I tre cacciatori (ovvero come divenni un vero cuckold)
di
ex cornuto
genere
corna
Dunque avevamo perso l’amicizia di Mario, il Preside. Ci telefonò qualche giorno dopo scusandosi, ma dopo il litigio con Francesca, che minacciava di lasciarlo, non poteva più permettersi di incontrare Ilenia, e neppure me.
Il ricordo dell’ultima, rocambolesca serata, era ancora ben vivo, e io ed Ile ne approfittavamo per eccitarci a vicenda, quindi per un po’ di mesi vivemmo di quei bei ricordi.
Ma i ricordi, si sa, non bastano a riempire dei vuoti, e nemmeno i buchi, e la mia fantasia di vederla scopata da altri uomini non si placava. A volte la immaginavo presa da più uomini insieme, e quando glielo raccontavo anche lei si bagnava tutta, ma non osava chiedermi di realizzare queste fantasie.
Finché, esasperato da questi pensieri che mi tormentavano giorno e notte, non decisi di iscriverci, all’insaputa di lei, ad un sito di incontri. Sarebbe stata davvero una bella sorpresa…
Di foto di Ile ne avevo a decine, e cercai di scegliere quelle più arrapanti. Avrei voluto vederla con almeno due maschi, e tanto valeva sceglierli abbastanza giovani. Misi anche un paio di foto mie, specificando che avrei voluto non solo assistere, ma anche partecipare.
Inutile dire che arrivarono decine e decine di proposte di maschi arrapati. Ma, vagliandole una ad una, nessuna sembrava corrispondere alle mie fantasie… Finché…
Ecco, li avevo trovati…
Si presentavano come tre amici, tutti e tre sui 30 anni, e avevano allegato anche delle bellissime foto delle loro precedenti esperienze con alcune coppie. Erano tutti e tre ben messi, con dei bei fisici, e, senza essere veri superdotati, avevano tutti e tre dei bellissimi attributi. Inoltre sembravano un gruppo affiatato ed esperto, e questo mi piaceva più di ogni altra cosa.
Di lì a una decina di giorni io e Ile avevamo programmato, proprio per il suo quarantunesimo compleanno, un rilassante weekend in un agriturismo in collina. Avremmo lasciato il nostro Enrico dai nonni, per stare più in intimità. Così li contattai, chiedendo loro di raggiungerci nello stesso agriturismo.
Quasi svenni per l’emozione quando Giulio, che teneva i contatti anche per gli altri due amici, mi telefonò per confermarmi che avrebbero accettato, anche se prima avrebbero voluto vedere dal vivo Ilenia.
Il pomeriggio successivo, che era un sabato, dovevamo andare al centro commerciale per fare shopping, così diedi loro appuntamento lì. Poteva venire solo Giulio, ma disse sarebbe stato sufficiente.
Il giorno dopo, come sempre quando uscivamo, Ilenia si mise in tiro: vestito nero scollato, una collana di perle, e stivali con tacco 12 alti fino al ginocchio. Mandai, preso da un’ebbrezza indefinita, un messaggio a Giulio per dirgli a che ora saremmo arrivati e come avrebbe potuto riconoscerci.
Una volta al centro commerciale ci fermammo a prendere un caffè. Ile era seduta sullo sgabello con una gamba allungata e la coscia ben in mostra quando mi arrivò il messaggio sul telefono: “Tua moglie è davvero una fica stratosferica, vedrai che bella festa le faremo… E ce ne sarà anche per te, caro...”
Dovetti prendere una scusa e corsi in bagno a segarmi… Solo quel messaggio aveva provocato in me un’eccitazione incontenibile… Non avevo visto o riconosciuto Giulio, ma lui evidentemente aveva riconosciuto noi!
Fatte le spese che avevamo programmato tornammo a casa. Quella sera sussurrai di nuovo le mie fantasie a Ile mentre la penetravo, e vidi che si stava eccitando più del solito. In meno di due minuti eravamo venuti tutti e due…
E finalmente arrivò il sabato successivo. Uscii presto e presi per lei un bellissimo mazzo di rose rosse, e le portai la colazione a letto. Ile era entusiasta e mi ringraziò con un lungo bacio. “Ma le sorprese oggi non finiranno qui,” le dissi con sguardo ammiccante. Lei mi guardò interrogativa, ma alla fine sorrise…
Avevamo già pronte le valige e poco dopo partimmo alla volta dell’agriturismo. Quando guidavo mi piaceva tenerle la mano sulla coscia, e lei l’aveva sempre apprezzato.
Arrivammo intorno alle 11. Ci eravamo appena fermati quando un pick-up parcheggiò di fianco a noi. Scesero tre robusti ragazzoni, vestiti di tutto punto per andare a caccia, e capii subito che erano Giulio e i suoi amici.
“Salve!” disse uno di loro, “Bellissimo tempo per andare per boschi, vero? Io sono Giulio e loro sono Michele e Giovanni, detto Gio.”
“Buongiorno!” Mi ascoltai rispondere mentre arrossivo… E qualcosa in me si bloccò. “Buongiorno ragazzi!” disse Ile, “Io sono Ilenia, e lui Carlo, mio marito… Davvero bella giornata! Vi auguro buona caccia!”
Per il momento finì lì. Portammo ciascuno i propri bagagli nella struttura, facemmo il ceck-in e poi verso le nostre camere. Guarda caso la nostra era proprio di fianco a quella dei tre cacciatori…
“Perché sei arrossito così?”
“Mah, non so… quei bei ragazzoni mi mettono un po’ in soggezione…”
“E’ per questo che ti amo,” disse Ilenia, “Perché dentro di te si nasconde sempre un timidone… a volte mi sembri una ragazzina…”
Quell’apprezzamento mi aveva messo, in realtà nel posto giusto. Mi sentivo davvero una ragazzina timida e vogliosa, a volte. Tanto, quel giorno, proprio tanto…
Ci cambiammo, e poi prendemmo il sentiero che portava nel bosco. Era da poco iniziato settembre, e anche se faceva ancora caldo, si cominciava a sentire odore d’autunno, con alcune chiazze di foglie ingiallite qua e là, e la passeggiata fu davvero romantica… Almeno fino a che non ci imbattemmo nei tre cacciatori… Si erano fermati in una radura isolata, un po’ discosta e più in basso rispetto al sentiero, e si erano sdraiati, nudi, a prendere il sole. Feci segno a Ile di fare silenzio. I tre ragazzoni parlottavano tra loro, e lei rimase come ipnotizzata a guardare i loro corpi nudi e abbronzati. Giulio aveva sul petto un grande tatuaggio a forma di ali: era spettacolare. Il suo corpo nudo fece effetto anche su di me, e mi sorpresi nel sentire che stavo avendo un’erezione, e mi stavo eccitando come una ragazzina in calore. Ile non era da meno… il suo sguardo andava dall’uno all’altro dei tre, e sentii il suo respiro farsi quasi affannoso… Riuscimmo a cogliere qualche frase qua e là… “Certo che lei è proprio spettacolare” diceva Michele. “Oh sì, davvero una gran figa,” gli fece eco Gio. “Pensate che lui vorrà prenderlo?” Disse Giulio. “Non ti preoccupare, ci penserò io…” rispose Gio.
Anche se di malavoglia, feci segno a Ile di allontanarci.
Dopo alcune decine di metri lei si fermò e mi guardò fisso, con sguardo deciso. “Hai organizzato tutto tu, vero?” Mi disse a muso duro. Io balbettai qualcosa come “sorpresa” e “compleanno”. Lei mi incalzò: “Carlo, questa volta me la paghi… oh sì che me la paghi… Dove li hai trovati? Cosa gli hai detto?”
“Ho messo un annuncio su un sito di incontri… Ho messo delle belle foto tue… ovviamente censurate…”
“Porco! Perché non mi hai detto nulla? Adesso cosa facciamo?”
“Quello che vuoi tu, amore…” risposi mortificato.
Lei riprese a camminare sul sentiero, e non disse più nulla. Continuammo a camminare ancora per un’ora, poi proposi di tornare indietro.
Lei mi guardò ancora arrabbiata: “Sì, torniamo, ma non ce ne andremo… Vedrai come te la farò pagare, stronzo! Ricorda che l’hai voluto tu…”
Io, ovviamente, pur fingendo un’aria contrita, ero al settimo cielo…
Tornati in agriturismo ci riposammo e facemmo una lunga doccia. Nel frattempo, proprio mentre Ile era sotto la doccia, sentii dei pesanti passi nel corridoio. Erano certamente i nostri tre cacciatori… Allora uscii un attimo sul pianerottolo.
“Ciao Carlo” disse Giulio, “Vi è piaciuto lo spettacolino che abbiamo messo su per voi nel bosco?”
Era tutto calcolato, quindi… “Davvero interessante… Ilenia ha capito tutto, e vedrete che non rimarrete delusi…” dissi. “Cenate insieme a noi, offro io!” proposi.
“Benissimo!” risposero quasi all’unisono… “Vedrai che ti piacerà, piccola checca…” disse Gio, e mi mise la lingua in bocca per un lungo e umido bacio, mentre Giulio e Michele ridacchiavano…
Rientrai un po’ scosso nella nostra camera, e quando Ilenia uscì dalla doccia le dissi della mia proposta. “Da bravo cornuto, insomma… Pagargli anche la cena…”
Erano quasi le 8, e scendemmo in sala da pranzo. Era quasi vuota… c’era una famigliola seduta ad un tavolo in fondo e una coppia giovanissima vicino a loro. Dissi al proprietario che avremmo cenato insieme agli amici cacciatori, e ci indicò un tavolo sulla destra, subito dopo l’ingresso.
Ile continuava ad essere incazzata, e quasi non mi rivolse la parola mentre aspettavamo guardando il menù. Nel frattempo ordinai un paio di bottiglie di buon vino rosso.
Poco dopo arrivarono i nostri amici: Giulio aveva i capelli scuri ed era il più alto dei tre, probabilmente: era vestito in modo casual, ma elegante, e la camicia che indossava metteva in risalto le ampie spalle, e aveva un portamento deciso. Gio, il più basso di loro (era comunque più alto di me), era più robusto, e aveva gambe muscolose da ciclista, si vedeva dai jeans che rimanevano molto attillati. Lui era chiaro di capelli, e portava un pizzetto ben curato. Michele, anche lui moro, aveva la pelle olivastra, e dalla sua camicia si intravedeva il petto villoso.
“Possiamo accomodarci?” chiese con gentilezza Michele. Io mi alzai in piedi e dissi: “Prego, ragazzi, prego… sedetevi pure dove preferite!”
Ovviamente si avvicinarono il più possibile a Ile, che nel frattempo li osservava e soppesava attentamente con sguardo acceso. Nel passare di fianco a lei non persero occasione di strofinarsi sulla sua spalla…
Ordinarono tutti il menù al tartufo, il più costoso ovviamente. “Sapete che il tartufo è anche afrodisiaco?” disse Gio. “Davvero?” disse Ile “e… voi ne avete davvero bisogno?” aggiunse con uno sguardo così porco che più porco non si poteva. “Certo che no”, rispose Giulio, ma un po’ di buon sapore non guasta mai…” e si leccò le labbra. “Allora, com’è andata la caccia, ragazzi?” domandai guardandoli uno ad uno. “Be’ oggi abbiamo fatto solo un giro di perlustrazione, ma mi sembra che di buone prede ce ne siano, vero Michele?” Disse Giulio. “Oh, sììì, abbiamo visto diverse specie… Beccaccini, passere, un bel cervo con un gran palco di corna… e un bel cuculo… sapete che è un uccello particolare, vero?” “E che cos’ha di particolare?” Domandò Ile davvero incuriosita. Rispose Gio: “La femmina del cuculo non fa le uova nel proprio nido, ma in quello di altri uccelli, che poi si ritrovano ad allevare pulcini che non sono loro…” “Che cosa strana,” disse Ile, “e… ci sono altri animali che lo fanno?” “Oh, sì, ci sono quelli come tuo marito… Hai uova da deporre per altri uccelli, tu?”
Ile avvampò, ma dopo un primo momento di sorpresa li guardò uno ad uno sorridendo con civetteria… io ero al settimo cielo, ovviamente…
“Carlo ci ha detto che è il tuo compleanno, oggi, vero?” disse Giulio guardando Ile fisso negli occhi, “abbiamo pensato di farvi dei regali, ve li daremo dopo cena…”
Arrivarono le portate, e i nostri tre amici mangiavano a quattro palmenti, e la conversazione si spense. Quando finimmo il vino era andato, e gli animi un po’ più caldi. Ile si tolse il golfino leggero di cotone e rimase a spalle nude. Quella sera aveva indossato un abitino rosso, intonato alle sue labbra carnose. Inutile dire che durante la cena colsi dei movimenti di mani sotto il tavolo, ma niente di esagerato, almeno finché non rimanemmo soli nella sala. A quel punto anche il proprietario dell’agriturismo sembrava sparito, e vidi che Giulio, che era alla destra di Ile, allungava spesso la mano sulla sua coscia sinistra, mentre Michele, dall’altro lato, allungava la sua di mano… Gio, che era vicino a me, mi prese la mano e me la posò, spingendola, sul suo cazzo, guardandomi in modo decisamente lussurioso. E aveva davvero un discreto cazzo…
Dopo qualche minuto si fece rivedere il proprietario: “Se non vi dispiace dovrei sparecchiare… Sono un po’ stanco e vorrei andare a dormire. Se avrete bisogno sarò nell’edificio qui a fianco.”
Ci alzammo, e vidi che l’abito di Ilenia era stropicciato proprio all’altezza della fica.
Quando arrivammo di fronte alle nostre camere Giulio disse: “Aspettate, vi diamo il regalo di compleanno…” Entrò con gli altri nella loro stanza e ne uscì con due sacchetti, uno rosso e uno blu. “Quello rosso è per te, Ilenia, quello blu per il tuo maritino checca… Tra mezz’ora vi aspettiamo da noi. Seguite le istruzioni, e vedrete che sarà un compleanno indimenticabile, per tutti e due…”
Io e Ile ci guardammo interrogativi, ma presi i sacchetti e entrammo in camera.
Nel suo sacchetto c’erano: una sottoveste di raso nera molto corta, un plug anale, un piccolo clistere, e un lubrificante. Nel mio: un plug anale, una gabbia di castità per il mio cazzo e un piccolo lucchetto, un piccolo clistere anche per me, e un collare con guinzaglio… C’erano anche due fogli con le istruzioni.
Ile mi guardò divertita… “Sembra che abbiano capito che voglio fartela pagare… Secondo me questa sera il tuo culo verrà sverginato… ha ha ha…”
Sentii in me un’ondata di eccitazione sconosciuta… Il pensiero di prendere uno o più di quei cazzi nel culo mi faceva sfarfallare il cervello. E mi eccitavo ancor di più per la derisione di Ile… “Stai calmo, sennò non riuscirò a mettertelo in gabbia… ha ha ha ha ha ha ha!” rise nuovamente di gusto.
Seguimmo tutte le istruzioni, e dopo esserci fatti il clistere e liberati inserimmo i due plug usando il lubrificante. Il suo entrò senza problemi, mentre io, ovviamente, feci un po’ di fatica, e mi fece un discreto male… ma la sensazione era bellissima. Infine mi mise l’uccello sotto chiave, e si appese la chiave, legata ad una catenina, al collo. “Sei pronto, maritino mio? Sei pronto a diventare anche tu una zoccoletta? Ha, ha , ha, ha…” Ogni parola di Ilenia mi eccitava, e sentivo il cazzo stretto sempre di più nella sua gabbia… Eravamo pronti a seguire l’ultima istruzione: recarci, io completamente nudo ad eccezione del collare e della gabbia, Ile nella sua sottoveste nera, calze autoreggenti nere e stivali fino al ginocchio, a mezzanotte precisa, nella camera dei cacciatori.
Mi prese per il guinzaglio, e io mi misi carponi proprio come un cane. Uscimmo così nel corridoio, e lei bussò alla porta dei nostri amici.
Al contrario di quel che mi attendevo loro erano ancora vestiti come a cena. Giulio e Michele erano seduti sul letto singolo, mentre Gio era venuto ad aprirci la porta.
“Ecco le nostre troie!” disse Gio ridendo… “Lascia pure il cagnolino lì vicino alla porta. Vieni con me!” ordinò Gio.
Così la portò davanti ai suoi due amici e cominciò a baciarla con passione e a metterle le mani sul culo e a strizzarle i capezzoli già duri. Giulio e Michele si alzarono, e uno alla volta presero anche loro a toccare Ilenia e a baciarla a turno. Lei era in estasi, e mugolava come una vera cagna… Sono sicuro che là sotto era già un lago.
“Vieni qui, cagnolino!” ordinò Giulio dopo qualche minuto che se la stavano limonando, “Vieni qui e stenditi di schiena!” Obbedii, come ipnotizzato dalla sua voce. Ora ero quasi sotto di loro… A quel punto fecero accovacciare Ile sulla mia bocca: “Leccala, da brava cagnetta che sei, dai!” Non me lo feci ripetere, e cominciai ad assaporare il gusto della sua fica… Ma c’era un ma… Più mi eccitavo più l’uccello ingabbiato mi faceva male… e più mi faceva male più mi eccitavo.
Nel frattempo loro avevano tirato fuori il cazzo dai pantaloni: tre bei cazzoni ora mi sovrastavano, e Ile non perse tempo. Prese in bocca quello di Michele, che era in mezzo, e cominciò a masturbare gli altri due. Michele glielo spinse in gola, e lei quasi vomitò, ma tenne duro e cominciò a sbavare su di me. “Succhia, tesoro, succhialo tutto!” La incitava Michele. Giulio e Gio presero a sbatterle il loro cazzi in faccia, e Ile prese a spompinarli a turno, lentamente e con metodo, come se volesse gustarseli con calma.
Qualcuno mi tirò per il collare. Era Gio, che mi disse: "Spostati troietta, devi vedere quanto è zoccola la tua bella moglie!" Così scivolai in avanti, mentre Ile si sedeva sul mio cazzo ormai inutile. Però da lì potevo vedere meglio... Continuava il suo lavoro certosino su quelle tre cappelle. Giulio ne aveva una davvero grossa, e il suo cazzo ormai era bagnato fino alla radice. Anche Michele non era messo male, e proprio in quel momento vidi Ile che si metteva in bocca le sue grosse palle: “Sì, dai succhiami le palle… Mettile tutte in bocca… Così… Brava troia…” disse michele. Gio si stava smanettando e ogni tanto colpiva Ilenia in faccia con il suo bel cazzo, più piccolo ma durissimo: “Ti piace il cazzo, vero? Senti com’è duro…” e la incitava a prendere anche il suo…
Che spettacolo! Avrei voluto toccarmi ma il mio cazzo non poteva crescere, e sentivo le palle che si gonfiavano...
Tra un mugolio e l’altro Ile mi disse: "Vedi come mi riempiono la bocca, tesoro? Ti piace vedermi così? Con tutti questi cazzi su di me? Te lo avevo detto che l' avresti pagata..." E mi fece colare la sua saliva sulla bocca. Assaporavo ogni goccia di quel nettare, che ormai era intriso del sapore di quei cazzi favolosi. Poi Ilenia prese il guinzaglio da Gio, e mi fece alzare. "Mettiti in piedi contro il muro, maritino mio!"
Obbedii... Che altro mi restava da fare? Lei si appoggiò su di me e mi baciò, protendendo il culo verso i tre. Il primo ad entrarle in figa fu Gio. Ile smise di baciarmi per sussurrarmi all' orecchio: "Sono due settimane che non prendo la pillola, cornuto, e questa sera spero proprio di farmi mettere incinta... Chissà chi sarà il padre di tuo figlio?"
Non potevo credere a ciò che sentivo... Cominciai a piangere e dire frasi sconnesse... "È il più bel regalo che potessi farmi, da bravo cornuto..." Mi disse.
Nel frattempo Gio si era staccato, ed era subentrato Giulio nella monta. "Che c'è signorina, non ti piace guardarmi mentre apro la fica alla tua mogliettina?" e prese a sbatterla da dietro con colpi lenti ma decisi…
Ile nel frattempo, mentre Giulio assestava colpi su colpi, aveva preso in mano gli altri due cazzi, e li segava al ritmo imposto da dietro.... Dopo un po' toccò a Michele: “Prendilo troia, prendilo tuttoooo…” Io guardavo ogni volta il volto del toro di turno, e li vedevo sempre più infoiati. Ile mugolava e ripeteva: “Sììì, sììì… cosììì spaccatemi tuttaaaa….”
Ad un tratto Gio riprese il mio guinzaglio, facendomi inginocchiare. Così mi ritrovai anche io due cazzi in bocca... E non capivo più se le mie lacrime venivano da quello che aveva detto Ilenia o dal fatto che a turno i due mi spingevano il cazzo in gola... Ero davvero in una situazione assurda, ma dentro di me sapevo che ora quello era il mio posto.
"Allora, vuoi vedere la tua zoccola riempita per bene?" Disse Giulio. "Tu resta lì, in ginocchio, da brava cagnetta, e sta' a guardare..."
Mi lasciarono lì, vicino al muro, con il terrore che Ile rimanesse incinta, mentre tutti e quattro si avviavano verso il letto matrimoniale. Lei si tolse gli stivali e si mise carponi sul letto, con il culo verso di me. Gio si stese davanti a lei, mentre Michele si avvicinò al culo di Ile, ancora con il plug anale inserito. Michele glielo tolse, poi si avvicinò a me e me lo infilò in bocca: “Tieni il tuo osso, cagnetta, tienilo caldo e umido…”
Ile stava sbocchinando Gio, subito raggiunto da Giulio, e Michele, facendosi ben vedere da me, appoggiò la cappella sul buco posteriore di Ile, ed entró con un colpo deciso. Lei sussultò, ma da come inarcò la schiena capii che gradiva, e molto... Michele pompava con decisione, e ogni tanto si girava a controllare se io guardassi. Ovviamente ero come ipnotizzato.
Ancora un paio di minuti e Ile si staccò per salire sul cazzo di Giulio. Cominciò a cavalcarlo lentamente, assaporando ogni spinta. Nel frattempo Michele tornò dietro e, mentre Giulio la teneva ferma, le entrò di nuovo nel culo... Era la prima volta che la vedevo riempita in tutti i buchi, perché intanto Gio, in piedi sul letto, le teneva la bocca sul suo cazzo, ed entrai in estasi... La vedevo felice, pienamente appagata... Stava venendo ripetutamente e godeva come non mai! E con lei io...
Dopo un po' i tre amici si diedero il cambio, e fu la volta di Giulio a prenderle il culo. Vedevo quel cazzone entrare e uscire senza sosta, sempre più turgido, e i grossi coglioni che sbattevano su quelli di Gio, che le era entrato in figa, mentre Michele si godeva la bocca di mia moglie, che ormai sconquassata dagli orgasmi ripetuti, che la facevano fremere e tremare dalla testa ai piedi…
A un certo punto si fermarono. Solo Giulio continuò a pomparle il culo, finché con un ultimo grugnito lo riempì di sborra. Poi fu la volta di Michele. Alla fine anche Gio le sborrò in culo, e, mentre ancora le dava le ultime spinte, Michele venne da me, riprese il plug che avevo in bocca, e lo piazzò di nuovo nel culo di Ilenia.
Lei si stese sul letto, stremata... “Dio, ragazzi… siete favolosi…” disse.
I tre mi si avvicinarono... "Visto? Le abbiamo fatto un bel pieno di sborra nel culo... È proprio una super troia, la tua mogliettina..." Disse Giulio. "Ma adesso tocca a te, cagnetta, devi succhiarci per bene!" Disse Michele, mentre Gio prese il guinzaglio trascinandomi verso il lettino.
Mi fecero sedere e si misero davanti a me. "Succhia, dai, troietta! Lo sappiamo che non vedevi l'ora!" Ordinò Giulio. Quindi per primo presi in bocca il suo uccello, che pian piano stava tornando duro... Gli altri due mi stavano sbattendo i cazzi in faccia, e nel frattempo anche loro stavano tornando duri...
Praticamente mi scoparono in bocca a turno... Una volta tornati ben duri, Michele e Giulio tornarono da Ile, che nel frattempo si era un po' ripresa e stava guardando me... Il suo sguardo era strano... Allo stesso tempo stupito ed eccitato, e languido, come i movimenti che stava facendo con la sua mano sulla sua fica fradicia.
Sentii di nuovo uno strappo al guinzaglio, era Gio... "Alzati checca, mettiti a pecora sul lettino, dai..." Ormai mi muovevo come un automa, e obbedivo senza pensare...
Gio mi tolse il plug dal culo, e cominciò a leccarmelo... Che sensazione favolosa! Mi sentivo completamente rilassato, e cominciai a mugolare... Dopo un paio di minuti Gio si fermò, e appoggiò la cappella sul buco. Spinse piano, con piccoli movimenti rotatori, e in poco tempo mi sentii pieno del suo cazzo.
"Lo senti, cagna?" Mi sussurrò all' orecchio mentre tirava indietro il guinzaglio... Dal mio uccello costretto uscì un fiotto di liquido. Praticamente stavo godendo di culo! “Guardate come gode la cagnetta!” Esclamò Gio. Cominciò a pompare più forte, e sentivo i suoi coglioni che sbattevano sui miei. Ile intanto cavalcava Giulio mentre Michele la scopava in bocca. Che visione! Stavo godendo in modi che fino a poco tempo prima non avrei mai immaginato!
Vidi Ilenia stendersi sul letto e Giulio che, con pochi colpi ancora, le riempì la figa di sborra... Poi, mentre ancora Gio mi inculava, fu la volta di Michele: anche lui le venne dentro, e vedevo i suoi occhi che si rovesciavano all' indietro nell' ennesimo orgasmo... "Adesso tocca a me sborrare, cagna, ma tu non te la meriti... " Gio uscì dal mio culo e mi trascinò col guinzaglio fino ad arrivare vicino agli altri. Poi entrò dentro la fica di Ile e dopo alcune spinte urlò: "Ti sborro anch'io, troiaaa!!" E le cadde addosso praticamente a peso morto, rotolando poi lentamente su un fianco.
"Vieni qui maritino… adesso puoi assaggiarla anche tu… leccami la fica!" Ordinò Ilenia. Mi chinai sul suo pube…era piena come non mai... Tre sborrate si era presa... Bevevo tutto come se non ci fosse un domani... "Guarda la cagnolina com'è assetata, aveva proprio bisogno di una bella bevuta di sperma..." Disse Giulio. E Michele: "Ma non è ancora finita, vero?" E si mise a ridere di gusto, seguito dagli altri e da Ile. All’inizio non capii, ma fu Giulio a chiarirmi: "Dai, sdraiati, troietta..." disse. Ile aveva capito e disse: "Con questo siamo quasi pari..." Si accovacciò sulla mia bocca e tolse il plug dal culo... Le tre sborrate di prima erano ancora lì, e cominciarono a colare, calde e vischiose, nella mia bocca…
Mentre ingoiavo, avido, quel nettare, i tre baciavano e accarezzavano a turno Ilenia, che ricambiava con piacere e gratitudine. Alla fine si chinò su di me e mi baciò a lungo con la lingua in bocca.
Eravamo sfiniti... Salutammo i tre amici con la proposta di rivederci il mattino successivo... "Siete fantastici" disse Giulio. "E tu Ilenia sei una vera dea" aggiunse Michele. Gio mi guardó e mi baciò con passione... "Sei davvero un bravissimo cornuto, e mi piace il tuo culo..."
Rientrammo nella nostra camera distrutti, senza neppure la forza di farci una doccia. Ile mi tolse la gabbia dall' uccello, ed ebbi un gran sollievo. Ci stendemmo sul letto. Ile si girò verso di me: "Sai, non è vero che ho interrotto la pillola... Volevo solo che per un po' soffrissi. Ti amo, Carlo, e amo tutto quello che sei. Amo anche il fatto che anche a te piace il cazzo. Amo che per me tu sia disposto a tutto, anche a farti inculare..." Poi mi baciò dolcemente, e ci addormentammo così, stanchi, appagati e felici.
Il mattino dopo mi risvegliai da solo.
Cercai un segno della presenza di Ile, ma oltre ad aver visto che aveva fatto la doccia e che aveva indossato abiti sportivi, di lei non c'era traccia. Così presi il telefono in mano e vidi che c' era un messaggio: "Sono andata a caccia con i nostri amici. Fai pure colazione con calma, tornerò per pranzo" seguito da tre cuori e l' emoticon di un bacio.
Non sapevo che pensare... Anzi, lo sapevo benissimo e finalmente mi feci una bella sega ripensando alla nottata precedente... Quasi non feci in tempo a prendermi il cazzo in mano che sborrai a fiotti come un coniglio.
Scesi a fare colazione, con lo sguardo interrogativo del proprietario che mi seguiva come un radar. A un certo punto si avvicinò e, prendendo coraggio mi domandò: "Ma non era sua moglie, stamattina, che usciva con quei tre ragazzi?" "Sì che era lei" risposi "Perché, le sembra strano?" "Be’, in effetti un po' strano era, perché mentre facevano colazione e mentre uscivano non facevano che palparla dappertutto..." "Buono a sapersi..." dissi arrossendo. Ma dentro di me me la ridevo ed ero felice. Proprio in quel momento arrivò un messaggio wathsapp dal telefono di Ile. Mentre lo aprivo il proprietario dell' agriturismo tornò con il cappuccino che avevo chiesto. Incurante della sua presenza aprii il messaggio... Ilenia era nuda, di spalle, appoggiata con le mani ad un albero, con il culo e la fica ben esposti, e un sorriso ammiccante che la diceva lunga. Alla foto seguiva un messaggio: "La preda del giorno..."
"Però... Tua moglie è davvero una gran figa!" Disse il nostro ospite, "devi proprio essere un gran cornuto con una moglie così!" Rimasi di sasso. Come si permetteva quel l'arroganza? "E magari il cazzo piace anche a te..." Insinuò con sguardo torbido, poi si girò e andò verso la cucina. Io rimasi a sorseggiare il cappuccino guardando la foto, e cominciai a immaginare quello che stava facendo Ile. L'erezione fu praticamente istantanea. La immaginavo mentre Giulio Gio e Michele la prendevano in mezzo al bosco, riempiendola di nuovo in tutti i buchi.
Rimasi così, con la tazza del cappuccino a mezz'aria, finché non arrivò un altro messaggio. Un'altra foto, questa volta con Ile accovacciata mentre teneva nelle mani, vicino alla bocca, il cazzone di Giulio e quello di Michele. "Dopo ti racconterà tutto..." Recitava il messaggio a seguire.
Mi sentivo addosso come una febbre. Da un lato avrei voluto raggiungerli ed essere lì, dall' altro volevo lasciare a Ile il suo spazio, lasciare che vivesse quel giorno come un' esperienza unica, magica, irripetibile.
Propesi per il desiderio più forte, e tornai, a passi lenti, in camera. Mi spogliai, e preso il plug anale, me lo inserii, questa volta senza dolore, e cominciai a masturbarmi lentamente. Dopo qualche minuto arrivò una nuova foto: si vedeva Gio disteso sotto, mentre dietro c'era Michele a incularla... Sborrai come un coniglio, ripetendo con un sussurro "Amore mio... Amore mio... Amore mio..."
Non smisi di masturbarmi, però. Sapevo che sarebbero arrivate altre foto... Dopo 10 minuti infatti eccone un' altra: Giulio era sotto, ed era dentro il culo di Ile, mentre sopra c'era Michele a scoparla nella fica... Il viso di mia moglie era l' immagine dell' estasi: la bocca socchiusa, gli occhi rovesciati all' indietro, la vena del collo che pulsava in evidenza... E il suo corpo era il tempio dell' abbandono, di un luogo mistico in cui risuonava solo il Dio Piacere...
In quell' istante mi resi conto che io, da solo, non avrei potuto mai darle tutto questo... Non che mi sentissi mediocre come amante, ma per una donna come lei ci voleva di più, molto di più, ed ero intenzionato a darglielo, sempre, perché era ciò che meritava, e che meritavo io.
Questo e altri pensieri si agitavano in me quando arrivò un altro messaggio: la foto era stata scattata evidentemente da Giulio, che, insieme a Gio e Michele erano in piedi, con i cazzi ormai quasi molli, e al centro c'era Ile, con il volto sorridente inondato dal sole della tarda mattinata e dallo sperma dei tre amici... Che immagine sublime! Seguiva questo messaggio: "Grazie Carlo, grazie di averci regalato la tua Dea. Ci vediamo tra poco…"
Anche loro, quindi, avevano capito, o forse solo percepito, chi fosse Ile. Lo era per me, una Dea, ma donne come lei lo sono sempre, solo che è difficile capirlo.
Guardavo ancora il suo viso raggiante di sole e di sborra, e venni, un' ultima volta, ormai prosciugato...
Mi addormentai di nuovo, e credo che passò circa un’ora. Fui svegliato dai pesanti passi dei tre amici lungo il corridoio, e dalle risate di Ile. Mi alzai e, ancora intontito, andai ad aprire la porta così com’ero, ovvero completamente nudo.
“Ecco il nostro maritino!” Esclamò Giulio. “Hai l’aria un po’ stanca… Hai perso qualcosa?” Disse Gio. “Povero… sì, forse gli manca qualcosa…” Disse Michele. “Ciao amore! Ti è arrivata qualche foto?” Disse Ile ridendo… “Sono tornata sana e salva, come vedi! E anche i nostri prodi cacciatori… Mi faresti entrare, caro?” Mi gettò le braccia al collo e mi baciò con passione. Il profumo che emanava, di sudore e di sperma, mi inebriò.
Entrarono nella stanza, e vollero tutti e tre salutare Ile con un lungo e appassionato bacio. “Spero che ti sia piaciuto, questo compleanno…” disse Giulio. “Sei la donna più incredibile che abbia mai scopato…” aggiunse Michele. “Se vorrai riprovarci… sai dove siamo!” concluse Gio accarezzandole il culo. “Sei davvero fortunato, Carlo. Avrei voglia di portarmela a casa…” disse ancora Giulio. “Sapete come contattarci, se vi andasse ancora una bella serata…” Concluse, e uscirono tutti e tre.
Rimasti soli, Ile mi guardò dritto negli occhi e disse, dolcemente: “Grazie amore mio. E’ stato davvero come vivere un sogno… Sul mio telefono ci sono tanti bei ricordi, e li guarderemo insieme…”
Il ricordo dell’ultima, rocambolesca serata, era ancora ben vivo, e io ed Ile ne approfittavamo per eccitarci a vicenda, quindi per un po’ di mesi vivemmo di quei bei ricordi.
Ma i ricordi, si sa, non bastano a riempire dei vuoti, e nemmeno i buchi, e la mia fantasia di vederla scopata da altri uomini non si placava. A volte la immaginavo presa da più uomini insieme, e quando glielo raccontavo anche lei si bagnava tutta, ma non osava chiedermi di realizzare queste fantasie.
Finché, esasperato da questi pensieri che mi tormentavano giorno e notte, non decisi di iscriverci, all’insaputa di lei, ad un sito di incontri. Sarebbe stata davvero una bella sorpresa…
Di foto di Ile ne avevo a decine, e cercai di scegliere quelle più arrapanti. Avrei voluto vederla con almeno due maschi, e tanto valeva sceglierli abbastanza giovani. Misi anche un paio di foto mie, specificando che avrei voluto non solo assistere, ma anche partecipare.
Inutile dire che arrivarono decine e decine di proposte di maschi arrapati. Ma, vagliandole una ad una, nessuna sembrava corrispondere alle mie fantasie… Finché…
Ecco, li avevo trovati…
Si presentavano come tre amici, tutti e tre sui 30 anni, e avevano allegato anche delle bellissime foto delle loro precedenti esperienze con alcune coppie. Erano tutti e tre ben messi, con dei bei fisici, e, senza essere veri superdotati, avevano tutti e tre dei bellissimi attributi. Inoltre sembravano un gruppo affiatato ed esperto, e questo mi piaceva più di ogni altra cosa.
Di lì a una decina di giorni io e Ile avevamo programmato, proprio per il suo quarantunesimo compleanno, un rilassante weekend in un agriturismo in collina. Avremmo lasciato il nostro Enrico dai nonni, per stare più in intimità. Così li contattai, chiedendo loro di raggiungerci nello stesso agriturismo.
Quasi svenni per l’emozione quando Giulio, che teneva i contatti anche per gli altri due amici, mi telefonò per confermarmi che avrebbero accettato, anche se prima avrebbero voluto vedere dal vivo Ilenia.
Il pomeriggio successivo, che era un sabato, dovevamo andare al centro commerciale per fare shopping, così diedi loro appuntamento lì. Poteva venire solo Giulio, ma disse sarebbe stato sufficiente.
Il giorno dopo, come sempre quando uscivamo, Ilenia si mise in tiro: vestito nero scollato, una collana di perle, e stivali con tacco 12 alti fino al ginocchio. Mandai, preso da un’ebbrezza indefinita, un messaggio a Giulio per dirgli a che ora saremmo arrivati e come avrebbe potuto riconoscerci.
Una volta al centro commerciale ci fermammo a prendere un caffè. Ile era seduta sullo sgabello con una gamba allungata e la coscia ben in mostra quando mi arrivò il messaggio sul telefono: “Tua moglie è davvero una fica stratosferica, vedrai che bella festa le faremo… E ce ne sarà anche per te, caro...”
Dovetti prendere una scusa e corsi in bagno a segarmi… Solo quel messaggio aveva provocato in me un’eccitazione incontenibile… Non avevo visto o riconosciuto Giulio, ma lui evidentemente aveva riconosciuto noi!
Fatte le spese che avevamo programmato tornammo a casa. Quella sera sussurrai di nuovo le mie fantasie a Ile mentre la penetravo, e vidi che si stava eccitando più del solito. In meno di due minuti eravamo venuti tutti e due…
E finalmente arrivò il sabato successivo. Uscii presto e presi per lei un bellissimo mazzo di rose rosse, e le portai la colazione a letto. Ile era entusiasta e mi ringraziò con un lungo bacio. “Ma le sorprese oggi non finiranno qui,” le dissi con sguardo ammiccante. Lei mi guardò interrogativa, ma alla fine sorrise…
Avevamo già pronte le valige e poco dopo partimmo alla volta dell’agriturismo. Quando guidavo mi piaceva tenerle la mano sulla coscia, e lei l’aveva sempre apprezzato.
Arrivammo intorno alle 11. Ci eravamo appena fermati quando un pick-up parcheggiò di fianco a noi. Scesero tre robusti ragazzoni, vestiti di tutto punto per andare a caccia, e capii subito che erano Giulio e i suoi amici.
“Salve!” disse uno di loro, “Bellissimo tempo per andare per boschi, vero? Io sono Giulio e loro sono Michele e Giovanni, detto Gio.”
“Buongiorno!” Mi ascoltai rispondere mentre arrossivo… E qualcosa in me si bloccò. “Buongiorno ragazzi!” disse Ile, “Io sono Ilenia, e lui Carlo, mio marito… Davvero bella giornata! Vi auguro buona caccia!”
Per il momento finì lì. Portammo ciascuno i propri bagagli nella struttura, facemmo il ceck-in e poi verso le nostre camere. Guarda caso la nostra era proprio di fianco a quella dei tre cacciatori…
“Perché sei arrossito così?”
“Mah, non so… quei bei ragazzoni mi mettono un po’ in soggezione…”
“E’ per questo che ti amo,” disse Ilenia, “Perché dentro di te si nasconde sempre un timidone… a volte mi sembri una ragazzina…”
Quell’apprezzamento mi aveva messo, in realtà nel posto giusto. Mi sentivo davvero una ragazzina timida e vogliosa, a volte. Tanto, quel giorno, proprio tanto…
Ci cambiammo, e poi prendemmo il sentiero che portava nel bosco. Era da poco iniziato settembre, e anche se faceva ancora caldo, si cominciava a sentire odore d’autunno, con alcune chiazze di foglie ingiallite qua e là, e la passeggiata fu davvero romantica… Almeno fino a che non ci imbattemmo nei tre cacciatori… Si erano fermati in una radura isolata, un po’ discosta e più in basso rispetto al sentiero, e si erano sdraiati, nudi, a prendere il sole. Feci segno a Ile di fare silenzio. I tre ragazzoni parlottavano tra loro, e lei rimase come ipnotizzata a guardare i loro corpi nudi e abbronzati. Giulio aveva sul petto un grande tatuaggio a forma di ali: era spettacolare. Il suo corpo nudo fece effetto anche su di me, e mi sorpresi nel sentire che stavo avendo un’erezione, e mi stavo eccitando come una ragazzina in calore. Ile non era da meno… il suo sguardo andava dall’uno all’altro dei tre, e sentii il suo respiro farsi quasi affannoso… Riuscimmo a cogliere qualche frase qua e là… “Certo che lei è proprio spettacolare” diceva Michele. “Oh sì, davvero una gran figa,” gli fece eco Gio. “Pensate che lui vorrà prenderlo?” Disse Giulio. “Non ti preoccupare, ci penserò io…” rispose Gio.
Anche se di malavoglia, feci segno a Ile di allontanarci.
Dopo alcune decine di metri lei si fermò e mi guardò fisso, con sguardo deciso. “Hai organizzato tutto tu, vero?” Mi disse a muso duro. Io balbettai qualcosa come “sorpresa” e “compleanno”. Lei mi incalzò: “Carlo, questa volta me la paghi… oh sì che me la paghi… Dove li hai trovati? Cosa gli hai detto?”
“Ho messo un annuncio su un sito di incontri… Ho messo delle belle foto tue… ovviamente censurate…”
“Porco! Perché non mi hai detto nulla? Adesso cosa facciamo?”
“Quello che vuoi tu, amore…” risposi mortificato.
Lei riprese a camminare sul sentiero, e non disse più nulla. Continuammo a camminare ancora per un’ora, poi proposi di tornare indietro.
Lei mi guardò ancora arrabbiata: “Sì, torniamo, ma non ce ne andremo… Vedrai come te la farò pagare, stronzo! Ricorda che l’hai voluto tu…”
Io, ovviamente, pur fingendo un’aria contrita, ero al settimo cielo…
Tornati in agriturismo ci riposammo e facemmo una lunga doccia. Nel frattempo, proprio mentre Ile era sotto la doccia, sentii dei pesanti passi nel corridoio. Erano certamente i nostri tre cacciatori… Allora uscii un attimo sul pianerottolo.
“Ciao Carlo” disse Giulio, “Vi è piaciuto lo spettacolino che abbiamo messo su per voi nel bosco?”
Era tutto calcolato, quindi… “Davvero interessante… Ilenia ha capito tutto, e vedrete che non rimarrete delusi…” dissi. “Cenate insieme a noi, offro io!” proposi.
“Benissimo!” risposero quasi all’unisono… “Vedrai che ti piacerà, piccola checca…” disse Gio, e mi mise la lingua in bocca per un lungo e umido bacio, mentre Giulio e Michele ridacchiavano…
Rientrai un po’ scosso nella nostra camera, e quando Ilenia uscì dalla doccia le dissi della mia proposta. “Da bravo cornuto, insomma… Pagargli anche la cena…”
Erano quasi le 8, e scendemmo in sala da pranzo. Era quasi vuota… c’era una famigliola seduta ad un tavolo in fondo e una coppia giovanissima vicino a loro. Dissi al proprietario che avremmo cenato insieme agli amici cacciatori, e ci indicò un tavolo sulla destra, subito dopo l’ingresso.
Ile continuava ad essere incazzata, e quasi non mi rivolse la parola mentre aspettavamo guardando il menù. Nel frattempo ordinai un paio di bottiglie di buon vino rosso.
Poco dopo arrivarono i nostri amici: Giulio aveva i capelli scuri ed era il più alto dei tre, probabilmente: era vestito in modo casual, ma elegante, e la camicia che indossava metteva in risalto le ampie spalle, e aveva un portamento deciso. Gio, il più basso di loro (era comunque più alto di me), era più robusto, e aveva gambe muscolose da ciclista, si vedeva dai jeans che rimanevano molto attillati. Lui era chiaro di capelli, e portava un pizzetto ben curato. Michele, anche lui moro, aveva la pelle olivastra, e dalla sua camicia si intravedeva il petto villoso.
“Possiamo accomodarci?” chiese con gentilezza Michele. Io mi alzai in piedi e dissi: “Prego, ragazzi, prego… sedetevi pure dove preferite!”
Ovviamente si avvicinarono il più possibile a Ile, che nel frattempo li osservava e soppesava attentamente con sguardo acceso. Nel passare di fianco a lei non persero occasione di strofinarsi sulla sua spalla…
Ordinarono tutti il menù al tartufo, il più costoso ovviamente. “Sapete che il tartufo è anche afrodisiaco?” disse Gio. “Davvero?” disse Ile “e… voi ne avete davvero bisogno?” aggiunse con uno sguardo così porco che più porco non si poteva. “Certo che no”, rispose Giulio, ma un po’ di buon sapore non guasta mai…” e si leccò le labbra. “Allora, com’è andata la caccia, ragazzi?” domandai guardandoli uno ad uno. “Be’ oggi abbiamo fatto solo un giro di perlustrazione, ma mi sembra che di buone prede ce ne siano, vero Michele?” Disse Giulio. “Oh, sììì, abbiamo visto diverse specie… Beccaccini, passere, un bel cervo con un gran palco di corna… e un bel cuculo… sapete che è un uccello particolare, vero?” “E che cos’ha di particolare?” Domandò Ile davvero incuriosita. Rispose Gio: “La femmina del cuculo non fa le uova nel proprio nido, ma in quello di altri uccelli, che poi si ritrovano ad allevare pulcini che non sono loro…” “Che cosa strana,” disse Ile, “e… ci sono altri animali che lo fanno?” “Oh, sì, ci sono quelli come tuo marito… Hai uova da deporre per altri uccelli, tu?”
Ile avvampò, ma dopo un primo momento di sorpresa li guardò uno ad uno sorridendo con civetteria… io ero al settimo cielo, ovviamente…
“Carlo ci ha detto che è il tuo compleanno, oggi, vero?” disse Giulio guardando Ile fisso negli occhi, “abbiamo pensato di farvi dei regali, ve li daremo dopo cena…”
Arrivarono le portate, e i nostri tre amici mangiavano a quattro palmenti, e la conversazione si spense. Quando finimmo il vino era andato, e gli animi un po’ più caldi. Ile si tolse il golfino leggero di cotone e rimase a spalle nude. Quella sera aveva indossato un abitino rosso, intonato alle sue labbra carnose. Inutile dire che durante la cena colsi dei movimenti di mani sotto il tavolo, ma niente di esagerato, almeno finché non rimanemmo soli nella sala. A quel punto anche il proprietario dell’agriturismo sembrava sparito, e vidi che Giulio, che era alla destra di Ile, allungava spesso la mano sulla sua coscia sinistra, mentre Michele, dall’altro lato, allungava la sua di mano… Gio, che era vicino a me, mi prese la mano e me la posò, spingendola, sul suo cazzo, guardandomi in modo decisamente lussurioso. E aveva davvero un discreto cazzo…
Dopo qualche minuto si fece rivedere il proprietario: “Se non vi dispiace dovrei sparecchiare… Sono un po’ stanco e vorrei andare a dormire. Se avrete bisogno sarò nell’edificio qui a fianco.”
Ci alzammo, e vidi che l’abito di Ilenia era stropicciato proprio all’altezza della fica.
Quando arrivammo di fronte alle nostre camere Giulio disse: “Aspettate, vi diamo il regalo di compleanno…” Entrò con gli altri nella loro stanza e ne uscì con due sacchetti, uno rosso e uno blu. “Quello rosso è per te, Ilenia, quello blu per il tuo maritino checca… Tra mezz’ora vi aspettiamo da noi. Seguite le istruzioni, e vedrete che sarà un compleanno indimenticabile, per tutti e due…”
Io e Ile ci guardammo interrogativi, ma presi i sacchetti e entrammo in camera.
Nel suo sacchetto c’erano: una sottoveste di raso nera molto corta, un plug anale, un piccolo clistere, e un lubrificante. Nel mio: un plug anale, una gabbia di castità per il mio cazzo e un piccolo lucchetto, un piccolo clistere anche per me, e un collare con guinzaglio… C’erano anche due fogli con le istruzioni.
Ile mi guardò divertita… “Sembra che abbiano capito che voglio fartela pagare… Secondo me questa sera il tuo culo verrà sverginato… ha ha ha…”
Sentii in me un’ondata di eccitazione sconosciuta… Il pensiero di prendere uno o più di quei cazzi nel culo mi faceva sfarfallare il cervello. E mi eccitavo ancor di più per la derisione di Ile… “Stai calmo, sennò non riuscirò a mettertelo in gabbia… ha ha ha ha ha ha ha!” rise nuovamente di gusto.
Seguimmo tutte le istruzioni, e dopo esserci fatti il clistere e liberati inserimmo i due plug usando il lubrificante. Il suo entrò senza problemi, mentre io, ovviamente, feci un po’ di fatica, e mi fece un discreto male… ma la sensazione era bellissima. Infine mi mise l’uccello sotto chiave, e si appese la chiave, legata ad una catenina, al collo. “Sei pronto, maritino mio? Sei pronto a diventare anche tu una zoccoletta? Ha, ha , ha, ha…” Ogni parola di Ilenia mi eccitava, e sentivo il cazzo stretto sempre di più nella sua gabbia… Eravamo pronti a seguire l’ultima istruzione: recarci, io completamente nudo ad eccezione del collare e della gabbia, Ile nella sua sottoveste nera, calze autoreggenti nere e stivali fino al ginocchio, a mezzanotte precisa, nella camera dei cacciatori.
Mi prese per il guinzaglio, e io mi misi carponi proprio come un cane. Uscimmo così nel corridoio, e lei bussò alla porta dei nostri amici.
Al contrario di quel che mi attendevo loro erano ancora vestiti come a cena. Giulio e Michele erano seduti sul letto singolo, mentre Gio era venuto ad aprirci la porta.
“Ecco le nostre troie!” disse Gio ridendo… “Lascia pure il cagnolino lì vicino alla porta. Vieni con me!” ordinò Gio.
Così la portò davanti ai suoi due amici e cominciò a baciarla con passione e a metterle le mani sul culo e a strizzarle i capezzoli già duri. Giulio e Michele si alzarono, e uno alla volta presero anche loro a toccare Ilenia e a baciarla a turno. Lei era in estasi, e mugolava come una vera cagna… Sono sicuro che là sotto era già un lago.
“Vieni qui, cagnolino!” ordinò Giulio dopo qualche minuto che se la stavano limonando, “Vieni qui e stenditi di schiena!” Obbedii, come ipnotizzato dalla sua voce. Ora ero quasi sotto di loro… A quel punto fecero accovacciare Ile sulla mia bocca: “Leccala, da brava cagnetta che sei, dai!” Non me lo feci ripetere, e cominciai ad assaporare il gusto della sua fica… Ma c’era un ma… Più mi eccitavo più l’uccello ingabbiato mi faceva male… e più mi faceva male più mi eccitavo.
Nel frattempo loro avevano tirato fuori il cazzo dai pantaloni: tre bei cazzoni ora mi sovrastavano, e Ile non perse tempo. Prese in bocca quello di Michele, che era in mezzo, e cominciò a masturbare gli altri due. Michele glielo spinse in gola, e lei quasi vomitò, ma tenne duro e cominciò a sbavare su di me. “Succhia, tesoro, succhialo tutto!” La incitava Michele. Giulio e Gio presero a sbatterle il loro cazzi in faccia, e Ile prese a spompinarli a turno, lentamente e con metodo, come se volesse gustarseli con calma.
Qualcuno mi tirò per il collare. Era Gio, che mi disse: "Spostati troietta, devi vedere quanto è zoccola la tua bella moglie!" Così scivolai in avanti, mentre Ile si sedeva sul mio cazzo ormai inutile. Però da lì potevo vedere meglio... Continuava il suo lavoro certosino su quelle tre cappelle. Giulio ne aveva una davvero grossa, e il suo cazzo ormai era bagnato fino alla radice. Anche Michele non era messo male, e proprio in quel momento vidi Ile che si metteva in bocca le sue grosse palle: “Sì, dai succhiami le palle… Mettile tutte in bocca… Così… Brava troia…” disse michele. Gio si stava smanettando e ogni tanto colpiva Ilenia in faccia con il suo bel cazzo, più piccolo ma durissimo: “Ti piace il cazzo, vero? Senti com’è duro…” e la incitava a prendere anche il suo…
Che spettacolo! Avrei voluto toccarmi ma il mio cazzo non poteva crescere, e sentivo le palle che si gonfiavano...
Tra un mugolio e l’altro Ile mi disse: "Vedi come mi riempiono la bocca, tesoro? Ti piace vedermi così? Con tutti questi cazzi su di me? Te lo avevo detto che l' avresti pagata..." E mi fece colare la sua saliva sulla bocca. Assaporavo ogni goccia di quel nettare, che ormai era intriso del sapore di quei cazzi favolosi. Poi Ilenia prese il guinzaglio da Gio, e mi fece alzare. "Mettiti in piedi contro il muro, maritino mio!"
Obbedii... Che altro mi restava da fare? Lei si appoggiò su di me e mi baciò, protendendo il culo verso i tre. Il primo ad entrarle in figa fu Gio. Ile smise di baciarmi per sussurrarmi all' orecchio: "Sono due settimane che non prendo la pillola, cornuto, e questa sera spero proprio di farmi mettere incinta... Chissà chi sarà il padre di tuo figlio?"
Non potevo credere a ciò che sentivo... Cominciai a piangere e dire frasi sconnesse... "È il più bel regalo che potessi farmi, da bravo cornuto..." Mi disse.
Nel frattempo Gio si era staccato, ed era subentrato Giulio nella monta. "Che c'è signorina, non ti piace guardarmi mentre apro la fica alla tua mogliettina?" e prese a sbatterla da dietro con colpi lenti ma decisi…
Ile nel frattempo, mentre Giulio assestava colpi su colpi, aveva preso in mano gli altri due cazzi, e li segava al ritmo imposto da dietro.... Dopo un po' toccò a Michele: “Prendilo troia, prendilo tuttoooo…” Io guardavo ogni volta il volto del toro di turno, e li vedevo sempre più infoiati. Ile mugolava e ripeteva: “Sììì, sììì… cosììì spaccatemi tuttaaaa….”
Ad un tratto Gio riprese il mio guinzaglio, facendomi inginocchiare. Così mi ritrovai anche io due cazzi in bocca... E non capivo più se le mie lacrime venivano da quello che aveva detto Ilenia o dal fatto che a turno i due mi spingevano il cazzo in gola... Ero davvero in una situazione assurda, ma dentro di me sapevo che ora quello era il mio posto.
"Allora, vuoi vedere la tua zoccola riempita per bene?" Disse Giulio. "Tu resta lì, in ginocchio, da brava cagnetta, e sta' a guardare..."
Mi lasciarono lì, vicino al muro, con il terrore che Ile rimanesse incinta, mentre tutti e quattro si avviavano verso il letto matrimoniale. Lei si tolse gli stivali e si mise carponi sul letto, con il culo verso di me. Gio si stese davanti a lei, mentre Michele si avvicinò al culo di Ile, ancora con il plug anale inserito. Michele glielo tolse, poi si avvicinò a me e me lo infilò in bocca: “Tieni il tuo osso, cagnetta, tienilo caldo e umido…”
Ile stava sbocchinando Gio, subito raggiunto da Giulio, e Michele, facendosi ben vedere da me, appoggiò la cappella sul buco posteriore di Ile, ed entró con un colpo deciso. Lei sussultò, ma da come inarcò la schiena capii che gradiva, e molto... Michele pompava con decisione, e ogni tanto si girava a controllare se io guardassi. Ovviamente ero come ipnotizzato.
Ancora un paio di minuti e Ile si staccò per salire sul cazzo di Giulio. Cominciò a cavalcarlo lentamente, assaporando ogni spinta. Nel frattempo Michele tornò dietro e, mentre Giulio la teneva ferma, le entrò di nuovo nel culo... Era la prima volta che la vedevo riempita in tutti i buchi, perché intanto Gio, in piedi sul letto, le teneva la bocca sul suo cazzo, ed entrai in estasi... La vedevo felice, pienamente appagata... Stava venendo ripetutamente e godeva come non mai! E con lei io...
Dopo un po' i tre amici si diedero il cambio, e fu la volta di Giulio a prenderle il culo. Vedevo quel cazzone entrare e uscire senza sosta, sempre più turgido, e i grossi coglioni che sbattevano su quelli di Gio, che le era entrato in figa, mentre Michele si godeva la bocca di mia moglie, che ormai sconquassata dagli orgasmi ripetuti, che la facevano fremere e tremare dalla testa ai piedi…
A un certo punto si fermarono. Solo Giulio continuò a pomparle il culo, finché con un ultimo grugnito lo riempì di sborra. Poi fu la volta di Michele. Alla fine anche Gio le sborrò in culo, e, mentre ancora le dava le ultime spinte, Michele venne da me, riprese il plug che avevo in bocca, e lo piazzò di nuovo nel culo di Ilenia.
Lei si stese sul letto, stremata... “Dio, ragazzi… siete favolosi…” disse.
I tre mi si avvicinarono... "Visto? Le abbiamo fatto un bel pieno di sborra nel culo... È proprio una super troia, la tua mogliettina..." Disse Giulio. "Ma adesso tocca a te, cagnetta, devi succhiarci per bene!" Disse Michele, mentre Gio prese il guinzaglio trascinandomi verso il lettino.
Mi fecero sedere e si misero davanti a me. "Succhia, dai, troietta! Lo sappiamo che non vedevi l'ora!" Ordinò Giulio. Quindi per primo presi in bocca il suo uccello, che pian piano stava tornando duro... Gli altri due mi stavano sbattendo i cazzi in faccia, e nel frattempo anche loro stavano tornando duri...
Praticamente mi scoparono in bocca a turno... Una volta tornati ben duri, Michele e Giulio tornarono da Ile, che nel frattempo si era un po' ripresa e stava guardando me... Il suo sguardo era strano... Allo stesso tempo stupito ed eccitato, e languido, come i movimenti che stava facendo con la sua mano sulla sua fica fradicia.
Sentii di nuovo uno strappo al guinzaglio, era Gio... "Alzati checca, mettiti a pecora sul lettino, dai..." Ormai mi muovevo come un automa, e obbedivo senza pensare...
Gio mi tolse il plug dal culo, e cominciò a leccarmelo... Che sensazione favolosa! Mi sentivo completamente rilassato, e cominciai a mugolare... Dopo un paio di minuti Gio si fermò, e appoggiò la cappella sul buco. Spinse piano, con piccoli movimenti rotatori, e in poco tempo mi sentii pieno del suo cazzo.
"Lo senti, cagna?" Mi sussurrò all' orecchio mentre tirava indietro il guinzaglio... Dal mio uccello costretto uscì un fiotto di liquido. Praticamente stavo godendo di culo! “Guardate come gode la cagnetta!” Esclamò Gio. Cominciò a pompare più forte, e sentivo i suoi coglioni che sbattevano sui miei. Ile intanto cavalcava Giulio mentre Michele la scopava in bocca. Che visione! Stavo godendo in modi che fino a poco tempo prima non avrei mai immaginato!
Vidi Ilenia stendersi sul letto e Giulio che, con pochi colpi ancora, le riempì la figa di sborra... Poi, mentre ancora Gio mi inculava, fu la volta di Michele: anche lui le venne dentro, e vedevo i suoi occhi che si rovesciavano all' indietro nell' ennesimo orgasmo... "Adesso tocca a me sborrare, cagna, ma tu non te la meriti... " Gio uscì dal mio culo e mi trascinò col guinzaglio fino ad arrivare vicino agli altri. Poi entrò dentro la fica di Ile e dopo alcune spinte urlò: "Ti sborro anch'io, troiaaa!!" E le cadde addosso praticamente a peso morto, rotolando poi lentamente su un fianco.
"Vieni qui maritino… adesso puoi assaggiarla anche tu… leccami la fica!" Ordinò Ilenia. Mi chinai sul suo pube…era piena come non mai... Tre sborrate si era presa... Bevevo tutto come se non ci fosse un domani... "Guarda la cagnolina com'è assetata, aveva proprio bisogno di una bella bevuta di sperma..." Disse Giulio. E Michele: "Ma non è ancora finita, vero?" E si mise a ridere di gusto, seguito dagli altri e da Ile. All’inizio non capii, ma fu Giulio a chiarirmi: "Dai, sdraiati, troietta..." disse. Ile aveva capito e disse: "Con questo siamo quasi pari..." Si accovacciò sulla mia bocca e tolse il plug dal culo... Le tre sborrate di prima erano ancora lì, e cominciarono a colare, calde e vischiose, nella mia bocca…
Mentre ingoiavo, avido, quel nettare, i tre baciavano e accarezzavano a turno Ilenia, che ricambiava con piacere e gratitudine. Alla fine si chinò su di me e mi baciò a lungo con la lingua in bocca.
Eravamo sfiniti... Salutammo i tre amici con la proposta di rivederci il mattino successivo... "Siete fantastici" disse Giulio. "E tu Ilenia sei una vera dea" aggiunse Michele. Gio mi guardó e mi baciò con passione... "Sei davvero un bravissimo cornuto, e mi piace il tuo culo..."
Rientrammo nella nostra camera distrutti, senza neppure la forza di farci una doccia. Ile mi tolse la gabbia dall' uccello, ed ebbi un gran sollievo. Ci stendemmo sul letto. Ile si girò verso di me: "Sai, non è vero che ho interrotto la pillola... Volevo solo che per un po' soffrissi. Ti amo, Carlo, e amo tutto quello che sei. Amo anche il fatto che anche a te piace il cazzo. Amo che per me tu sia disposto a tutto, anche a farti inculare..." Poi mi baciò dolcemente, e ci addormentammo così, stanchi, appagati e felici.
Il mattino dopo mi risvegliai da solo.
Cercai un segno della presenza di Ile, ma oltre ad aver visto che aveva fatto la doccia e che aveva indossato abiti sportivi, di lei non c'era traccia. Così presi il telefono in mano e vidi che c' era un messaggio: "Sono andata a caccia con i nostri amici. Fai pure colazione con calma, tornerò per pranzo" seguito da tre cuori e l' emoticon di un bacio.
Non sapevo che pensare... Anzi, lo sapevo benissimo e finalmente mi feci una bella sega ripensando alla nottata precedente... Quasi non feci in tempo a prendermi il cazzo in mano che sborrai a fiotti come un coniglio.
Scesi a fare colazione, con lo sguardo interrogativo del proprietario che mi seguiva come un radar. A un certo punto si avvicinò e, prendendo coraggio mi domandò: "Ma non era sua moglie, stamattina, che usciva con quei tre ragazzi?" "Sì che era lei" risposi "Perché, le sembra strano?" "Be’, in effetti un po' strano era, perché mentre facevano colazione e mentre uscivano non facevano che palparla dappertutto..." "Buono a sapersi..." dissi arrossendo. Ma dentro di me me la ridevo ed ero felice. Proprio in quel momento arrivò un messaggio wathsapp dal telefono di Ile. Mentre lo aprivo il proprietario dell' agriturismo tornò con il cappuccino che avevo chiesto. Incurante della sua presenza aprii il messaggio... Ilenia era nuda, di spalle, appoggiata con le mani ad un albero, con il culo e la fica ben esposti, e un sorriso ammiccante che la diceva lunga. Alla foto seguiva un messaggio: "La preda del giorno..."
"Però... Tua moglie è davvero una gran figa!" Disse il nostro ospite, "devi proprio essere un gran cornuto con una moglie così!" Rimasi di sasso. Come si permetteva quel l'arroganza? "E magari il cazzo piace anche a te..." Insinuò con sguardo torbido, poi si girò e andò verso la cucina. Io rimasi a sorseggiare il cappuccino guardando la foto, e cominciai a immaginare quello che stava facendo Ile. L'erezione fu praticamente istantanea. La immaginavo mentre Giulio Gio e Michele la prendevano in mezzo al bosco, riempiendola di nuovo in tutti i buchi.
Rimasi così, con la tazza del cappuccino a mezz'aria, finché non arrivò un altro messaggio. Un'altra foto, questa volta con Ile accovacciata mentre teneva nelle mani, vicino alla bocca, il cazzone di Giulio e quello di Michele. "Dopo ti racconterà tutto..." Recitava il messaggio a seguire.
Mi sentivo addosso come una febbre. Da un lato avrei voluto raggiungerli ed essere lì, dall' altro volevo lasciare a Ile il suo spazio, lasciare che vivesse quel giorno come un' esperienza unica, magica, irripetibile.
Propesi per il desiderio più forte, e tornai, a passi lenti, in camera. Mi spogliai, e preso il plug anale, me lo inserii, questa volta senza dolore, e cominciai a masturbarmi lentamente. Dopo qualche minuto arrivò una nuova foto: si vedeva Gio disteso sotto, mentre dietro c'era Michele a incularla... Sborrai come un coniglio, ripetendo con un sussurro "Amore mio... Amore mio... Amore mio..."
Non smisi di masturbarmi, però. Sapevo che sarebbero arrivate altre foto... Dopo 10 minuti infatti eccone un' altra: Giulio era sotto, ed era dentro il culo di Ile, mentre sopra c'era Michele a scoparla nella fica... Il viso di mia moglie era l' immagine dell' estasi: la bocca socchiusa, gli occhi rovesciati all' indietro, la vena del collo che pulsava in evidenza... E il suo corpo era il tempio dell' abbandono, di un luogo mistico in cui risuonava solo il Dio Piacere...
In quell' istante mi resi conto che io, da solo, non avrei potuto mai darle tutto questo... Non che mi sentissi mediocre come amante, ma per una donna come lei ci voleva di più, molto di più, ed ero intenzionato a darglielo, sempre, perché era ciò che meritava, e che meritavo io.
Questo e altri pensieri si agitavano in me quando arrivò un altro messaggio: la foto era stata scattata evidentemente da Giulio, che, insieme a Gio e Michele erano in piedi, con i cazzi ormai quasi molli, e al centro c'era Ile, con il volto sorridente inondato dal sole della tarda mattinata e dallo sperma dei tre amici... Che immagine sublime! Seguiva questo messaggio: "Grazie Carlo, grazie di averci regalato la tua Dea. Ci vediamo tra poco…"
Anche loro, quindi, avevano capito, o forse solo percepito, chi fosse Ile. Lo era per me, una Dea, ma donne come lei lo sono sempre, solo che è difficile capirlo.
Guardavo ancora il suo viso raggiante di sole e di sborra, e venni, un' ultima volta, ormai prosciugato...
Mi addormentai di nuovo, e credo che passò circa un’ora. Fui svegliato dai pesanti passi dei tre amici lungo il corridoio, e dalle risate di Ile. Mi alzai e, ancora intontito, andai ad aprire la porta così com’ero, ovvero completamente nudo.
“Ecco il nostro maritino!” Esclamò Giulio. “Hai l’aria un po’ stanca… Hai perso qualcosa?” Disse Gio. “Povero… sì, forse gli manca qualcosa…” Disse Michele. “Ciao amore! Ti è arrivata qualche foto?” Disse Ile ridendo… “Sono tornata sana e salva, come vedi! E anche i nostri prodi cacciatori… Mi faresti entrare, caro?” Mi gettò le braccia al collo e mi baciò con passione. Il profumo che emanava, di sudore e di sperma, mi inebriò.
Entrarono nella stanza, e vollero tutti e tre salutare Ile con un lungo e appassionato bacio. “Spero che ti sia piaciuto, questo compleanno…” disse Giulio. “Sei la donna più incredibile che abbia mai scopato…” aggiunse Michele. “Se vorrai riprovarci… sai dove siamo!” concluse Gio accarezzandole il culo. “Sei davvero fortunato, Carlo. Avrei voglia di portarmela a casa…” disse ancora Giulio. “Sapete come contattarci, se vi andasse ancora una bella serata…” Concluse, e uscirono tutti e tre.
Rimasti soli, Ile mi guardò dritto negli occhi e disse, dolcemente: “Grazie amore mio. E’ stato davvero come vivere un sogno… Sul mio telefono ci sono tanti bei ricordi, e li guarderemo insieme…”
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