Coinquilina provoca?
di
Cuckson 1
genere
confessioni
Oggi vi racconterò del paradiso delle mutandine.
Mi trasferisco in una casa nuova, un appartamento diviso in due da condividere con una coinquilina.
Casa spaziosa dove ognuno ha il proprio bagno, la propria camera e nella quale condividiamo solo la cucina e il balcone adiacente.
Lei si è trasferita solo da poche settimane, siamo entrambi nuovi per intenderci.
Devo ammettere che il pensiero di avere una donna come coinquilina fece correre veloce la mia fantasia, lei 30enne ed io 35enne, siamo stati fortunati dato che andiamo d'accordo essendo entrambi molto rilassati e con delle abitudini comuni.
Però, ahimè, lei è molto carina, con un corpo morbido e formoso, due tette abbondanti e, soprattutto, un culone devastante!
Si trucca sempre in maniera esagerata per nascondere i difetti del viso, forse il punto debole, ma si tratta di insicurezza perché brutta non è assolutamente.
Immaginai, dal primo istante, le sue labbra carnose, rigorosamente con rossetto rosso acceso, avvolgere la mia cappellona a fungo e coccolare l'uccello con maestria e passione.
Non sono un morto di fica, certo è che il suo atteggiamento libertino mi faceva sussultare il cazzo, le sue tutine aderenti della palestra risucchiavano l'intimo tra quelle chiappone e attiravano il mio sguardo famelico.
Mi sentivo un porco perverso immaginandomi sopra di lei nel montarla come un animale furibondo, desideravo ingropparla urlando e facendola gridare, piantare la nerchia nella calda fica e nel paradisiaco culo per poi farmelo pulire dalla sapiente lingua...
Il giorno in cui ci incontrammo lungo il corridoio qualcosa cambiò.
Non credevo fosse in casa. Anche lei pensava di essere sola, visto che indossava un perizoma e una camicia da uomo aperta con il seno libero di esprimere la bellezza delle rotondità quasi perfette.
I suoi capezzoli grandi furono come calamite sia per gli occhi che per la cappella, il grosso fungo era già spuntato all'interno delle mutande, decise di fare tutto da solo senza aiuto delle mani, il problema è che non indossavo i pantaloncini...
La maliziosa H. si soffermò sul pacco, forse per curiosità? forse per fantasticare? Ci fu un lieve imbarazzo, poi H. andò avanti lungo il corridoio regalandomi la visione delle chiappone attraversate da un filo sottilissimo che scompariva nel paradisiaco spacco.
"Eh la madonna!" Esclamai ridendo.
"Che fai? Ma scusa, stai guardando il culo? Potevi anche rientrare in camera e poi aspettare che finivo in cucina!" Disse H.
"Ah, ok, beh...diciamo che è difficile non notarlo! Siamo entrambi mezzi nudi, ti chiedo scusa pensavo di essere solo." Dissi educatamente.
Lei rispose che non era successo nulla, poi sorrise.
Dopo un attimo ero già in camera con la verga in mano, feci dei movimenti violenti e continui gemendo a fondo.
Forse volevo che sentisse la mia voglia profonda di piantarle ogni centimetro di cazzo dappertutto...
Continua
Mi trasferisco in una casa nuova, un appartamento diviso in due da condividere con una coinquilina.
Casa spaziosa dove ognuno ha il proprio bagno, la propria camera e nella quale condividiamo solo la cucina e il balcone adiacente.
Lei si è trasferita solo da poche settimane, siamo entrambi nuovi per intenderci.
Devo ammettere che il pensiero di avere una donna come coinquilina fece correre veloce la mia fantasia, lei 30enne ed io 35enne, siamo stati fortunati dato che andiamo d'accordo essendo entrambi molto rilassati e con delle abitudini comuni.
Però, ahimè, lei è molto carina, con un corpo morbido e formoso, due tette abbondanti e, soprattutto, un culone devastante!
Si trucca sempre in maniera esagerata per nascondere i difetti del viso, forse il punto debole, ma si tratta di insicurezza perché brutta non è assolutamente.
Immaginai, dal primo istante, le sue labbra carnose, rigorosamente con rossetto rosso acceso, avvolgere la mia cappellona a fungo e coccolare l'uccello con maestria e passione.
Non sono un morto di fica, certo è che il suo atteggiamento libertino mi faceva sussultare il cazzo, le sue tutine aderenti della palestra risucchiavano l'intimo tra quelle chiappone e attiravano il mio sguardo famelico.
Mi sentivo un porco perverso immaginandomi sopra di lei nel montarla come un animale furibondo, desideravo ingropparla urlando e facendola gridare, piantare la nerchia nella calda fica e nel paradisiaco culo per poi farmelo pulire dalla sapiente lingua...
Il giorno in cui ci incontrammo lungo il corridoio qualcosa cambiò.
Non credevo fosse in casa. Anche lei pensava di essere sola, visto che indossava un perizoma e una camicia da uomo aperta con il seno libero di esprimere la bellezza delle rotondità quasi perfette.
I suoi capezzoli grandi furono come calamite sia per gli occhi che per la cappella, il grosso fungo era già spuntato all'interno delle mutande, decise di fare tutto da solo senza aiuto delle mani, il problema è che non indossavo i pantaloncini...
La maliziosa H. si soffermò sul pacco, forse per curiosità? forse per fantasticare? Ci fu un lieve imbarazzo, poi H. andò avanti lungo il corridoio regalandomi la visione delle chiappone attraversate da un filo sottilissimo che scompariva nel paradisiaco spacco.
"Eh la madonna!" Esclamai ridendo.
"Che fai? Ma scusa, stai guardando il culo? Potevi anche rientrare in camera e poi aspettare che finivo in cucina!" Disse H.
"Ah, ok, beh...diciamo che è difficile non notarlo! Siamo entrambi mezzi nudi, ti chiedo scusa pensavo di essere solo." Dissi educatamente.
Lei rispose che non era successo nulla, poi sorrise.
Dopo un attimo ero già in camera con la verga in mano, feci dei movimenti violenti e continui gemendo a fondo.
Forse volevo che sentisse la mia voglia profonda di piantarle ogni centimetro di cazzo dappertutto...
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