La mia mamma è una troia 3 - Sverginata dallo zio.

Scritto da , il 2021-12-27, genere incesti

-Dio mio quanto sei bello cucciolo di mamma!

Tu non hai un membro ma un obelisco lungo, lucido, bianco e duro come un marmo segnato da lievi venature scure.

I tuoi testicoli poi, amore, così gonfi e lisci dopo averne eliminato quel brutto pelo, ne sono un piedistallo perfetto.

Sono anni oramai che incontro solo membri scuri, solcati da intrecci di vene bluastre gonfie ,con cappelle livide e testicoli ispidi ,cespugliosi e dai colori indefiniti.

Non che non mi piacciono anzi.

Li adoro quando li succhio o mi penetrano facendomi godere!

Soprattutto adoro gli sconosciuti che si comportano come veri porci che sborrano riempiendomi ogni buco.

Tu non sai amore da quanto tempo non mi trovavo a contatto con un cazzo come il tuo così bello, virile e profumato.

E' dai tempi di scuola quando mi appartavo nei bagni a fare pompini ai miei compagni.

In quel periodo erano solo pompini essendo vergine e non avendo a disposizione un posto dove andare.

Tu adesso mi hai fatto ricordare quei momenti davvero belli e felici per me.

Un giorno però, tutto cambiò quando, tornando a casa con lo zainetto pieno di libri, avevo incrociato mio zio (Fratello di mio padre) che si era offerto di accompagnarmi a casa con la macchina:

-Ciao Clara, dove vai?-

-Sto andando a casa.-

-Dai sali che ti do uno strappo.-

Parlando in macchina gli avevo detto che a casa non c'era nessuno, tutti al lavoro e mio fratello a scuola.

-Dai allora, facciamo un salto da me a mangiare qualcosa e poi ti accompagno a casa.-

Il porco, mi aveva si fatto mangiare qualcosa, prima mi aveva fatto però ingoiare la sua sborra con un incredibile pompino, poi abbiamo mangiato quello che gli aveva preparato la moglie prima di andare in ufficio ed infine, mi aveva fatta sdraiare sul tappeto e senza tanti riguardi mi aveva sverginata riportandomi a casa con un terribile dolore nella pancia che mi era durato alcuni giorni.

Mi aveva persino sborrato dentro senza minimamente preoccuparsi delle eventuali conseguenze.

Quella prima volta avevo sofferto senza provare piacere la cosa però si era ripetuta nei giorni e nei mesi successivi sempre uguale: Rimorchio all'uscita di scuola, pompini, pranzo e monta con il piacere che ogni volta diventava più intenso e godurioso.

Il porco mi insegnava giochi sempre nuovi premunendosi sin dalla seconda volta di farmi prendere la pillola.

In quei mesi comunque, non avevo smesso di fare pompini ai miei compagni di scuola.

Naturalmente gli insegnamenti dello zio mi erano molto utili a farli godere sempre meglio sino a meritarmi la qualifica di miglior pompinara della città.

Qualcuno aveva anche cominciato a chiamarmi col vezzeggiativo "Clarasùzz" per intendere Clara succhiacazzi.

Mi piaceva quel nomignolo che aveva anche un qualcosa di musicale oltre che allusivo ad una mia certa specialità.

In quel periodo avevo cominciato a frequentare Antonio, un ragazzo molto dolce che mi piaceva davvero e col quale avevo assunto un atteggiamento da ragazza seria e riservata e dunque, solo dopo alcuni mesi, senza che lui me lo chiedesse, avevo tentato un approccio sessuale.

Trovandolo davvero impacciato alle mie avances erotiche, avevo avuto una delusione incredibile nel momento in cui, superando le sue resistenze, ero riuscita ad infilargli la mano dentro le mutande trovandovi solo un cespuglio di peli.

Incredula, avevo cominciato a rovistare come se cercassi qualcosa in un sacchetto senza riuscire a trovarlo.

Infine gridandogli tutto il mio disappunto, ero riuscita a tirargli giù i pantaloni e le mutande trovandomi davanti alla sconvolgente visione di una protuberanza nascosta tra i peli: "Era più corto e piccolo del mio mignolo."

Piangendo mi ero buttata con la bocca su quell'ammasso di peli e mentre con una mano gli stimolavo i testicoli, con l'altra tentavo di fargli indurire il pisellino che contemporaneamente cercavo con le labbra e la lingua.

Erano bastati pochi secondi e mi ero sentita bagnare le labbra da qualcosa di caldo e viscido.

Antonio mi piaceva, era dolce, educato e sempre gentile con me e, nonostante quella sconvolgente scoperta, non avevo voluto interrompere il rapporto che ci legava.

Mi dispiaceva anche che lui si sentisse così umiliato e nel tentativo di trovare una soluzione, lo avevo depilato completamente ma anche così, le uniche cose che si riuscivano a fare, erano piccole seghe o accenni di pompini con emissione di poche gocce biancastre mentre era assolutamente impossibile la penetrazione non riuscendo neanche a superare le grandi labbra.

Da quel momento, il nostro rapporto pubblico si era rinforzato, ci eravamo fidanzati ufficialmente con le presentazioni alle rispettive famiglie.

Naturalmente, non era possibile nascondergli le mie avventure sessuali e la mia passione per il cazzo e dunque, era lui stesso che mi accompagnava dai miei amanti compreso mio zio che gli permetteva di assistere e masturbarsi alle nostre performances erotiche.

Insieme andavamo nelle discoteche dove io mi sceglievo lo stallone col quale mi appartavo sotto il suo vigile controllo per la mia sicurezza.

Quel mattino ero all'università occupata da un gruppo di sinistra.

C'era parecchia confusione ed alcune zone erano occupate, altre completamente deserte e non so neanch'io come sia accaduto, mi ero ritrovata in un corridoio da sola quando da una porta era sbucato uno dei miei compagni di classe del liceo al quale avevo fatto non so neanch'io quanti pompini senza mai dargliela però.

Era in compagnia di altri due ragazzi piuttosto aitanti ed alquanto esagitati:

-Clara! Franco! Clara ma sei proprio tu? E tu sei proprio Franco?-

Dopo due minuti, eravamo chiusi in una grande aula, io ero distesa nuda sul tavolo dei docenti ed a turno, li avevo spompinati e mi avevano chiavata sborrandomi dentro 2 volte per uno.

Con 6 sborrate in corpo, mentre andavo a casa mi ero ricordata che quel mattino avevo dimenticato la pillola.

Quella stessa sera avevo raccontato ad Antonio dell'accaduto e del fatto che avrei voluto prendere la pillola del giorno dopo.

A quel punto, la sua risposta mi aveva lasciata sgomenta:

-Clara, non prendere la pillola, se davvero sei rimasta incinta, ci sposeremo subito e tu avrai in grembo il nostro bambino.-

-Ti rendi conto Antonio che così diventi ufficialmente il mio cornuto?

-Si Clara, è questo che voglio e se anche tu lo vorrai per darti prova della mio amore e della mia fedeltà, indosserò per sempre una gabbietta di castità di cui solo tu avrai la chiave.-

Da quel giorno tuo padre indossa la cintura di castità che aveva anche sull'altare il giorno delle nostre nozze e la prima notte che avevo trascorso con mio zio prima di partire per il viaggio di nozze.

Alla fine di quel racconto e dopo un lungo silenzio la mamma aveva detto:

-Gigi....cucciolo di mamma....quel bambino eri tu!-

-Mamma!-

Aveva gridato con le lacrime agli occhi il ragazzo gettandosi tra le braccia della mamma.-

-Che c'è amore...non piangere, non piangere così, pensa se non ci fossero state tutte quelle coincidenze, tu non saresti qui con me in questo momento ed io mi ritroverei con questa crema e questo rasoio in mano senza sapere cosa farne!-

Avevano riso fragorosamente a quella battuta e stringendosi in un abbraccio forte, si erano uniti in un bacio appassionato.

-Vai nella vasca adesso cucciolo e appoggiati con le mani al muro e con le gambe larghe, offrimi le natiche che voglio ripulire da ogni traccia di peli.-

Così come aveva fatto con l'inguine, l'asta ed i testicoli, con la stessa meticolosa cura, la mamma aveva ripulito da ogni pelo e traccia di peluria tutta la zona perianale e l'interno dei glutei sino a lasciarli completamente lisci a bianchi.

A quel punto dopo un accurato risciacquo ed una delicata asciugatura, mentre il ragazzo era ancora nella medesima postura, gli aveva allargato le chiappe e vi si era persa con tutto il viso e mentre gli leccava il buco del culo, con una mano lo aveva segato sino a farlo sborrare ancora.

Poi, facendolo girare in piedi davanti al suo viso, gli aveva ripulito il cazzo da ogni residuo di sborra:

-Ti è piaciuto cucciolo di mamma?-

-Tantissimo, sei fantastica mamma....ti amo!-

-Ti amo anch'io cucciolo però, adesso mentre io vado in cucina a preparare la cena, tu fai la doccia e torna a studiare in camera tua che vengo a chiamarti io quando rientra tuo padre e la cena è pronta e poi.....ricordati che quello che è successo è solo l'aperitivo ci aspetta tutta la notte per consumare il dessert!-

segue


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