L' incidente (Andrea, scopatore eccezionale)

di
genere
corna

Il giorno dopo io e Ilenia dovevamo svegliarci molto presto a causa di impegni di lavoro, quindi avevamo accompagnato nostro figlio Enrico dai miei suoceri. Eravamo praticamente sotto casa quando, proprio all'ultimo incrocio, ci sfrecciò davanti alla macchina un ragazzo che stava correndo. Era ormai buio, e stava piovendo forte, quindi lo vidi proprio all'ultimo momento. Frenai, ma non abbastanza per evitarlo. Mi fermai subito, e scendemmo di corsa dall'auto. Il ragazzo era a terra: i fari illuminavano la sua sagoma sull'asfalto, e mi fiondai a sincerarmi delle sue condizioni...
Fortunatamente si stava già rialzando, e un po' mi tranquillizzai... "Mi dispiace!" Dissi aiutandolo.
"Come stai? Tutto a posto?" Chiese Ilenia con sguardo preoccupato...
"Ma dove cazzo guardavi?" Mi apostrofò il ragazzo... Avrà avuto sì e no 20 anni, i capelli scuri e corti zuppi di pioggia, la tuta intrisa di acqua e sporca per la caduta. "Scusami... Con questa pioggia e il buio non ti ho proprio visto... Vuoi che ti accompagniamo in ospedale?" Dissi preoccupato. "Ma che ospedale, porca troia... Ahhh..." Disse stringendosi il ginocchio destro. "Noi abitiamo qui sopra... Sali con noi... Vediamo se è grave..." Disse Ile.
"Sì, dai, parcheggio la macchina e saliamo in casa... Almeno vediamo come vanno le ferite e ti do qualcosa per cambiarti..." Proposi.
Il pensiero di doverlo portare in ospedale non mi piaceva per niente... Sicuramente ne sarebbe nato un casino, anche per l' assicurazione.
"Ok..." Disse il ragazzo.
Parcheggiai l' auto lì vicino, poi corsi a sostenere il ragazzo, che zoppicava
vistosamente. Ci incamminammo così verso la nostra scala, sostenendo il ragazzo io da un lato e Ile dall' altro... Era alto, almeno un metro e ottantacinque, e fortunatamente abbastanza magro. "Come ti chiami? Dobbiamo avvisare qualcuno?"
"Andrea... No, per favore, non chiamate nessuno... Se i miei sanno che mi sono fatto male si incazzano... Mi dicono sempre di non andare a correre la sera..."
Nel frattempo eravamo arrivati all' ascensore, e Andrea sembrava camminare meglio. Entrammo in casa, e lo facemmo sedere sul divano. Non sembrava avere ferite evidenti, ma aveva l' aria scossa, e i pantaloni della tuta erano strappati all' altezza del ginocchio. Aveva bei lineamenti, molto mediterranei, una barba corta, ben curata, e occhi neri, molto intensi...
"Togliamo la tuta per controllare il ginocchio." Disse Ile. "Qui? Adesso?" Fece stupito Andrea.
"Massì, dai, potresti essere mio figlio!" Disse Ile. "Non credo, signora, lei è giovane e io ho già diciannove anni..."
Andrea si tolse le scarpe, faticando un po' a piegarsi, e Ile lo aiutò a sfilarsi la tuta, che essendo bagnata non ne voleva sapere di scivolare via... Effettivamente il ginocchio destro era un po' abraso, ma per fortuna non sembrava nulla di grave... Mentre Ile finiva di sfilargli la tuta non potei non notare che il suo sguardo aveva indugiato sui boxer di Andrea... Che in effetti mostravano un discreto rigonfiamento...
"Qui bisogna lavare la ferita... Poi metteremo una benda. Togliti anche la tuta e la maglietta, così vediamo se hai altre ferite." Disse Ile con tono che non ammetteva repliche.
Andrea si spogliò. Altre ferite non sembrava ci fossero, ma notai il fisico asciutto e muscoloso...
"Ok, ti mostro dov'è la doccia. Intanto ti preparo dei vestiti asciutti.... Carlo, guarda se c'è qualcosa di tuo che potrebbe indossare..." Detto questo l'aiutò ad alzarsi, e non potei non notare con piacere le dite affusolate di Ile che scorrevano sugli addominali di Andrea. Lei lo notò, e mi lanciò un'occhiata maliziosa...
Avevo capito le intenzioni di Ile, e volevo proprio vedere dove sarebbe arrivata...
Si incamminarono verso il bagno. Sentii Ile parlottare con Andrea e poi la vidi chiudere la porta del bagno e tornare da me. "Carne giovane... Ha proprio un bel fisico il ragazzo!" Disse ammiccante...
"Quanto sei porca, amore mio..." Dissi baciandola con passione. "Portalo in camera, io vi raggiungo dopo... E lascia le porte aperte..." Le dissi arrapato come una lumaca...
Mentre Ile andava di nuovo verso il bagno, io la seguii. Lei entrò. Mi affacciai, e vidi, attraverso il vetro trasparente della doccia il corpo asciutto e muscoloso di Andrea mentre stava proprio sciacquando il cazzo e le palle... "Mah, signora!" Gridò sorpreso quando si accorse di Ile. Lei nel frattempo aveva iniziato a spogliarsi per infilarsi anche lei nella doccia: "Non ti vergognerai mica, Andrea?" "Ma... Suo marito!..." "Non ti preoccupare... A lui non importa... Anzi, gli piace
guardare..." Mentre finiva di parlare entrò nella doccia e cominciò a baciarlo. Che spettacolo guardare il suo corpo snello e sinuoso aderire al corpo di quel bel ragazzo! I suoi capezzoli erano già duri, e mentre lo baciava gli accarezzava la schiena, il collo, il culo... Il cazzo di Andrea,discretamente grosso, cominciò a strusciare sulla pancia di Ile... A quel punto non potei fare a meno di tirar fuori il cazzo anche io, e presi a segarmi lentamente. Intanto Ile stava leccando i capezzoli di
Andrea, e lo baciava giù, sempre più giù... Fino ad arrivare a lambire la cappella ormai violacea... Ma si fermò, risalendo lentamente con la lingua fino al collo. "Ti piace questa vecchietta?" Gli sussurrò all'orecchio. "Mi fai impazzire... Sei bellissima..." Rispose Andrea continuando a sfregarle il cazzo sulla pancia.
"Vieni, andiamo in camera..." Disse prendendolo per il cazzo... Io mi rifugiai nella vicina cameretta di Enrico, per non farmi vedere.
Ile lo portò in camera. Dopo un interminabile minuto li seguii e mi misi a guardare dalla porta: Andrea era steso, ancora tutto bagnato, sul letto, mentre Ile era adagiata su un fianco, e lo stava leccando sulla pancia, avvicinandosi piano piano al cazzo, che ora stringeva saldamente con la mano sinistra segandolo in maniera quasi impercettibile. Nel frattempo Andrea le stava accarezzando la fica con delicatezza. Ile cominciò a picchiettare la cappella con la lingua, e vedevo il bel cazzo di Andrea che pulsava impaziente. "Succhialo, dai! Succhiami il cazzo!" Disse lui.
"Aspetta..." Sussurrò lei, e prese a leccargli e massaggiargli i grossi coglioni. Poi si spostò, e sollevandogli leggermente le gambe scese con la lingua fino a leccargli delicatamente il culo.
Andrea mugolava di piacere... E impazzì quando Ile gli infilò piano piano un dito dentro... Solo allora si decise a prendere in bocca quel bel cazzo, succhiandolo lentamente e con evidente soddisfazione, visto come mugolava...
Poi accelerò il ritmo, sia della pompata che del dito nel culo... Andrea ansimava sempre più forte, sempre più forte: "Cazzo come sei brava... Dai... Ancora... Succhia... Ahhh!" Vidi il cazzo pulsare più volte, mentre rivoli di sborra scendevano dalla bocca di Ile... Che visione sublime! Che spremicazzi che è mia moglie! Lei mugolava e continuava a pompare, mentre la sborra scendeva ancora e ancora, e il corpo di Andrea si tendeva in un fremito di goduria che forse non aveva mai provato!
A quel punto entrai nella stanza. Andrea si irrigidì tutto: "Mi dispiace... Sua moglie..." "Tranquillo, non ti preoccupare..." Dissi io. Mi avvicinai a Ile, che mi sorrideva, e la baciai con passione sulla bocca... Che bel sapore di sborra giovane!
Andrea ci guardava scioccato, ma forse cominciava a capire... Infatti, nonostante la copiosa sborrata, il suo cazzo era rimasto duro.
Mi staccai a malincuore da quel bacio, ma Ile aveva ancora bisogno di quel cazzo, e ricominciò a succhiarlo mettendosi sopra Andrea, che si ritrovò la sua succosa fica in bocca. Io mi sedetti sulla poltroncina a godermi lo spettacolo, non prima di essermi anche io spogliato.
Il sessantanove andò avanti per un po': io potevo vedere la bocca di Ile lavorarsi per bene quel cazzo vigoroso. A volte scendeva con la bocca fino alla radice, poi lo leccava solo in punta, con la lingua che roteava sulla cappella... Entrambi ansimavano e mugolavano come cani in calore.
A un certo punto Ile si sdraiò, con le gambe spalancate, e vidi Andrea che le andò sopra, e, baciandola in bocca, appoggiò il cazzo sulle grandi labbra ed entrò di colpo dentro lei. Cominciò a​ pomparle la fica come se non ci fosse un domani... La scopava violentemente, saltando ogni volta sulla fica, affondando fino alle palle. Dalla mia posizione sembrava di assistere ad una monta ferina, animalesca... "Ti piace il cazzo, eh? Ti piace, troia! Di' che ti piace!" Gridava ora Andrea mentre la sbatteva come un animale... "Siiiii, spaccami, dai, spaccami! Sfondami davanti a quel
cornuto!"
Andrea si alzò, sollevò di forza Ile e la fece mettere a pecorina, poi mi guardò e disse: "Adesso te la sfondo anche nel culo, cornuto!" Si sputò sulla mano e bagnò il culo di Ile, poi, sempre guardandomi, disse: "Guarda ora come me la sbatto, questa troia!" E le entrò tutto nel culo.
Apostrofato in quel modo non ce la feci più, e sborrai come un coniglio... "Guarda come gode il cornuto!" Disse Andrea, e si mise a pompare il culo di Ile da sopra, per farmi vedere meglio come il suo bel cazzo la sfondava. "Siii, chiamalo cornuto, dai, che gli piace!" Diceva Ile mugolando...
Andrea la inculò per quasi mezz'ora. Ile era diventata una maschera di piacere e dolore, perché, dalle sue smorfie, vidi che ogni tanto soffriva... Ma quel cazzo era implacabile... Finché ad un certo punto Andrea disse: "Vieni qui cornuto, vieni... Dai che ti faccio assaggiare per bene la mia sborra!"
Mise Ile sul bordo del letto, la prese stretta per i fianchi e, entrato nella fica, la scopò di nuovo selvaggiamente. "Vieni qui sotto, guarda bene come te la sfascio, questa cagna!" Io ubbidii, e vedevo i coglioni di Andrea che sbattevano velocissimi sulla fica di Ile. Lei era come impazzita e quasi ululava raggiungendo un orgasmo dietro l' altro!
"Eccooo, sborroooo, sborroooooo!" Urlò Andrea, e a quel punto tirò fuori il cazzo e, segandolo, lo puntò su di me, sdraiato proprio sotto. I getti di sborra mi presero in pieno viso... Nonostante Ile lo avesse svuotato nemmeno un'ora prima, Andrea sborrava come un maiale... Ile scese dal letto e venne a leccarmi tutto, mentre Andrea strizzava ancora la punta del cazzo per svuotarlo
completamente su di noi...
"Non ho mai scopato una come te... Sei incredibile!" Disse con sguardo soddisfatto Andrea. "Ma dai, un bel ragazzo come te se ne farà una al giorno..." Disse lei. "Una al giorno no... Ma ne ho fatte di scopate belle, e tu le superi tutte..." Intanto continuava a masturbarsi, e quel gran cazzo non ne voleva sapere di afflosciarsi... Ile lo guardò negli occhi e lo provocò: "Scommetto che non ce la
fai a venire ancora..." Per tutta risposta lui le prese la testa e la guidò sul suo cazzo: "Succhia, troia, e vedrai che te ne darò ancora..."
Io ero sbalordito. Mi alzai e tornai a sedere sulla poltrona, mentre Andrea sollevava Ile come se fosse un manichino e se la metteva di nuovo sul cazzo. La scopò così, in piedi, per qualche minuto, poi mi guardò e disse: "Adesso comincia il divertimento... Guarda cornuto, guarda come si scopa una fica come lei..." Vedevo la preoccupazione negli occhi di Ile, ma tutto svanì quando lui l'appoggiò sul letto, le sollevò il bacino e cominciò a trapanarla letteralmente da sopra. Ile guaiva come una cagna..."Sfondami! Spaccami tuttaaaa!" "Lo vuoi, eh? Non ti basta mai il cazzo, vero?
Prendilo troia, prendilo!" E continuava a martellare come un fabbro...
Non avevo mai visto nessuno scopare con tanta brutalità... Ilenia godeva e gemeva, gemeva e godeva... A un certo punto cominciò a zampillare come una fontana: non l' avevo mai vista squirtare... Andrea era pronto di nuovo, si mise sopra di lei continuando a smanettare il cazzo davanti al suo viso... Ile era sudata e stravolta: roteava la lingua come se fosse posseduta. "Ne vuoi ancora di sborra, vero? Ne vuoi? Rispondi troia! La vuoi?" "Siii sei il dio della sborra, il re della mia fica! Vienimi in faccia!" Urlava Ile...
Lui emise l' ultimo grugnito e le depositò la sborra proprio sulla lingua... Ile era impazzita definitivamente e si spalmava lo sperma e i suoi liquidi dappertutto, guardandomi come persa, rapita, lontana... E sborrai anche io di nuovo, finalmente...
Dio, che stallone avevamo trovato così, per caso...
Andrea andò a lavarsi, e quando tornò noi due eravamo sul letto a baciarci come ragazzini. "Carne giovane!" Mi ripeteva Ile ridendo maliziosa... Io continuavo a mangiarla con gli occhi: era bellissima tutta scarmigliata e rossa d'amore... Intanto si erano fatte le 10 di sera, e Andrea disse che doveva tornare a casa. Gli diedi una tuta che a me stava larga, ma a lui calzava quasi a pennello, e mi offrii di riaccompagnarlo. Prima di uscire dalla porta salutò Ile con un lungo bacio in bocca, e​ non riuscì a trattenersi dal metterle una mano tra le cosce. "Ci vediamo presto, signora..." Le disse
in tono ammiccante e ironico.
Quando salimmo in macchina dissi: "Allora tutto a posto per l'incidente, vero?"
"Dipende..." Disse lui.
"Dipende da che?" Domandai.
"Dipende da te... Se me la farai scopare ancora dimenticherò tutto, altrimenti..."
"Quando vuoi, bello, quando vuoi... Sarà la tua troia ogni volta che vorrai svuotare le palle..." Dissi sorridendo, e per rassicurarlo gli toccai il pacco...
scritto il
2026-02-16
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