Tatiana I

Scritto da , il 2020-08-28, genere bisex

Tatiana era da circa 10 anni in Italia. Aveva lasciato in Ucraina il marito, un ubriacone senza voglia di lavorare, e nel nuovo paese non aveva trovato di meglio che fare la donna delle pulizie. Aveva ben cinque famiglie da accudire, che la occupavano per tutta la settimana. Quasi tutte erano famiglie di anziani con appena due persone, in una invece c'era una coppia di quarantenni con un figlio sedicenne. Lui era un bell'uomo, alto, atletico; lei una bella donna, molto attraente e molto ben equipaggiata; il ragazzo era un giovane puledro in cerca di avventure. Il marito doveva essere anche un dongiovanni, perché la guardava con certi occhi pieni di desiderio; d'altra parte Tatiana non era una che passava inosservata. Intanto non era come tutte le altre ucraine che giravano per la città portandosi dietro due enormi tettone, una pancia rotonda come una botte e un sederone sformato e voluminoso per eccesso di cellulite; Tatiana era alta e ben fatta, con due gambe lunghe come colonne, le cosce abbondanti attaccate ad un fondo schiena grosso ma elegante. Solo il seno aveva piccolo, ma nel complesso era una bella donna. Dopo dieci anni era ancora sola, non aveva voluto accoppiarsi nonostante avesse divorziato dal marito.
Quella mattina era arrivata puntualmente alle otto a casa dei signori Castelli ed aveva aperto con la chiave che le avevano dato visto che di lei potevano fidarsi. Andò nel ripostiglio a cambiarsi ad indossare i vestiti da lavoro e cominciò a pulire la cucina. Cominciava sempre da lì, poi passava alle camere e quindi al bagno. Improvvisamente, nel silenzio della casa si sentì un pezzo di musica rock; il suono veniva dalla camera di Giorgio, il figlio dei signori Castelli. Forse non era andato a scuola, ma a lei non avevano detto nulla. Si avvicinò alla camera di Giorgio e, attraverso la porta dischiusa, vide che il ragazzo effettivamente era lì e armeggiava intorno all'apparecchio hifi.
Se ne tornò in cucina a finire il lavoro. Dopo un po', la musica non si sentì più. Avrà messo le cuffie, pensò; e cominciò a pulire nella camera matrimoniale. Erano passati circa venti minuti quando fu costretta a recarsi nel ripostiglio a prendere lo spazzole e il secchio per lavare i pavimenti. Passò davanti alla porta semichiusa di Giorgio e fu colpita da suoni strani. Si fermò ad ascoltare meglio, erano gemiti, come di qualcuno che si sentisse male. Non era abituata ad origliare, ma se Giorgio si fosse sentito male? Si avvicinò alla porta, leggermente socchiusa. Piano piano la spostò in modo da poter vedere qualcosa. E vide: i gemiti venivano dal televisore, dove si vedevano delle persone che facevano sesso. C’era una donna intenta a succhiare un membro piuttosto grosso di un uomo; accanto un’altra donna era chinata in avanti e dietro aveva un altro uomo che … era lei che emetteva i gemiti …. Tatiana si alzò sui piedi e allungò il collo per vedere cosa facesse il ragazzo. Vide solo una mano che faceva avanti e indietro freneticamente chiusa attorno ad un pene. Era Giorgio che si masturbava furiosamente guardando il video. Piano piano richiuse lo spiraglio e se ne tornò in camera a pulire. Passarono circa trenta minuti, poi Giorgio le venne a dire che usciva e che i suoi genitori sapevano dove andava. Così, dopo un poco entrò nella stanza del ragazzo e cominciò a mettere un po' d'ordine: pantaloni camicia mutande libri, scarpe, dischi, tutto era sparso sul pavimento e sulla poltrona e sul letto. Con pazienza raccolse tutto e cercò di disporre ogni cosa al suo posto. Sulla poltrona, tra alcuni libri c’era una video cassetta: Due gatte in calore era il titolo sotto il quale c’era la foto di due donne che in abiti discinti si baciavano leccandosi reciprocamente la lingua. Dopo un’occhiata rapida, mise la cassetta in mezzo ai libri e continuò a spolverare e a mettere a posto le cose. Però l’immagine delle due donne che si baciavano non voleva uscire dalla sua mente. Non era una che si scandalizzasse Tatiana, nella repubblica socialista in cui era vissuta c’era abbastanza libertà sessuale e lei prima di sposarsi aveva avuto modo di conoscere tutti i modi con cui si può fare sesso, ma mai aveva avuto rapporti con altre ragazze. L’idea che due donne si potessero amare intrecciando le loro lingue e facendo altre cose su cui non aveva informazioni la turbava e la incuriosiva oltremodo. Alla fine vinse ogni timore, accese l’apparecchio e inserì la cassetta. Il film cominciava con due donne formose, vestite più come prostitute che come persone normali, con il trucco pesante, le scarpe con tacco alto e massiccio, che tenendosi per mano si avviavano verso un palazzo. Camminando ancheggiavano con l’intenzione di mettere in mostra le loro curve. Tatiana guardava con stupore quelle natiche che ondeggiavano vistosamente. Ad un certo punto una di quelle mise una mano sul sedere dell’altra e lo palpeggiò; l’altra si fermò e le si rivolse sorridendo e leccandosi le labbra con la lingua; al che si baciarono con passione. Poi si diressero ad un portone, l’aprirono e sul portone che si richiudeva finiva la scena. La scena successiva avveniva in una camera da letto; una delle due donne aveva il seno scoperto, due tette molto belle su cui si posavano le labbra dell’altra. E oltre ai baci c’erano anche leccamenti, i due capezzoli spesso sparivano nella bocca dell’altra che sembrava felice di succhiarli. Ogni tanto la camera inquadrava il viso della padrona delle tette la quale sembrava godere di quelle attenzioni. “Beh”, pensò Tatiana, “anche a me piace che mi succhino i capezzoli, ma sono uomini ….”. Niente dialoghi, ovviamente, ma solo gemiti, specie da parte di quella che veniva leccata e succhiata. E così, tra un gemito e l’altro, le sentì dire: “Amore, leccami la fica ...”. Pensò di aver capito male, ma le immagini la convinsero che aveva torto. Quella che leccava, infatti, si inginocchiò davanti all’altra, le alzò la gonna … Accidenti, sotto era del tutto nuda … Quell’altra iniziò a baciarla sulla farfalla, poi tirò fuori la lingua e la leccò tutta intorno, poi con la bocca prese la parte superiore dove c’è il clitoride e lo succhiò. Tatiana guardava basita. Parlavano, frasi smozzicate con cui esprimevano il loro piacere, ma capì che quella all’impiedi diceva: “Voglio leccarti anch’io ….”. Allora si diressero verso il letto. Quella che aveva parlato si sdraiò supina sul letto e aprì le gambe mostrando una fica bellissima, almeno così parve a Tatiana. L’altra, velocemente si spogliò: anche lei era bella con due magnifici seni, si sfilò le mutandine facendo vedere che aveva un bel cespuglio di pelo. Poi si inginocchiò dal lato della testa dell’altra, avanzò di qualche centimetro dalla testa dell’altra, abbassò il bacino e posizionò il suo sesso sulla bocca di quella. La telecamera fece uno zoom per far vedere come la lingua passasse sulle grandi labbra, poi tornò su quella che stava sopra che si chinò fino a mettere la testa fra le cosce spalancate dell’altra, baciandola e succhiandola. La telecamera andava dall’una all’altra mostrando ora le lingue, ora quelle magnifiche sfere di due bei culi femminili, con quello spacco centrale in cui protagonista era l’ano. Tatiana si appoggiò alla spalliera della poltrona e guardava attentamente. Istintivamente si portò una mano tra le gambe dove trovò la sua farfalla gonfia di desiderio.
E fu proprio in quella posizione che la trovò la padrona di casa che era entrata senza che Tatiana se ne accorgesse, concentrata tutta sulla visione del film. «Tatiana, che fai? Ti metti a guardare i film porno anziché fare le pulizie?». «Mi scusi, signora, ma la curiosità mi ha spinto a fare ciò che non dovevo … spengo subito.». «No no, lascia stare, vediamo mio figlio che porcherie guarda; per caso hai trovato la cassetta tra le sue cose?». Sullo schermo le immagini di sesso saffico continuavano a scorrere. E mentre seguiva la vicenda del film, si toglieva il soprabito e cercava di sfilarsi gli stivaletti. «Aiutami per favore a togliere questi stivali.» E si sedette sulla poltrona con le gambe alzate per dar modo a Tatiana di tirare le calzature. Così la colf vide che la signora nascondeva due cosce bellissime, ben tornite e bianche. Vide anche che indossava un perizoma sottilissimo … Nel mentre la signora continuava a parlare e a fare domande sul figlio: «È uscito? Vedi in che disordine lascia la camera? Guarda che culo ha quella lì … Che faceva? Guardava la cassetta?». «Sì, altrimenti non mi sarei mai permessa ….». «Come si leccano! … Che faceva? Guardava soltanto o si masturbava?». Tatiana diventò rossa rossa. «Ho capito, l’hai visto che se lo stropicciava … è nell’età in cui il desiderio sessuale è forte, forse bisognerebbe aiutarlo. Tu ti sei fermata a guardarlo? Non sei entrata in camera?». «No, signora, l’ho visto per qualche secondo, poi sono scappata in cucina.». «Beh, la prossima volta che ti capita, fermati, magari lo aiuti.». «Aiutarlo?». «Sì, perché? Ne avrai aiutati chissà quanti, no? Se farai qualcosa ti compenserò; di te mi fido e se fa con te non andrà di certo a cercare fuori chissà dove… ». E nel dir così le sorrise ammiccando e l’abbracciò. «Ora guardiamoci per qualche minuto il filmetto, mettiamoci come eri tu prima, appoggiate alla spalliera della poltrona.». Tatiana la fece contenta, si mise accanto a lei, spalla a spalla e così sentì l’odore che emanava, un odore strano, piacevole però, di femmina che ha fatto l’amore … Chissà se tradiva il marito …
Il film continuava con le due che si accarezzavano in tanti modi, quasi noiosamente, fino a quando una di loro si mise carponi sul letto, mettendo in mostra un sedere tondo e pieno, bianco come la ricotta, con una fica carnosa e un piccolo buco di culo. «La cosa si fa interessante» disse la signora alla Tatiana e sorridendo le strizzò l’occhio. Tatiana rispose con un sorriso ma era perplessa, si sentiva estranea all’atmosfera che si stava creando. Maledetto il momento in cui aveva deciso di vedere la cassetta! Nel filmato si vedeva quella più bruna che si chinava sulle natiche dell’altra. Tirò fuori una lingua lunga e puntuta che lasciò sbalordita Tatiana. La signora invece non mosse ciglio. Però si fece più attenta, si chinò di più sulla spalliera quasi per avvicinare il suo sguardo al televisore. La bruna stava leccando la biondina, la sua lingua passeggiava in su e giù dal pube fino all’ano; a volte si fermava, prendeva la mira e ficcava la punta della lingua in quel piccolo buco. Ogni volta, la sottomessa sobbalzava comunicando ai glutei un movimento sussultorio di grande intensità erotica. La signora Castelli rivolse uno sguardo languido e un sorriso radioso a Tatiana, sussurrando: “Che bello… Te l’hanno fatto a te?”. “In verità no”, disse l’ucraina arrossendo. La signora tornò con lo sguardo al televisore e mise una mano sul sedere di Tatiana. “A me l’hanno fatto una volta, ma era un uomo … Chissà com’è con una donna”. La sua mano si mosse sulle natiche di Tatiana, ne strinse una, poi tornò a massaggiarla. “Ti disturba se ti lascio la mano sul sedere? Spero di no, se vuoi poi fare a me la stessa cosa”. “Ma non so signora … lei può lasciare la mano dov’è, non mi disturba, ma ...”. “Ma dai a me piace se me la metti”. E così dicendo prese la mano di Tatiana e se la portò su una chiappa. “Aspetta, facciamo le cose come si deve”, si tirò su la veste e fece deporre la mano di Tatiana sulle nudità. “Guardiamoci sto filmetto, è carino; ci credo che mio figlio ci sbavi a vederlo”. La pressione della sua mano sul culo di Tatiana aumentò, mentre l’ucraina se ne stava timidamente immobile. La sua mano era posata tra i due glutei e nel palmo Tatiana sentiva la striscia sottile che copriva la spaccatura tra le due sfere, che erano morbide, seta sembrava la pelle candida. Se ne stava ferma perché aveva paura di commettere qualche sbaglio, non poteva rischiare di perdere il posto. Ma quel contatto era piacevole e sembrava che la signora lo gradisse. Intanto le due pornoattrici si contorcevano per dare piacere ai loro corpi, poi si disposero in un bel sessantanove. A quel punto la signora Castelli perse qualsiasi bon ton e cominciò ad accarezzare ruvidamente il culo di Tatiana. “Hai un bel culo, signorina, se se ne accorge mio marito te lo chiede. Ma tu che fai? Stai ferma? Non ti piacciono le mie chiappe? Su dai, strapazzamele … così, sì, brava ...». Tatiana cercava timidamente di muovere la mano, secondo il volere della signora. Era impacciata e paurosa, tuttavia le era piacevole sentire la morbidezza di quelle carni, sentire l’odore di femmina che veniva da quel corpo… Sullo schermo le due donne continuavano a palpeggiarsi e a leccarsi. Quella che sembrava essere dominante sull’altra, disse qualcosa; al che la dominata si sdraiò sulla schiena ed aprì le cosce a 180 gradi. “Brava, così, ora ti scopo” e la dominatrice si dispose come un uomo: avvicinò i suoi inguini a quella dell’altra e, come se fosse dotata di pene, fece l’atto di infilarla. Le due nature lisce delle donne si incollarono l’una all’altra, i corpi si contorcevano, dovevano supplire con i movimenti e gli strofinamenti alla mancanza dello strumento di penetrazione. A quella vista la signora Castelli perse il capo: “Che bello, che bello … Tatiana fammi sentire la tua mano, togli il tanka se vuoi, toccami… sì così … guarda quelle due come godono … sì così … toccami la patata dai … mmmm…..”. In quel momento il film finì. Tatiana si bloccò. “Che fai? Ti fermi adesso?”. “Il film è finito”, protestò l’ucraina. “Ma io no, dai, accarezzami”. Tatiana sentiva nel palmo della mano, dove racchiudeva una polposa fica, il calore e l’umido che con cui si manifestava il desiderio della donna. La signora aprì un po’ le cosce e Tatiana si trovò inaspettatamente nel palmo della mano tutta la patata dell’altra. “Sì, che bello, accarezzamela”. Tatiana mosse la mano e la signora mugolò … “Bello, dai toccami … così… Prova a chiuderla nella mano … sì così ...”. Le mani di Tatiana erano grandi, ma il suo palmo a stento conteneva la fica della signora, bella polposa: Era la prima volta che le capitava una cosa del genere: sentiva che era piacevole e pensava che era stata stupida a non farlo prima, per esempio quando era ragazza e c’era una sua compagna di scuola che le faceva la corte e spesso si alzava la veste per mostrargliela; e lei a dire sempre di no perché era peccato. Che stupida! La signora intanto si muoveva, faceva andare di qua e di là i bianchi burrosi glutei. “Dai, Tatianuccia, strofinami la tua mano sulla farfalla … infilami un dito dentro, anzi due … “. Tatiana ormai presa dal gioco, obbedì, le cercò le grandi labbra, allargò un po’ la fessura e ci mise dentro indice e medio; questo spesso lo faceva anche su se stessa. Appena le due dita furono dentro, la signora le disse: “Ora ti prego, stai ferma, fai fare a me ...”. Tatiana si bloccò, lasciando come voleva la signora le due dita dentro. Poi la signora cominciò a roteare il bacino, prima lentamente, quasi ad assaporare la frizione che le due dita procuravano alla sua vagina, poi sempre più veloce, fino a quando, tra gemiti e piccole urla, strinse le cosce e si aggrappò alla spalliera della poltrona. Tatiana estrasse le sue dita bagnate e andò di corsa in bagno a lavarsi le mani. Era piuttosto sconvolta, quella mattina le erano occorse un paio di cose che mai avrebbe potuto immaginare che potessero accadere a lei: prima il ragazzo che si masturbava, poi la signora che l’aveva sorpresa a vedere il film, poi sempre la signora che aveva tenuto comportamenti a dir poco strani ed aveva dimostrato che in merito al sesso era piuttosto spigliata. E poi quella frase: “se lo aiuti, saprò come ricompensarti”. Beh, prima di tornare in quella casa sarebbe trascorsa una settimana, aveva tutto il tempo per pensarci.

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