Danni irreversibili

Scritto da , il 2022-07-22, genere pulp

Disclaimer: si tratta di una storia inventata, non sostengo in alcun modo la violenza. Il punto di vista è di una ragazza di nome Clara.

Sono una ragazza di 24 anni, minuta e con i capelli castano chiaro. Tutti mi dicono che ho un gran bel culetto, ma di seno ho la retromarcia (battutaccia, scusate). Con Loris, il mio ex ragazzo, sono stata circa 4 anni. Gli ero legatissima, ma con il passare del tempo ho realizzato quanto fosse egoista. Ritiene che il mondo ruoti attorno a lui, brutto idiota. L’ho mollato dopo che una persona a me cara è finita in ospedale per una grave patologia e lui ha usato questa fragilità per tentare di svuotarsi le palle con me. Ma non hai dignità? Ma che uomo sei? Non rispetti nemmeno il dolore di una persona? Dopo non essermi concessa, mi ha umiliata dicendomi che non valgo nulla e che non realizzerò mai nulla nella vita. Una vera coltellata emotiva.

Passano circa 4 mesi dalla rottura e mi arriva un messaggio Whatsapp da Loris “Ciao, come stai?”. Si è proprio sforzato, eh. Mi prometto di non rispondere, ma cedo. “Vista la situazione, tutto nella norma?” gli rispondo. “Avresti voglia di bere qualcosa per fare due chiacchiere?” mi domanda. Butto il cellulare, per non rispondere. Resisto un paio di ore, poi gli rispondo “Va bene, solito pub alle 10?”. La sua replica è un “ok” con uno smile.

Ma perché mi complico sempre la vita? Ormai la frittata è fatta. Doccia, metto un paio di shorts di jeans e un top nero ed esco. In un quarto d’ora sono al “nostro” pub in cui facevamo serata. Mi avvicino alla porta e lo vedo. “Ciao, Clara, da quanto tempo?”. Mi giro e lo vedo. Certo, mi fa ancora effetto. Siamo stati 4 anni assieme. “Ciao, Loris” replico. Entriamo e ordiniamo due americani. Parliamo del suo nuovo lavoro nel turismo e dei miei studi che finirò a breve. Conversiamo in amicizia per un’oretta. Paghiamo e usciamo. All’uscita mi mette una mano sul culo. Ma fai sul serio? “Hai sempre un culo magnifico, Clara”. “Ma che cazzo fai” gli ringhio. “Dai che a te piace” ride. Stavolta te la faccio pagare, stronzo.

Ci appartiamo in una zona poco distante, mi bacia. Che schifo, ma decido di far finta di starci. Si sbottona i pantaloni e con la mano mi spinge verso il basso. Modestamente, ci so fare con i pompini, ma stavolta mi divertirò più io. Mi abbasso e inizio a succhiare il suo cazzo. Lo sento mugolare e vedo che va indietro con la testa. Perfetto.

Con entrambe le mani tasto i coglioni gonfi di sperma. All’improvviso stringo. Lui mi guarda e allarmato fa “Clara, che cazzo fai?”. “Quello che merita un gran bastardo come te” dico. Lo guardo negli occhi con un ghigno. “Non hai mai avuto le palle, ora sarà ufficiale” lo derido. Le dita di entrambe le mani si avvolgono sui testicoli e li fanno sfrigolare uno con l’altro. Sempre più forte, sempre più forte. Fino a quando si sente un doppio crack. Loris è a terra in posizione fetale. Io vado via soddisfatta.

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