Una storia di provincia - cap.1

Scritto da , il 2022-03-11, genere prime esperienze

Sera dell’8 marzo, Simona si sta preparando per uscire con le sue 2 amiche di una vita. Tutti gli anni festeggiano sia la festa della donna che il suo compleanno andando alle solite feste per sole donne, ma questa volta Sara ha cambiato i programmi e si troveranno prima a casa sua e poi usciranno per andare in un posto nuovo.
Simona single da 6 anni, nonostante sia una bella mora con un fisico allenato e un sedere a mandolino frutto delle sua tante fatiche, da un paio di anni non ha rapporti. Le due amiche, preoccupate per lei, hanno organizzato una serata particolare che la cambierà.
Sara è una bisex che non ha mai avuto storie che durassero oltre un paio di anni, ha scoperto la sua passione per le donne all’ultimo anno di università con una compagna di studi lesbica e da lì è partita la sua alternanza tra i sessi. La terza, Gloria, fidanzata da qualche anno, è sempre stata trasgressiva e con il suo attuale compagno frequentano serate bdsm.
Suona il campanello, Sara va ad aprire e davanti si trova Simona con il suo cappotto nero dal quale si vedono uscire dei jeans e uno stivale nero fino al ginocchio. Le fa' cenno di entrare con un sorriso enorme, Simona si toglie il cappotto e sotto ha una camicetta nera trasparente che lascia intravedere un reggiseno a fascia sempre nero, modello che usa spesso visto la piccola taglia del suo seno. Sara ammonisce l’amica per il look, le aveva detto di vestire sexy, Simona le dice che più di così non aveva, mentendo spudoratamente. Mentre continuano a parlare arriva la terza amica, Gloria, con una serie di pacchetti regalo. Prima di farli aprire alla festeggiata per il suo trentaseiesimo, iniziano a cenare e soprattutto a bere. Sara sapendo di dover controllare tutto beve poco, mentre le altre due esagerano un po’.
Arrivata la fine della piccola cena vengono dati i regali a Simona che aprendo trova la una serie di sorprese. Il primo pacco è un vestito il lattice nero di quelli aderenti e con una minigonna che arriva poco sotto il sedere, Simona arrossisce mentre Sara allunga un altro pacchetto più piccolo dal quale esce un perizoma con apertura sotto sempre nero, la festeggiata ride divertita.
Le due amiche insistono perchè provi tutto, lei sotto l’effetto dell’alcool si lascia convincere, tanto poi dopo si cambierà. Dopo qualche minuto, Simona esce dalla camera di Sara con indosso i nuovi indumenti, le due amiche applaudono e fanno complimenti alla festeggiata producendo un gran baccano, la padrona di casa mette della musica da discoteca e iniziano a ballare come forsennate. Nel ballo le tre si abbracciano, si strusciano facendo finta di provocare un uomo, tra le risate e gli sguardi ammiccanti le tre giocano, fino a quando Sara con una mossa lesta alza la gonna di Simona ed esce il perizoma regalato dalle due che mette in bella vista la fighetta con il suo pelo nero. Simona continua a ballare come se nulla fosse accaduto mettendo le braccia al collo di Sara, da dietro arriva Gloria che inizia ad accarezzare sulle cosce l’amica. Le mani salgono sempre di più fino ad arrivare all’inguine per poi andare sul pelo pubico che tocca e ridendo prende in giro l’amica. Approfittando del momento allunga un dito tra le labbra di Simona sentendo gli umori, si sta scaldando. Il gioco si fa sempre più spinto tra le tre donne, Gloria inizia a massaggiare il clitoride della festeggiata, mentre Sara la bacia in un groviglio di lingue che inebria Simona ormai succube delle due. Il massaggio presto diventa una penetrazione che provoca la vittima fino ad ansimare, Sara ne approfitta per abbassarsi e iniziare a leccare il clitoride fino a sentirlo ben delineato e poi succhiarlo. Simona ormai preda del piacere rimane inerme sotto le attenzioni delle due, ansima sente un forte calore, il suo corpo è diventato terreno di conquista. Ora Giulia sposta le sue mani sul sedere dell’amica e anche lei si abbassa per andare a leccare l’ano che scopre stringendo per poi aprire le natiche. Le due lingue lavorano sapientemente quasi in maniera sincrona, una lecca e succhia mentre l’altra quasi la penetra mentre lecca. L’ansimare viene interrotto da un urlo di piacere, un forte orgasmo travolge il corpo della mora, come una scossa elettrica che fa scattare ogni nervo con spasmi incontrollati. Tra le gambe un lago di umori succhiati dalle altre, mai Simona aveva avuto un rapporto così, mai un orgasmo del genere.
Sara approfittando dell’amica ubriaca dall'orgasmo e dall’alcool, la porta in bagno e insieme a Gloria la fanno spogliare di quel mini perizoma per depilarla completamente. Inerme Simona si fa fare tutto, quando le due hanno finito l’aiutano a rimettersi l’intimo e poi aggiungono un trucco forte, con rossetto rosso acceso e matita nera intorno agli occhi. Il risultato è molto forte. Sara prende da un cassetto un collare il pelle nero che ben si abbina al look.
Le tre escono per dirigersi a festeggiare in un locale fuori provincia.
Mentre camminano per andare all’auto di Sara, Gloria provoca le amiche dicendo che se fossero tre escort sicuramente Simona farebbe più clienti, mentre ridono a Sara viene un’idea.
Salgono in auto, ma la strada è un’altra e in poco più di 10 minuti si ritrovano in una zona industriale dove è noto esserci un giro di prostituzione. Parcheggiata l’auto in una zona un po’ distante, le tre scendono e parte la scommessa a chi per prima avrebbe adescato. Messe in posizione tra risate e messaggini sul telefono le tre stanno scherzando quando un camion si avvicina e rallenta. La prescelta sembra proprio Simona, con quel look appariscente riesce nell’impresa, le altre 2 restano prima a distanza, poi Sara si avvicina e la spinge a salire. L’uomo dice che così possono parlare meglio, ma una volta salita Sare chiude la portiera e gli fa cenno con il pollice. Simona impietrita dal gesto dell’amica non sa che fare. Il camion si ferma poco più avanti in un parcheggio, l’uomo un cinquantenne brizzolato, con una pancia pronunciata, barba incolta che copre un bel viso con occhi azzurri e un fare che poco si addice al pensiero di camionista rozzo, inizia a fare complimenti alla donna poi le mostra il lettino dietro, dove le dice di andare. Simona non sa che fare, lui vista l’incertezza la prende per mano. Ora sono sdraiati il suo vestito è salito mostrando la sua intimità liscia e in bella vista dato l’intimo aperto. Lei sdraiata supina, le mani di lui aprono le gambe, poi scorre la pelle liscia fino al suo obiettivo che trova umido. Infila subito il dito e scopre che la donna è dilatata e bagnata, estrae un preservativo che velocemente infila, la penetra facendola sobbalzare, è ben dotato, non pre lunghezza, ma è largo. Si sente aperta e un po’ dolorante mentre lui con un lento movimento la penetra aprendola sempre più fino a quando le pareti lasciano che lo scorrimento diventi più fluido. I colpi aumentano di ritmo, il rumore misto dei colpi contro il corpo di lei e dei suoi umori che fuoriescono pervade la cabina del camion. Passano i minuti, 10, 15, lui si ferma quando sente il primo orgasmo della sua puttana. La prende e cambiano posizione, ora lui è sdraiato e le intima di impalarsi, esegue senza batter ciglio. Simona sente prima la cappella e poi tutta l’asta che scorre tra le sue piccole labbra oscenamente aperte fino a quando è tutto dentro e tocca l’utero. Urla di piacere. Inizia a cavalcarlo come impazzita, non capisce più nulla, il ritmo forsennato misto alle dimensioni del pene la fanno venire nuovamente, questa volta sente del liquido che le scende copioso sulle gambe. Continua ancora fino a quando sente il membro che si gonfia e uno spasmo dell’uomo. Quando si stacca vede il preservativo pieno di una grossa quantità di sperma, lui lo prende e glielo mette in mano, “bevila”. Lei presa dall’eccitazione se lo versa in bocca.
Tornata al punto di partenza l’uomo lascia 50€ e la scarica salutandola e dicendo che sarebbe tornato tra una settimana.
Simona sale in auto dalle amiche che l’aspettano. Nemmeno il tempo di salire in auto che si ferma un’auto con due energumeni che parlano con accento dell’est che le fanno uscire dall’auto armeggiando un paio di coltelli.

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