La mia compagna vuole aprire la coppia

di
genere
sentimentali

Ho una compagna di nome Elisa. Si è messa in testa di voler aprire la coppia. Vuole tappare più di un suo buco alla volta.

Mi trovo in un grosso guaio. Voglio tenere accesa la fiamma del nostro amore. Ma so che se cedo ai suoi desideri, la fiamma che abbiamo acceso si affievolirà e si spegnerà. E in più, ne uscirei umiliato.

Devo cercare una soluzione. Voglio far capire a Elisa come stanno le cose. Il suo desiderio è solo un fuoco di paglia che rischia di spegnere il nostro fuoco, la nostra connessione.

Mi viene un'idea, ma è molto pericolosa. A volte, Elisa è un po' troppo bambina. Si fa influenzare dagli altri senza dare il giusto valore a quello che ha e alle conseguenze delle sue azioni.

L'idea di aprire la coppia le è venuta dopo una battuta di due ragazzi che si erano uniti a noi un giorno in campeggio. Dopo quella volta, li incontravamo spesso. Frequentavamo gli stessi luoghi. Una volta, avevano scherzato dicendo che avrebbero voluto prestata la mia ragazza per qualche ora. Mi rassicuravano che me la avrebbero riportata intatta, anzi, più bella e sorridente di prima. Io, naturalmente, scherzosamente declinai l'invito.

Nei giorni seguenti, vedo Elisa piuttosto strana. Si lamenta che la nostra vita è monotona e che non faccio nulla per ravvivarla.

Non avevo mai sentito queste lamentele. Era sempre bella e sorridente. Ma da alcuni giorni, mi mette il muso e mi accusa di essere antico, un Matusalemme.

Io antico? "Ti vuoi fare spupazzare da quei due ragazzi del campeggio per caso?

La guardo negli occhi mentre smaschero il suo segreto. Lei non mi risponde, svia lo sguardo, si divincola e se ne scappa via.

Per giorni finge di essere arrabbiata con me. Dice che non la capisco. Vuole esplorare la sua sessualità in nuovi modi. Vuole aprire la coppia perché l'amore non è possesso.

Il discorso si fa pericoloso. Mi usa contro tutto l'armamentario del nuovo mondo che si affaccia. È difficile fermare una montagna simile. Non posso inibire il suo desiderio, ma so che non posso accontentarla. Se cedo, il fuoco del nostro amore si spegnerebbe.

Decido per una soluzione molto pericolosa. Ammetto di non avere scelta. Perso per perso, almeno spero di farle capire cosa rischia di perdere. Confido che la nostra connessione sia abbastanza forte da resistere alla sfida.

Invito i ragazzi del campeggio a casa mia. Ufficialmente, per un semplice pranzo in amicizia. Avevo invitato anche altri amici, ma mi ero organizzato per fare in modo che solo noi quattro alla fine saremmo rimasti soli.

Quando arriva il momento, mi lamento con i due. Dico loro che la mia compagna ha un musone che arriva fino a terra. Dico: "Mi avevate promesso che se ve la presto per un'ora, me la restituite bella sorridente. Ok, ve la presto adesso".

La mia compagna è scioccata. Quasi sviene. La prendo per le mani e la accompagno nella stanza da letto. I due ragazzi ci seguono. Spoglio la mia compagna e la lascio completamente nuda davanti ai due. Poi mi dileguo e chiudo la porta, lasciandole privacy e libertà.

Quando finiscono, la mia compagna si addormenta. Faccio in modo che si risvegli con me vicino il giorno dopo.

Lei è sorridente e felice e mi ringrazia per aver accettato di aprire la coppia. Io le dico che ho voluto farle un regalo, ma non avevo intenzione di aprire la coppia. La mia intenzione era solo permetterle di soddisfare almeno una volta il suo desiderio.

Lei reagisce arrabbiata. Perde ogni forma di gratitudine e dice che non ci sta. Non posso reprimere la sua sessualità.

Era quello che temevo. La nostra storia sembra finita. Mi rimane una flebile speranza nel tentativo di ravvivare la nostra fiamma.

"Ok, esplora la tua sessualità senza di me. Tanto so che poi ritornerai con la coda tra le gambe. Se non trovo un'altra, magari ti riprendo. Ma devi toglierti dalla testa queste fantasie per sempre, perché regali simili non te ne faccio più".

Quindi, la nostra storia finisce qui?

No. Dopo appena due settimane, Elisa ritorna da me con la coda fra le gambe.

Aveva tutta la libertà del mondo, finalmente libera di esplorare la sua sessualità. Ma si è accorta che il piacere provato con quei due ragazzi, il giorno che l'avevo ceduta in prestito, era un misto di fiducia e gratitudine nei miei confronti. Senza quel sentimento, i due ragazzi erano diventati solo due mediocri tappabuchi. Era scomparsa la magia.

Elisa mi confessa di aver provato a sostituire i due tappabuchi con altri, ma si è sentita persa e sporca. Non c'era connessione, e quel poco che c'era finiva così com'era cominciata, con la penetrazione. Ha capito che i tappabuchi rimangono tappabuchi se non si coltivano i sentimenti di fiducia e protezione. La connessione si crea anche vivendo insieme i sacrifici nel rispetto reciproco.

Alla fine, ha capito. La nostra connessione si è rinnovata, rafforzando il rispetto reciproco. Ora, il sesso la fa impazzire di nuovo, anche con un solo buco tappato alla volta.

Alla fine, il sesso senza cuore e senza responsabilità ti degrada. Gli altri diventano i tuoi pupazzi di un videogame. Il sesso è connessione. Non puoi provare piacere e connessione per un pupazzo di un videogame.
scritto il
2026-01-05
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