Come iniziò tutto 3
di
Filli
genere
prime esperienze
Uscito dal portone della casa di Paolo mi incamminai velocemente verso la mia auto come se avessi gli occhi di tutte le persone addosso.
Quasi inconsapevolmente mi chiusi in macchina e reclinando la testa indietro pensai a tutto quello che era successo.
Le immagini si succedevano rapidamente nella testa ma il sapore di Paolo ancora fortissimo nelle mie labbra mi riportò alla realtà.
Che cosa mi era successo?
Mai avrei pensato di fare un pompino ad un uomo (si, qualche esperienza da adolescente con reciproci sfregamenti di cazzetti alle prime armi, ma niente di più) e soprattutto mai avrei pensato quanto mi sarebbe piaciuto.
Mi ritrovai a leccarmi le labbra come a riassaporare il gusto forte, maschio, inebriante del cazzo di Paolo.
Lo squillo del telefonino mi riportò alla realtà.
Pro..pronto dissi senza guardare chi chiamava.
La risata di Paolo mi scosse
"Stavi ancora pensando ancora al mio cazzo?" Sempre ridendo, "Non dimenticare di fare assaggiare il mio sapore ad Anna e scopala anche se con il tuo cazzetto non può sapere cosa significa essere scopata come dio comanda. Riprendi tutto e domani torna qua a farmi vedere e raccontare tutto. A proposito dille che domani hai una cena di lavoro e tornerai più tardi a casa".
Riuscii a rispondere solo ok prima di sentire la sua risata e la chiusura della telefonata.
Non capivo più nulla, avevo in testa solo quello che mi aveva detto (ordinato?) Paolo.
Arrivo a casa, apro la porta e trovo Anna a preparare la cena, senza dire una parola la giro e la bacio con un bacio profondo come se volessi scoparle la bocca con la lingua.
Volevo farle sentire il sapore di Paolo, un misto tra eccitazione e la paura che scoprisse il gusto di un altro uomo tra le mie labbra.
Mi disse soltanto "Ma che fai?" Ma come al solito non si tirò indietro.
Sempre baciandola la spogliai quasi strappandole i vestiti di dosso, la poggiai sul tavolo della cucina e cominciai a scoparla quasi con ferocia senza smettere di baciarla.
Lei cominciò a venire copiosamente come sempre le capitava bagnando tutto il tavolo e colando sul pavimento.
La tirai verso di me e poggiandoci per terra la misi sopra di me nella posizione del 69, presi una bottiglia di "Corona" sopra il tavolo e cominciai a penetrarla mentre le leccavo il clitoride.
Nella mia immaginazione la bottiglia di Corona era il cazzo di Paolo che la scopava ed io sotto a leccare i succhi di tutti e due...
Questa immagine mi fece venire in pochi secondi scaricando una quantità enorme di sborra nella bocca di Anna che, come al solito, inghiottì golosamente.
Cazzo!!!
Mi ero dimenticato di riprendere tutto come mi aveva chiesto Paolo...
Passai la notte insonne pensando a tutte le cose che mi erano successe ma soprattutto: come avrei detto a Paolo che non gli avevo ubbidito?
La mattina dopo mi alzai, feci colazione con Anna come sempre e le comunicai che non sarei tornato a cena per un incontro di lavoro.
Lei non obiettò nulla e mi disse che mi avrebbe aspettato sveglia.
Appena uscito di casa telefonai subito a Paolo dicendogli di non essere riuscito a riprendere la scopata con Anna, mi aspettavo un rimprovero o che annullasse il nostro appuntamento...
Niente di tutto questo.
"Quando ti dico di fare una cosa non voglio scuse!!! Vieni lo stesso!!!"
La voce era gelida, impersonale, niente a che vedere con quella piena di allegria e di risate del giorno prima.
Non mi diede neanche il tempo di replicare e chiuse il telefono.
Un brivido mi percorse la schiena e mi incamminai per il lavoro.
La giornata sembrava non finire mai e nella mia testa mi dicevo "ma come si permette questo stronzo! Ma vaffanculo! Se lo scorda che ci vado!" Ma man mano che si avvicinavano le 17:30 (ora dell'appuntamento) la versione si modificava...
"È vero ho sbagliato ma lui non doveva comportarsi così... cosa gliene dava il diritto? Va bene, ci vado ma solo per mettere in chiaro le cose, se non gli sta bene arrivederci e grazie".
Le ore passavano lente e mi prendevano crampi allo stomaco come quando dovevo affrontare l'esame di Analisi Matematica all'università.
All'appuntamento mi presentai mezz'ora prima ma rimasi in macchina fino alle 17:35 quasi per darmi un contegno.
Come la giornata precedente bussai, mi aprì senza rispondere al citofono.
La strada la sapevo, arrivo al suo pianerottolo e di nuovo la porta socchiusa.
Entro, chiudo la porta e lo chiamo: "Paolo..."
Niente...
Mi incammino verso il salotto e lo vedo sul divano, nudo come ieri ma con un espressione del viso diversa, severa quasi cattiva.
"Cosa ci fai ancora vestita? Spogliati subito!"
Di nuovo si rivolgeva a me al femminile e il suo tono mi aveva fatto venire i brividi...
Provai a protestare timidamente ma il suo tono si fece più autoritario:
"Non fare la puttanella innocente con me! Sbrigati a spogliarti e vieni qua!"
Obbedii come un'automa e con la testa bassa mi avvicinai al divano.
Mi chiese di raccontargli tutto e mentre lo facevo vedevo il suo cazzo prendere consistenza...
Senza che lui facesse o dicesse nulla presi a carezzarlo nel petto, feci scendere la mia mano lungo la pancia infilando le mie dita tra i peli fino ad arrivare all'oggetto del mio desiderio.
Cominciai a carezzarlo piano scoprendo dolcemente la sua cappella rossastra.
Con l'altra mano cominciai a carezzargli i coglioni e mi divertiva vederlo diventare sempre più grosso e duro...
"Lo vedi che sei una puttanella affamata di cazzo? Come quella troia di Anna... È inutile che resisti alla tua natura"
Risposi soltanto "Si!" E mi chinai sul suo cazzo cominciando a baciarlo sulla punta e scorrendo lungo tutta l'asta facendo attenzione a non dimenticarne neanche un millimetro.
La mia lingua si sostituì alle mie labbra ripetendo la stessa operazione, dopo averlo leccato per bene, presi in bocca la sua cappella e cominciai a succhiarlo con dolcezza ma con avidità...
"Brava la troietta, vedrai che con il tempo imparerai per bene a fare tutto quello che ti ordinerò"
Sentire i suoi mugolii di piacere mi rendevano felice e anche le sue parole mi facevano continuare con ancora più passione...
Cercai di ingoiare quanto più cazzo possibile ma superai di nuovo solo poco più della metà...
Mentre mi sforzavo di farne entrare più possibile un fortissimo schiaffo mi colpì sul culo...
Un dolore atroce si propagò per tutta la schiena...
"Questo è per non avere ripreso Anna quando scopavate!"
Avevo le lacrime agli occhi per il dolore ma continuavo a succhiare il suo cazzo con avidità...
Quasi preso da pietà cominciò a carezzarmi la testa e il culo infilando il dito nel solco senza arrivare al mio buchetto vergine.
"Brava la mia troietta, ora fammi venire"
Cominciai a succhiarlo ancora più forte fino a sentirmi inondato dalla sua sborra.
Stavolta non aveva avuto bisogno di tenermi la testa, avevo ingoiato tutto e ripulito ogni singola goccia.
Rimasi accovacciato tra le sue gambe quasi in adorazione davanti al suo cazzo che stava perdendo consistenza ma che rimaneva bellissimo.
Lui mi carezzava la testa quasi con dolcezza e mi disse:
"Sei stata brava, questa sera meriti un premio".
Continua...
Quasi inconsapevolmente mi chiusi in macchina e reclinando la testa indietro pensai a tutto quello che era successo.
Le immagini si succedevano rapidamente nella testa ma il sapore di Paolo ancora fortissimo nelle mie labbra mi riportò alla realtà.
Che cosa mi era successo?
Mai avrei pensato di fare un pompino ad un uomo (si, qualche esperienza da adolescente con reciproci sfregamenti di cazzetti alle prime armi, ma niente di più) e soprattutto mai avrei pensato quanto mi sarebbe piaciuto.
Mi ritrovai a leccarmi le labbra come a riassaporare il gusto forte, maschio, inebriante del cazzo di Paolo.
Lo squillo del telefonino mi riportò alla realtà.
Pro..pronto dissi senza guardare chi chiamava.
La risata di Paolo mi scosse
"Stavi ancora pensando ancora al mio cazzo?" Sempre ridendo, "Non dimenticare di fare assaggiare il mio sapore ad Anna e scopala anche se con il tuo cazzetto non può sapere cosa significa essere scopata come dio comanda. Riprendi tutto e domani torna qua a farmi vedere e raccontare tutto. A proposito dille che domani hai una cena di lavoro e tornerai più tardi a casa".
Riuscii a rispondere solo ok prima di sentire la sua risata e la chiusura della telefonata.
Non capivo più nulla, avevo in testa solo quello che mi aveva detto (ordinato?) Paolo.
Arrivo a casa, apro la porta e trovo Anna a preparare la cena, senza dire una parola la giro e la bacio con un bacio profondo come se volessi scoparle la bocca con la lingua.
Volevo farle sentire il sapore di Paolo, un misto tra eccitazione e la paura che scoprisse il gusto di un altro uomo tra le mie labbra.
Mi disse soltanto "Ma che fai?" Ma come al solito non si tirò indietro.
Sempre baciandola la spogliai quasi strappandole i vestiti di dosso, la poggiai sul tavolo della cucina e cominciai a scoparla quasi con ferocia senza smettere di baciarla.
Lei cominciò a venire copiosamente come sempre le capitava bagnando tutto il tavolo e colando sul pavimento.
La tirai verso di me e poggiandoci per terra la misi sopra di me nella posizione del 69, presi una bottiglia di "Corona" sopra il tavolo e cominciai a penetrarla mentre le leccavo il clitoride.
Nella mia immaginazione la bottiglia di Corona era il cazzo di Paolo che la scopava ed io sotto a leccare i succhi di tutti e due...
Questa immagine mi fece venire in pochi secondi scaricando una quantità enorme di sborra nella bocca di Anna che, come al solito, inghiottì golosamente.
Cazzo!!!
Mi ero dimenticato di riprendere tutto come mi aveva chiesto Paolo...
Passai la notte insonne pensando a tutte le cose che mi erano successe ma soprattutto: come avrei detto a Paolo che non gli avevo ubbidito?
La mattina dopo mi alzai, feci colazione con Anna come sempre e le comunicai che non sarei tornato a cena per un incontro di lavoro.
Lei non obiettò nulla e mi disse che mi avrebbe aspettato sveglia.
Appena uscito di casa telefonai subito a Paolo dicendogli di non essere riuscito a riprendere la scopata con Anna, mi aspettavo un rimprovero o che annullasse il nostro appuntamento...
Niente di tutto questo.
"Quando ti dico di fare una cosa non voglio scuse!!! Vieni lo stesso!!!"
La voce era gelida, impersonale, niente a che vedere con quella piena di allegria e di risate del giorno prima.
Non mi diede neanche il tempo di replicare e chiuse il telefono.
Un brivido mi percorse la schiena e mi incamminai per il lavoro.
La giornata sembrava non finire mai e nella mia testa mi dicevo "ma come si permette questo stronzo! Ma vaffanculo! Se lo scorda che ci vado!" Ma man mano che si avvicinavano le 17:30 (ora dell'appuntamento) la versione si modificava...
"È vero ho sbagliato ma lui non doveva comportarsi così... cosa gliene dava il diritto? Va bene, ci vado ma solo per mettere in chiaro le cose, se non gli sta bene arrivederci e grazie".
Le ore passavano lente e mi prendevano crampi allo stomaco come quando dovevo affrontare l'esame di Analisi Matematica all'università.
All'appuntamento mi presentai mezz'ora prima ma rimasi in macchina fino alle 17:35 quasi per darmi un contegno.
Come la giornata precedente bussai, mi aprì senza rispondere al citofono.
La strada la sapevo, arrivo al suo pianerottolo e di nuovo la porta socchiusa.
Entro, chiudo la porta e lo chiamo: "Paolo..."
Niente...
Mi incammino verso il salotto e lo vedo sul divano, nudo come ieri ma con un espressione del viso diversa, severa quasi cattiva.
"Cosa ci fai ancora vestita? Spogliati subito!"
Di nuovo si rivolgeva a me al femminile e il suo tono mi aveva fatto venire i brividi...
Provai a protestare timidamente ma il suo tono si fece più autoritario:
"Non fare la puttanella innocente con me! Sbrigati a spogliarti e vieni qua!"
Obbedii come un'automa e con la testa bassa mi avvicinai al divano.
Mi chiese di raccontargli tutto e mentre lo facevo vedevo il suo cazzo prendere consistenza...
Senza che lui facesse o dicesse nulla presi a carezzarlo nel petto, feci scendere la mia mano lungo la pancia infilando le mie dita tra i peli fino ad arrivare all'oggetto del mio desiderio.
Cominciai a carezzarlo piano scoprendo dolcemente la sua cappella rossastra.
Con l'altra mano cominciai a carezzargli i coglioni e mi divertiva vederlo diventare sempre più grosso e duro...
"Lo vedi che sei una puttanella affamata di cazzo? Come quella troia di Anna... È inutile che resisti alla tua natura"
Risposi soltanto "Si!" E mi chinai sul suo cazzo cominciando a baciarlo sulla punta e scorrendo lungo tutta l'asta facendo attenzione a non dimenticarne neanche un millimetro.
La mia lingua si sostituì alle mie labbra ripetendo la stessa operazione, dopo averlo leccato per bene, presi in bocca la sua cappella e cominciai a succhiarlo con dolcezza ma con avidità...
"Brava la troietta, vedrai che con il tempo imparerai per bene a fare tutto quello che ti ordinerò"
Sentire i suoi mugolii di piacere mi rendevano felice e anche le sue parole mi facevano continuare con ancora più passione...
Cercai di ingoiare quanto più cazzo possibile ma superai di nuovo solo poco più della metà...
Mentre mi sforzavo di farne entrare più possibile un fortissimo schiaffo mi colpì sul culo...
Un dolore atroce si propagò per tutta la schiena...
"Questo è per non avere ripreso Anna quando scopavate!"
Avevo le lacrime agli occhi per il dolore ma continuavo a succhiare il suo cazzo con avidità...
Quasi preso da pietà cominciò a carezzarmi la testa e il culo infilando il dito nel solco senza arrivare al mio buchetto vergine.
"Brava la mia troietta, ora fammi venire"
Cominciai a succhiarlo ancora più forte fino a sentirmi inondato dalla sua sborra.
Stavolta non aveva avuto bisogno di tenermi la testa, avevo ingoiato tutto e ripulito ogni singola goccia.
Rimasi accovacciato tra le sue gambe quasi in adorazione davanti al suo cazzo che stava perdendo consistenza ma che rimaneva bellissimo.
Lui mi carezzava la testa quasi con dolcezza e mi disse:
"Sei stata brava, questa sera meriti un premio".
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