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Le conseguenze di un tradimento – parte seconda

Scritto da , il 2018-07-11, genere dominazione

Agosto, la città rimane un forno anche alla sera, e anche se una brezza di vento accarezza ogni tanto le fronde degli alberi, portando un alito di fresco, dentro di me una sensazione calda di colpa, voglia, godimento e paura tiene alta la temperatura dei miei visceri.
Già, che pomeriggio imprevisto… anche se forse, sotto sotto, da qualche parte nel mio inconscio il desiderio di venire scoperto c’era… lasciare tutte quelle mail, l’account con le password salvate nel browser, non sono cose da me.
Fatto sta che ora sono stato smascherato, e nonostante un senso di vergogna sento una fortissima eccitazione che mi sale nei pantaloni.
La mia padrona mi ha lasciato solo questa sera, aveva già in programma una cena con amiche, lasciandomi solo e confuso, mi aveva ordinato di rompere mistress Zora, quella che per mesi aveva animato le mie fantasie più nascoste, sino a spingermi a contattarla e far precipitare le cose fino a questo punto.
Eccitato e con la voglia di essere sottomesso ancora mi trovo a scrivere un whatsapp a Mistress Zora, preso tra il desiderio di obbedire alla mia “nuova” Padrona e la speranza di sentirmi dominato ancora dalla musa delle mie fantasie.

Invio il messaggio, spuntine grigie e penso “patetico...”
Metto via il telefono e mi immergo in quella sensazione agrodolce mentre sudo nel caldo della sera quando il telefono suona. Con mio sommo stupore è Mistress Zora
>
Bang! Il mio cervello va in tilt, me la immagino in tutto il suo splendore, con quel suo viso quasi angelico, i bei capelli biondi sciolti ad incorniciare i suoi occhi verdi, carichi di quella luce… una luce per cui farei di tutto. Fosse per il mio pene starei già violando diversi articoli del codice della strada. Ho un’erezione marmorea, ma la mia testa è divisa, posso forse tornare dalla Mistress?

> provo a replicare

Non resisto più

Salto in macchina così come sono, e della mezzora concessami avanzo molti minuti.
Arrivato sotto lo studio della mia Mistress le scrivo che ci sono.

Paralizzato continuo a guardare lo schermo del telefono, sperando di mascherare i miei intenti dietro un’usanza banale. La città è deserta, e quei cinque minuti che la Mistress mi lascia per strada a sudare mi paio eterni. Nonostante tutto la mia erezione è sempre lì, a ricordarmi chi comanda.

Sento il portone aprirsi e scatto dentro, faccio i gradini a due a due e quasi senza fiato apro la porta socchiusa dello studio.

Eseguo.
Rimango li nudo, sull’ingresso, nella penombra quando sento il suono dei suoi tacchi. Il rumore si confonde con il battere del mio cuore, sono impaurito, ma anche eccitato da pazzi.
Finalmente intravedo la sua figura slanciata. Ha delle decolté con un tacco vertiginoso, un tubino nero attillatissimo ed un frustino in mano.
il frustino mi colpisce l’erezione
>
Crollo a terra, a testa bassa, istintivamente mi sento dire
Altro colpo di frustino

sento il frustino che mi passa tra i capelli, scende lungo le orecchie e arriva sotto il mento, premendo piano finché lo alzi. Vista da li sotto quella donna è di una bellezza estasiante, mi sorride dolcemente, tira un po su la gonna e mette in mostra la sua splendida vagina, con una sottile striscia di pelo, la “moicana” la chiamavo da ragazzino. Deve sfuggirmi un sorriso ebete, tipo quando da ragazzo l’ho vista la prima volta, perché la sua voce suadente mi riporta alla realtà
Inutile dire che eseguo, come ipnotizzato il suo comando, lei si avvicina ai miei piedi, a passo largo arriva sino al mio inguine, scende col bacino e si struscia sul mio pene in erezione, giusto un attimo, poi seria mi dice mi sale sull’addome con le scarpe, fa due passi, poi “scende” arrestando i suoi piedi a fianco alla mia testa. Respiro profondamente, lei mi guarda e sorride, maliziosa si riabbassa, portando il suo sedere sopra la mia testa, a pochi centimetri dalla mia lingua. > mi ordina, abbassandosi. Adoro leccare l’ano di una bella donna, sotto comando poi… mi dedico al suo sfintere con la massima dedizione, cercando di sfruttare il mio lungo naso per godere anche degli odori della sua splendida vagina. Quando è soddisfatta, si alza di un poco, e mi da un comando secco.
Eseguo, in pochi attimi sento una sensazione acida e calda che mi riempie la bocca.
Obbedisco, deglutisco, il fiotto è debole, allora prendo un’iniziativa, spinto forse solo dal desiderio di “peggiorare” la mia situazione, alzo la testa ed inizio bere dalla fonte, leccandola. Con somma sorpresa lei si mette a ridere e mi prende la testa tra le mani, tenendomi li Lecco sino a sentire il suo godimento nella sua bocca, e continuerei ancora, solo che lei, la mia Mistress, mi allontana la testa
non faccio a tempo a finire la frase che vengo colpito sul mio pene eretto, il colpo fa male, cerco di soffrire in silenzio





Mi rivesto alla bella e meglio, e con la mia erezione ancora gigantesca nei pantaloni faccio per aprire la porta, quando sento la sua voce

Mi congelo, non riesco neanche a rispondere, sento le sue mani che entrano nei pantaloni, una davanti, una dietro.

a malapena ho il fiato per boffonchiare un , ma vengo zittito con un dolce bacio a stampo, poi la dolcezza svanisce. Con la sinistra mi tira il cazzo, scappellandolo fino a far male, mentre la destra, umida di gel inizia a frugare il mio ano, un dito, due dita, tre dita… mi sditalina sempre più forte, bisbigliandomi nell’orecchio
Ancora una volta, in quello strano giorno, mi sento
Schizzo dappertutto nei pantaloni, l’orgasmo è violento, caldo e mi lascia senza forze, casco quasi per terra, la mistress mi sorregge un attimo e poi, con la stessa dolcezza mi sussurra

riesco a rispondere con voce rotta.
Scendo piano e piano torno in macchina, dopo aver parcheggiato trovo una fontana e provo velocemente a sciacquarmi, per fortuna il tempo è mio alleato, sono solo le 22:30, la mia padrona non sarà ancora tornata.
Rientro silenzioso, non c’è, faccio partire una lavatrice con i vestiti sporchi e poi via, mi butto sotto la doccia.
Lavato, asciugato e stremato mi metto a letto, cadendo subito tra le braccia di morfeo.



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