Che bel lavoro

di
genere
gay

Dovetti darmi da fare per ripulire tutto prima che tornasse mia madre che si lamento’ per la lentezza dei lavori. Io invece avrei voluto che durassero ancora molti giorni ma ahime’ l’indomani avrebbero finito ed io sarei rimasto a secco senza quei bei cazzoni. Il terzo giorno arrivo’ ed anche i miei bei cazzoni tornarono a me , non prima di aver finito il lavoro che non poteva durare ancora.
Mentre ci salutavamo ad ahmed venne in mente un idea, sei disoccupato se vuoi quando abbiamo bisogno di una mano ti chiamiamo per darci una mano mentre noi ti daremmo tanto cazzo . Io accettai ed il mio culo sfondato fremette al pensiero di essere ancora la loro troia.
Passo’ una settimana ed Ahmed mi chiamo’ , ciao troia , abbiamo bisogno di te per lavoro ma anche per svuotare i nostri cazzoni che ti piacciono tanto, che fai vieni domani? Accettai gia’ eccitato ed inizia a contare le ore che mi separavano dal domani. La mattina mi presentai all’appuntamento vestito da lavoro ma indossando un perizoma molto ridotto. Per primo mi venne incontro il nipote che mi tiro’ nel magazzino palpandomi a piene mani il culo. Lo zio gli disse di non cominciare subito che c‘era da lavorare per davvero. Mi spiegarono che avrei dovuto rimanere al magazzino a mettere a posto tutto quel disordine mentre loro lavoravano in un appartamento facendomi intendere che all’ora di pranzo mi avrebbero sfamato con i loro cazzoni. Era ormai mezza mattina quando sentii bussare alla porta del magazzino, aprii e chi mi trovo davanti i, il mio sverginatore nonche’ proprietario del negozio che mi disse mi sembrava di averti visto entrare , è tanto che non fai vedere lo sai che mi manchi. Rimasi piacevolmente sorpreso da quello che mi diceva e lo invitati ad entrare . Chiusi la porta mi girai e non ci fu bisogno di dire niente ci abbracciammo e ci baciammo voluttuosamente. Quell’uomo non me lo sarei mai scordato per tutta la vita visto che era stato il primo e che ogni volta che lo vedevo provavo un tuffo al cuore e mi illanguidivo tutto. I Baci si susseguivano mentre le nostre lingue si lambivano e sentivo il suo cazzo premere sulla mia pancia. On resistetti molto e preso dalla voglia mi chinai davanti a lui e aprendogli la patta feci uscire quel bel cazzone che tanto mi aveva fato godere. Ciao lo salutai, come un vecchio amico, e dopo un paio di leccate alla cappella scesi fino alle palle che imboccai ad una ad una mentre lui gia’ sospirava in preda al piacere. Lo avevo quasi dimenticato come sei bravo, come lo succhi te non lo succhia nessuno, vieni fatti scopare la tua gola profonda. A quelle parole risalii l’obelisco e dopo un paio di ciucciate mi strafogai fino alla gola del suo cazzone.MMMMMMMMMM mugolava di piacere ed intanto mi scopava la bocca mentre la saliva mi cadeva addosso. Dopo pochi minuti lui era al colmo del piacere ma anche io smaniavo di essere scopato. Cosi’ mi alzai lo presi per mano e lo portai nell’altra stanza , mi calai i pantaloni, mi appoggiai alla pila di sacchi di calcina e guardandolo con un ‘aria da troia come sono gli dissi scopami fammi sentire come mi desideri aprimelo bene. Che troia anche il perizoma al lavoro indossi, e si chino per darmi una bella insalivata al buchetto che si apri alla sua lingua in preda al desiderio. Cazzo come sei aperto mi disse, devi avere presi parecchi da quando non ci vediamo, ma adesso non importa e detto fatto appunto il suo cazzo al buchetto ed in un colpo solo me lo infilo tutto dentro facendomi sbuffare di piacere. Si fermo un po mentre uggiolavo di piacere e muovevo il culo roteandolo facendolo entrare per quanto possibile ancora dentro il mio culo. Ma quanto sei troia , non ti basta mai, hai un culo cosi cedevole ed accogliente che sembra una ficae riprese scoparmi facendo uscire la sua cappellona e ributtandomela dentro in solo colpo con mio sommo piacere. Mi ero lasciato andare sui sacchi di calcina come se fossi su un letto e mi arreggevo mentre rinculavo ad ogni sua spinta per sentirlo meglio. Anche solo il pensiero che era stato il primo mi faceva godere come non mai. Ma quanto mi piace il tuo culo non farei altro che scoparti , se tu non fossi cosi’ troia ti chiederei di metterti con me, ma so che una cazzo solo non ti basta ed io non sopporterei di dividerti con altri. A questa parole sentii un tuffo al cuore e venni in preda ad un piacere assoluto mentre mi stringeva a se’. Anche lui non resistette tanto e sentii un fiume caldo di sbroda riempirmi l’intestino mentre si accasciava su di me . Eravamo ancora storditi dal piacere quando sentimmo una voce , è questo il modo di lavorare , sei prorpio una troia non ti si puo’ lasciare un attimo sola che trovi qualcuno che ti scopa. Lui si ritiro coprendosi il cazzo sbrodolante, mentre io mi girai solamente ancora e lo guardai con con lascivia. Ah è cosi’ che mi guardi , stai ferma zoccolona e tirandosi fuori il cazzone semiduro si porto’ dietro a me mi infilzo’ anche lui in sol colpo. Tieni vacca , senti come sei larga e farcita, ed intanto che lo diceva lo sperma del primo strabordava dal mio culo scendendo lungo le cosce.
Il negoziante rimase zito ma poi lo guardai e lo invitai a venire davanti a me per farselo pulire dalla mia bocca assetata di sperma.Il cazzone di ahmed si ingrossava sempre di piu’ mentre anche il cazzo del negoziante stava riprendendosi e mi faceva gustare il suo sperma in attesa di un altra bella sbrodata. Non ti basta mai quando vedi un cazzo non vedi l’ora di averlo dentro, puttanona mi disse ahmed mentre il negoziante annuiva in preda al piacere che gli davo. Ero allo spiedo e dopo che erano riusciti a coordinarsi inizio il vero piacere , sospiravo con il cazzo in gola e solo ogni tanto lo lasciavo per respirare mentre ahmed mi squassava con il suo cazzone che sembrava sempre piu’ grosso, per quanto possibile il culo con colpi potenti che mi facevano sospirare e mugolare. Venivo in continuazione mentre non capivo niente in preda ad un piacere cerebrale che mi illanguidiva tutto fino a quando il negoziante mi riempi’ la bocca ed ahmed lo segui’ a ruota riempiendomi ancora il culo e lasciandosi andare sulla mia schiena. Ripulii senza perde una goccia il cazzo del negoziante mentre ancora ahmed era dentro di me e sembrava non volere uscire. Il negoziante si lascio’ andare stremato su una sedia mentre si tirava su i pantaloni riprendendo fiato ed accarezzandovi il viso. Anche Ahmed levo’ il suo cazzone dal mio culo che inizio’ a buttare fuori sporcandomi tutto il fiume di sbroda che avevo dentro. Eh si quando una è puttana non c’e’ niente da fare mi sono messo in magazzino una troia di niente mi disse ahmed lasciandomi andare un sonoro sculaccione sulle mele mentre si rimetteva il cazzo nelle mutande. Il negoziante non sapeva che fare , ma ahmed gli disse di stare tranquillo che quando voleva poteva venire a scoparmi , tanto troia come ero non avrei detto di no, anzi. E poi rivolto a me disse vai a pulirti zoccola perche’ tra un po’ torna mio nipote con gli altri muratori e dovrai soddisfare anche loro. E cosi me ne andai in bagno a pulirmi non senza avere salutato con un bacio in bocca il negoziante mentre ahmed mi guardava. E adesso pensai quanti saranno i muratori insieme al nipote……come mi piaceva lavorare.

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scritto il
2024-01-31
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