La mia prima volta

Scritto da , il 2021-01-25, genere gay

Era il 1998, stavo frequentando il mio secondo anno all'università e la sera uscivo con gli amici, tra cui uno di circa otto anni più grande di me. Mauro è il suo nome, di corporatura abbastanza robusta, ma gentile nei lineamenti e nel carattere, artista diplomato all'accademia di belle arti, prevalentemente pittore e disegnatore. In quel periodo era single e aveva stretto una bella amicizia con me, mi regalava dei suoi disegni e mi portava qualche volta in giro con la sua macchina.
Una sera, mentre stavamo rientrando a casa dopo essere stati al pub dopo cena, in un paese poco lontano dal nostro, mi chiese se volevo fermarmi un attimo a casa sua per farmi vedere alcune foto scattate da lui per una rassegna artistica. Non avendo il problema di alzarmi presto la mattina annuii tranquillamente e fu così che poco dopo ci ritrovammo da soli nella cucina al piano terra della sua casa in campagna. Mauro accese il fuoco nel camino e tirò fuori le foto, per un po' osservammo e discutemmo di cose artistiche e affini, poi non so come il discorso si diresse verso le relazioni amorose, ci raccontammo le nostre esperienze, io a ventidue anni non ero ancora riuscito a fare la mia prima scopata, molto strano davvero a pensarci adesso, ma all'epoca frequentavo un gruppo di ragazzi e ragazze più grandi di me che erano nell'orbita dell'Azione Cattolica, per cui il sesso era argomento tabù e oltre che in generale non se ne parlava e non si praticava nemmeno. Chiaro comunque che qualcuno e qualcuna qualche esperienza erotica l'avesse, io ero sfortunatamente rimasto al bacio e allo strusciamento, niente di più. Mauro era stato con una ragazza ma si erano lasciati, io avevo avuto due storie molto fugaci...
Lui mi fece degli apprezzamenti, mi disse che ero un ragazzo bello e sensibile e che se mi sarei lasciato un po' andare avrei trovato di sicuro la mia anima gemella...Ma accadde qualcosa di strano, qualcosa che stava a rappresentare per entrambi la prima volta, qualche parola, uno sfioramento, ed ecco scoccare una scintilla...Ci sentimmo attratti fisicamente l'un l'altro e turbati per un momento. Era stato Mauro a tessere la trama erotica e a stuzzicarmi e quando vide che gli stavo dando spago, visibilmente eccitato si alzò dal tavolo e si diresse verso la porta, chiuse a chiave e ritornò verso di me. Mi abbracciò, non ricordo le sue parole, forse ci baciammo, mi accarezzò, si slacciò i pantaloni facendoli scivolare giù e slacciò anche i miei, tirandomi giù le mutande e poi fece scendere anche le sue. Hai davvero un bel cazzo Massimo, mi disse, quasi da superdotato...Io mi sentii lusingato e ricambiai il complimento, Mauro con una mano prese il suo cazzo insieme al mio, con l'altra mi teneva il culo, eravamo attaccati e lui stava masturbando contemporaneamente entrambi i nostri cazzi eretti e turgidi...Sensazione piacevole, ma strana e insolita per noi due, prevalse alla fine uno strano pudore, un senso di colpa credo, che interruppe il coito che di lì a poco sarebbe esploso. Ci rivestimmo e ricomponemmo, ma la cosa non sarebbe finita lì.
Pochi giorni dopo infatti Mauro mi chiamò al telefono per invitarmi a far visita a una sua casa in affitto in un paesino nel maceratese, era un chiaro pretesto per restare in intimità, lontani da occhi indiscreti. Mi passò a prendere con la sua macchina, dopo circa mezz'ora giungemmo a destinazione. Mi mostrò l'appartamento e mi fece sedere su un divano, quindi mi si avvicinò da dietro ed iniziò ad accarezzarmi il petto e a sfiorarmi i capezzoli, era estate, indossavo una maglietta a maniche corte che mi faceva sentire benissimo il tocco dei suoi polpastrelli...Quel suo modo di stimolarmi mi fece eccitare all'istante, era come se avesse pigiato un pulsante, scoprii così il significato di zona erogena, i miei capezzoli lo erano pienamente. Non so se Mauro si accorse di ciò che mi stava provocando, ma una cosa era certa, voleva godere di me e subito. Prese delle lenzuola e le stese sul pavimento accanto al divano, non c'era bisogno di dire nulla, in poco tempo ci ritrovammo completamente nudi a toccarci ed esplorare i nostri corpi. Provai a prendere l'iniziativa cercando di penetrare Mauro, infilai il mio cazzo tra le sue chiappe ma con scarso successo, non riuscii ad avanzare nel suo buchetto, ero inesperto ed impacciato e così a secco gli facevo anche male, per cui lasciai perdere. In fine ci accovacciammo a terra e formando un sessantanove iniziammo a masturbarci a vicenda, non resistemmo molto, in pochi minuti giungemmo all'orgasmo imbrattando il lenzuolo, questa volta avevamo finalmente raggiunto il piacere.
Fu questa la mia vera prima volta, nel senso che in precedenza con le poche ragazze con cui ero stato non avevo mai fatto sesso, iniziai per questo a farmi delle domande, ero per caso omosessuale? Eppure le donne mi eccitavano, amavo le tette, i culi e le passere...Ma evidentemente anche i cazzi mi attraevano, per cui dovevo essere bisessuale e tutto ciò da un lato mi eccitava, soprattutto nella fantasia, ma in pratica ero sconvolto e un po' scioccato.
La mia frequentazione di amici e ambienti cattolici influirono negativamente su ciò che mi accadde e anche questo fu il motivo che mi spinse a troncare di li a poco il rapporto con il mio amico, ma subito dopo quella sera provai a sperimentare delle penetrazioni anali con delle bottigliette di vetro dal collo un po' allungato, provavo dolore, sia perché avevo il buchetto vergine, sia perché probabilmente avevo delle piccole ma fastidiosissime emorroidi, insomma, di culo non riuscivo a godere proprio, ma la voglia di succhiare il cazzo ce l'avevo. L'occasione mi fu offerta da Mauro pochi giorni dopo.
Venne come al solito a prendermi, era voglioso di me, mi fece salire in macchina e mi portò in aperta campagna, nei pressi di un vecchio casolare diroccato, si fermò e mi fece entrare insieme a lui all'interno della casa devastata e in stato di abbandono. Vedendolo eccitato presi l'iniziativa, gli slacciai i pantaloni e presi in mano il suo cazzo duro, poi inginocchiandomi glielo presi in bocca iniziando a fargli un pompino che lo lasciò piacevolmente sorpreso, mi fece i complimenti per come glielo succhiavo, ma ad un tratto mi fece smettere, “fermati”, mi disse, “altrimenti ti vengo in bocca...” Non insistetti e mi fermai, forse non mi sentivo ancora pronto a una sua sborrata in bocca, o forse non mi andava...In quel momento lui voleva altro, mi tirò giù i pantaloni e mi mise a pecorina, voleva farmi la festa e con il cazzo in tiro puntò il mio buchetto e a secco iniziò a spingere con la cappella...Era la prima volta che cercava di sverginare un culo, si vedeva, ma soprattutto si sentiva, nel senso che mi stava facendo male, ed io non riuscivo a rilassarmi, ero contratto e Mauro non era capace a farsi strada tra le mie chiappe prede dei suoi ardori. Alla fine fui costretto a farlo smettere, stava insistendo contro la mia volontà, facendomi anche incazzare...Dovette suo malgrado ripiegare facendosi una sega e sborrando poco lontano da me. Io non venni, decisi di troncare quel nostro particolare rapporto il giorno stesso, gli dissi chiaramente che a differenza sua io non ero “innamorato” di lui e non mi sembrava il caso di continuare. Ci rimase male, ma accettò e rispettò la mia scelta.
Mi pentii amaramente nei giorni successivi di come lo avevo trattato, perchè mi rendevo conto di avere una voglia matta di rivederlo e di andare fino in fondo con quello che avevamo iniziato e non eravamo riusciti a fare......non sapevo se vergognarmi o no, ma mi ero accorto che quella esperienza la desideravo a tutti i costi. Magari poi me ne sarei pentito, ma lui era lì disponibile e mi aspettava. Volevo fare sesso e avrei avuto tempo per trovare una donna che me lo facesse provare, ma non volevo aspettare più e in attesa di una fica e di un paio di tette, sapevo che un bel cazzo come quello di Mauro mi avrebbe intanto soddisfatto. Trovai il coraggio e lo chiamai al telefono, dicendo se potevo andarlo a trovare per fare pace. Lui si dimostrò felice per il mio ripensamento e mi diede appuntamento per il pomeriggio nuovamente a casa sua.
Quando arrivai ero emozionato come non mai, ma lui mi mise subito a mio agio.... ci sedemmo e cominciò a carezzarmi lentamente, dolcemente e mi sfilò la maglietta cominciando a succhiarmi i capezzoli memore che l'altra volta mi ero eccitato non poco. Notò la mia erezione vorrei dire esagerata e io notai la sua, per cui presto ci ritrovammo nudi seduti sul divano uno accanto all'altro e ognuno col cazzo dell'altro in mano. Che sensazione stupenda sentire il cazzo duro che pulsava sotto le mie dita mentre lui faceva altrettanto col mio. Ci sdraiammo sul letto continuando ad accarezzarci così e io mi ritrovai supino steso accanto a lui, che però ad un certo punto si alzò e mise le ginocchia ai lati delle mie spalle facendomi ammirare da vicino il suo cazzo possente che ballonzolava a pochi centimetri dalla mia bocca. Venne sempre più vicino e mi ritrovai a leccargli le palle, a succhiarle e a metterle in bocca mentre con la mano mi masturbavo in preda ad una folle eccitazione. Ad un certo punto lui si mise a quattro zampe ed ora il cazzo era posizionato dall'alto diritto verso la mia bocca.....non resistetti e la aprii....lo volevo a tutti i costi, scoppiavo se non lo succhiavo.... Si avvicinò ancora e cominciò ad entrare nella mia bocca spalancata e a muoversi dentro e fuori. Che delizia, che goduria, sapeva un po' di piscio ma mi sembrava il sapore più buono del mondo che avessi mai assaggiato.......mi arrivava dentro fino in gola ed io aprendo la bocca sempre più arrivavo a sfiorargli le palle con le labbra mentre lo ingoiavo. Mi stavo scopando in bocca furiosamente e io me lo menavo con due mani travolto dalla eccitazione.
“Non venire” mi disse Mauro “e smetto perchè non voglio venire subito neppure io. Alzati e mettiti a quattro zampe anche tu”. Ubbidii e mi misi in posizione allargando un po' le gambe e avevo capito che era venuto il momento della penetrazione. Ero pronto a sentire dolore, ma invece sentii del fresco e dell'umido e capii che mi stava leccando il buco del culo. Che sensazione piacevole quella lingua a spatola che mi solleticava l'ano e quasi lo voleva penetrare...era veramente piacevole e mi sentivo talmente rilassato che lo sfintere era diventato cedevole e si allargava sempre di più. Leccava e mi carezzava le palle ed il cazzo ed io ero in estasi assoluta. Poi sentii un liquido viscido colarmi fra le natiche e capii che questa volta si era organizzato con un lubrificante anale che mai io avrei avuto il coraggio di andare a comprare. L'ano era ancora rilassato e lui cominciò ad accarezzarmelo con un dito, allargando via il buchetto e facendolo penetrare un po' via via sempre di più, fino a che non entrò fino in fondo e cominciò a ruotarlo dentro facendomi provare strane sensazione di piacere. Sentii che mi allargava e capii che un altro dito cercava di farsi strada dentro il mio culo mentre l'ano cominciava a cedere e le due dita insieme mi provocavano nuove sensazioni. Poi le tirò fuori e ora capivo che sarebbe successo.
Sentii che appoggiava la cappella al mio culo e cominciava a strofinarla tra le natiche, probabilmente per raccogliere tutto il lubrificante che c'era, poi la puntò in mezzo e io abbassai la testa e con le mani mi allargai le natiche pronto e disposto a provare dolore, ma non successe.... piano piano dolcemente un centimetro dopo l'altro il cazzo mi entrava dentro e mi piaceva....oh se mi piaceva....in cuor mio mi condannavo pensando di essere diventato una checca, uno che pensava a fiche, tette e culi femminili da sfondare e invece si ritrovava a farsi inculare. Ma il cazzo avanzava, avanzava ed era sempre più piacevole. Non mi bastava mai, ne volevo ancora, lo volevo tutto fino in fondo e in fondo ci arrivò........misi una mano tra le gambe e sentii le sue palle...il cazzo era sparito tutto dentro. Ora cominciò ad incularmi piano, andando su e giù mentre la cosa si faceva via via più piacevole. Era in ginocchio dietro di me e la sua mano scivolò sul mio cazzo e lo afferrò, cominciando a menarlo piano piano. Ero in estasi e mai sega era stata più piacevole accompagnata da quel piacevole dentro e fuori dal mio culo.
“Ma stai gocciolando da tanto che sei bagnato” mi disse, e mi fece vedere quella mano che me lo menava e che era tutta viscida e appiccicosa. Ridendo me la passò sulla faccia e vi assicuro che l'odore e il sapore dei mie umori non erano niente male. Eravamo tutti e due sudati.....io per l'eccitazione e lui per il veloce movimento ondulatorio dei fianchi e della mano che mi segava nel frattempo. Ad un tratto si fermò di colpo....sentivo il cazzo nel culo che pulsava e ad un certo punto mi scaricò i suoi schizzi bollenti nel retto dandomi delle sensazioni di godimento mai provate. Travolto dalla libidine mi appoggiai con i gomiti rimanendo sempre col culo in alto mentre lui continuava a scaricarsi dentro di me, poi lo sentii rimpicciolire un po' alla volta ed infine uscire. Io ero troppo sconvolto per muovermi e restai in quella posizione con lo sfintere che piano piano cominciava a restringersi dopo che il cazzo era uscito, ma continuava a pulsare. Il cuore mi batteva a mille e non riuscivo a muovermi quando sentii che lui aveva ripreso a leccarmi il buco del culo. Ad un tratto mi rilassai e mi accorsi che mi stava per uscire tutta la sborra che lui mi aveva scaricato dentro. Lo avvertii, ma lui mi disse di non preoccuparmi e che non aspettava altro. Continuando a leccarmi mi fece mettere in posizione eretta ed io non riuscii a trattenermi perchè la sborra si riversò tutta nella sua bocca aperta mentre lui continuava a leccarmi e ripulirmi.
La ingoiò tutta quanta e quando ebbe finito si alzò e mi baciò riempiendo anche la mia di bocca con la sborra che era uscita dal mio culo e devo dire che a freddo l'idea di fare questo mi avrebbe fatto vomitare, ma in quella situazione lo trovavo molto piacevole. Feci di più, mi chinai e gli ripulii il cazzo che era ancora gocciolante di sborra, rendendomi conto che era appena stato fino in fondo nel mio culo e che in fondo il sapore non era cattivo.
Mi fermò e mi disse dolcemente “ora devi venire tu”. Scendemmo dal letto e lui si sedette per terra e mi disse di restare in piedi davanti a lui. “Chiavami in bocca, dai sfogati” mi sussurrò. Io gli presi la testa, infilai il cazzo nella sua bocca e cominciai ad andare avanti e indietro. Lui era bloccato dal letto e non poteva indietreggiare per cui potevo andare fino in gola e lui non si poteva muovere. Mi aiutò addirittura prendendomi le natiche con le mani e spingendomi verso di sé per fare entrare il cazzo più in profondità. Potete immaginare che non resistetti a lungo e in pochi istanti gli scaricai in gola tutta la sborra che avevo accumulato ed era talmente tanta che dei fiotti gli uscirono dai lati della bocca e gli colarono sul mento, mentre l'altra la ingoiò. Eravamo proprio spossati e ci sdraiamo sul letto a riposare un po' tenendoci per mano.
Forse ci appisolammo o forse no, comunque dopo un po' provai l'urgente bisogno di svuotare la vescica e mi alzai per andare in bagno. Mauro mi seguì dicendo che scappava anche lui e per gioco decidemmo di farla insieme cercando di centrare il water tutti e due... Chi avrebbe fatto uscire una sola goccia avrebbe perso. Quante cazzate si fanno nei giochi giovanili....
Come vidi il suo cazzo che pisciava non so cosa mi prese.....mi venne subito duro visto che per giunta lo avevo in mano ed ero come affascinato dal suo e inevitabilmente un mio schizzo andò fuori dal water. Lui rise e mi disse “hai perso”, ma a me non fregava niente di avere perso...ero come in un sogno e non mi riconoscevo più. Il suo cazzo mi esaltava, mi sentivo rimescolare tutto e lo volevo e ad un tratto mi chinai e lo presi in bocca mentre ancora stava finendo di pisciare.... Non ci feci caso e un getto di piscio lo inghiottii insieme al suo cazzo che mi sembrava divinamente profumato e saporito...il gusto del piscio mi esaltava ancora di più e come impazzito lo leccavo, lo succhiavo, bevevo ed ero come un forsennato pazzo mentre il cuore mi scoppiava nel petto.
“Massimo, che fai?” mi disse Mauro, “non immaginavo che ti piacesse, secondo me era una perversione per menti malate come la mia e mai ti avrei proposto una cosa del genere. Io adoro questa cosa, mi concedi di farlo anche a te?”. Annuii perchè oramai ero completamente andato e ci scambiammo il ruolo, io mi alzai e lui si inginocchiò ai miei piedi e subito me lo prese in bocca ancora gocciolante. “Crudele...non ne hai più? Vedi di regalarmene un pò” mi disse. Io provai a spingere mentre mi succhiava e dopo qualche tentativo un getto di piscio violento mi uscì ancora. Lui forse non se lo aspettava e lo colpì in gola andandogli di traverso. Inevitabilmente si ritrasse e il getto lo colpì in viso, ma subito riprese a succhiarmelo ingoiando l'ultima parte che gli stavo scaricando in bocca. Ero quasi pronto a venire un'altra volta, ma lui si fermò e smise di farmi quel paradisiaco pompino dicendo “Non è giusto che continuo così perchè ora tocca a te”. Dapprima non capii cosa volesse dire, ma lo vidi andare sul letto e mettersi alla pecorina con le spalle sul materasso e il culo in alto e compresi che toccava a me provare a fare quello che la prima volta non mi era riuscito, e cioè incularlo.
Dovevo farlo per bene evitando la figuraccia dell'altra volta e mi misi a leccargli a mia volta il buco del culo.....fino a poche ore prima questa pratica la avrei bollata come un cosa immonda e per nulla igienica, ma dopo aver provato che piacevole effetto aveva, mi dedicai a farlo con passione. La cosa eccitava lui e anche a me......mentre lo leccavo praticamente gli mungevo il cazzo che mi ciondolava davanti...leccavo il culo e anche le sue palle e mi accorgevo che praticamente gocciolavo da tanto che ero bagnato ed eccitato. “Dai mettilo dentro”, mi disse Mauro ad un certo punto. Presi il flaconcino del lubrificante e gliene feci cadere in quantità dentro il culo che lui si teneva allagato, poi lo misi tutto intorno all'ano, lo feci entrare con le dita e mi riempii anche il cazzo per andare sul sicuro.... Appoggiai la cappella al buchetto e subito me lo afferrò come una calamita e in un istante sparì dentro al culo. Che meraviglia...stavolta sì che era andato tutto liscio senza alcun dolore. La pareti dell'ano mi stringevano piacevolmente l'asta del cazzo mentre scivolavo sempre più dentro e in men che non si dica mi ritrovai fino in fondo con le palle che sbattevano contro le sue.... “Dai, dai Massimo, più forte, sbattimelo” mi incitava Mauro e io davo più forza ai colpi e agli affondi e ogni volta sentivo un mugolìo di piacere venire dalla sua bocca.
Mancava poco che venissi quando Mauro mi prese un braccio dicendo “aspetta ancora un po', non venire”. Mi fermai e lui piano piano si sfilò e mi fece uscire. Si girò e me lo prese in bocca dolcemente, ma con furia. “Voglio sentire anche io il sapore di un cazzo dopo che è stato in fondo al culo” mi disse e io chiusi gli occhi pensando che dovessi sborrargli in bocca così. Ma lui si fermò di nuovo e si sdraiò sulla schiena, piegò la gambe afferrandole sul retro delle ginocchia e tirandole verso di sé più che poteva. “Rientra” mi disse.
Io lo accontentai subito e il cazzo affondò senza sforzo in quel culo dilatato. In quella posizione entravo comodamente nel culo che era sollevato, ancora meglio quando lui appoggiò le gambe sulle mie spalle. “Ora puoi lasciarti andare” mi disse e io affondai fino a che potevo continuando a dare colpi di reni.....lui faceva perno sulle mie spalle e mi sembrava di poter distruggere a mio piacere quel culo che mi si offriva così volentieri. Avevo la visione eccitante del suo cazzo che ballonzolava avanti e indietro ad ogni colpo che davo e mi venne naturale cominciare a menarglielo e ad accarezzargli le palle mentre lo inculavo...... spettacolare situazione. Mi accorsi di sudare copiosamente mentre lo inculavo sempre più con foga e continuavo a segarlo con la mano. “Sborra, sborra....” mi incitò lui e io venni schizzandogli nel culo tutto lo sperma che ero riuscito ad accumulare.... “Che bello, che caldo” lo sentii quasi rantolare mentre ancora non mi fermavo e continuavo ad andare avanti e indietro, anche se il cazzo stava lasciando la sua rigidità per ammosciarsi lentamente.
Mi fermò la mano con cui continuavo a menargli il cazzo e mi disse “aspetta..”. L'ano gli stava ancora sussultando e si allargava e si stringeva procurandomi belle sensazioni di godimento, ma stavo inevitabilmente per essere sputato fuori per via dell'erezione che se ne stava andando.
“Piscia ora” mi disse, “presto, prima che esca”. Non mi scappava, ma mi concentrai e cominciai a spingere per accontentarlo. Mi venne la sudarella perchè non riuscivo...la avevo fatta da poco, ma dai e dai un paio di schizzi violenti mi uscirono e lo colpirono in fondo al retto. “Meraviglioso, sono bollenti” mi disse Mauro. Io non pensavo minimamente ad una cosa del genere e sopratutto che potesse portare ad un godimento così intenso e rimasi così un po' sconcertato.
“Era poca, riesco a tenerla dentro ancora un po'....mi fai finire? Non ne posso più..” Le sue parole mi fecero capire che potevo continuare per farlo venire a sua volta, ma non volevo continuare con la sega e, anche se non me lo chiedeva, volevo farlo finire con la bocca. Mi chinai su quel cazzo che mi sembrava sempre più arrapante e cominciai a succhiarlo su e giù, senza smettere mai, con la saliva che mi usciva dalla bocca e gli colava lungo l'asta e per me era lo spettacolo più meraviglioso a cui potessi assistere. Ad un certo punto si prese il cazzo in mano e cominciò menarselo violentemente, scostando appena la mia bocca e facendola aprire con una leggera pressione delle dita sulle mie guance. Praticamente avevo la cappella nella bocca aperta mentre lui si segava. Mi stava venendo duro nuovamente......incredibile...ero eccitato come un maiale.....quell'enorme cappella vagava e dava colpi nella mia bocca mentre avevo preso in mano l'uccello e me lo menavo anche io. Ad un tratto nella mia bocca ci fa una eruzione calda...la sborra mi colpì il palato e ben presto ebbi la bocca piena....cazzo non finiva mai....ero abituato a fare un paio di schizzi, ma dalla cappella di Mauro continuava ad uscire uno schizzo dopo l'altra di sperma e non sembrava infinita. Avevo la bocca piena e comincio ad uscirmi finendo sul mento e sul collo, inghiottendo la saliva ne mandai giù non so quanta e mi sentii un po' strano con tutta quella roba viscida in bocca che mi impastava la lingua, ma non era sgradevole come avevo immaginato.
Mauro si alzò di corsa. “Non ce la faccio più mi disse” e corse in bagno evacuando tutta la sborra e il piscio che gli avevo infilato su per il buco del culo. Anche io lo seguii in bagno per sputare nel lavandino i residui di sborra che avevo ancora in bocca e per lavarmi la faccia e il collo....mi girava la testa....mai avrei pensato di passare un pomeriggio del genere provando cose a cui non pensavo minimamente nemmeno nelle mie fantasie. L'unica cosa che non mi andava è che a questo punto pensavo di essere gay.
Ci incontrammo ancora qualche volta e diventammo sempre più arditi, mi ricordo che una volta ci scambiammo un pompino a vicenda nel buio di una sala cinematografica, ma poi lui ebbe una offerta di lavoro e si trasferì. Restammo in contatto per un po', ma poi come sempre succede la lontananza ebbe il sopravvento e non ci sentimmo più.
Le mie esperienze da allora si diressero verso le donne e ne conobbi tante, apprezzai la fica, le tette e il culo femminile e non mancai di ripetere quello fatto con Mauro anche con tutte le donne disponibili. Mi sposai anche e per fortuna trovai una moglie gran troia che era disponibile per qualsiasi pratica mi venisse in mente, ma sotto sotto ogni volta che pensavo a Mauro mi veniva una gran nostalgia. Forse la prima volta che si gode così intensamente rimane più impressa, chissà, ma ancora oggi vorrei riprovare con un altro maschio a cercare di vivere le sensazioni di allora. Chissà se riuscirò...in caso ve lo farò certamente sapere.

Questo racconto di è stato letto 4 6 7 1 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.