Hai fatto tardi!
di
Gea Della Luna
genere
confessioni
I suoi erano separati da quando era piccola. La mamma aveva 40 anni, lei 18. La mamma era una bella donna aveva incontrato un uomo una sera in un locale. Si erano innamorati, vivevano insieme da 9 anni. L’aveva cresciuta ed educata lui. Lei lo chiamava papà. Lui un 50enne ben tenuto, alto, rude, con la voce roca. Infondo un bel tipo.
Lei sentiva loro fare sesso e sentiva la voce di lui che le faceva venire tante strane fantasie. Ormai aveva 18 anni, non aveva mai fatto sesso con nessuno ancora. E spesso si trovava a fantasticare su di lui. Si toccava pensando al compagno della madre che le toccava i seni piccoli ma con i capezzoli duri. Si eccitava pensando che lui la spiasse mentre faceva la doccia mentre si toccava. Lui le dava un sacco di regole era molto severo. Voleva che studiasse e andasse bene a scuola. Solo quando prendeva un bel voto le concedeva di uscire. Doveva rientrare non più tardi di mezzanotte. Mentre se prendeva dal 6 al sette lui che per lui era troppo poco, la faceva sdraiare sulle sue gambe, le abbassava le mutandine e prendeva a sculacciarla forte, fino a lasciarle il culo livido. Lei non diceva niente e non capiva nemmeno bene perché, ma si bagnava tantissimo e dopo correva in camera a toccarsi e godeva anche due tre volte di seguito. Però Quel giorno aveva preso 8 a latino. Tutta contenta torna a casa e gli chiede di uscire quella sera. Lui acconsente. La madre era fuori per il weekend con le amiche in una beauty farm. La ragazza decide di andare a ballare. Fa tardissimo. Aveva bevuto e fumato, e aveva perso la concezione del tempo. Rientro piano piano senza farsi sentire, intorno alle 4. Per fortuna lui dormiva e non si era accorto di niente. Così pensava lei.
Quella sera, finalmente aveva fatto sesso con il ragazzo che le piaceva da tempo. E ripensando a come l’aveva scopata in macchina, aveva preso ad infilarsi due dita nella figa che le faceva ancora male. Mentre stava per venire, il patrigno apre la porta della sua stanza “che stai facendo?”
“sei appena rientrata, vero?
“No, sono qui da mezzanotte! Come avevi detto tu!”
“Non dire bugie, ero sveglio”
“Cos’hai fatto fino adesso, fuori? Solo le puttanelle girano fino alle quattro di notte!”
“Non ho fatto niente, sono andata solo a ballare!” “Vestita così?” Aveva un vestitino cortissimo, e le calze alla francese nere. Non portava il reggiseno e aveva messo il rossetto rosso della madre. Aveva fatto le trecce.
Il patrigno la prende le alza il vestito e la mette sulle sue gambe.
“Questa volta la tua punizione sarà molto più dura!”
Inizia a sculacciarla forte, come sempre e lei pensò che infondo non era niente di diverso, da quello che le faceva sempre.
All’improvviso smette di prenderla a schiaffi e inizia ad accarezzarle il culo e la figa, tutta bagnata come sempre mentre le prendeva. Le infila con violenza due dita nella figa, infilandogliele con forza. “Dimmi che hai fatto! Ti sei fatta scopare?”
“No, papà!”
“Dimmi la verità!” Continuando a sbatterle le dita dentro con violenza
“Si! Mi sono fatta scopare! Ma è stata la prima volta! Giuro!”
“Ah si? E sei venuta, puttanella?”
“Sì, papà!”
“Ti sei fatta sverginare! Dovevo farlo io, stavo solo aspettando il momento giusto.. vediamo se hai imparato bene.”
“Succhiamelo”
“No, questo non l’ho mai fatto”
“Prima leccalo, come se fosse un gelato e poi succhialo”
Lei inizia a leccarlo, lui aveva appena pisciato, il suo cazzo era ancora sporco, aveva un sapore acre, e lei smise di leccarlo. Lui le diede uno schiaffo e le infilo il cazzo imbocca fino in gola prendendola per le trecce e poi comincio a farla muovere, lei imparò subito e da brava glielo succhio bene. Il suo cazzo era diventato di marmo. “Adesso vieni in braccio a papà, te lo infilo nella figa… com’è? Piu grosso di quello del tuo amichetto vero?”
“Si, papà, mi fai male”
Lui ancora più eccitato, la sbatte sul letto, le abbassa il vestito per scoprire il seno e inizia a succhiarle i capezzoli. Poi le spalanca le gambe e gliela lecca, fino a che lei viene e si sbrodola, lui la lecca ancora per assaporare bene tutto. Poi le allarga ancora le gambe in alto e facendolo scivolare dalla figa verso il buco del culo inizia ad infilarle piano piano la cappella “e qui il tuo amico te l’ha messo?”
“No! Lì no!”
Lui al pensiero che il suo culo era ancora vergine si arrapa come un animale e le infila tutto in un colpo la cappella. Lei caccia un urlo fortissimo, inizia a piangere e a pregare il patrigno di smetterla “ti avevo avvertito che questa volta la tua punizione sarebbe stata più dura! Ora lo prendi nel culo finché non vengo! E chiedi a tua madre quanto ci metto a sborrare, la faccio godere almeno quattro volte prima di riempirle la bocca di sborra!”
“No papà, ti prego basta! Non lo faccio più!”
“Troppo tardi, sei una bambina cattiva, così la prossima volta impari ad ubbidire!”
Lui le stava torturando il culo con la cappella, la infilava e tirava fuori continuamente e questo lo faceva arrapare sempre di più. Lei continuava a piangere ed implorarlo di smetterla “Non lo faccio più!”
Lui non la ascolta, la gira e la mette a pecorina, le sputa sul culo, e inizia a spingerglielo ancora più dentro, un pezzo alla volta, fino a farle sentire le palle.
Lei che ormai si era arresa al fatto che il patrigno non si sarebbe fermato, aveva rilassato il culo, non opponeva più resistenza, e aveva cominciato a godere come una porca. “Ah si papà, mettimelo più forte, inculami di più, sono stata cattiva!”
A quel punto prese le mani, facendola a cadere con la testa schiacciata sul letto e mettendola in una posizione che offriva sempre di più il suo culo, le faceva scivolare il suo cazzo ancora più in fondo. “Allargati il culo con le mani! Ti piace eh…”
Erano passati più di 20 minuti, ma lui ancora non riusciva a venire.
Iniziò ad infilarle due dita nel culo insieme al suo cazzo. Le stava rompendo il culo. Lei esplose di nuovo in un orgasmo incontrollabile.
“Sei proprio una puttanella!”
Adesso lui era finalmente quasi arrivato.
La prende la fa inginocchiare
“Tira fuori la lingua, adesso ti schizzo in bocca e tu ingoi tutto, e se fai cadere una goccia a terra te la faccio leccare!”
Finalmente esplode in un orgasmo fortissimo e le riempì la bocca di sborra. Ma era talmente tanta che la ragazza non riuscì a trattenerla tutta in bocca “Ingoia, troietta…” né cadde parecchia a terra “Ti avevo avvertito di non farne cadere nemmeno una goccia! Lecca e pulisci tutto!” Lei lecca e pulisce tutto il pavimento.
Lui finalmente soddisfatto, uscendo dalla stanza “La prossima volta ci pensi due volte prima di disubbidire a papà”
Lei sentiva loro fare sesso e sentiva la voce di lui che le faceva venire tante strane fantasie. Ormai aveva 18 anni, non aveva mai fatto sesso con nessuno ancora. E spesso si trovava a fantasticare su di lui. Si toccava pensando al compagno della madre che le toccava i seni piccoli ma con i capezzoli duri. Si eccitava pensando che lui la spiasse mentre faceva la doccia mentre si toccava. Lui le dava un sacco di regole era molto severo. Voleva che studiasse e andasse bene a scuola. Solo quando prendeva un bel voto le concedeva di uscire. Doveva rientrare non più tardi di mezzanotte. Mentre se prendeva dal 6 al sette lui che per lui era troppo poco, la faceva sdraiare sulle sue gambe, le abbassava le mutandine e prendeva a sculacciarla forte, fino a lasciarle il culo livido. Lei non diceva niente e non capiva nemmeno bene perché, ma si bagnava tantissimo e dopo correva in camera a toccarsi e godeva anche due tre volte di seguito. Però Quel giorno aveva preso 8 a latino. Tutta contenta torna a casa e gli chiede di uscire quella sera. Lui acconsente. La madre era fuori per il weekend con le amiche in una beauty farm. La ragazza decide di andare a ballare. Fa tardissimo. Aveva bevuto e fumato, e aveva perso la concezione del tempo. Rientro piano piano senza farsi sentire, intorno alle 4. Per fortuna lui dormiva e non si era accorto di niente. Così pensava lei.
Quella sera, finalmente aveva fatto sesso con il ragazzo che le piaceva da tempo. E ripensando a come l’aveva scopata in macchina, aveva preso ad infilarsi due dita nella figa che le faceva ancora male. Mentre stava per venire, il patrigno apre la porta della sua stanza “che stai facendo?”
“sei appena rientrata, vero?
“No, sono qui da mezzanotte! Come avevi detto tu!”
“Non dire bugie, ero sveglio”
“Cos’hai fatto fino adesso, fuori? Solo le puttanelle girano fino alle quattro di notte!”
“Non ho fatto niente, sono andata solo a ballare!” “Vestita così?” Aveva un vestitino cortissimo, e le calze alla francese nere. Non portava il reggiseno e aveva messo il rossetto rosso della madre. Aveva fatto le trecce.
Il patrigno la prende le alza il vestito e la mette sulle sue gambe.
“Questa volta la tua punizione sarà molto più dura!”
Inizia a sculacciarla forte, come sempre e lei pensò che infondo non era niente di diverso, da quello che le faceva sempre.
All’improvviso smette di prenderla a schiaffi e inizia ad accarezzarle il culo e la figa, tutta bagnata come sempre mentre le prendeva. Le infila con violenza due dita nella figa, infilandogliele con forza. “Dimmi che hai fatto! Ti sei fatta scopare?”
“No, papà!”
“Dimmi la verità!” Continuando a sbatterle le dita dentro con violenza
“Si! Mi sono fatta scopare! Ma è stata la prima volta! Giuro!”
“Ah si? E sei venuta, puttanella?”
“Sì, papà!”
“Ti sei fatta sverginare! Dovevo farlo io, stavo solo aspettando il momento giusto.. vediamo se hai imparato bene.”
“Succhiamelo”
“No, questo non l’ho mai fatto”
“Prima leccalo, come se fosse un gelato e poi succhialo”
Lei inizia a leccarlo, lui aveva appena pisciato, il suo cazzo era ancora sporco, aveva un sapore acre, e lei smise di leccarlo. Lui le diede uno schiaffo e le infilo il cazzo imbocca fino in gola prendendola per le trecce e poi comincio a farla muovere, lei imparò subito e da brava glielo succhio bene. Il suo cazzo era diventato di marmo. “Adesso vieni in braccio a papà, te lo infilo nella figa… com’è? Piu grosso di quello del tuo amichetto vero?”
“Si, papà, mi fai male”
Lui ancora più eccitato, la sbatte sul letto, le abbassa il vestito per scoprire il seno e inizia a succhiarle i capezzoli. Poi le spalanca le gambe e gliela lecca, fino a che lei viene e si sbrodola, lui la lecca ancora per assaporare bene tutto. Poi le allarga ancora le gambe in alto e facendolo scivolare dalla figa verso il buco del culo inizia ad infilarle piano piano la cappella “e qui il tuo amico te l’ha messo?”
“No! Lì no!”
Lui al pensiero che il suo culo era ancora vergine si arrapa come un animale e le infila tutto in un colpo la cappella. Lei caccia un urlo fortissimo, inizia a piangere e a pregare il patrigno di smetterla “ti avevo avvertito che questa volta la tua punizione sarebbe stata più dura! Ora lo prendi nel culo finché non vengo! E chiedi a tua madre quanto ci metto a sborrare, la faccio godere almeno quattro volte prima di riempirle la bocca di sborra!”
“No papà, ti prego basta! Non lo faccio più!”
“Troppo tardi, sei una bambina cattiva, così la prossima volta impari ad ubbidire!”
Lui le stava torturando il culo con la cappella, la infilava e tirava fuori continuamente e questo lo faceva arrapare sempre di più. Lei continuava a piangere ed implorarlo di smetterla “Non lo faccio più!”
Lui non la ascolta, la gira e la mette a pecorina, le sputa sul culo, e inizia a spingerglielo ancora più dentro, un pezzo alla volta, fino a farle sentire le palle.
Lei che ormai si era arresa al fatto che il patrigno non si sarebbe fermato, aveva rilassato il culo, non opponeva più resistenza, e aveva cominciato a godere come una porca. “Ah si papà, mettimelo più forte, inculami di più, sono stata cattiva!”
A quel punto prese le mani, facendola a cadere con la testa schiacciata sul letto e mettendola in una posizione che offriva sempre di più il suo culo, le faceva scivolare il suo cazzo ancora più in fondo. “Allargati il culo con le mani! Ti piace eh…”
Erano passati più di 20 minuti, ma lui ancora non riusciva a venire.
Iniziò ad infilarle due dita nel culo insieme al suo cazzo. Le stava rompendo il culo. Lei esplose di nuovo in un orgasmo incontrollabile.
“Sei proprio una puttanella!”
Adesso lui era finalmente quasi arrivato.
La prende la fa inginocchiare
“Tira fuori la lingua, adesso ti schizzo in bocca e tu ingoi tutto, e se fai cadere una goccia a terra te la faccio leccare!”
Finalmente esplode in un orgasmo fortissimo e le riempì la bocca di sborra. Ma era talmente tanta che la ragazza non riuscì a trattenerla tutta in bocca “Ingoia, troietta…” né cadde parecchia a terra “Ti avevo avvertito di non farne cadere nemmeno una goccia! Lecca e pulisci tutto!” Lei lecca e pulisce tutto il pavimento.
Lui finalmente soddisfatto, uscendo dalla stanza “La prossima volta ci pensi due volte prima di disubbidire a papà”
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