Come iniziò tutto 4

di
genere
prime esperienze

Restammo così una mezz'oretta, io con la testa appoggiata sul suo inguine e lui abbandonato sul divano con gli occhi chiusi.
Nemmeno una parola, solo il suo respiro profondo e le mie narici che si riempivano del suo odore.
Un odore forte, di maschio che aveva appena goduto e che mi faceva ancora rabbrividire.
Mi prese ancora la voglia di prenderlo in bocca e di leccarlo avidamente per sentirne ancora il sapore e così avvicinai le labbra al suo cazzo e cominciai a leccarlo piano e a prenderlo dolcemente in bocca.
Era piacevole anche se non c'era traccia dell'erezione potente di pochi minuti prima, non più un'azione selvaggia ma come una coccola a quel cazzo che mi aveva fatto scoprire un mondo nuovo.
"Brava la mia zoccoletta, ma dobbiamo aspettare un pò... non ho più vent'anni" e di nuovo la sua risata che mi fece sorridere con ancora il suo cazzo in bocca.
Lo baciai dolcemente sulla cappella e mi alzai per andarmi a rivestire ma fui bloccato subito.
"Cosa fai? Resta nuda che andiamo a farci una doccia". Di nuovo una pacca sul culo ma stavolta non violenta come quella di prima, quasi dolce, affettuosa...
Gli sorrisi di nuovo mentre si stava alzando, mi prese per mano e mi portò in bagno.
Aprì il getto dell'acqua e mi accompagnò dentro la doccia, una doccia grande che poteva contenere almeno tre persone.
"Lavami" mi disse porgendomi il bagnoschiuma.
Cominciai ad insaponarlo indugiando sul suo petto e naturalmente sul suo cazzo e le sue palle.
Mi abbassai per insaponargli le gambe e risalendo ne approfittavo per baciarlo nelle gambe, nell'inguine, nel petto e nel collo.
Cominciai a riscendere e cominciai a leccargli i capezzoli succhiandoli dolcemente.
Lo sentivo mugolare, segno che stava apprezzando il trattamento ma il suo cazzo era ancora a riposo.
"Brava Filli (ecco il perché del mio nick) sei proprio una puttanella servizievole, ora tocca a me renderti il favore".
Prese un'abbondante dose di bagnoschiuma e incominciò a insaponarmi tutto ma al contrario mio lui indugiò sulla schiena scendendo sulle natiche e passando le dita in mezzo.
Istintivamente spinsi il culo in fuori per permettergli di insaponarmi meglio e lui né approfittò per insaponare il mio buchetto senza però entrare con le dita dentro.
"Girati" mi disse e io ubbidii con molta lentezza eccitato ma spaventato allo stesso tempo.
Voleva incularmi? D'altronde fino alla mattina prima non avevo fatto nemmeno un pompino... e ora?
Vide il mio sguardo preoccupato e si mise a ridere "Non preoccuparti, se vorrai sarai tu a chiedermelo". Feci un sospiro di sollievo e dissi tra me e me: "Scordatelo! Con un cazzo del genere mi spacchi".
Mi gira e cominciò a insaponarmi la schiena con una pressione da massaggiatore professionista, mi fece rilassare mentre piano piano il suo corpo si avvisava al mio.
Ormai il suo cazzo era schiacciato sul mio culo ma non era in erezione. Cominciò a strofinarsi col suo corpo sul mio mentre continuava a massaggiarmi, mi abbracciò da dietro e mi strizzava il seno come fossi una donna e sentivo il suo respiro caldo sul collo.
Devo dire che era molto piacevole e senza rendermi conto spingevo il mio culo sempre più indietro a cercare il contatto con il suo cazzo.
Attraverso lo specchio che era dentro la doccia lo vidi sorridere. Era più una smorfia che assomigliava a un ghigno ma mi piaceva quella sua espressione.
Si staccò da me e lo sentii armeggiare con il soffione della doccia e lo staccò lasciando solo il tubo. Prese il bagnoschiuma e cominciò a passarlo tra le mie natiche, stavolta passava tutto intorno al buchetto, piano piano spinge e entra forzando l'anello, infila un dito e comincia a massaggiare l'interno.
Mi ritrassi dicendogli: "Avevi promesso!"
Subito un altro schiaffo nel culo ancora più forte del primo tanto da farmi cedere le gambe.
"Io rispetto sempre la mia parola!!! Non ti sto inculando, ti sto massaggiando il buco!!"
Con le lacrime agli occhi mi rialzai e gli dissi "Va bene...".
Cominciò di nuovo a massaggiare il buchetto, di nuovo il dito dentro con movimenti circolari molto lenti entrando sempre di più.
Cominciai a sentire piacere e a respirare più pesantemente spingendo al contempo il culo indietro, lo stronzo sapeva cosa mi piaceva prima che lo sapessi io!
Sentii un altro dito che entrava, prima con difficoltà e poi più facilmente sempre con movimenti circolari come ad allargare di più il buchetto, cominciai ad ansimare più forte e sentivo uscire dal mio cazzo una quantità di precum mai uscita prima soprattutto con il cazzo moscio.
Il ghigno dello stronzo era ancora più malefico e improvvisamente uscì le dita facendomi sentire una sensazione di svuotamento che mi fece provare un tuffo allo stomaco.
Spinsi ancora più indietro il culo per farmi penetrare di nuovo ma Paolo prese il tubo della doccia e lo infilò dentro.
Dissi soltanto: "Perché?"
"Quando mi chiederai di incularti voglio che tu sia pulito!" Mi disse "Quando" non se mi chiederai di incularti.
Non dissi nulla, non volevo un altro schiaffo.
Dopo avermi riempito il retto mi disse di svuotarmi.
Ripetè l'operazione per 3 o 4 volte fino a quando l'acqua non uscì completamente pulita.
"Va bene così, ora andiamo a mangiare qualcosa. Tu sai cucinare?".
Risposi di sì e che anzi ero bravino. Mi portò in cucina e mi fece indossare un grembiule della sua ex.
Era un grembiule corto con dei pizzi tutto intorno, aprii il frigorifero e trovai del guanciale e del pomodoro quindi decisi di preparare un'amatriciana.
Mentre preparavo lui mi abbracciò da dietro come prima nella doccia e cominciò a strizzarmi il capezzoli mentre mi strofinava il cazzo dietro.
Il suo cazzo prendeva sempre più consistenza e lo passava intorno al mio culo senza avvicinarsi al buchetto come aveva promesso. Si allontanò per stappare un Nero d'Avola, lo versò in due calici e me ne porse uno. Mentre sorseggiavamo quell'ottimo vino riprese a strofinare il suo cazzo dietro fino a quando non diventò duro il marmo. Allungai la mia mano dietro per toccarlo ma lui mi fermò dicendo: "Ferma! Prima mangiamo"
Finisco di preparare e ci sediamo a tavola.
Mangiamo con avidità e ci scoliamo quasi 2 bottiglie di vino, ogni tanto allungavo la mano per toccare il suo cazzo e lo vedevo sorridere.
"Sei brava a cucinare, peccato che sei già sposata altrimenti ti prendevo con me" e giù una risata fragorosa...
Io arrossii provando piacere per il complimento, sparecchiai la tavola e mi misi a lavare i piatti (e dire che a casa non lo facevo mai).
Lui si mise di nuovo dietro di me continuando ad abbracciarmi, "Brava la mia donnina". Il suo cazzo si fece di nuovo durissimo e la sua pressione sul culo mi fece salire un'ondata di calore sul viso.
Finito di lavare i piatti mi prese per mano e mi accompagnò in camera da letto. Non l'avevo ancora vista ma mi sembrava tutto così naturale...
Mi fece sedere sul letto e si mise in piedi davanti a me...
Non ci fu bisogno di dire nulla, mi avvicinai al suo cazzo e cominciai a baciarlo, leccarlo, soppesavo le sue palle già gonfie di quel meraviglioso nettare che avevo bevuto golosamente un paio d'ore prima, aprii la mia bocca e cercai di ingoiarne il più possibile. Stavolta ero riuscito a ingoiarlo quasi tutto e mi aiutavo aggrappandomi alle sue natiche e tirandolo verso di me.
"Stai diventando bravissima" e dicendo queste parole cominciò a scoparmi la bocca come fosse una fighetta.
Improvvisamente si fermò...
Mi prese la testa tra le mani e mi disse: "Quindi?"
Capii subito a cosa si riferrisse e abbassando gli occhi dissi: "Va bene".
Lo stronzo aveva vinto! Volevo sentirmi posseduto da quel cazzo meraviglioso.
"Va bene cosa?" Risposi semplicemente che poteva farlo...
"Non mi basta!!! Devi chiederlo esplicitamente. Cosa posso fare?"
Voleva che lo implorassi, voleva vincere le ultime resistenze...
"Per favore, ti prego, premiami con il tuo cazzo nel culo".
Dalla sua bocca uscì quasi un grugnito di animale in calore, mi fece alzare, mi girò e mi fece mettere a quattro zampe nel letto.
Mi aprì il culo e cominciò a leccarmi il buchetto con avidità infilando anche la punta della lingua dentro.
Dopo quel trattamento cominciai a secernere precum in abbondanza ma il mio cazzo rimaneva molle anzi, se possibile era diventato ancora più piccolo.
Mi infilò un dito, poi due stavolta senza difficoltà.
Prese dal cassetto del comodino un lubrificante e cominciò a cospargere il mio buchetto, poi la sua mano e cominciò di nuovo a penetrarmi con due dita che diventarono tre dopo poco.
Stavolta provai dolore ma durò pochissimo...
Subito cominciai a mugolare per il piacere come una cagnetta in calore provando un sensazione mai provata prima...
Stavo bagnando il copriletto con il precum mentre Paolo mi stava scopando il culo con tre dita.
Improvvisamente toglie le dita, si alza in piedi, poggia la sua cappella nel mio buchetto ma non si muove.
"Devi chiederlo!!!"
Non potevo più aspettare e provai a spingere il mio culo indietro per farlo entrare ma lui si allontanò.
"Ti ho detto che devi chiederlo!!! Una puttana deve pregare per essere inculata!!"
"Ti prego, inculami, incula la tua puttana"
Avevo superato il limite...
Mi ero definito la sua puttana!
Di nuovo il suo grugnito di maiale in calore e sento la sua cappella che comincia a spingere.
Un dolore lancinante!!! Mi sento squarciare dietro e provo a ritrarmi...
"Ferma troia!!! Ora non puoi più tornare indietro!!! Mi hai pregato di incularti e ora avrai quello che desideri"
Prese di nuovo il tubetto del lubrificante, me ne versò un gran quantitativo direttamente dentro il buchetto e se ne cosparse abbondantemente il cazzo.
Poggiò di nuovo la sua cappella e cominciò a spingere.
Stavolta entrò quasi subito ma il dolore era ancora fortissimo e le lacrime cominciarono a uscire copiose.
Lui restò fermo e accortosi delle mie lacrime mi disse: "Tranquilla Filli, tra poco passa e proverai solo piacere". Stavolta la sua voce era dolce e mi carezzava teneramente le spalle.
Aveva di nuovo ragione lui...
Dopo un paio di minuti il dolore era molto più sopportabile e istintivamente il mio corpo si rilassò.
Lui si accorse subito e cominciò ad entrare piano piano sempre più a fondo...
Procedeva molto lentamente e sentivo ogni singolo millimetro del suo cazzo che si faceva strada dentro di me.
Ormai era entrato tutto, sentivo le sue palle poggiate sul mio culo ma lui stava fermo carezzandomi la schiena.
Ormai il dolore era scomparso quasi del tutto e Paolo cominciò a muoversi...
Lo uscì completamente e rientrò piano piano fino in fondo...
Lo fece tre, quattro volte fino a quando non vide che riusciva a entrare facilmente, avvicinò la sua testa alla mia mi diede un bacio dolcissimo sulle labbra e mi disse: "Ora ti faccio godere".
Cominciò a scoparmi il culo facendo crescere la velocità piano piano fino a quando non sentii il rumore ritmico delle sue palle sul mio culo e quel rumore osceno mi faceva impazzire dal piacere...
Mi prese per i fianchi e cominciò a martellarmi il culo con forza alternando con schiaffi sulle natiche e uscendo il suo cazzo completamente per poi infilarlo tutto in un colpo solo...
Aveva di nuovo ragione!!!
Stavo godendo come mai prima e cominciai a sborrare dal mio cazzo moscio senza neanche toccarmi...
Gli avevo bagnato tutto il letto...
Praticamente avevo squirtato come faceva Anna.
"Hai visto che godi come una troia?"
"Siiii fottimi come una troia!!! La tua troia"
Cominciò a fottermi come la troia che ero diventata (incredibile... cominciai a riferirmi a me stesso al femminile) fino a quando non sentii la sua sborra schizzarmi dentro bollente come lava...
Mi aveva riempito...
Si buttò sopra di me ansimando con il cazzo ben piantato dentro...
Sentivo il suo peso addosso e il suo cazzo dentro di me, una sensazione bellissima di appagamento e sottomissione al dio cazzo che mi aveva appena sverginato.
Pian piano il suo cazzo perse consistenza uscendo dal mio culo, un fiume di sborra mista a sangue si riversò sul letto andando a inzaccherare ancora di più il copriletto, ne raccolsi un pò con le dita e la portai alla bocca succhiando le dita avidamente...
Il sapore era lo stesso anche se aveva il retrogusto ferroso del sangue che striava di un rosso pallido il colore biancastro della sua sborra.
"Che troia che sei" disse ridendo
"Non sono una troia, sono la tua troia"
Lo feci girare e cominciai a leccargli il cazzo come una sorta di ringraziamento per il piacere che mi aveva fatto scoprire...
Lo ripulii con una dedizione che stupì anche me...
"Ora devo andare, Anna mi aspetta"
Mi lavai accuratamente mettendo un pò di carta igienica nel buco ormai oscenamente aperto, mi rivestii mentre lui rimase immobile nel lento, mi avvicinai, gli diedi un ultimo bacio sulla cappella,un bacio delicato sulle labbra e gli dissi semplicemente "Grazie".
"Grazie a te zoccoletta mia" mi rispose...
"Chiamami domani"
Feci un cenno con la testa e mi incamminai verso la macchina.
Questo è il racconto assolutamente vero di come sono diventata la troia di Paolo.
Dopo di quello ci sono stati altri incontri sempre con nuove cose che mi fece sperimentare, se avrò tempo proverò a raccontarvele.
Però avendo sperimentato la mia natura di troia non mi fermai solo a Paolo ma questa è un'altra storia.
Se qualcuno volesse scrivermi, può farlo su fillisterio@gmail.com, sarò felice di rispondere.
di
scritto il
2026-02-11
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