo con i maschi arrivo a tanto.
Mentre stavo per venire, puntualizzo, mi accorgo che lui non se l'aspettava così presto, e dopo un leggero indugio, capendo della mia imminente sborrata, e sentendomi avvisarlo, affondò ancor di più il mio cazzo in gola, tanto da riempirsi di tutta la sborra che, copiosa, usciva dalla mia verga.
Il suo cazzo era durissimo, venoso, circonciso come il mio, bellissimo. Girandomi sopra di lui iniziai a pomparlo con tanta ingordigia quanta lui ne aveva avuto con la mia sborra. Io, che non amo la sborra in bocca, pensai di doverlo comunque fare in quel momento per ricambiare il pacere che mi aveva concesso, e così feci. Sborrò poco dopo, copiosamente anche lui, ma io, a bocca piena, ma senza ingoiare nulla, lasciai colare lungo l'asta la sua sborra, mescolata alla mia saliva, mentre fiottava, continuando a pomparlo, prolungando il tutto fino a quando mi fermò lui stesso, perchè ormai troppo sensibilizzato.
Mi ricomposi, andai in bagno a lavarmi grossolanamente, perchè dovevo andarmene piuttosto subito per altri impegni.
Lo scambio di convenevoli finali, durante la vestizione, mi informarono che era un uomo divorziato da qualche anno, con un figlio maschio ormai ventenne, che viveva e lavorava a Milano da decenni, ma di origine calabrese.
Ci salutammo, con l'auspicio di rivederci, ma di fatto non fu così. Il contatto non si replicò. Nessuno dei due aveva più preso l'iniziativa.
Le cose succedono anche così, cessano nonostante tutto.
Scambiato quel minimo di informazioni confidenziali del caso, fissiamo un appuntamento presso la sua abitazione distante qualche chilometro.
Mi riceve in un mini appartamento piuttosto modesto, ma decoroso, e subito ci si bacia con vigore, in quanto entrambi eravamo già eccitati con i preamboli verbali, in attesa dell'incontro.
Slinguate intense - avvinghiati, ma ancora vestiti -, si sono prolungate con gran gusto, fino alla decisione di spogliarci del tutto e stenderci nel letto già predisposto a riceverci.
Io adoro i preliminari - a volte anche più dell'orgasmo finale -, per cui sentendomi a mio agio, con un bel maschio che mi piaceva, indugiai molto nelle slinguate profonde e salivose che piacevano anche a lui. Lo capii subito. E naturalmente i nostri corpi avvinghiati manifestavano tutta l'eccitazione che i nostri cazzi, belli duri, esibivano. Durante le slinguate mi piaceva stringergli l'asta e strizzargli dolcemente, ma con vigore, anche i coglioni. A questi gesti il suo cazzo pulsava sempre di più e la sua cappella si esibiva ancor meglio.
Non resistetti, guardandola, dal prenderla in bocca, pompando con foga, mentre lui si mise a leccarmi il buco del culo con altrettanto vigore. Mi girai meglio sopra di lui, per favorire questa reciproca goduria e con il suo cazzo in gola, gli ficcai un dito in culo, mentre lui, con la lingua fra le mie natiche continuava a splamarmi tutta la sua saliva e la faccia, più che poteva, ovunque arrivasse. Gli misi quindi il cazzo in bocca, che lui spalancò con avidità e pompando e slinguando mi imbrattò tutto quello che poteva.
Andammo avanti così per un bel po', fino a ribaltare la posizione, girnadoci al contrario.
Ora io gli leccavo il culo che mi esibiva in faccia, mentre ero supino, mentre lui mi pompava avidamente il cazzo e mi leccava i coglioni così tanto da eccitarmi sempre di più, fino a farmi sborrare. Io, in tali momenti, soprattutto leccando il buco di culo di un maschio che mi piace - glabro o peloso che sia, non m'importa, l'importante è che il maschio sia di mio gradimento in generale - non resisto a lungo, e sborrando mi viene d'istinto anche di imprecare bestemmiando brutalmente. Dovrei vergognarmi di questo? forse sì, ma anche no, in quanto non credente e, se non dispiace al patner, nulla di sconveniente ci trovo in questo. Insomma, mi sento ancora più maschio, più porco - come con nessuna femmina sia mai stato - e va bene così. Solo con i maschi arrivo a tanto.
Mentre stavo per venire, puntualizzo, mi accorgo che lui non se l'aspettava così presto, e dopo un leggero indugio, capendo della mia imminente sborrata, e sentendomi avvisarlo, affondò ancor di più il mio cazzo in gola, tanto da riempirsi di tutta la sborra che, copiosa, usciva dalla mia verga.
Il suo cazzo era durissimo, venoso, circonciso come il mio, bellissimo. Girandomi sopra di lui iniziai a pomparlo con tanta ingordigia quanta lui ne aveva avuto con la mia sborra. Io, che non amo la sborra in bocca, pensai di doverlo comunque fare in quel momento per ricambiare il pacere che mi aveva concesso, e così feci. Sborrò poco dopo, copiosamente anche lui, ma io, a bocca piena, ma senza ingoiare nulla, lasciai colare lungo l'asta la sua sborra, mescolata alla mia saliva, mentre fiottava, continuando a pomparlo, prolungando il tutto fino a quando mi fermò lui stesso, perchè ormai troppo sensibilizzato.
Mi ricomposi, andai in bagno a lavarmi grossolanamente, perchè dovevo andarmene piuttosto subito per altri impegni.
Lo scambio di convenevoli finali, durante la vestizione, mi informarono che era un uomo divorziato da qualche anno, con un figlio maschio ormai ventenne, che viveva e lavorava a Milano da decenni, ma di origine calabrese.
Ci salutammo, con l'auspicio di rivederci, ma di fatto non fu così. Il contatto non si replicò. Nessuno dei due aveva più preso l'iniziativa.
Le cose succedono anche così, cessano nonostante tutto.
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