Mia sorella Giorgia (5)

Scritto da , il 2021-02-04, genere incesti

L’indomani mi svegliai per primo, scesi dal letto cercando di non svegliare le mie due zoccolette e andai in cucina a preparare il caffè.
Uscii in veranda con la tazza in mano, il sole era già sorto da un bel pezzo ma l’aria era ancora frizzante, c’era parecchia gente che faceva jogging e le ragazze in leggins mi deliziavano col loro fondoschiena sculettandomi davanti agli occhi.
Ad un certo punto mi sentii abbracciare da dietro, il profumo era quello di mia sorella, mi accarezzò i capelli ancora spettinati e poi venne a sedersi affianco a me.
- È stato bellissimo ieri sera, mi è piaciuta molto Arianna -
- Eh già, è veramente un vulcano –
- E pure tu mi sei piaciuto un sacco, anche se… -
- Anche se cosa? –
- … anche se l’ho invidiata quando sei venuto nella sua figa, che voglia che avrei anch’io di sentirti dentro davanti… non ce la faccio più ad aspettare… -
- Vuoi che facciamo come la prima volta a casa mia che hai chiesto a Carlo se potevi masturbarmi? –
- Sììì, adesso gli mando un messaggino e lo scongiuro di lasciarci scopare anche se lui non c’è -
Mentre digitava sul telefonino, le guardai le tette che facevano fatica a stare dentro la maglietta, soprattutto i capezzoli che tra l’aria fresca e l’eccitazione che si risvegliava richiamavano la mia attenzione… non seppi resistere e mi ci fiondai mordicchiandoglieli da sopra la maglietta, Giorgia mi allontanò perché non riusciva a scrivere, e allora ripiegai sulla fighetta, sapeva di femmina anche da sopra i pantaloncini.
- Dai… non iniziare che non riesco a concentrarmi così… -
Ma il suo tono non era per niente convinto, infatti quando le misi le dita dentro le mutande la trovai già bagnata.
- Quanto ci metti a scrivere un messaggio? La tua amica qua sotto esige la mia attenzione… -
E iniziai un bel ditalino, di quelli decisi e porcelli, lei ogni tanto mi guardava con gli occhi e la bocca socchiusi, le labbra sotto erano tutte inzuppate, spedì il messaggino e poi chiuse gli occhi e si lasciò andare.
Io mi inginocchiai e le sfilai shorts e mutande, tanto l’asciugamano steso sulla ringhiera copriva le sue gambe dagli sguardi della spiaggia, e mi misi a leccargliela con gusto, mia sorella non poteva gemere troppo forte né toccarsi le tette per non farsi notare e io mi divertivo a torturargli il clitoride con le labbra, mentre con due dita entravo e uscivo veloce dalla sua micetta vogliosa, cercando di arrivare a solleticarle il bottoncino all’interno, il Santo Graal di ogni uomo, il punto G.
Mi sa che lo trovai, perché dopo poco lei cominciò a tremare e a schizzarmi sulla faccia, si dovette mettere una mano in bocca per non gridare il suo piacere, a me sembrava di essere sul podio di un gran premio, inondato di prosecco… alla fine della squirtata si lasciò andare sulla sedia, spossata, io mi alzai con il viso tutto bagnato, felice di averla fatta godere così tanto, e ci baciammo in bocca, Giorgia con la lingua mi ringraziò per l’orgasmo che le avevo regalato.
Quando arrivai in bagno per darmi una sciacquata alla faccia, trovai Arianna che si stava lavando i denti.
- Vedo che avete già fatto l’alzabandiera… - disse palpandomi il cazzo ancora duro dentro i boxer.
Ridendo e appoggiandoglielo dietro su una chiappa, le strizzai l’altra con la destra e una tetta con la sinistra, mado’ quanto mi piacciono le donne!
Completammo la colazione tutti assieme, poi andammo in spiaggia a prendere il sole, la giornata era limpidissima e l’atmosfera si scaldava in fretta.
La crema sulla schiena se la spalmarono a vicenda loro due, io avevo declinato l’offerta perché ero già in difficoltà a contenere l’erezione e non volevo far precipitare la situazione, ma fu peggio così perché si vendicarono del mio rifiuto indugiando con le mani ognuna sulla pelle dell’altra, dopo averci spruzzato sopra il liquido bianco guardandomi negli occhi.
La mia collega, come di consueto, si mise in topless e mia sorella non volle essere da meno e la imitò, ma era evidente che Giorgia non era abituata a stare con le tette al vento perché erano più chiare del resto del corpo e quindi dovette insistere a massaggiarsele con la crema per proteggerle.
D’altro canto, mia sorella sfoggiava un perizoma che lasciava completamente in vista il suo bellissimo culo tondo e sodo, Arianna invece aveva una brasiliana leggermente più coprente.
Quando la mia collega si girò a pancia in giù per abbronzarsi la schiena, si arrotolò il costume dentro la fessura tra le natiche.
- Meglio così, sennò le chiappe mi resterebbero mezze bianche e quando mi prendi da dietro non sarebbe il massimo, vero Luca? –
C’era una specie di giocosa competizione tra di loro su chi mi faceva eccitare di più che mi stava facendo impazzire!
Dovetti alzarmi e andare in acqua, altrimenti mi avrebbero arrestato per atti osceni in luogo pubblico.
Mi ero appena tranquillizzato scaricandomi con una nuotata, quando decisero di farsi un bagno anche loro e la tortura ricominciò: siccome non c’era tantissima gente, erano entrate in mare sempre senza reggiseno e una volta immerse fino al collo si sentirono così a loro agio da raggiungermi e cominciare a strusciarsi a turno su di me con la scusa che lì non toccavano… il fondo, ma il mio pacco lo toccavano eccome e io palpavo loro, dappertutto. Ci riavvicinammo un po’ verso la riva e, mentre Arianna andava verso l’ombrellone per prendere la palla, Giorgia volle più volte essere lanciata all’indietro facendo leva col piede sostenuto sott’acqua dalle mie mani, un gioco che facevamo da ragazzi quando eravamo al mare coi nostri genitori, solo che quel giorno a differenza delle altre volte davanti agli occhi avevo le sue tette nude e il suo sguardo malizioso ogni volta che mi appoggiava le mani sulle spalle per reggersi prima del salto.
Raggiungemmo, dove l’acqua era più bassa, la mia collega che oltre al pallone aveva portato anche i reggiseni, entrambe li indossarono.
- Ah ma allora vi è rimasto un po’ di pudore… - scherzai io.
Giorgia mi fece una linguaccia accompagnata dal dito medio alzato, mentre Arianna mi tirò addosso una schiacciata da vera pallavolista; mentre palleggiavamo, potevo ammirare le loro tette ballonzolare durante i bagher, col reggiseno che faceva fatica a contenerle, o le loro chiappe sculettare tra gli schizzi d’acqua quando andavano a riprendere la palla dopo un tiro troppo forte.
Tornammo agli asciugamani e ci stendemmo di nuovo al sole per asciugarci, la stanchezza cominciava a farsi sentire e infatti dopo parlammo poco, tutti e tre ci assopimmo.
A pranzo mangiammo un’insalatona leggera e un melone.
- A proposito di frutta… l’uomo del monte ha detto sì! – esclamò mia sorella strizzandomi l’occhio dopo aver controllato il cellulare.
Arianna ci guardava con aria interrogativa, ma quando io e Giorgia ci alzammo per andare in camera intuì il senso della battuta e ci seguì sul lettone.
Ci togliemmo i costumi al volo e mi sdraiai con mia sorella sul lenzuolo, eravamo entrambi già eccitati pensando a quello che stavamo per fare.
- Non vedo l’ora di sentirlo nella mia patata… -
- Anch’io è da tanto che fantastico su questo momento… -
- E allora, cosa aspetti? Su, scopami… -
La mia collega capì la delicatezza di quella situazione e non si intromise, gustandosi lo spettacolo: mia sorella era distesa supina davanti a me, avvicinai la mia cappella al suo pertugio anteriore, l’attrazione era fortissima, mi sembrava di tenere una calamita vicino ad un altro magnete, fremevano sia il mio cazzo che la sua figa grondante… lo appoggiai all’ingresso e venne risucchiato dentro come la luce in un buco nero.
Che sensazione bellissima, stavo scopando mia sorella!
All’inizio la penetravo piano stando staccato da lei e guardandola negli occhi, Giorgia ricambiava le mie espressioni di piacere e mi incitava a strizzarle i capezzoli, poi mi appoggiai completamente con il petto sulle sue tette e baciandole il collo e stringendole il culo con le mie mani sotto di lei presi a scoparla con foga sempre crescente.
Arianna ci lasciò assaporare quel momento di estremo godimento, facendosi un ditalino a poca distanza da noi, aveva capito che per quella prima volta nella figa di mia sorella io volevo goderle dentro, che la mia prossima sborrata sarebbe stata solo per Giorgia.
- Dai non fermarti, continua a spingere, sento che stai per venire… non uscire che ho ricominciato a prendere la pillola… ti voglio sentire sborrare l’anima dentro di me… -
E così quando sentii che c’ero la baciai in bocca e cominciai a schizzare dentro di lei, non mi fermavo più dopo il crescendo di eccitazione iniziato già di prima mattina, sembravo un vulcano in eruzione, la lava calda che usciva da me invase l’intimità di mia sorella, portando anche lei all’orgasmo, mi stringeva le gambe attorno alla schiena per non farmi uscire e con le mani mi graffiava le spalle, presa dal piacere.
È stato uno degli orgasmi più forti della mia vita, dalla faccia sconvolta di Giorgia sembrava che anche per lei fosse stata la stessa cosa.
- Sììì che belli che eravate, vengooo… anch’iooo… sììììì… - godette pure Arianna.
Invece di farci la doccia, andammo tutti e tre di corsa verso il mare al grido "Chi arriva ultimo non scopa più!" e ci rituffammo in acqua.





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