Nel parcheggio

Scritto da , il 2022-09-01, genere voyeur

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Non sono mai stata una ragazza troppo esuberante; per lo meno, non sul fronte sessuale.
Ho avuto le mie esperienze, ma sempre in un modo molto classico, dolce. L’eccitazione tra me e il mio ragazzo arriva dal semplice essere insieme, spogliarci e prenderci cura l’uno dell’altra.
Dopo anni in cui stiamo insieme e abbiamo una nostra routine, inizio a sentire una certa monotonia nel nostro rapporto. Stiamo insieme, ci coccoliamo e facciamo l’amore, il tutto in modo sempre troppo ripetitivo – almeno così sembra a me.
Ho iniziato così a pensare a quelle che possono essere delle soluzioni per movimentare un po’ il nostro rapporto. Ho chiesto ad amici e amiche e sono arrivati i consigli più vari: dall’uso di sex toys all’inserire altre persone nella nostra intimità; tutte cose che non mi attirano particolarmente.
La svolta arriva, quasi per caso, una sera che rientro a casa sul tardi.
L’ingresso di casa mia si affaccia su un parcheggio non molto grande, poco illuminato e con degli alberi che coprono abbastanza la visuale – se siete amanti dell’outdoor, il posto ideale per appartarsi. Sto tornando a piedi e noto che in fondo al parcheggio, parzialmente coperta da una macchina, c’è una donna sui trent’anni. Ha entrambe le mani appoggiate sul tettuccio dell’auto e un’espressione in volto che in un primo momento non voglio riconoscere. Solo quando l’un uomo dietro di lei si alza con la bocca bagnata, capisco che è piacere quello sul viso della donna.
Chiunque sarebbe rientrato in casa e avrebbe lasciato continuare indisturbati i due, ma sono sempre stata troppo curiosa e così decido di rimanere ad osservare lo svolgersi della situazione.
«Abbiamo pubblico!».
La donna indica verso di me e lo sguardo del compagno intercetta subito il mio.
Mi hanno beccata. E ora cosa faccio?
Rimango veramente sorpresa quando la ragazza mi fa segno di avvicinarmi con la mano.
Quasi in automatico mi avvicino e oltrepasso la macchina che copre i due. Resto impietrita nel vedere che la donna è completamente nuda; ha almeno una quarta, un fisico snello e, beh, una patata bella rasata e bagnata. Lui è vestito con una camicia sbottonata e un paio di pantaloncini che non nascondo l’evidente e notevole erezione.
«Vuoi unirti a noi?».
Mi chiede lei.
«Come?».
Chiedo conferma.
«Noi stiamo per farlo, vuoi partecipare?».
Divento paonazza in un secondo. Mi stanno proponendo di fare una cosa a tre con loro nel parcheggio davanti a casa mia.
«Ecco, non credo di farcelo. Se per voi è lo stesso mi metterei sul muretto a guardare.».
“A guardare”, ma cosa mi prende? Sono incredula. Davvero ho chiesto il permesso per guardare i due mentre danno libero sfogo alla loro intimità?!
La donna sbottona i pantaloncini dell’uomo e li abbassa, liberando un membro di tutto rispetto.
«Non capita spesso che mi senta di condividere questo ben di Dio. Sicura?».
“Diamine! È davvero invitante” penso.
E subito mi meraviglio di quanto sia attratta da quel membro rigido. Ho un ragazzo, non posso cedere.
«Sicura!».
La donna mi si avvicina. Sono ipnotizzata dal ritmo cadenzato con cui il suo seno vibra ad ogni passo. Porta la sua bocca al mio orecchio.
«Però almeno dai segni di apprezzamento! Se ti piace quello che vedi, datti piacere anche tu. A noi farebbe piacere!».
Mi infila all’improvviso la lingua in bocca. Mi sento bruciare. Ho il volto in fiamme e, con mia grande sorpresa, anche il basso ventre.
La donna sorride e torna dal suo compagno. Si rimette con le mani appoggiate al tettuccio e inarca la schiena, offrendo il suo sedere al ragazzo. Noto che ha la fede al dito, ma quando lui le afferra i fianchi non la porta. “Sono amanti!” penso.
Senza troppi indugi lui punta il membro sul sesso della donna – che non aspetta altro – e la penetra con un colpo secco. Inizia una serie lenta e regolare di affondi, accompagnati dall’incitamento della donna a far più forte.
Sono incredula nel constatare che la mia mano si sta muovendo istintivamente verso il mio sesso. Sono seduta sul muretto. Allargo le gambe, mi alzo il vestito e da sopra gli slip inizio a massaggiarmi.
La donna mi guarda. Sorride.
«Più forte, che le piace!».
Sento chiaramente il ciaf ciaf dei due corpi che si scontrano ad ogni affondo. Aumento anche io il ritmo del massaggio e anche la pressione. Le mie mutandine si inzuppano in un secondo.
Le scosto di lato e inizio a penetrarmi con le dite. Un piacere folle che non avrei mai immaginato di provare.
«Guarda che bella patatina che abbiamo!», urla la donna tra un gemito e l’altro.
Sono imbarazzatissima, soprattutto quando lui mi fissa.
«Mettimi due dita in culo!» gli chiedi.
Quando vedo l’indice e il medio dell’uomo sparire tra le natiche di lei… “Voglio provare!”.
Punto l’indice sulla mia rosetta e premo fino ad inserirlo. Fa un po’ male, ma unito alla masturbazione che non interrompo è piacevole.
La donna trema in preda al secondo orgasmo della nottata.
«Ora voglio far venire te!».
Si gira e si accovaccia. Prende in bocca quel membro duro e inizia a fare un pompino. Io vedo quel cazzo sparire nella sua bocca e mi viene da aprire la bocca. Come se fossi io al suo posto – e onestamente credo di voler esserci.
Dopo qualche affondo nella gola vedo che l’uomo alza la testa e vedo gli schizzi di sperma caldo che centrano quasi perfettamente la bocca della donna.
A quel punto lei si alza e viene verso di me. La mia mano impazzisce mentre lei si avvicina. E quando è davanti a me e apre la bocca per farmi vedere il contenuto, non resisto e vengo lì davanti a lei.
Sorride. Chiude la bocca e ingoia.
Ho la bocca socchiusa mentre riprendo fiato. A tradimento lei mi bacia. Le nostre lingue si attorcigliano e sento chiaramente il sapore del seme del suo compagno.
«Averti qui a masturbarti mentre scopavamo è stato eccitantissimo. Grazie!».
«Grazie a voi! Spero di rivedervi!».
Sono sorpresa della risposta. “Come spero di rivedervi?!”.
«Chissà, magari la prossima volta ti unirai a noi! Potremmo tornare qui solo per te, sai?».
Mentre dice così sento una scossa dentro di me.
Mi salutano e se ne vanno appena rivestiti.
Resto seduta lì sul muretto. Incredula.
Prendo subito il telefono e chiamo il mio ragazzo.
“Prendi subito la macchina e vieni al parcheggio davanti casa mia! Voglio provare una cosa!”.






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