Erotici Racconti

Una serata al poker

Scritto da , il 2018-11-08, genere orge

Era mercoledì, la sera del poker settimanale, senza soldi, l’unica cosa che si sarebbero giocati erano i vestiti e delle prestazioni erotiche. Quelle serate animavano la vita altrimenti piatta di Serena.
Serena era considerata da tutti una brava ragazza senza grilli per la testa, ma quasi nessuno sapeva di queste sue serate, sicuramente non i suoi genitori troppo presi dalle loro attività e dalla convinzione che la loro figliola fosse troppo saggia per fare cose del genere.
Quella sera erano in quattro, Alberto, Andrea, Antonio e lei, l’unica ragazza, senza altre donne a rovinarle il divertimento. Quella però non era la sua serata, stava perdendo, era consapevole che non sarebbe finita come il solito con le solite toccatine e palpatine, questa volta si sarebbe giocato pesante. Era il turno di Serena e aveva perso di nuovo, ora non aveva più abiti da giocare, era nuda, in mezzo ai ragazzi in mutande. Alberto come prezzo da pagare per aver perso le propose di giocare le sue carte, intanto che lui le palpava il seno, lo accarezzava e le pizzicava i capezzoli. Concentrarsi sulla partita risultava difficile, rischiava di sbagliare e perdere di nuovo. Sapeva che come passo successivo si sarebbe trovata a succhiare qualcuno, se lo faceva voleva esser consenziente non perché era stata costretta dall’aver perso a poker. La sensazione delle mani di Alberto era molto piacevole, tanto che lei gemette pensando di mollare tutto e farsi scopare dai ragazzi. Non era la prima volta che succedeva, anzi tutte le volte che lei si trovava nuda i ragazzi finivano per riempirla rendendo così le serate più interessanti. Decise che avrebbe preso lei l’iniziativa, allungò la mano verso Andrea che stava alla sua destra e iniziò a massaggiargli il pene da sopra le mutande, in modo da dare una svolta alla situazione. Le carte vennero dimenticate, buttate sul tavolo, Serena venne portata verso il divano che si trovava a lato della stanza. Antonio le si posizionò in mezzo alle gambe, intanto che Alberto le accarezzava i seni. Andrea le posizionò il pene semieretto tra le labbra, lei lo accolse sospirando. Iniziò un lento lavoro di bocca lasciando che gli altri si prendessero cura di lei. Antonio le leccò le grandi labbra, succhiandole si fece largo con la lingua per raggiungere il suo bocciolo, la leccava voracemente facendole scorrere la lingua su tutta la superfice, Serena si agitò per il piacere. Alberto si prese cura dei suoi seni leccandoli, succhiandoli e mordicchiandoli, i capezzoli si ergevano ritti in cerca di attenzioni, li strinse tra i denti, facendola gemere a bocca piena. I ragazzi decisero di cambiarsi di posto, Andrea si sistemò tra le sue gambe penetrandola con un ritmo costante e deciso, il suo pene scorreva facendola colare di piacere. Alberto le passò il pene rigido sulle labbra le fece leccare le palle intanto che Antonio le schiaffeggiava i seni, il collo, le guance e la pancia con il pene rigido. Serena era sull’orlo dell’orgasmo, venne con un urletto soffocato dalle palle di Alberto. I ragazzi decisero che era arrivato il momento di riempirla completamente in tutti i buchi. Antonio portò parte dei succhi di Serena sul buchino preparandolo con due dita, Alberto si stese sul divano col pene che svettava rigido e umido della saliva di lei. Serena si impalò su di lui, Antonio la fece stendere sopra l’amico, le lubrificò il buchetto e la penetrò con un colpo deciso, lei aprì la bocca per urlare, ma non le fu possibile Andrea le occupò la bocca con il suo membro turgido. I ragazzi iniziarono a muoversi all’unisono, Serena spalancò gli occhi mugugnando per il piacere. Erano un intreccio di corpi, i ragazzi si scambiarono diverse volte di posto, prendendola tutti in tutti i buchi più volte, Serena venne ripetutamente, gli orgasmi continui la resero ricettiva, ogni volta era più sensibile e dolorante. I ragazzi decisero che era venuto il momento di godere anche loro, la riempirono del loro sperma, facendo in modo che anche Serena raggiungesse per l’ennesima volta l’apice. Si lasciarono cadere sul divano scomposti, troppo stanchi per fare qualsiasi altra cosa. Serena pensò che era stata proprio una bella serata

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