Ossessione - parte 1

Scritto da , il 2020-06-29, genere trans

Lei era bellissima, si chiamava Priscila , Brasiliana mi disse…
Era perfetta, statuaria, fisico da togliere il fiato, ed era là, ballava affianco a me tutta sola! Così mi feci coraggio e le offrì da bere, e cominciai a parlarle.
Lei sembrava starci, rideva e scherzava, e, ad un tratto mi fece l’occhiolino, dicendomi di andare in bagno...Era chiaro! Questa era la volta buona!
La seguì nel bagno e chiusi la porta dietro di me , i nostri corpi si toccavano, cominciai a baciarla, lei mi accarezzava il cazzo, ormai eccitatissimo, quando improvvisamente si fermò: prima di continuare, mi chiese un “regalino “… Ora capisco, era tutto troppo semplice per essere vero.
In ogni caso, ormai ero troppo eccitato per andare in bianco così decisi di continuare comunque, e con i pochi soldi rimasti riuscì ad concedermi un bel Pompino. Lei succhiava prima lentamente, poi cominciò ad aumentare velocità, nel frattempo con la lingua girava tutto intorno la cappella, era la miglior pompinara in assoluto! Come se non bastasse, mentre con la mano mi massagiava le Palle, ingoiò il cazzo per tutta la sua lunghezza, fino a soffocarsi; la guardai negli occhi e non ce la feci più e le spruzzai diritto in bocca. Era riuscita a farmi sborrare in 2 minuti, quasi la amavo… a questo punto uscì dal bagno senza dire una parola, si diede una sistemata e prima di andarsene , mi lasciò il numero se avessi avuto ancora voglia di “fare acquisti “.
Sono passate 2 settimane da quella sera, ed ogni singola notte da allora penso ( e mi masturbo) a lei; ma oggi è la sera giusta, dopo una giornata di stress al mio inutile lavoretto part-time, dopo che il mio amico Marco mi ha dato buca per uscire con la sua nuova ragazza, ho decisamente bisogno di rilassarmi!
Prendo il telefono, mi tremano le dita mentre faccio il numero, sono troppo ansioso.
-Pronto, chi parla?
-Ehm, ciao, sono io Francesco, il ragazzo della discoteca, mi domandavo se stasera magari potrei venire…
-Certo che può venire meu amour, ti aspetto alle 9, te gusta?
-sisi certo, allora dai, a stasera.
Sono fermo davanti la sua porta, mi tremano le gambe, in mano tengo un mazzo di rose… Ora vi chiederete chi porta le rose ad una prostituta, solo voglio apparire gentile, anche se ora mi sento ridicolo e Basta. Prima che possa pensare altro la porta si apre ed eccola… il mio angelo, indossa un piccolo vestitino nero che risalta ogni sua forma e i suoi bei tatuaggi, i capelli biondi sciolti sulle spalle e per finire un tacco 12 da capogiro; è più alta di me, la osservo senza fiato, mi eccita e mi intimorisce allo stesso tempo.
-Hai intenzione di entrare o vuoi fissarmi dalla porta tutta la serata?
-S-scusa, io… cioè tu…sei così bella stasera, emm, ti ho portato delle rose, per te…
-Ahahah Grazie tesoro, dai entra e mettiti comodo.
Dopo questa prima figura di merda entro e mi fa mettere comodo sul divano, mi offre da bere e poi mi chiede cosa voglio fare ; voglio averti mia, Mia.
Mi spoglio e comincio a baciarla, la mordo, le labbra, il collo, il seno, i capezzoli duri , sono affamato di lei. Poi con la mia mano, le stringo le natiche, il culo e poi la figa… la figa… Cosa? Ci metto qualche secondo a realizzare, non ci credo, non voglio crederci, ma… c’è un cazzo, un grosso cazzo ed io lo sto toccando! Le tiro le mutandine e lo vedo, lì, che punta verso di me, sono traumatizzato! La ragazza che mi piace, che ho sognato tutto questo tempo non è una ragazza . Crollo sul divano, sono abbattuto, non riesco a pensare lucidamente; lei mi parla, mi dice che pensava me ne fossi accorto, che le dispiace, che è tutto ok… ma non riesco ad ascoltare, troppi pensieri su cosa dovrei fare o no. Sono perso, almeno fin quando lei non prende l’iniziativa e comincia a succhiarmelo lentamente, con dolcezza, soave. Di primo istinto vorrei allontanarmi, ma qualcosa mi blocca, so che quello che faccio è sbagliato, ma, è così… Magnifico! I sui movimenti lenti e misurati, la lingua, le labbra, la mani, formano una danza di piacere per il mio pene che mi inchioda al divano. Sono in estasi, ma si ferma, rimango fermo e non so cosa fare : Lei ora ha l’iniziativa, mi guida, mi fa stendere a pancia in su e si mette sopra di me a cavalcioni, col mio cazzo di marmo appoggiato nel solco delle sue natiche. Vedo il suo cazzo penzolare sulla mia pancia, è più grosso del mio, da una parte vorrei scappare e dimenticare, ma sono bloccato sotto di lei, e in più il amico eretto sembra gradire. È qui che con un movimento rapido alza il culo e e si impala sul mio cazzo ; il suo buco è già lubrificato a dovere, per come scivola su e giù sulla mia asta, godo. Mi prende le mani e le porta ai suoi capezzoli, lei pizzica i miei, ci baciamo, e dopo pochi minuti, arriva un orgasmo di quelli potenti, sborro tutto dentro di lei, sono esausto, mentalmente.
Dopo 5 minuti di carezze decido che devo andarmene via, mi rivesto più velocemente possibile e corro verso la macchina…
Sono arrabbiato, deluso, schifato ma, paradossalmente, mi sento appagato, soddisfatto; ritornerò? Non so dirlo.


Questo racconto di è stato letto 1 7 5 7 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.