I piedi di Regina

Scritto da , il 2019-04-14, genere feticismo

Questo racconto, a differenza del primo, è solo una fantasia, anche se Regina è una persona reale.

Quando frequentavo l'università, vivevo in una residenza per studenti. Regina era ed è ancora la segretaria.
Un giorno d'estate, tornato alla residenza, mi feci una doccia dopo il viaggio. Visto che dovevo pagare l'affitto e la connessione, decisi di andare in segreteria. Indossate le infradito, mi avviai al piano terra. Essendo estate, la residenza era praticamente vuota. Raggiunta la porta della stanza, feci per bussare ma, aspettai qualche secondo, per godermi la visione. Regina era seduta dietro il bancone-scrivania, coi piedi nudi appoggiati sopra il bancone stesso. Regina non è alta e quindi pure i piedi, non sono grandi. E' di origine asiatica, con la pelle leggermente scura.

Bussai alla porta e subito Regina tolse i piedi dal ripiano, salutandomi ed invitandomi ad entrare. Entrando e richiudendo la porta, ricambiai il saluto ed avviandomi verso di lei, le dissi: "Tranquilla, lascia pure i piedi sopra". Lei, ringraziandomi, li rimise al loro posto. Mentre trafficava con fogli e pc, per convalidare i pagamenti, mi misi a giocare col suo alluce sinistro, alzandolo ed abbassandolo. Regina, ridacchiando, mi guardò chiedendomi: "Ti piacciono i miei piedi?". Per tutta risposta, le dissi: "Si, posso massaggiarteli?" e lei mi rispose affermativamente. Così, preso in mano l'intero piede sinistro ed alzandolo, cominciai a massaggiarlo con le mani. Prima, premetti su e giù sulla pianta, coi pollici; poi, massaggiai verso le dita ed infine, in mezzo ad esse. Non riuscendo più a trattenermi, cominciai a baciarle la pianta dal tallone alle dita. Immediatamente, Regina mi chiese: "Ma cosa fai?" ed io, prontamente, le risposi: "Tranquilla, fa tutto parte del massaggio". Così, tirai fuori la lingua e cominciai a leccarle la pianta, succhiarle le dita e leccare in mezzo ad esse. Regina non si oppose e finito il lavoro, si mise comoda con sguardo interessato e divertito. Presi il piede destro e ripetei il lavoro. Mentre leccavo e succhiavo, continuavo a massaggiarle la pianta coi pollici e ciò le piacque molto. Infatti, finito col piede destro, mi disse: "Senti, ti va se ci mettiamo più comodi? Nello sgabuzzino qui accanto, c'è un divano." e ovviamente risposi di si. Rimesse le ballerine, si alzò ed aprì la porta del ripostiglio. La stanza, usata come magazzino, in realtà era abbastanza grande. Una volta accomodati l'uno di fronte all'altro, Regina distese la gambe ed io ricomincia il lavoro. Questa volta, finito di leccare un piede alla volta, li presi entrambi e succhiai gli alluci contemporaneamente e leccai a volontà. Le chiesi di distendersi a pancia in giù e così, alzatomi e spostatomi dalla parte opposta, dandole la schiena, le alzai i piedi e leccai ancora meglio le piante, riempiendole di saliva. Poi ritornai nella posizione precedente e sempre afferrandole i piedi, le succhiai le dita. A questo punto, le chiesi di ritornare a pancia in su e di farmi spazio, in modo tale da riuscire a stendermi. Ora, i suoi piedi erano poggiati sul mio petto, mentre i miei erano vicini al suo volto. Mentre continuavo col mio lavoro, le chiesi: "Vuoi provare?", muovendo l'alluce destro ed avvicinandolo alla sua bocca, poi aggiunsi: "Tranquilla, sono puliti, dai prova, potrebbe piacerti!". Lo sguardo di Regina era ancora tra il curioso ed il divertito ed infatti mi afferrò il piedi, succhiandomi l'alluce e leccandomi la pianta. "Non è male", disse passando alle altre dita. Continuammo così per almeno una mezzora, Regina era bravissima e decisa, mi leccava le piante come lo facesse da anni e ruotava sempre la lingua quando mi succhiava gli alluci. La sensazione di leccare piedi, mentre i tuoi vengono massaggiati alle stesso modo, è pazzesca, una goduria incredibile. Regina poi, propose giochi nei quali dovevamo far entrare più piede possibile in bocca, o chi riusciva a leccare le piante dei propri piedi con meno difficoltà, o ancora chi si succhiava gli alluci con meno problemi.

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