Che soddisfazione

Scritto da , il 2022-08-30, genere pulp

Disclaimer: questo racconto è narrato dal punto di vista di una ragazza di nome Clara. I fatti sono puramente inventati. Non sostengo alcun comportamento violento nella vita reale.

In un periodo di fragilità ho frequentato un grandissimo stronzo. Avevo appena chiuso con il mio ex storico e avevo parecchi problemi a casa. Matt sembrava il ragazzo perfetto: sicuro di sé, gentile e premuroso. In realtà voleva soltanto compiacere il proprio ego nel controllare e manipolare una ragazza debole, quale io ero. Scenate di gelosia al limite del ridicolo e screditare le mie capacità erano il suo strumento per rendermi dipendente. Matt è un bugiardo cronico: finge di essere colto e intelligente, quando in realtà è un arrogante idiota. Finge di essere un esperto di finanza e con me funzionava, perché non ci capisco nulla. Poi ho chiesto a un mio amico fidato sulla validità dei sui consigli finanziari e mi ha risposto che si tratta di follia. Visto come stanno andando ora le criptovalute, questo mio amico ci ha preso in pieno.

“Io ti amo”, “se ci lasciassimo, non riuscirei a stare con nessuna” e altre frasi smielate erano il suo modo per imbonirmi. E io ci ho creduto come una stupida per due anni. Poi ho saputo che ha tentato di scoparsi due amiche ad una festa, fatto come un kako. In pratica si è infilato nel letto delle ragazze a loro insaputa. Ignoravo che si drogasse e l’approccio con le amiche mi ha disgustato, così l’ho lasciato. Dopo un paio di mesi, l’innamorato perso sta con un’altra.

Provo a rimettere insieme la mia psiche e riprendere la mia vita. Mi riscopro bella e serena, quando mi arriva un messaggio: “Clara, come stai? Ci vediamo?”. Cazzo vuole Matt? Non so che fare. Lo odio per come mi ha mentito e manipolata. Però mi attrae ancora. Ma che problemi ho? Non mi possono piacere i ragazzi che mi trattano bene? Lascio il telefono in un cassetto e mi faccio una camminata per non pensarci. Duro quattro ore, poi gli rispondo: “Bene, dai. Un drink dopocena?”. Replica immediata: “22 solito posto”.

Mi faccio una doccia e mi vesto. Tanga e reggiseno azzurro, anche se il reggiseno è abbastanza inutile. L’amico, che ha smascherato la cazzata finanziaria di Matt, dice che ha più tette di me per merito della palestra. E ha pure ragione. Scelgo un bel vestito aderente anch’esso azzurro, che evidenzia il mio bel culetto.

Entro nel locale e mi siedo al bancone vicino a Matt, che è arrivato prima di me. “Ciao, Clara” dice. “Ciao, Matt” sospiro. Prendiamo due tequile e parliamo un po’. Mi fa ancora abbastanza effetto e, purtroppo, lui lo sa. Da come si atteggia e da come flirta è consapevole che dirige lui il gioco. Mi parla di quanto stia guadagnando bene con questi fantasmagorici investimenti e di come dovrei affidare a lui il mio denaro. Sì, le solite minchiate e, sì, parla solo di sé. Paghiamo e andiamo via. “Passi da me, tanto siamo vicini” propone. Io come una scema dico “Volentieri”. Ma volentieri cosa?

Entriamo in casa sua e mi mette la lingua in bocca e mi palpa il culo. Che classe, davvero. Io rimango impietrita e sento la sua erezione premere contro di me. Si abbassa pantaloni e mutande e mi ordina “Succhia, troia”. Come uno schiaffo, questa affermazione becera mi ha svegliato. Mi ha ricordato tutte le bugie, tutti gli insulti mascherati da attenzioni, le ragazze praticamente molestate. Mi sono sfilata l’abito e sono rimasta in tanga e reggiseno. Matt sembra gradire, perché il suo cazzo mi pare ancora più duro. Mi avvicino e inizio a masturbare il cazzo. Dimensioni discrete, ma nulla di eccezionale. Puoi punto alle palle.

Matt ha le palle cascanti, quindi è stato piuttosto facile. Mentre lo sego, gli prendo i coglioni con la mano e stringo. Matt spalanca gli occhi e mi guarda spaventato. Non riesce a dire una parola. Stringo più forte. “Ti prego” supplica. Giro lo scroto di 360 gradi e tiro. STAC!

Sono in camera mia e osservo soddisfatta il mio doppio trofeo. Ora posso davvero dire di essere una donna con le palle. Quelle di Matt. Sono un ottimo portachiavi. Dite che gli mancano?

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