Acari della polvere

Scritto da , il 2020-05-30, genere etero

Busso piano alla sua porta e chiamo il suo nome. " Elisa?! "
Nessuna risposta, forse si è addormentata e dovrò vegetare qua fuori per il resto della notte, ma
la porta si apre di fronte a me ed io quasi perdo l'equilibrio e crollo dentro. Mi tengo aggrappato allo stipite e lo sguardo sulla sua faccia non mostra neppure un grammo di divertimento.
" Di cosa hai bisogno? ", chiede, tenendo la porta ferma così che io non possa guardarci dentro facilmente.
" Ti ho svegliata? ", domando, scrutando facilmente sopra le sue spalle. Il suo pc è sopra il letto, il riflesso blu dello schermo getta riflessi sulla carta da parati beige che ricopre il muro.
" No, stavo giusto finendo. Di che cosa hai bisogno? ", chiede ancora, incrociando le braccia e sostenendo la porta con il piede.
" Io, uhm, ho perso la mia chiave mentre facevo jogging… "
" Perché non te ne fai dare un'altra all'ufficio? ", domanda come se non avessi già pensato.
" L'ufficio è chiuso, ho bussato alla loro porta per mezz'ora! ", mento. Mi appoggio un po’ più su con naturalezza allo stipite, aspettando che lei mi inviti dentro.
" Hai fatto il percorso all'indietro? Forse potresti trovarla... "
" Elisa, ho appena corso sette chilometri ed ora vuoi che lo rifaccia per trovare una chiave? ", chiedo e posso sinceramente affermare che lei vorrebbe farmi cenno di sì con la testa.
Invece si strofina le tempie mentre cerca di inventarsi qualcosa per cacciarmi dallo stipite della sua porta e nella mia stanza.
" Elisa, dammi le chiavi della macchina così potrò andare a prendere un attrezzo per aprire la serrature ed entrare nella mia stanza attraverso la tua ", le dico.
" Mi piacerebbe, Massimo, ma tu hai le nostre uniche chiavi e se non le hai con te…beh, non so cosa dirti! ", mi dice esaminandomi. Tutto quello che indosso sono un paio di calzoncini da footing, le scarpe e una maglietta sudata.
" Grande! Bene, buonanotte, Elisa. Ci vediamo domani.", dico mentre comincio ad allontanarmi. Dannazione, ora devo fare ricorso a misure estreme.
" Dove stai andando? ", mi chiede prima che io sia uscito nella pioggia. Mi fermo e penso per un momento alla risposta. Non sarei andato lontano, mi mordicchio il labbro inferiore mentre formulo il mio piano. Odio dover fare questo.
" Penso che Tessa abiti giusto ad un miglio da qui. Ho fatto jogging da quelle parti... "
" Puoi stare sul divano nella mia camera ", mi dice un po’ troppo velocemente ed io sorrido.
" Fino a che non riusciamo a capire come puoi ritornare nella tua stanza "
" Cosa? Non ti piace Tessa? ", le chiedo, puntando sullo sguardo più compiaciuto che ho. Inizio a camminare lentamente verso di lei e lontano dalla pioggia, le mie mani sono sopra i fianchi.
Sono sicuro, che a Elisa piace Tessa, ha solo sbavato ogni volta che eravamo nella stessa stanza insieme oggi. Poi *ci* ha invitati fuori a pranzo, ma guardando Elisa con occhi malvagi, e Lei aveva rifiutato per entrambi ed eravamo andati per la nostra strada.
Tessa mi ha chiamato in camera stasera presto, lasciandomi capire che se avessi avuto bisogno di qualcosa, lei viveva sulla strada che portava nel nostro Hotel.
" Tessa è un ufficiale competente, è tardi e non voglio disturbarla a quest'ora. Deve lavorare domani mattina, lo sai ", mi dice Elisa mentre mi appoggio di nuovo allo stipite della porta.
" Sono sicuro che lei non se ne preoccupa ", dico.
Sollevo una mano e tocco il suo braccio brevemente, ma lei si tira indietro abbastanza da interrompere il contatto.
" Ma cosa potresti indossare per pigiama? ", mi chiede ed io le rispondo solo con un ghigno.
Ho abbastanza familiarità con i tipi come Tessa da sapere che potevo trotterellare da quelle parti, darmi una scrollata e ritornare qui, ma questo non è ciò che voglio.
" Andiamo, Elisa! Dormirò sul piccolo divano: sono abituato a farlo, non ti accorgerai neppure che sono qui ", le dico mentre lei finalmente mi lascia entrare nella sua camera.
Guardo verso il divano e mi stringo nelle spalle. " Sto pensando di portarlo fuori. Fa caldo qui, oppure sono io? "

La stanza era uno schifo come ogni stanza di motel dove eravamo stati. In questa c'era un letto matrimoniale e un divano che, ero sicuro, era molto scomodo e un letto bitorzoluto. Inoltre non eravamo mai stati molto fortunati con il termostato in nessuna delle nostre camere.
" NO, non sei solo tu. L'aria condizionata è defunta circa due ore fa, ho chiamato l'ufficio, ma non mi ha risposto nessuno. Con *cosa* vuoi dormire? ", mi chiede, guardando i miei calzoncini bagnati di pioggia e sudore che stanno appiccicati al mio corpo.
" Farò una doccia, dormo con questi, è tardi, non preoccuparti. ", dico spostandomi verso il bagno.
" Dopo un pomeriggio ad inseguire pirati fantasma, immagino che tu *possa* essere stanco ", mormora tra sé, ma io la sento.
******

Seguo la traccia delle impronte bagnate attraverso il tappeto peloso fino alla porta del bagno. Dentro, Massimo sta picchiando rumorosamente mentre le tubature innalzano la loro protesta per essere state violate ancora una volta stasera.
" Probabilmente ho usato tutta l'acqua calda ", grido da fuori. " Non so quanta ne sia rimasta "
" Non preoccuparti, Elisa. Ne sta arrivando un pò ", mi grida Massimo di ritorno nello stesso tono che so non è solito usare quando parla dell'acqua calda.
Sento un altro scricchiolio in direzione del bagno, solo che questa volta è la porta. È troppo piccola per l'intelaiatura e non si chiude bene, si è aperta da sola, e la stanza si sta riempiendo di vapore, facendola diventare insopportabilmente calda. Tutto ciò che indosso è la mia biancheria intima e l'accappatoio ed ora non posso cambiarmi con nient'altro fino a che lui non esce dal bagno. Perché ci mette tanto, in ogni caso?
I miei occhi si spostano verso la porta socchiusa. Dietro il vetro smerigliato del box della doccia, posso distinguere l'alta figura di Massimo, che sta usando la mia spugna per insaponarsi il corpo con il sapone Ivory, ora sono davvero incazzata, non c'è nulla di sacro per lui?!
Mi alzo per chiudere la porta con discrezione, ma in quel momento lui si volta dandomi una visione, seppur sfocata, del suo sedere nudo. Mi fermo momentaneamente appena vedo una mano scivolare tra le sue gambe, spero non stia facendo quello che penso stia facendo sotto la mia doccia!! E che per lo meno non stia pensando a Tessa mentre lo sta facendo! Sbatto la porta infuriata.
" Elisa?! ", mi chiede Massimo, ovviamente allarmato dal rumore.
" La porta, Massimo ", rispondo ad alta voce, ovviamente irritata. " Non era chiusa bene "

Mi risiedo al centro del letto a gambe incrociate, prendo una rivista e la apro su una pagina qualunque così sembra che stia prestando attenzione a qualcos'altro oltre Massimo. Non è il maledetto centro dell'Universo, comunque, benché lui lo pensi.
Non mi importa che sia qui!
Non mi importa che sia nudo!
Non mi importa se si metterà a dormire a dieci passi da me!
" Cosa leggi? ", mi chiede ed io alzo lo sguardo.
Massimo cammina verso di me, vestito solo con i calzoncini da jogging mentre con un asciugamano che si sta strofinando vigorosamente sulla testa, i calzoncini aderiscono sul suo membro semi eretto.
" Allora cosa leggi di interessante? ", continua mentre viene più vicino, con naturalezza si getta l'asciugamano su una spalla, lasciando i suoi capelli sparati in tutte le direzioni.
Massimo striscia attraverso il letto sullo stomaco per raggiungermi nel centro, si inchina verso di me sgocciolando acqua sul copriletto. Odora di sapone Ivory e del suo stesso odore, profumo di Massimo.
Lui è tranquillo e a suo agio vicino a me, come se stessimo a qualche sonnacchiosa festa preadolescenziale.
Quello che voglio fare è mettermi a letto. Solo perchè lui non vuole dormire non significa che entrambi non ne abbiamo bisogno. Fuori la tempesta aumenta sempre di più mentre la pioggia picchia contro le finestre. Almeno copre i suoni della coppia della stanza accanto che sta facendo sesso, o forse si stanno solo riposando prima di ricominciare. Tutto quello di cui ho bisogno è proprio di essere intrappolata in questa stanza con Massimo al grido di: "Si, Larry! ", e " Dammelo, Larry! ", tutta la notte.
Sto sudando, è così dannatamente umida e calda questa stanza ora, questo grazie alla sua doccia. Sollevo una mano e mi pulisco via il sudore dal collo e dalle clavicole, come un serpente la mia mano, sotto il tessuto dell'accappatoio, strofina sui muscoli del collo. È un enorme nodo che si è serrato sempre di più mentre Massimo continuava a leggere.
Non lo sa cosa mi sta facendo?
Non si preoccupa di come sia tesa?
Non può semplicemente stare zitto e lasciarmi dormire?
Massimo si ferma e si gira su un fianco, si sorregge la testa con il gomito mentre mi guarda intensamente. " Elisa, che succede? "
" Mi fa male il collo ", dico, continuando a massaggiarlo con le dita inutilmente.
" Scusa ", mormora, e prima che me ne renda conto si è seduto dietro di me, con il suo corpo caldo schiacciato contro la mia schiena. " Lascia che ti aiuti, è il minimo che possa fare! "
Prima che io possa dire qualcosa, le sue mani tirano giù il colletto dell'accappatoio e si posano sulla mia pelle. Io chiudo gli occhi, immergendomi completamente nel tocco delle sue dita che cominciano a massaggiare i muscoli trapezi del mio collo. Involontariamente, un lieve gemito sfugge dalle mie labbra aperte.
" Sei tesa ", mi sussurra Massimo, mentre il suo respiro caldo sfiora la mia nuca.
" Solo un po’ ", dico inarcando un sopracciglio all'altro significato delle sue parole. I suoi pollici lavorano sui miei muscoli addolorati sciogliendo i nodi con piccoli circoli, rilassando la tensione con ogni sistema, alla fine Massimo è utile per qualcosa, molto utile al momento!
" In alto? In basso? ", chiede in un placido sussurro. Fuori, i tuoni sbattono violentemente mentre i lampi serpeggiano attraverso il cielo. Uno. Due. Tre. CRASH! La tempesta sta arrivando quasi sopra di noi ora.
" In basso ", replico, bagnandomi le labbra. Inarco la schiena contro le sue mani e mi piego al suo tocco. Sento l'accappatoio spostarsi più giù sul mio corpo appena lui inizia a massaggiarmi i muscoli romboidi, la cintura del reggiseno lo intralcia, ma lui ci manovra intorno abilmente. Scommetto che potrebbe strapparlo via con una mossa se veramente lo volesse.
A quel pensiero, un fluire di calore e umidità scorre nelle *zone* inferiori. Dannazione! Dannato lui! Dannazione! Lui sa perfettamente cosa sta facendo!
" Massimo, è sufficiente! ", dico bruscamente, innervosita e frustrata dalla reazione del mio corpo. Non ho intenzione di essere la sostituta di Tessa, dannazione. Mi aggiusto l'accappatoio sulla schiena e mi precipito lontana da lui. Il giornale vola fuori dal letto sul pavimento.
" Sono quasi le 3.00, e avrei bisogno di dormire "
Prima che possa dire una parola, gli allungo un cuscino e spingo il copriletto tra le sue braccia.
Non voglio dormire sotto quella cosa sporca comunque, probabilmente è pieno di acari della polvere.
" Puoi prendere il copriletto, Massimo ", dico, voltandomi e tenendo il letto tutto per me. Lui sta in piedi come un cane che è stato sbattuto fuori a calci nella notte. Tutto triste e confuso con i suoi occhi nocciola torna a fissarmi, implorandomi di lasciarlo tornare.
" Non lo voglio! ", protesta, guardando verso di esso. " Odora di muffa "
" Vuoi che ti ci metta dello Chanel N. 5?! ", lo minaccio, guardandolo scuotere la testa.
" Risparmiamelo! ", bofonchia, dirigendosi verso il divano, lascia cadere il copriletto e il cuscino ed inizia a tirare via i cuscini.
"Non è un divano letto! Questa sarà una lunga notte! ", si lamenta.
Uno. CRASH! la luce tremola rapidamente prima di spegnersi del tutto.
" Non dovevi dirlo, Massimo!! ", dico, riducendo i miei occhi a due fessure.

*****





Non posso dire cosa sia più chiassoso. Le molte esplosioni dei tuoni, o le molte esplosioni di Joan dalla porta accanto. Ne ha fatte più Larry nell'ultima mezz'ora, che io nell'ultimo decennio. Elisa finge di dormire, cercando di tenere il suo respiro regolare, modulandolo il più possibile, ma occasionalmente scivola. Come quando Larry ha gridato ' Montami, grande donna!! ', alcuni minuti fa, l'ho sicuramente sentita ansimare.

Oltre a tutto il rumore, questo copriletto mi dà prurito.

Aver avuto l'opportunità di dare a Elisa un'improvvisata grattatina alla schiena, ha fatto salire la temperatura come minimo a 40 gradi qui. Il pensiero di toccare la sua soffice, calda pelle, combinato con l'uniforme, ritmico suono della testata del letto dei vicini che picchia ritmicamente contro il muro…la pioggia che picchia contro la finestra e il soffice respiro di Elisa, mi ricordano del mio *partner*, ma non ha senso essere pronti per una festa a cui non sei stato invitato a partecipare, e quello che realmente mi fa incazzare dell'intera cosa è il fatto che l'unico canale che si vede liberamente arriva da un satellite pirata porno ed ora senza elettricità, non posso neppure accenderlo. Non che voglia farlo con Elisa nella stanza, ma ora non potrei neppure se volessi. Potevo tenere il volume basso e fare finta che la coppia sullo schermo fosse Joan e Larry.
Dopo anni a guardare queste cazzate, cerchi delle cose inusuali.

Cerco di rigirarmi, nel disperato tentativo di buttare le ginocchia da qualche parte, ma fallisco. Ora sono semplicemente incastrato in questo piccolo, sudicio divano, più stretto di com'ero prima. Odora come se un cane avesse passato una settimana a dormirci sopra e sono sicuro che se le luci dovessero tornare, sarei capace di vedere gli irsuti, piccoli peli di qualche specie di terrier. Odora come un terrier.
Cambiando posizione, cerco di liberare il sedere dalla fessura dei cuscini e metto il gomito in una posizione più confortevole. Sbagliato, il mio collo ora è incastrato strettamente. Avrei dovuto andare da Tessa, potevo essere nel suo letto ora, simpaticamente sdraiato e, sono sicuro, completamente diritto. Non ammassato in quello che certamente è un divano per incontri senza amore.
" Massimo, smettila di dimenarti! ", mi dice Elisa dal buio, è il suo richiamo mi ricorda quello di una madre irata che parla con un bambino iperattivo in uno studio fotografico.
" Mi dispiace, ma l'ultima volta che mi sono controllato ero alto 1.83 e questo divano è forse 1.50, il che vuol dire che una trentina di centimetri di me non sanno dove andare ", rispondo, sentendole prendere un respiro alla mia dichiarazione.
Lei non dice nulla per almeno due interi tuoni e circa una decina di ' Fammi godere, Joan! '
" Non puoi...non so...mettere le tue gambe sul bracciolo del divano o qualcos'altro? Massimo, Ho bisogno di dormire, sono sveglia da qualcosa come 24 ore. L'intero mio corpo ne soffre con...non sono nemmeno sicura di cosa ed io voglio solo dormire! ", blatera prima che io la senta appiattire il cuscino e rimettere la testa giù.
Cerco di fare nuovamente le mie migliori contorsioni, ma questa volta per poco non cado mentre mi attorciglio, riuscendo a riprendermi prima di picchiare sul pavimento.
" Vado fuori di qui ", dico alzandomi e spostandomi verso la porta. Tessa Cullen, 8243 Gulfview Drive. Non deve essere così difficile trovarla, nonostante la pioggia battente e potrebbe essere meglio che stare a sentire Elisa protestare sulla mia inabilità a mettermi a mio agio su questo pezzo d'arredamento infestato dalle pulci.

Afferro le scarpe e sblocco la serratura della porta giusto in tempo per vedere la trasformazione di un paletto segnaletico a qualche metro dal motel, colpito da un fulmine. Scoppia e brucia mandando piccole scintille ovunque, illuminando la stanza. Bene, nonostante tutto, raggomitolarmi sul divano deve essere meglio che morire, così chiudo nuovamente la porta. Separo un po’ le tende per lasciare che un po’ della luce che c'è fuori entri qui, così posso almeno vedere il mio squallore.

Con il palo che ancora brucia fuori, mi volto in tempo per vedere Elisa scendere dal letto, il suo accappatoio si è aperto un poco e mi mostra la magnifica visuale delle sue cosce toniche e dell'addome. Ha solo un paio di semplici mutandine di cotone ma per un qualche motivo, sono le cose più sexy che abbia visto...fin dall'ultima volta che l'ho vista in biancheria intima.
" Massimo, prendi il letto, dormirò io sul divano ", dice, richiudendosi l'accappatoio con uno strattone. Guarda il divano ed inizia a mettere in ordine il copriletto e il cuscino come mamma uccello che fa il nido.
" Ascolta, Elisa...siamo entrambi adulti. Sono sicuro che possiamo dividerci il letto senza che il mondo lo venga a sapere", dico sedendomi sul bordo del letto matrimoniale. L'economico materasso scricchiola sotto il mio peso e so quello che accadrà se entrambi ci infileremo in questo letto. Per evitare di rotolare verso il centro e *accidentalmente* sfiorarsi l'un l'altra, dovremo passare il resto della notte incollati ognuno sul proprio lato come un uomo che annega sta incollato ad una zattera. " Ti prometto che non mi avvicinerò in nessun modo a te "
" Si, come se non avessi già sentito questo prima! ", brontola tra i denti mentre sprimaccia il cuscino.
" L'hai sentito? "
" Almeno un milione di volte ", risponde ma senza mai dirmi dove.
" Andrà tutto bene ", dico nel mio miglior tono “Ti sono debitore”, mentre mi prendo l'altra parte del letto. Posso quasi sentire il suo cervello pensare strenuamente appena comincia a formulare una scusa per dormire sul divano. " Ti terrò al sicuro dal fantasma del pirata! "
" Massimo, non c'è nessun fantasma del pirata! ", mi risponde con un sospiro esasperato. Si siede accanto a me sul bordo del letto ed entrambi quasi scivoliamo fuori e sbattiamo sul pavimento. Il pavimento sarebbe meglio per dormirci sopra che non questa triste sistemazione. Inoltre ci sono buone speranze che anche il pavimento odori quasi come un terrier.
Elisa non si muove o meglio, rimane ai piedi del letto.
Il suono del tuono risuona attraverso i muri mentre Joan “Termina” nella porta accanto, sono in competizione tra loro a chi si fa sentire di più. Nei molti viaggi che abbiamo fatto nel corso degli anni ho sentito molte persone strapparsi il cervello mentre io stavo da solo, ma questa è la prima volta che lo sto sentendo con Elisa e non è minimamente *piacevole*.
" Cosa stavi dicendo sui fantasmi e le leggende dei pirati? ", mi chiede Elisa cercando di parlare un po’ più forte di Larry nella porta accanto. Sale sul letto, poi si siede vicino a me e si stringe un cuscino al petto. Larry non ha completamente finito, ma ben presto si impegna a gridare “Bene così, baby!” ogni pochi secondi.
" Quella di Lafitte non è l'unica leggenda di pirata del Golfo...ce ne...sono...diverse...nelle...Keys..."
cerco di dire, ma il muro continua ad essere percosso tra una parola e l'altra. Lei deve essere appoggiata alla testata e lui sta martellando dentro di lei.
Siamo entrambi in silenzio ad aspettare il gran finale di Larry, Joan sembra essere ritornata in se ora e stanno parlando così velocemente che sembra quasi un suono come di qualcuno che chiama ad una corsa di cavalli. Mi domando se siano sono accorti che si è tolta la corrente!!
Alla fine, il muro patisce un infernale big bang mentre Larry grida verso il paradiso, l'inferno ed ogni posto a cui può pensare di buono prima di tacere.
" Non ricordo di nessuno che sia stato *così* ottimo! ", dice Elisa con tono sarcastico.
" Forse semplicemente non stavi con la persona giusta ", dico senza pensare. Anche nel buio, so che gira la testa verso di me a giudicare dallo scricchiolio che fa il suo collo, si è incazzata. Questo va bene. Apparentemente non ho fatto nulla se non farla incazzare per diversi giorni ora. Cosa stiamo facendo ancora una volta?
" E chi dovrebbe essere esattamente la persona giusta, Massimo?!...", chiede, e so che sono qui per questo!
Posso dirglielo in molti modi differenti. Il modo più semplice per me sarebbe fingere di soffrire di narcolessia e cadere addormentato in questo momento, oppure posso rispondere onestamente e vedere come affronta la cosa.
Mi volto a guardarla, l'opportuno flash di un lampo illumina la sua espressione molto incazzata. Sembra come qualcosa uscita direttamente da un film dell'orrore, fortunatamente la stanza ritorna al buio e non posso vedere il suo sguardo a lungo.

" Io...bene...penso che la persona giusta dovrebbe essere...io...penso! ", dico, la mia voce balbetta mentre parlo.
" Oh, sei tu! Sei tu?! ", dice ed io non sono capace di dire cosa sta pensando dal tono della sua voce.
" Si, sono io", rispondo e lo scoppio di un tuono rotola attraverso la stanza.

*****



Non ho bisogno di nessuna luce per sapere l'espressione che sta mostrando, l'espressione di completa convinzione. Lui onestamente crede che *è* la persona giusta, del resto posso sentirlo dalla sua stessa voce. Il lieve balbettare, questo è il segnale che non si aspettava qualche risposta scherzosa o simpatica, mi ha gettata talmente fuori controllo che per poco non sono scivolata dal materasso nel tappeto peloso.
Questo mi fa solo arrabbiare di più con lui. Come diavolo posso dormire dopo questo commento? Starò in piedi tutta la notte a pensarci. Uno sguardo all'orologio analogico mi dice che sono le 3.25 A.M. sono sveglia da oltre 24 ore e la mia mente sta provocando allucinazioni, focalizzo gli occhi sulla sua forma supina, appoggiata così invitante alla testata.
" Privazione del sonno! ", dico in modo accusatorio, capendo il suo astuto piano. Getto il cuscino di lato e monto su tutte le furie, strisciando attraverso il letto incedo verso Massimo come una leonessa in calore dai capelli rossi. Lo strapperò a brandelli e ciò che resterà di lui sarà raccolto dalla carta da parati beige per giorni.
" Scusa?! ", guaisce lui. Le sue mani si sollevano e le tiene in alto nel piccolo spazio tra noi, è paura quella che sento? Fai bene ad essere spaventato, Massimo…
" Io *so* cosa mi stai facendo ", continuo, respirando pesantemente mentre faccio ruotare una gamba sui suoi fianchi. Sotto di me il materasso si deforma per il peso combinato di entrambi.
" Il sonno influisce su quasi ogni processo fisico e psicologico "
" Di cosa stai parlando?! ", chiede.
Io ignoro il suo tentativo di apparire innocente e mi siedo a cavalcioni sui suoi fianchi, la sua solida, stabile erezione viene a contatto con il mio morbido e umido *centro* ed io soffoco un gemito, non posso lasciargli capire che abbia un qualsiasi effetto su di me, anche se io sono esattamente risvegliata da lui.
" Riduce la capacità di giudizio e il potere decisionale ", dico, ghignando lentamente verso di lui ad ogni parola. Lui sta appoggiato immobile, benché so che sta morendo dalla voglia di disarcionarmi dai suoi fianchi.
" Capito che significa? "
" No ", risponde debolmente.
Per tutto il tempo, lo sento aumentare energicamente sotto di me, sto facendo defluire tutto il sangue dalla sua grande testa alla sua *piccola testa*, la quale non sarà così piccola dopo tutto, giudicando dalla lunghezza che sto sfiorando.
Lui cambia posizione di un poco ai suoi fianchi, cercando di alleviare la pressione causata dai suoi calzoncini stretti. Lo sto portando giusto dove voglio. Guardo il suo labbro inferiore tremare nervosamente mentre un lieve gemito fuoriesce da loro, il suo respiro è sfilacciato e teso mentre mi guarda ad occhi spalancati.
" I sintomi della mancanza di SONNO!!! ", sibilo fortemente, come un gatto selvatico.
Massimo sobbalza e si copre un orecchio con il palmo della mano. Mi alzo sulle ginocchia per spezzare ogni tensione sessuale tra noi, le unghie pronte a graffiare le sue braccia abbronzate e il torace. Mi sto preparando ad uccidere.
" Stai cercando di fiaccare la mia resistenza, non è così?
Facendomi promesse sul come sarebbe bello?
Quando è stata l'ultima volta che lo hai fatto, Massimo?
Oppure non puoi ricordarlo? "

" Avrei *potuto* avere una di quelle notti, se avessi voluto ", replica, mentre il flash di un lampo squarcia il buio permettendomi di vedere l'espressione compiaciuta sul suo viso.
Vorrei solo prenderlo a schiaffi.
" Con Tessa Cullen? ", dico, incrociando le mie braccia saldamente e sedendomi sulle sue cosce. " Scommetto che lei è pronta a farlo con chiunque in questo posto dimenticato da Dio. Scommetto che si è fatta fottere persino dal tuo Fantasma del Pirata! "
" Puoi lasciare *Tessa* fuori da qui?! ", ribatte, usando il nome di battesimo solo per irritarmi. " inoltre, eri così sicura che sarei rimasto qui...lo eri? Da cosa sei spaventata, Elisa? "

All'esterno, come se qualcuno avesse suggerito la battuta, le sirene del tornado si mettono in funzione. Suonando il loro fiacco e piatto allarme su tutto l'hotel. Grande! Un tornado era nella zona. Con ogni fortuna, saremmo finiti presto nel mondo di Oz.
" Andiamo, Elisa! ", mi incita, le dita strisciano sulle mie cosce nude facendomi soffrire ancora di più.
" Rispondi alla domanda "
" Sono spaventata da...te...uh...", balbetto, completamente turbata dal suo tocco. È così lento e deliberato! Fin dove si spingerà?! Rabbrividisco quando i suoi pollici vengono a contatto con l'interno delle mie cosce.
" Simpatico tentativo, G-woman! ", dice Massimo con una piccola risata. Ritrae le mani.
" Sei un Freud classico! "
" Cos'è che supponi di aver capito? ", sogghigno, aspettando avidamente la sua psicoanalisi.
Massimo pianta saldamente la sua mano sull'altro lato del suo torso così può sollevarsi in una posizione seduta. Il materasso inizia a incavarsi e i fianchi di Massimo scivolano con me sopra.
" Ogni cosa che riguardi il sesso ", dice, spingendo fuori le parole. Il suo viso è quasi al livello del mio e il suo respiro è caldo sulla mia pelle umida, un sottile strato di sudore copre la sua fronte, il collo e il torace nudo. Ficca le dita nel letto.
" Quando è stata l'ultima volta che lo hai fatto? "
" Questi non sono affari tuoi! ", scatto, prima che Massimo perda la sua lotta con il materasso ed entrambi ruzzoliamo verso il centro incurvato. Le nostre posizioni sono rovesciate ed ora lui è sopra di me, le sue labbra sfiorano il mio collo mentre geme sulle mie spalle.

" Avanti, Larry!! ", grida Joan la ninfomane. " Montami ancora!! "
" No, tu monta me, Joan!! ", grida Larry. Lui *deve* aver preso del Viagra. Nessun uomo può farlo così tanto in una notte!

Le gambe di Massimo separano le mie e il dannato accappatoio sta lavorando a suo favore aprendosi davanti, lasciando che la mia pelle nuda strofini contro la sua pelle nuda mentre lui abbassa i fianchi nella classica posizione del missionario. Massimo si solleva sulle braccia ed io sprofondo con le molle che si fanno sentire ancora di più sotto le mie natiche. La gravità mi immobilizza tra Massimo e il letto infernale, le calde e avide fiamme che lambiscono il mio interno sono la dimostrazione che la sua vera origine non è il materasso.

" Lasciami sentire la tua definizione di sesso buono ", mi dice con la cadenza di un professore,
" È quello che arriva dalla porta accanto? "
" Quella è una buona scopata! ", chiarisco, roteando gli occhi.
" Sesso buono non è solo quello che succede tra le tue gambe! "
" Mi prendi in giro, allora, cos’è? ", lui mi sollecita verbalmente, mentre la sua erezione preme su di me.
L'adrenalina aumenta d'intensità e discende verso il punto di contatto, la tensione è quasi insopportabile, almeno attraverso lo strato grigio delle mutandine di cotone e il nylon dei pantaloncini da corsa.
Gli occhi di Massimo viaggiano verso il basso dove il mio accappatoio è slacciato, dandogli una buona visuale del mio seno che si alza e si abbassa in armonia con lo strato di cotone grigio del reggiseno. Questo letto non resisterà ancora a lungo, cigola e cigola mentre sprofondiamo sempre più giù. Non mi lascerà alzare se non gli rispondo.

" Il sesso buono comincia dalla mente ", dico con voce densa e roca, Massimo spinge molto lentamente contro il mio *centro*.
" Essere stimolata dappertutto, ho bisogno di un uomo che sia intellettualmente pari "
" Qualcuno che possa sfidarti ", sussurra lui tirando i suoi fianchi indietro e lasciandoli indietreggiare al posto giusto.
Le mie unghie si conficcano nelle sue braccia, implorandolo silenziosamente di rifarlo ancora.
" E so che io posso sfidarti, Elisa. Che altro?! "
" Affidamento ", continuo trovando sempre più difficoltà a formare pensieri coerenti. Lui si strofina ancora contro di me, mandando shock di elettricità e risvegliando sensazioni che non sentivo da anni.
" Il sesso buono fa affidamento su una relazione "
" La ragione per cui non sono andato da Tessa e che *non* lo volevo ", sospira ed io rilasso ancora di più le mie cosce intorno a lui.
" Io faccio affidamento su di te, Elisa. Avresti mai immaginato ciò a questo punto? ", Massimo sorride, producendosi in un piccolo cerchio per enfatizzare il punto.
" Io siamo due e zero. Che altro?! "
" Chimica ", respiro, sperando mentalmente che il materasso la smetta di scivolare così che lui possa fare quella piccola cosa circolare ancora. Santo Dio, io potrei…io potrei se lui insistesse.
Apro i miei occhi appannati mentre un altro tuono scuote i muri.
Joan e Larry devono essere in competizione.
" Ci dovrebbe essere della chimica, questo è solo per l'inizio, intuire quello che desidera l'altra persona, entrambe, fisica ed emotiva "
" Parli di desideri sessuali? “, chiede Massimo, mentre io gemo piano.
I miei occhi tremolano mentre lui scivola avanti e indietro attraverso il cotone, su e giù fino a che non colpisce un certo fascio di nervi giusto nella parte superiore senza nessuna indicazione da parte mia. Sa lui dove.
“Intuire qualcosa dei bisogni sessuali dell’altra persona?! “
“Uh! “, mi inumidisco il labbro inferiore e lo guardo.
“Eh già! “
“Eh già?! “, chiede Massimo fiduciosamente, sollevando un sopracciglio concentrandosi sul quel punto ancora una volta.
“Eh già! “, espiro, sperando di riuscire ad inarcare la schiena.
Dannazione a questo misero materasso infestato dagli acari. Chiudo gli occhi e fingo che siamo ovunque, ma non qui. Ma è difficile con i tuoni, Joan, Larry e la sirena del tornado a ricordarmi dove siamo realmente.
Aspiro aria e stringo i denti mentre comincio a fremere, piano all’inizio, ma abbastanza da sapere cosa sta per accadere. Io… Oh… Dio!
“Elisa?! “, sussurra Massimo, ma senza fermare il suo movimento.

“Dai vieni, Larry! “, grida Joan in estasi. “Oh, Larry! “
“Lasciati andare, Joan! “, risponde Larry. “Lasciati andare! “

Il mio cuore batte forte e veloce, mentre io pulso a ritmo con lui, stringo serratamene gli occhi, abbandonandomi completamente alle sensazioni. Sento la terra muoversi?
“Elisa? “, sussurra Massimo ancora, forte stavolta.
Ha smesso di roteare i fianchi ed i miei occhi si spalancano per vedere uno sguardo di panico sul suo viso.
“Cos’è?! “, chiedo, completamente drogata dalle endorfine.
“Il…letto, Elisa! “, dice Massimo, mentre capisco perché la terra sta tremando.
Il letto è crollato, Massimo cerca di tirarsi su, ma non può aggrapparsi a nulla, e io non posso muovermi del tutto. Lui non può sostenersi oltre, le braccia di Massimo si stringono intorno a me come se volesse evitare che il letto mi risucchi negli Inferi dal quale è venuto, ma invece, si spezza e crolla fuori dalla testiera mentre l’intelaiatura, alla fine, si fracassa con un sonoro crash!


Siamo maledetti.
Larry e Joan sono stati a sbattersi per mezza giornata senza ritegno nella stanza accanto, no…non noi. Non possiamo mai portare avanti una conversazione senza che il mondo ci crolli intorno, Si, era più di una conversazione, più degli studenti del liceo che si incastrano l’un l’altro attraverso i vestiti, ma dopo tutti questi anni, ti fa sentire alla grande.
“Stai bene? “, chiedo a Elisa mentre cerco di separare il mio corpo dal suo. Con sollievo, i vicini si sono acquietati, ora siamo rimasti con il tambureggiare del tuono e il monotono ronzare della sirena di difesa civile.
Dobbiamo fare qualcosa?
Quando dobbiamo cercare rifugio in bagno?
“Sto bene “, dice, ma questa volta non ne sono convinto.
Cerco di rotolare via da lei, ma ogni volta che mi muovo, lei geme, ritengo che non sia lo stesso lieve gemito di piacere che le è sfuggito dalla gola alcuni secondi prima. Si, quello era piacere. Questo è…quasi sicuramente dolore.
“Massimo…”
“Massimo, il tuo ginocchio…è nel mio… “
“Mi dispiace…Elisa, il tuo braccio… “
“Mi dispiace… “
In qualche modo veniamo fuori dal nostro gioco del letto ballerino e ci caviamo d’impaccio mettendoci in piedi sui lati opposti dei rottami, fissandoci l’un l’altra. Non ho davvero nessuna idea di cosa fare dopo. Ci siamo trovati in modo simpaticamente confortevole e penso che lei potesse avere anche…raggiungere l’orgasmo? Non posso guardare Elisa ed usare qualche termine con facilità, Elisa si era solo * bagnata le mutandine * nel momento in cui mi sono sbarazzato di lei? Questo non lo so.
“Elisa…ascolta…quello era…”, comincio.
“Quello era qualcosa…”, continua lei.
“E capirei se tu… beh… ne fossi scombussolata “
“Non lo sono…Massimo, taci! “, dice mentre cammina su quello che una volta era il letto. Con i piedi saldamente piantati su quello che una volta era il materasso, la sua bocca incontra la mia perfettamente. Tutto d’un tratto, l’unica sirena di cui sono consapevole è la lingua che esplora la mia bocca. Privazione di sonno del cazzo! Lei non vuole comunque dormire.
Terminiamo la nostra camminata verso il peloso, piccolo divano, il suo movimento in avanti ci spinge in quella direzione. Lo sento colpire il retro delle mie gambe e mi lascio cadere con lei sopra di me, di nuovo a cavalcioni sui miei fianchi. Il mio sedere affonda di nuovo in una fenditura e la sua intelaiatura scricchiola fortemente, gli do solo un’ora a questo pezzo dell’arredamento prima di finire come il letto.
Le labbra di Elisa non lasciano le mie ed ha il sapore più dolce che io ricordi. Naturalmente, quel bacio è durato esattamente 8 secondi, questo sta già andando da più di un minuto e non ci sono segnali da nessuno dei due di interromperlo per prendere fiato. Lei ha il sapore delle magnolie e del te dolce, ha il sapore dei giorni d’estate e la brezza dell’Oceano, ha il sapore di casa, ma la casa di chi non saprei.
Alla fine si allontana da me e mi guarda con occhi che sembrano due pozze azzurre senza fondo. Le sue labbra sono arricciate, come se stesse considerando cosa deve fare dopo. Per quanto mi riguarda, avrei alcune idee…
“Senti odore di cane? “, chiede, annusando l’aria e uccidendo di un poco l’atmosfera. Come se i vicini, i tuoni e la sirena squillante non avessero fatto abbastanza per questa situazione.

“Già…odore di cane…. “
“Come Toto (Toto è un personaggio del Mago di Oz,) “, dice Elisa mentre si avvicina a me, accarezzandomi attraverso i vestiti che ho addosso. Se è così bello attraverso il cotone e il nailon, la mia mente può appena capire come sarà sentire la pelle sulla pelle. La sua bocca viene in contatto con il mio collo, e la lingua si muove e mi assaggia con la stessa lenta precisione con cui fa ogni cosa.
Il mio * partner * si eccita violentemente nei pantaloncini mentre lei si muove lungo il mio torace, la sua lingua si muove roteando intorno ai miei capezzoli. So che sto mugugnando qualcosa, ma è soffocato dal suono di sirene della Polizia che corrono giù per la strada di fronte al Motel, Elisa non interrompe il suo movimento.
La sua bocca cosparge di piccoli baci il mio addome, ma non resta a lungo li e si mette in ginocchio tra le mie cosce. Ora il mio pene non si sta solo eccitando, ma sta facendo in pratica una sorta di danza felice in prossimità della sua faccia, cercando di liberarsi dalla stoffa che lo circonda.
Mi fa segno di sollevare i fianchi ed io lo faccio, sentendo la stoffa scivolare giù e lontano da me, lasciandomi nudo di fronte a lei. Gli occhi di Elisa si spalancano alla mia vista ed un’improvvisa ondata di orgoglio mi gonfia il petto benché sappia di non avere nulla a che fare con la genetica che lo ha creato. Ma è una questione maschile.
Prima che io possa reagire, la sua lingua sta leccando la linea umida nella parte inferiore del mio uccello, definitivamente concentrata su una piccola area che mi fa contorcere. Vorrei afferrarle la testa e chiedere di più, ma invece sono trattenuto dalle pulci sul divano. Si solleva sulle ginocchia e lo prende in bocca, le sue labbra si avvolgono strettamente intorno a me mentre lei scivola su e giù con facilità. Riesco appena a tenere il mio sedere sul divano e l’unica cosa che mi tiene giù è la gravità emanata dalla fessura tra i cuscini.
Sta accadendo troppo velocemente. Elisa, la mia meravigliosa e professionale partner, mi sta facendo un pompino ed uno dannatamente buono per giunta. Cazzo, dove sono luci quando c’è bisogno di loro?!
Le sue mani serpeggiano tra le mie cosce e mi accarezzano i testicoli, le sue perfette unghie curate li sfiorano con gentilezza. Mi fa cenno di sollevare il sedere dal divano ed io le sono grato, scivolando fuori da esso più veloce che posso.
“Oh…Elisa… “, gemo mentre la sua lingua viaggia leggera sul mio membro e le dita mi solleticano i testicoli. Sento ogni cosa cominciare a crescere dentro di me, un crescente desiderio di liberazione e non voglio ancora, ma non so come fermarlo… Penso a qualcosa di diverso… mentre la bocca e le dita di Elisa mi fanno cose indescrivibili.
Elisa era meravigliosa. Non me ne fregava nulla se lei era così brava perché era un dottore ed aveva imparato la Fellatio alla scuola di medicina, oppure perché qualche precedente amante glielo aveva insegnato, o altro. Non mi importava. Lei me lo aveva preso in bocca e questo era tutto ciò di cui mi importava.
Oh, Elisa, che mi stai facendo?
L’altra mano colpisce il punto giusto e prima che io possa dire qualunque cosa… prima che possa dirle cosa sta per accadere e che dovrebbe darsi da fare davvero, accade. Vengo nella sua bocca perfetta.


La mia bocca si riempie istantaneamente di qualcosa di caldo, appiccicoso e dolce. Il membro di Massimo si contrae ritmicamente contro la mia lingua per l’orgasmo, sputarlo fuori non è un’opzione, così ingoio, e lo faccio velocemente almeno quanto lui è venuto. Massimo grida il mio nome, più per la sorpresa, che per l’estasi mentre rovescia la testa sul divano e si svuota dentro di me.
Continuo a succhiare fino a che i suoi spasmi non si placano, con un involontario * pop *, interrompo il risucchio mentre mi tiro indietro, mi pulisco l’angolo della bocca con la manica dell’accappatoio, ancora stupita per quello che è successo. È passato molto tempo dall’ultima volta che ho eseguito una fellatio e a giudicare dall’espressione della sua faccia è, come andare in bicicletta, una volta imparato, non lo dimentichi più. O forse gli uomini non si preoccupano di come lo fai, purché tu lo faccia.

“Elisa “, dice alla fine con voce strozzata e rauca. Massimo solleva la testa, poi si inclina in avanti mettendo i gomiti sulle ginocchia e facendo in modo di fissarmi negli occhi.
Questo… questo… è stato…”
“Imprevisto? “, gli dico trattenendo un sorriso, mi lecco il labbro inferiore e mi appoggio su un braccio.
“Normalmente io… non sono così rapido “, balbetta, fissandosi il membro afflosciato che nonostante tutto, è ancora imponente.
“Ci vuole molto più di questo, lo giuro, penso che tu mi abbia colto di sorpresa! “
Non aveva bisogno di scusarsi dopo quello che mi aveva fatto sul letto. Io ero venuta ancora più rapidamente, e a proposito di questo, la mia biancheria era ancora bagnata e volevo togliermela. Mi tiro su dal pavimento e mi metto in piedi, con una mano sulla sua spalla come supporto, mi faccio scivolare giù le mutandine con l’altra e le getto sul divano odoroso di cane.
Massimo si lascia sfuggire un rantolo al mio improvvisato spogliarello.
“IO, volevo fare questo! “, dice leggermente deluso.
“Erano diventate scomode, troppo bagnate “, replico sistemandomi sulle ginocchia di fronte a lui.
Massimo sorride appena i suoi sospetti sono confermati.
“Si, Massimo, è successo!”
“Pensavo che fosse successo! “, commenta inclinandosi in avanti per baciarmi.
Le sue labbra aprono le mie mentre le nostre lingue si scontrano nel mezzo, devo avere ancora il suo sapore in bocca, ma lui non se ne lamenta, al contrario, penso che lo entusiasmi ancora di più, è la prova irrefutabile di quello che è accaduto.
Nel bel mezzo dei nostri baci animati, le sue dita cominciano a tirare il nodo che teneva chiuso il mio accappatoio, fa scivolare il suo sedere perfetto fuori dal divano e si mette sulle ginocchia di fronte a me sul pavimento. Io mi allontano di un poco facendo del lavoro di svestimento di Massimo una sfida, ma non avrei mantenuto le mi virtù ancora a lungo, lasciando che lui le prendesse facilmente.
“Vieni qui, Elisa “, espira nella mia bocca, la sua corta barba e ruvida sotto le mie dita mentre faccio scorrere le mani sul suo viso, fermandomi per ricalcare il piccolo neo sulla guancia sinistra. Ma ha idea di quanto sia dannatamente sexy questo coso?
“Che mi dici del tempo di refrazione? “, chiedo allontanando la mia bocca dalla sua e baciandogli il neo prima di baciarlo lungo tutta la guancia. Faccio scivolare una mano sul suo torace liscio e controllo lo stato del suo * amico *, è ancora a riposo.
“Io posso aver bisogno del tempo di refrazione “, dice Massimo, riuscendo finalmente a sciogliere il nodo del mio accappatoio.
“Ma tu no, non è così, Elisa?! “
“No, non ne ho bisogno” rispondo rocamente, sperando che stia pensando quello che sto pensando io.
Mi fa scivolare l’accappatoio dalle spalle che cade in un mucchio informe di spugna sul tappeto peloso, umidità e calore affluiscono ancora una volta nelle zone basse, con un rapido strattone, mi toglie il reggiseno, e incolla le sue labbra alle mie ancora una volta inclinandosi in avanti, così che io debbo reclinarmi all'indietro. Cadendo giù, giù giù, fino a che non sono sul pavimento e Lui sopra di me, le sue mani scorrono su tutto il mio corpo, il suo senso del tocco compensa la sua mancanza di visuale dovuta alla mancanza di corrente.
“Dio, sei bellissima! “, sussurra mentre riordina le mie gambe in modo tale che i miei piedi sono sul pavimento e le mie ginocchia sono su. Mi bacia l’interno della coscia destra e continua a baciarmi mentre si fa passare questa gamba sulla spalla sinistra per poi inclinarsi verso il basso.

La mia mano cerca la sua testa e faccio scorrere le dita attraverso i suoi capelli corti, allargo una gamba, gemendo soddisfatta appena quel meraviglioso labbro inferiore viene in contatto con il mio sesso.
“E’ questo il punto giusto? “, sussurra, il suo respiro è caldo contro di me, fa scivolare una mano curiosa su di esso.
“Verifica, Massimo “, rispondo, soffocando un altro gemito mentre le sue dita tracciano la lunghezza delle mie labbra.
“Tu sei eidetico, ricordi? “
“Forse volevo solo sentirtelo dire “, dice mentre esercita una certa pressione sul piccolo bozzolo di nervi. Comincia a muoversi in lenti cerchi antiorari.
“Hai idea di quanto sia sexy la tua voce, Elisa?! “
“Massimo, renderei ogni cosa simile ad un libro di testo di medicina “, mi lamento, arcuando la schiena verso le sue dita, Oh Dio, è così piacevole.
“Non m’importa “, dice, mentre le sue labbra mi sfiorano nuovamente.
“Avanti, Elisa, lasciami sentire che lo dici! “
Emetto un lungo, esasperato sospiro e fisso le ombre bizzarre che i fulmini formano sul soffitto. Solo Massimo, solo Lui può torturarmi in questo modo, se non fossi così dannatamente eccitata in questo momento, lo ucciderei.
“E’ li,” comincio, sentendo le sue labbra curvarsi in un sorriso, si sta divertendo a farmi soffrire, abbasso la mia voce ad un sussurro.
“Sul cappuccio del mio clitoride “
“E dove?”, mi chiede ad alta voce baciandomi ancora, non sono del tutto capace di acchiapparlo, Elisa… “
“Fai scorrere la lingua lungo l’esterno delle labbra verso l’alto, nello spazio dove si incontrano “, sospiro, affondando un po’ più duramente nelle sue spalle mentre lui segue le mie istruzioni.
“E lì c’è il cappuccio del mio clitoride, quello che stai cercando, è li sotto “
“Ahhh…. “, grugnisce lui quando raggiunge il punto. “Hmmm…”
“Si, qui “, sospiro, interpretando i suoi monosillabi attutiti. La sua lingua svolazza avanti e indietro attraverso il nocciolo indurito ed io rabbrividisco deliziata, lo pagherò per questo dopo!
Ma santo Dio, lui * è * incredibile, fremo in deliziosa pregustazione mentre lui muove la bocca su di me. Faccio scivolare la mia gamba destra sulla sua spalla destra ed incrocio le caviglie, serrandolo contro di me, Lui mi solleva leggermente i fianchi ed io schiaccio la schiena nel tappeto peloso per fare attrito. Sussulto leggermente mentre il tappetino mi punge la pelle, irritandomi come se scottasse.
Quando era stata l’ultima volta che questo dannato tappeto era stato lavato? Probabilmente lo stesso tempo del divano. Che poteva essere mai!
Mentre la sua lingua lavora meravigliosamente su di me, Massimo traccia la mia scivolosa apertura con un dito, è dannatamente passato così tanto tempo da quando qualcuno mi ha toccata li, che potevo tranquillamente associarlo alla perdita della verginità.
Dimeno la testa da un lato all’altro appena comincio a contorcermi, le mie cosce si stringono saldamente intorno al suo viso appena l’orgasmo arriva al suo inevitabile picco. Scivolo attraverso il tappeto appena lui fa pressione dentro di me, incoraggiandomi a venire ancora intensamente. Rilascio la stretta mortale sulle sue spalle e affondo le unghie nel tappeto. Oh, Dio… Oh, Dio, è meraviglioso!
“Massimo! “, grido, mentre onde su onde di piacere mi mettono sottosopra. “Oh, Massimo! “
Lui galleggia insieme a me, non lasciando mai che la sua lingua interrompa il contatto con il mio clitoride fino a che, alla fine, non crollo sul pavimento. L’euforia di un altro dannato, ottimo orgasmo, si diffonde su di me per la seconda volta stanotte.
“Speravo di poterti vedere così, Elisa “, sussurra Massimo districando le mie cosce dal suo viso.

“Sono sicura che lo hai sentito. Scommetto che anche Larry e Joan l’hanno sentito “, borbotto felicemente, prima che qualcosa mi solletichi il fondo della gola. Improvvisamente, starnutisco.
“Salute! “, dice Massimo, tentando di baciare il mio stomaco. Il mio viso si contorce ancora ed io sollevo una mano sulla faccia per cercare di trattenere un secondo starnuto. E poi un terzo.
“Salute! Salute! ripete Massimo attraverso i baci. Lotto per trattenere il respiro, ma non posso. Tutto cio che posso fare e rotolare su un fianco lontana da lui e starnutire cinque volte in rapida successione.
“Elisa, stai bene? “, mi chiede Massimo con voce piena di preoccupazione. Cerca di farmi rotolare nuovamente verso di lui. Mi raggomitolo in posizione fetale mentre starnutisco altre quattro volte. “Elisa, che succede?! “
“Il… EETTCIUUU!… tap…. EETTCIUUU !… “, mi lascio sfuggire tra gli starnuti. Lui mi aiuta a mettermi seduta, le sue mani mi stringono le spalle mentre starnutisco ancora.
“Acari della polvere, Massimo! Penso di essere allergica agli…EETTCIUUU!…acari della polvere! “
Non riesco a respirare. Aspiro e aspiro aria, ma tutto ciò che riesco a fare è starnutire su di lui.

Elisa non riesce a smettere di starnutire. Sta ancora starnutendo addosso a me.
“Massimo… EETTCIUUU! … i faz… EETTCIUUU!… letti! “, dice Elisa, gesticolando selvaggiamente verso il cassettone vicino a noi.
Mi alzo e incespico nel buio, tastando intorno a me alla ricerca della scatola di fazzoletti da viaggio.
Per quando riesco a trovare la scatola, lei è in piedi vicino a me, il suo viso è tutto contorto mentre cerca di controllare il successivo attacco di starnuti, le passo una pila di fazzoletti appena in tempo.
“EETTCIUUU!… Grazie…. EETTCIUUU!. Scusa… “, dice.

I fazzoletti erano stati abbandonati, relegati sul tappeto infestato dagli acari, ma lei stringe ancora la mia mano. Sento le sue dita muoversi sulle mie, intrecciandosi perfettamente come se non si fossero mai serrate con altre, le sue mani sono morbide per la lozione che usa, ma sotto la scorrevolezza riesco a sentire la sottile irritazione procurata dalle molte ore passate avvolta nei guanti di lattice. Le sue mani fanno così tanto, ma ora stanno solo stringendo me.
Viene verso di me, i nostri corpi si stringono insieme ed io sento il mio * fratellino * risorgere tra di noi. Spero che sia rigido e pronto di nuovo, è schiacciato tra il suo solido addome e il mio mentre stiamo mano nella mano, così vicini l’un l’altra. Da qualche parte nel buio, c’è una musica che solo noi due possiamo sentire e ci dondoliamo lentamente con essa.
Mi inclino in avanti per baciarle la fronte, lasciando indugiare le mie labbra sulla sua pelle calda. I suoi capelli profumano di pesche… O mango… Non sono mai stato bravo con i frutti, ma lei sa di dolce.
“Voglio fare l’amore con te, l’ho voluto per anni “, sussurro muovendomi in perfetta sincronia con lei verso il cassettone. Libero la sua mano dalla mia e la sollevo così che si possa sedere sul bordo del mobile, le sue gambe mi circondano la vita, attirandomi all’interno.
“Da quanto tempo avresti voluto fare l’amore con me? “, mi chiede con ritrosia.
“Mi crederesti se ti dicessi che l’ho voluto fin dal primo giorno che sei entrata nel mio ufficio, hai allungato la tua mano ed hai cominciato a declamare scienza allo stato puro e buon senso a me?! “, le chiedo, dicendole la verità. Sono solo un essere umano, dopo tutto, quale uomo, dopo aver sentito che gli è stata assegnata una partner femminile, non si è domandato se lei potesse essere calda?!
“No, non posso crederti, Massimo “, dice, reclinando la testa all’indietro verso il vecchio specchio dietro di noi. Non posso dire se sta parlando di questo giorno, interpretando i momenti che hanno cambiato ogni cosa nella sua mente ripetutamente.
“Non ho potuto ancora mettere insieme un particolare che armonizzi “
“Si, era prima che tu scoprissi il principio di base che il nero armonizza sempre con il nero – ma, credimi, tu eri bollente “, dico, strusciando il mio membro eretto contro il suo sesso umido fino a che non trovo il punto giusto. Lei solleva la testa dallo specchio, tutti i pensieri sul passato sono spariti. Spingo contro di lei ancora una volta, così calda e così bagnata. Non posso aspettare per essere dentro di lei.

“Non eri male con quegli occhiali. Non avresti mai dovuto toglierli, Massimo. Con quelli addosso, oh, sì…avrei potuto farlo anni fa… “, dice, gemendo mentre colpisco il punto giusto ancora una volta.
“Devo solo cercarli “, rispondo, chiedendomi dove diavolo possano essere. Se questo può farmela portare a letto ripetutamente, me li cucirò con le graffette sulla testa.
Elisa si sistema un poco e con un rapido colpo, mi faccio strada nel suo corpo, Lei si lascia sfuggire uno sbuffo d’aria e se non credevo al paradiso prima, posso dire di cominciare ora, è calda e stretta mentre mi faccio strada, andando più lentamente che posso senza andare fuori di testa. L’ho fatto una volta in questo anno solare e questa volta il risultato potrebbe non essere così piacevole. Le sue mani sono sulle mie spalle e posso sentire le sue unghie nella carne, così allento la forza della mia penetrazione.
“Stai bene? “, chiedo, permettendo al suo corpo di adattarsi al mio. So nel profondo del mio cuore che non è stato il massimo per lei, mentre lo è stato per me, ma l’anatomia è l’anatomia. Chiude gli occhi brevemente e muove la sua testa in un ‘ Si ‘, ma non voglio farle pressione.
“Possiamo fermarci “
“Sto bene è stato solo un attimo “, dice, aprendo i suoi occhi cristallini e guardandomi di nuovo.
Come per provare che sta dicendo il vero, solleva i fianchi nella mia direzione, incoraggiandomi.
“L’ho voluto da più tempo che tu possa immaginare “
Avvolgo le mie mani intorno alla sua vita sottile mentre lei serra le caviglie saldamente intorno alla mia schiena, stringendomi come una corda vivente. Questo accade quando mi rendo conto che posso vedermi nello specchio. Non posso fingere di guardarla, ma posso davvero guardare me stesso mentre sto scopando. Oh, questo è troppo meraviglioso!

Elisa ora sembra concentrata sul punto di incontro dei nostri corpi, guardandomi scivolare dentro e fuori di lei con crescente velocità. Non si rende conto che sto guardando me e non lei. Mi rendo appena conto che la sua mano ha lasciato la mia spalla ed ora è tra di noi, volteggiando sopra il suo clitoride, come un aeroplano volteggia sulla pista di atterraggio. Ora sono completamente combattuto; guardo me, o guardo Elisa che si tocca… è una decisione dura…
“Massimo?! “, Elisa mi chiama con voce affilata. La mano che non sta toccando sé stessa è sistemata sul mio viso così che io possa guardarla in faccia.
“Hmmm? “, rispondo.
“Guardami, Massimo “, pretende, senza lasciar andare il mio viso. Dannazione! Sto facendo sesso per la prima volta in mezza decade e non posso guardarmi mentre lo faccio?
Come posso credere che stia accadendo se non posso vederlo?
“Okay “, dico, e finalmente lei mi libera dalla sua stretta mortale. Come se fosse un avvertimento, la mano resta sulla mia spalla, le sue unghie rischiosamente conficcate in profondità.
Il mondo sembra essere un improvviso caleidoscopio di sensazioni, non riesco più a separare le sirene del tornado dal tuono mentre continuano ad associarsi insieme. I lampi balenano, ma non sono sicuro se sono nel cielo, o nel campo della mia mente, dal momento che hanno illuminato il volto di Elisa, dovrebbe essere il cielo.
Lei si contorce sotto di me, cambiando posizione così che possa accedere meglio verso di lei.
Alla fine distolgo lo sguardo dal suo viso e lo porto in basso per vedere cosa sta facendo, un improvviso scoppio di luce bianca attraversa la stanza e mi mostra una cosa, Elisa non è rossa naturale. Oh, cosa diavolo importa a questo punto? Ma mi mostra anche che lei è una donna che sa come prendersi cura di sé stessa.
Con l’intensità e il vigore di un inaspettato uragano che arriva rombando dalla costa, Elisa viene sotto di me, entrambe le mani volano sulle mie spalle e le sue unghie questa volta affondano davvero nella pelle. I suoi muscoli tremano intorno a me, comprimendosi e attirandomi dentro. Sto facendo tutto quello che posso per non venire insieme a lei, ma voglio guardarla a questo punto. Non che ci si molta luce, ma ne abbiamo abbastanza. I suoi occhi sono serrati e la sua bocca forma una O di delizioso piacere. La smetto di muovermi solo per godermi lo spettacolo.

Lei apre gli occhi e mi guarda.
“Se non mi sbaglio, il punteggio è 3 a 1 “, le dico con un sorriso, spingendo in lei delicatamente.
“Ma chi sta contando? “, chiede, cercando di recuperare il fiato.
“Oh, qualcuno lo ha fatto “, aggiungo, spingendo di nuovo energicamente, sapendo che saremmo stati 3 a 2 entro una manciata di secondi.
Lei mi concede di sbattere dentro d lei con ogni mezzo e prima che me ne renda conto, il mio mondo si trasforma in una brillante palla di luce. Vengo nel suo corpo… ancora, liberandomi di tutto quello che ho, fino a che non resta più nulla. E dove prima c’era un brillio, ora è di nuovo buio.
Mi stacco da lei, ogni cosa è bagnata e ancora pulsante e vibrante, poggio la testa sul suo seno, e sento il suo cuore pulsare velocemente, Lei mi stringe tra le braccia ed ogni cosa è perfetta ora. Niente può essere sbagliato. Delicate gocce bagnate cadono sulla mia nuca e scivolano attraverso il mio viso.
Elisa sta piangendo?
“Elisa, che cosa c’è?!…. “
‘ KA-THLUMP ‘
Cavolo, queste non sono certamente lacrime delicate versate da una neo amante.
No, queste sono bagnate, di intonaco ammuffito.


Io e Massimo alziamo lo sguardo al soffitto che sta cedendo sotto il peso dell’acqua. Guardiamo mentre un altro pezzo d’intonaco si distacca e atterra in un mucchio bagnato sul tappeto davanti ai nostri piedi. Massimo comincia a ridere perché questa è l’unica cosa da fare a questo punto. E’ un suono raro, la sua risata…è una cosa che non sono solita udire molto spesso.
“Cazzo “, mormora evitando un altro blocco. “Il tetto fa acqua! “
La sua risata è contagiosa ed ora sto ridendo anche io. Una cosa incontrollabile, quasi quanto gli starnuti.
Massimo si blocca e mi fissa come se pure la mia risata fosse un suono raro. Penso che lo sia. Lui probabilmente ha pensato che le gocce bagnate sul suo viso fossero le mie lacrime per aver alla fine consumato il nostro amplesso. Ma non lo rimpiango neppure un po. E’ stata assolutamente, al cento per cento un’esperienza incredibile, ed io sono ancora fuori di testa per questo. Ho dimenticato che il buon sesso deve essere anche divertente, non pieno di angoscia e colpevolezza. Lui emette uno sbuffo di simulata indignazione mentre io continuo a ridacchiare come una scolaretta.
“Spero non sia la conseguenza della mia abilità sessuale, Elisa! “, sussurra baciandomi l’incavo soprasternale dove si incontrano le clavicole. Conosce già tutte le mie zone erogene, deve avere ancora qualche residuo di abilità psichica, dopo tutto.
“Credimi “, dico, lasciando che la mia risata si trasformi in un gutturale sospiro di piacere. Inclino la mia testa di lato e mi gusto le sensazioni delle sue labbra sulla mia pelle. “Non è questo. E’ solo questo dannato posto.”
“Mi dispiace per stanotte “, mormora Massimo mentre la sua lingua turbina intorno al mio capezzolo eretto. “Questo non è affatto come avevo immaginato questa notte. E credimi, l’avevo immaginata in * un milione * di modi diversi, ma mai una volta ho incluso interruzioni di corrente, sirene di tornado… “
Un altro fulmine illumina il suo viso ed io cado dentro i suoi occhi nocciola. Il buio che normalmente li ombreggia appena li solleva, è sostituito da qualcosa di brillante e meraviglioso. Felicità. Lui è solo felice per ciò che è successo, così come lo sono io.

“Hai ragione, Massimo “, dico con completa convinzione. Sollevo una mano e la poggio sulla sua guancia, facendo scorrere il pollice sulle sue labbra. “Non sono mai stata con la persona giusta prima “
I suoi occhi brillano luminosi ora ed io spero che quello che sto vedendo dentro di essi sia semplicemente il riflesso di quello che lui vede nei miei.
“Stai dicendo…dopo tutto questo tempo… “, mi prende in giro Massimo, spostandomi alla sua sinistra per evitare altro intonaco che si schianta al suolo. “Credi ad una delle mie teorie? “
“Non essere arrogante, Massimo! “, ironizzo sopprimendo un sorriso al suo doppio senso.
“Troppo tardi, Elisa “, riflette, dando un’occhiata al suo * fratellino *.
Un tuono scuote i muri mentre lui abbassa la testa sull'altro capezzolo. La mia testa cade all'indietro contro lo specchio mentre cedo alle sue * cure *. Le sue spalle e le braccia sono coperte dai graffi delle mie unghie, il marchio del suo amore. Sorrido, felice per la mia nuova designazione.
Siamo partner adesso, nel vero senso della parola. Suppongo che dovrei angosciarmi sugli effetti che la nostra relazione avrà sul nostro lavoro, ma perché dovrei?! Il mondo non finirà comunque!
‘ KA-THLUMP! ‘
Guardo in alto verso il buco aperto nel soffitto. L’intonaco ha perso la lotta contro l’acqua ed ora c’è un regolare flusso d’acqua che vi si versa dentro e scende sul tappeto infestato dagli acari. Okay. Forse il mondo sta finendo. Spero che Massimo sappia come costruire un’arca!
‘ KNOCK! ‘
La testa di Massimo scatta all'indietro ed entrambi fissiamo la porta.
Il garbato bussare è rimpiazzato da una serie di colpi violenti che sembrano stranamente familiari nel ritmo.
Come con il cellulare, aspettiamo pazientemente che si fermino. Come col cellulare, non succede.
“So che siete lì! “, urla Larry.
“Smettetela di ridere! C’è gente che sta cercando di dormire nella stanza accanto!! “
“Che figlio di puttana!! “, si lamenta Massimo, poggiando la testa sul mio stomaco in senso di sconfitta.
“Lascia perdere “, gli dico, facendo scorrere le dita tra i suoi capelli. Abbasso le labbra per baciargli la sommità della testa. Massimo si mette in piedi e guarda verso la porta mentre un ghigno gli distorce l’angolo della bocca.
“L’effetto del Viagra è svanito, Larry?! “, grida Massimo di rimando, ammiccando verso di me.
“Perché c’è gente che sta cercando di dormire anche qui! “
“Hey, amico “, sbotta Larry, ignorando Massimo.
“Dobbiamo guidare fino in Florida domani mattina e apprezzeremmo se tu e la tua ragazza potreste starvene tranquilli, ok?! “
Mi mordo il labbro inferiore per non ridere di nuovo.
“Ha detto delle cazzate dicendoci questo, non è così?! “, mi sussurra Massimo ed io non posso più trattenere la mia risata.
“Lo ha fatto di sicuro “, rispondo con voce strozzata, cercando di calmarmi di nuovo. Ma non posso. “Bisogna chiederlo a Joan! “
Tutte queste risate supplementari fanno incazzare Larry ancora di più. E ricomincia a picchiare contro la porta.
“Ci proveremo! “, grida Massimo, scoppiando a ridere di nuovo. Finalmente Larry si arrende e se ne va.
“Viagra! Deve essere senza alcun dubbio Viagra! “, dico stringendomi il fianco dolorante.

Massimo inclina il viso verso il mio e mi bacia con calma, la risata si placa ad ogni tocco delle sue labbra, fino a che non ci troviamo ancora una volta alla ricerca di aria. Le mie mani vagano sul suo stomaco piatto. Avvolgo le dita attorno alla sua asta, roteando il pollice così da poterne manipolare la punta. Mi tuffo nella piccola ‘ V ‘ e ricomincio da capo, provando che la sua ebraica educazione è stata abbandonata da tempo. Per tutto il tempo, quel dannato rigagnolo di acqua aveva saturato il tappeto. Avevo paura che l’intero soffitto potesse collassare. Dovevamo uscire fuori di li.
“Ho un’idea, Massimo “, sussurro deduttivamente attraverso i baci.
“Davvero? “, mi chiede, pregustando una prestazione straordinaria dalle mie labbra. Ma invece ritiro la mano, Lui grugnisce mentre scivolo giù dal cassettone verso il tappeto bagnato.
“Seguimi! “, gli dico, dirigendomi verso la porta adiacente. Allungo una mano verso la maniglia, sperando di poter forzare la serratura, o qualcos'altro e metterci al sicuro nella sua stanza dove avremmo condiviso la parete con Larry e Joan, dove il letto era tutto di un pezzo e il soffitto ancora intatto.
“Aspetta, Elisa! “, dice Massimo frettolosamente. Si affretta a bloccare la mia mano prima che venga in contatto con la maniglia. Mi riposiziona, così che i palmi delle mie mani si trovino aperti contro la porta invece.
“Che stai facendo, Massimo?! “, chiedo, mentre lui schiaccia il suo corpo contro la mia schiena. Massimo mi divarica braccia e gambe come se volesse perquisirmi.
“Mani dove posso vederle! Se le muovi, sarò costretto a bloccarle! “, mi minaccia, la sua voce è calda nel mio orecchio. Il mio cuore comincia a pulsare velocemente alla sua improvvisa impulsività. Appoggio la guancia contro la porta e lo osservo con la coda dell’occhio.
“Fermarle con cosa? “, sospiro, domandandomi che cosa abbia intenzione di fare.
“Con questi! “, risponde, spostandomi i capelli dalle spalle ed esponendomi la nuca. Massimo abbassa le labbra su questa zona sensibile, ricoprendola di lievi baci. “Ho ancora un piccolo tempo di rifrazione da ammazzare! “
“Non molto! “, gemo, sentendone la crescente durezza. Massimo si abbassa sulle ginocchia e fa scorrere le labbra lungo la spina dorsale, facendomi rabbrividire di delizia.
“Possiamo terminare questo nella tua camera? Nel tuo letto? “
Le mie unghie raschiano lungo il legno mentre cerco di allungare una mano sulla maniglia, ancora una volta lui mi blocca.
“Non costringermi ad ammanettarti, Elisa! “, mi ammonisce Massimo, rimettendosi in piedi e pressando il suo corpo contro le mie natiche. Mi solleva le braccia per i gomiti e le posiziona ancora più in alto.
“Non abbiamo le manette, Massimo! “, gli ricordo.
“Peggio per te! “, scherza, baciandomi le spalle. Scivola tra le mie gambe, mi stuzzica
ulteriormente, sfiorando il mio sesso. Mi dimentico del suo letto, non penso di poter aspettare così tanto inarco la schiena e sollevo i fianchi, invitandolo a prendermi ancora.
Resto senza fiato mentre lui lo fa ancora, la nostra differenza di altezza, fa un’azione di leva perfetta. Mi inclino verso la porta mentre lui scivola dentro e fuori da me, stimolandomi un intero nuovo fascio di nervi da questa angolatura. Un profondo suono senza parole, riempie la stanza mentre facciamo di nuovo l’amore, ci siamo adattati bene insieme, chiudo gli occhi e lascio che le emozioni si muovano su di me, prendendo il controllo del mio corpo e della mente.
“Massimo… “, espiro, le parole scivolano sulla mia lingua più velocemente di come si sono formate nella mia mente.
“Ti amo! “


Ha appena detto ciò che penso abbia detto???
Sono sicuro che lo ha fatto, so che lo ha fatto.
Improvvisamente, ciò che stiamo facendo, non ha più importanza. La faccio ruotare in modo da poterla guardare in faccia, sono ammutolito.
“Mi hai sentita, Massimo? Ti amo “, mi dice ancora, un po’ più forte questa volta, nel caso me lo fossi perso la prima.
“Ti ho sentita “, dico, tirandomela vicino, cingendola tra le braccia e stringendola forte.
“Ti amo anch’io, Elisa! “

Rimaniamo così, dondolandoci al ritmo della pioggia e dell’intonaco che ci precipita intorno.

La sua gamba si solleva intorno a me ed io la alzo, schiacciandole la schiena contro la porta. Adesso può avvolgere entrambe le gambe intorno alla mia vita mentre sprofondo dentro di lei ancora. Non posso credere che questo è ciò che ero convinto di non poter avere per tutti questi anni… È sempre stato così intimo ed io ho sempre avuto paura di fare la prima mossa. Invece, avevo relegato me stesso a notti di freddi avanzi di cibo cinese, ore di vecchi film porno e notti insonni.
“Dimmi, perché mi ami? “, le chiedo guardando il suo bellissimo viso coperto di piacere. Non so perché l’ho chiesto. Immagino che una parte di me è insicura sul perché lei possa stare con me.
So di non essere indesiderabile, ma perché ora?
“Massimo… “, lei è quasi vicina a fare la fusa, cercando di eludere la cosa, ma io non voglio.
“Tu lo dici a me ed io lo dirò a te “, le sussurro mentre diminuisco le mie spinte. Avrei potuto passare ore così, solo per recuperare il tempo perduto. “Dobbiamo” recuperare il tempo perduto. Penso che entrambi abbiamo alcune settimane di vacanze arretrate.
“Mi dirai perché mi ami?! Penso di saperlo… “, scherza sorridendo mentre la spingo ancora più vicino alla porta per avere una migliore azione di leva.
“Ti dirò perché amo te… “
“Io… Io… “, comincia a dire chiudendo gli occhi mentre spingo dentro di lei energicamente.
La sua lingua poggia leggermente all'angolo della bocca mentre pensa per un momento, cercando attentamente le parole giuste, e persino mentre siamo uniti nel modo più intimo possibile, lei è così dannatamente Elisa.
“Ti amo perché…ti amo! “
Apre gli occhi e mi guarda, sono le parole più sincere ed oneste che io abbia mai sentito. Una delle sue mani abbandona le mie spalle per posarsi sulla guancia, tutto quello che c’era prima, non ha importanza, la vita è ricominciata di nuovo in questo momento.
Le parole sono superflue; questo momento trascende da qualunque cosa potremmo dire. Tutto ciò che so è questo: lei è per il resto della mia vita. Non ci sarà nessun’altra. Si, l’ho sempre saputo. Potevo guardare, ma non toccare. Elisa è tutto, le stelle, la luna, il cielo, l’oceano.
Alcune spinte ancora e so che sarà finita. Presto, questa notte sarà finita e noi dovremo tornare ad una differente realtà. Una realtà che non include Larry e Joan, gli acari della polvere e le sirene del tornado.
Invece, ci dovrebbe essere un mondo dove non dovrei lasciare andare Elisa incontro al pericolo, come ho sempre fatto sapendo che poteva accaderle qualcosa di brutto.
Sarò capace di farlo? Lo vorrei. Ma se lei mi lascia andare, dovrei lasciarla andare anche io.
Elisa mi spinge ancora più vicino con le gambe, le sue cosce muscolose mi stringono saldamente intorno alla vita, i suoi muscoli interni si comprimono intorno a me, portandomi davvero al limite del controllo.
La sua testa rotola contro la porta mentre premo dentro di lei ancora una volta, liberandomi di ogni cosa ancora una volta. Il mio corpo pulsa contro di lei mentre ansimo in cerca d’aria, Lei tace, tutto ciò che sento è la sua mano calda ancora poggiata sulla mia guancia.
Giusto in quel momento, la corrente ritorna ed entrambi sobbalziamo mentre qualcosa cade con un tonfo sul pavimento. Elisa si divincola per guardare ed io mi volto, stringendola ancora, mentre le sue gambe sono ancora avvolte intorno alla mia vita.
Delicatamente la poggio a terra e lei va verso il bagno per prendere un asciugamano con il quale ripulire il disordine che abbiamo fatto, e per asciugarsi le cosce alquanto umide. A dire il vero, ritorna con una manciata di grigie, squallide salviette e ne lancia alcune sul pavimento sotto la pozzanghera di calcina che si è fatta profonda.
“Dobbiamo cercare di andare nella tua camera ora. Dovrebbe esserci un asciugacapelli li. Questa serratura non sembra troppo resistente e… “, dice aprendo la sua porta e trovando la mia completamente spalancata dall'altra parte.
“MASSIMO????? “
“Uhm…. Non ricordo di averla lasciata…uhm…aperta!….. “


Sto per picchiarlo a sangue!
“La tua porta è stata APERTA per tutto il tempo?!?!?! “, chiedo, la mia voce si incrina mentre cresce di tono.
“Io…immagino…che sia così “, borbotta, irrompendo attraverso di essa. Ispeziona i cardini pensierosamente, evitando il mio sguardo di ghiaccio.
Raccatto una tovaglietta imbrattata di calcina e la lancio verso di lui il più violentemente che posso. Non ci posso credere, afferro un'altra tovaglietta e gliela inchiodo sulla faccia.
“Elisa, aspetta “, balbetta, sollevando le braccia verso l’alto per evitare un altro assalto.
“Per favore, lascia che ti spieghi…“
“Non voglio sentire le tue spiegazioni, Massimo! “, sibilo, avvicinandomi a lui schiaffeggiandolo ancora. Lui cerca di afferrare l’altro lembo dell’asciugamano per bloccare il mio assalto, alla fine ci riesce, ora cominciamo una guerra degli strattoni e l’asciugamano è così logoro che inizia a lacerarsi per la tensione.
“Elisa, ascoltami…. “, continua Massimo, e l’asciugamano alla fine si strappa. Lui mi aggancia i polsi e lotta fino a che entrambi non ruzzoliamo nella sua camera. Lui atterra sulla schiena ed io mi rialzo velocemente mettendomi a cavalcioni su di lui, serrandolo pesantemente con le gambe.
“Intendi dire che potevamo stare nella tua stanza per tutto il tempo? “, sospiro, ansimando per la lotta.
“No, sto dicendo che non lo sapevo… “, Massimo balbetta, poi tace e mi fissa. La proverbiale lampadina si è accesa nella sua testa.
“Aspetta un momento… Che cosa hai detto???? “
Un sorriso malizioso si apre sul mio viso mentre mi libero la mano dalla sua stretta. Lascio che il mio seno strofini contro il suo petto mentre abbasso il viso verso di lui.
“Ho detto… * potevamo * stare nella tua stanza per tutto il tempo? “
“Potevamo?? “, squittisce. Le sue mani scivolano sulle natiche e sulla schiena, i palmi sono aperti mentre stringe il mio corpo contro di sé.
“Si, potevamo… “, chiarisco, separando le labbra e coprendo la sua bocca con la mia.
La mia lingua scivola dentro di lui per approfondire il bacio.
“Elisa… “, sospira felicemente.
“Hai avuto me…per tutto il tempo “
“E ti avrò ancora “, rispondo, congiungendo le mani sul suo torace e poggiando il mento su di esse. Studio il suo viso pensieroso mentre mi sorride, i suoi occhi battono nervosamente per pura e semplice spossatezza.
“Al mattino “, si difende sollevando le mani in segno di resa.
“Il mio piccolo amico è esausto! “
“Al mattino! “, convengo, concedendogli una tregua. Massimo storce la bocca ancora di più ben sapendo che ho in programma di riprendere la questione prima di partire. Ma ora voglio solo lavarmi. Entrambi siamo appiccicosi, bagnati e sudaticci per la nostra maratona amorosa.
“Pensi che ci sia abbastanza acqua calda per un bagno? “
“Alla fine hai deciso di trascinarmi in bagno? “, mi chiede, guardando impaziente verso la stanza.
“Dannazione! Scommetto che non ce ne sia abbastanza. L’ho usata precedentemente “
“Che ne pensi di una doccia allora? “, suggerisco ansiosa di sentire le mani insaponate di Massimo sul mio corpo. Faccio pressione sul suo * piccolo amico * come incentivo.
“Pensi che ce ne sia abbastanza per una veloce?“

“Una doccia veloce…si… “, chiarisce, mentre lo lascio alzare dal pavimento.
“E forse anche qualcos'altro di rapido se prometti di strofinarti dietro le orecchie! “
Mi segue nel bagno e apre la doccia. C’è spazio per entrambi nel piccolo box. Le tubature tremano mentre lui sposta il flusso della doccia sulla testa. Non c’è assolutamente pressione e l’acqua scivola in un rivolo sottile sulle spalle di Massimo. C’è qualcosa che funziona in questo dannato motel??
Massimo mi accoglie tra le braccia e mi fa sistemare sulla mensola del sapone posizionata sulla parete della doccia. Raccatta un guanto di spugna e lo tiene sotto l’acqua. Poi lo insapona con una piccola saponetta Ivory.
“Immagino che dobbiamo accontentarci di questa spugna da bagno “, dice, facendomi divaricare le ginocchia.
Fa scorrere il guanto di spugna nelle zone inferiori, lavando via se stesso dalla mia pelle.
Il suo tocco è così rispettoso e delicato che io sono travolta dalla sua sensibilità. Massimo è un romantico, dopotutto. Inclino la mia testa di lato e scivolo quasi nel sonno sotto le sue cure. Mi sento così al sicuro con Massimo, così rilassata e così a mio agio con lui in questo modo. Mi chiedo se sia troppo tardi per accettare una proposta di matrimonio da lui…
Le sue labbra sfiorano le mie guance, costringendomi a svegliarmi.
“Sei ancora con me, Elisa?! “
“Sempre “, rispondo aprendo gli occhi e trovandolo che mi sta fissando.
“Sarò sempre con te “
Il suono delle mie parole echeggia tra le pareti mentre ci baciamo un’ultima volta prima che le tubature si scuotano ancora. Poi la doccia smette di funzionare del tutto.
“Siamo senz’acqua “, brontola Massimo, roteando gli occhi alla nostra ultima sfortuna.
“È stata una notte infernale, non trovi? “, chiedo prendendo il suo viso tra le mani.
“La migliore, dannata notte della mia vita! “, risponde, avvolgendomi le braccia intorno alla vita.
Io avvolgo le mie intorno al suo collo e scivolo via dalla mensola dentro le sue braccia.
“Sei mio! “, ammetto entusiasticamente. Lascio una scia di baci sul suo orecchio mentre sussurro,
“Andiamo a letto, Massimo! “
“Pensavo non me lo chiedessi più! “, sorride lui in risposta.

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