Le conseguenze di un tradimento

Scritto da , il 2018-07-10, genere dominazione


Agosto, la città è un forno a cielo aperto, nel tardo pomeriggio torno stanco da lavoro.
Sul divano c'è lei, la mia ragazza, vestita di tutto punto, è bellissima. Tacco alto, calze a rete, una gonna nera lunga che mostra uno spacco più che generoso quando si alza per venire a salutarmi ed una camicetta bianca aperta al punto da lasciar scorgere il suo bel seno. Mi bacia dolcemente sulle labbra, carezzandomi la guancia, poi mi prende la mano e mi dice "siediti, dobbiamo parlare". Non faccio a tempo a chiedere di cosa dovremmo parlare che lei già mi ha appoggiato il suo dito sulle mie labbra e all'orecchio mi sussurra "shh..."
Mi guida fino alla poltrona, io mi siedo, lei rimane in piedi davanti a me. E' bellissima, ma c'è qualcosa nel suo sguardo che mi spaventa. Si sistema un lunga ciocca dei suoi capelli corvini dietro l'orecchio prima di iniziare a parlare. Il tono è calmo, a tratti suadente, ma c'è una durezza nella sua voce che non avevo ancora mai sentito. "Ho visto le tue mail -dice- sai perfettamente di quali sto parlando,vero?" attimo di silenzio, penso che non possa essere vero, che non possa aver trovato quelle mail...
"hai perso la lingua? forse l'hai consumata troppo ieri a leccare i piedi di quella mistress?"
Groppo in gola, inizio a sudare, non riesco a rispondere per qualche istante, poi articolo uno stentato "si, ho capito quali mail"
"Bravo - mi dice accarezzandomi, mentre lo fa non riesco a togliere gli occhi dalle sue labbra contornate da uno splendido rossetto - parliamo un po' di queste mail, dimmi l'hai incontrata?"
Si siede sulle mie ginocchia e mi fissa negli occhi, ferma, sicura, fredda, mi sento in colpa, spaventato ma sento anche salire una forte eccitazione. Lei sta strusciando il suo sedere sul mio inguine, sente l'eccitazione, sorride, poi di scatto si alza e mi stringe il pene.
"ti basta pensare alla mistress per eccitarti, eh, stronzetto!" il tono è severo, ma lei sorride.
"scusa tesoro, ti chiedo perdono..."
Stringe più forte, mi fa male."Ahi". Mi arriva uno schiaffo, il rumore è forte, più del dolore, ma io rimango impietrito, sono KO.
"ti ho chiesto se ci sei stato, non di scusarti" mi dice avvicinandosi
"Si, ci sono stato" dico, abbassando la testa
Mi alza il mento, allenta un po la presa dal mio pene, ed appoggia le le sue labbra sulle mie per un istante, poi riprende: "Bravo, non era difficile rispondere, allora. Bene, io c'ho pensato tanto, e non voglio buttare via questa nostra lunga storia, ma tu ora devi farti perdonare, vero"
"SI! Farò tutto quello che vuoi, tutto, lo giuro, ma ti preg- aumenta la stretta sul mio pene e prende anche i testicoli, mi fa male ma lei sorride -aahh!". Molla subito la presa, quell'istante però mi è sembrato lungo una vita.
"Zitto, parli quando ti interrogo, ma bravo, hai capito una cosa, da adesso in poi tu farai qualsiasi cosa per farti perdonare. Farai quello che ti dico io, da ora, quindi inizia a spogliarti, nudo, in fretta"
Ancora frastornato mi trovo in piedi, a sbottonare la camicia e cercare di togliermi i calzoni contemporaneamente, con la fretta di un ragazzino la prima volta che deve fare l'amore. Lei ride, si sposta alle mie spalle ed inizia a sculacciarmi incitandomi a fare in fretta. Quando mi piego per slacciare le stringhe mi da una sculacciata più forte e mi ritorvo per terra con la faccia sul tappeto. Lei si avvicina, per un istante sento solo il rumore dei suoi tacchi, poi si palesano davanti a me. "Abituati a guardarmi da questa posizione"
Finalmente sono nudo, mi alzo di fronte a lei che mi guarda, sorride, afferra il mio membro teso, poi si volta ed inizia a muoversi. Mi porta su per i gradini sino al soppalco dove c'è il nostro letto. Lì molla il mio pene, mi carezza il viso e mi chiede "Cosa ti ha fatto fare la mistress?"
Attimo di silenzio, rotto dal rumore sordo di un suo schiaffo al mio pene, non ho il tempo di gridare che mi afferra i testicoli e con il medio va a cercare il mio ano. Sono terrorizzato, mi sento impotente, incapace di reagire ma al tempo stesso sono terribilmente eccitato.
Ripete la domanda mentre inizia ad infilarmi il dito sempre stringendo "Cosa ti ha fatto fare? la prima cosa, intendo, poi mi dirai tutto"
"Le..le ho leccato i piedi"
"Leccare i piedi di una sconosciuta, che schifo! Ora fai il bravo cagnolino, mettiti in ginocchio e lecca i miei."
Lei si siede, ha sempre gli occhi severi, glaciali, ma sulle sue labbra è dipinto un sorriso beffardo. Inizio a toglierle una scarpa e vengo colpito da una frustata. "No,no,no, devi chiedermelo - dice carezzando il suo frustino - se vuoi togliermi le scarpe, e devi chiederlo bene..."
"...Pa...Padrona, posso toglierle le scarpe?"
Mi passa il frustino sul viso mentre risponde "Bravo, si, ora sono la tua padrona, toglimi le scarpe e leccali bene"

mi ritrovo così, in un torrido pomeriggio d'estate nudo, inginocchiato ai piedi della mia ragazza, o meglio dire, della mia padrona, intento a leccarle i piedi. Mentre le lecco il destro, cercando di ciucciare bene tutte le dita, lei si divertie a passami il sinistro in faccia, a schiacciarmelo sul naso, e poi giù, a giocare con il mio pene e i miei testicoli, per poi tornare sul viso e ordinarmi di iniziare a baciarle quello. Lecco i piedi senza sosta, compiacendomi dei suoi derisori complimenti "sei un bravo cagnolino da lecca, adesso toglimi le calze, piano" E così le toglo le calze e avidamente riprendo il suo piede per baciarlo quando mi arriva un calcio proprio sui testicoli.Non è troppo forte, ma fa male .
"Cattivo cagnolino, chi ti ha detto di leccare?"
"Scusi padrona, posso leccarle i piedi?"
"Lecca solo tra le dita, pulisci bene, mi raccomando"
E così, prima il destro, poi il sinistro, lecco tutto quanto bene. Ogni tanto arriva qualche calcetto, soffro in silenzio preso da uno strano senso di paura misto alla voglia di farmi condurre chissà dove...non pensavo fosse così perversa, ripenso al dito che si addentrava nel mio ano, chissà se ci riproverà, mi sono sentito proprio in suo potere in quel momento, ed era bello.
Un altro calcio mi riporta alla realtà "Che fai, sogni ad occhi aperti? Vieni qui, sulle mie ginocchia, chiappe al vento"
Senza fiatare eseguo, mi sdraio sulle ginocchia e sento la sua mano accarezzarmi i glutei, è rilassante, poi ecco la prima pacca
"Parla, cagnolino, cosa ti ha ordinato di fare dopo?"
Attimo di silenzio, sono in forte imbarazzo, non so se mentire o lasciarmi andare a questo gioco. Un'altra sculacciata decisa mi spinge a parlare.
"le ho leccato la fi..la vagina...padrona"
Sbam. Altra sculacciata"Le hai leccato? Ti ha ordinato, riformula..."
"mi ha ordinato di leccarle la vagina, padrona"
"Meglio, e poi? Ti sei fatto sfondare il culo?"
Panico, mi ero fatto fare un massaggio prostatico, ora cosa le dico? intanto sento il suo dito che gironzola intorno al mio ano.
"Questo silenzio non fa pensare a nulla di buono cagnolino...ciuccia questo ditino, ciuccialo bene, ti conviene" mi dice mettendomi un dito in bocca.
Eseguo oramai senza pensare, quando è soddisfatta toglie il dito dalla bocca, e lo sento umido girare nuovamente sul mio ano.
"ripeto la domanda, ti sei fatto sfondare il culo- dice mentre inizia a penetrarmi con il dito- come una troietta?"
"...solo....solo un ditino" riesco a boffonchiare, cercando, con poca fortuna, di salvare ancora le apparenze. Lei ormai mi sta masturbando l'ano, sculacciandomi di quando in quando, questa situazione umiliante e a tratti dolorosa mi sta eccitando sempre di più"
"solo un ditino, così quindi?"
"...si padrona"
"...e hai sborrato?"
"..si padrona"
"Bene cagnolino, ora guarda sul comodino, cosa vedi?"
Alzando lo sguardo vedo il sul comodino, già in bella vista c'è un fallo finto, la sua cintura per indossarlo ed un lubrificante. Un brivido mi corre lungo la schiena, lei lo sente.
"Sei spaventato? No, sarò buona con il mio cagnolino, non ti farò male, ma sappi che da oggi il tuo culo è mio, e se te lo voglio scopare, decido io con cosa...ringrazia che non voglia trovarti un cazzo vero"
Rabbrividisco. Ha smesso di mastrubarmi, sento che si sta pulendo cn una salvietta, non riesco a parlare, ne a muovermi, ma l'eccitazione è ancora lì, marmorea, mi sento sotto un incantesimo, se vuole incularmi...il mio culo è suo.
"Hai perso la parola cagnolino? Non è il più grosso che ho quello, non preoccuparti, adesso scendi, però, e leccami bene la fighetta, prima di far godere te come una troietta voglio godere io. Quindi mettici impegno."
Trasportato da quelle parole mi ritrovo a leccarla e baciarla con una dedizione mai avuta. Le sue mani mi afferrano i capelli, ogni tanto mi muovono la testa, ogni tanto mi stringono solo per tenermi lì. Sentirla godere mi eccita da matti, ogni tanto mi stuzzica il pene con un piede, poi scende verso lo scroto, temo mi voglia colpire, invece deica mi accarezza. Il suo piacere invade la mia bocca e lo assaporo rapito, vorrei continuare a leccare quel nettare, ma mi tira a se, mi bacia. Un bacio caldo, lungo, con la lingua. Vedo solo gioia nei suoi occhi. "Bravo cagnolino, la tua linguetta funziona bene" Sorrido. Mi sorride, faccio per darle un altro bacio. Sbam. La sua sberla mi colpisce forte.
"non ti permettere più, adesso torna giù e leccami il culo"
In silenzio, ancora più confuso ed ancora più eccitato eseguo. Sento il suo piede cercare i miei testicoli."Leccami solo il culo, cagnolino, o ti schiaccio le palle così..."Mentre lo dice esercita una lieve pressione, mi starò abituando, ma più che male mi eccita.
Eseguo, ho sempre amato leccarle l'ano, ma farlo sotto ordine e minaccia mi eccita ancora di più. La mia lingua le fruga dentro il buchetto senza sosta, mentre il mio naso gode del delizzioso profumo della sua eccitazione. Sento i suoi piedi sul mio membro, che lentamente mi accarezzano, e i suoi risolini ogni volta che emetto un gemito di piacere. L'idillio si interrompe d'un tratto con un lieve calcetto nelle palle, a sottolineare che le sue parole hanno bisogno di attenzione.
" Adesso basta cagnolino, ti voglio inculare!"
Ci siamo, rimango impietrito, eccitato ma al tempo stesso impaurito.
"Mettiti a pecora, la testa lì- indicandomi la testiera del lett, io eseguo- bravo"
Apre un cassetto e ne estrae delle manette, con cui mi lega alla testiera.
"Così non te ne potrai scappare una volta sborrato, perché sborrerai tanto, troietta, lo sai? ma io vorrò sfondarti ancora un po'...magari..."
Mi benda poi con le sue calze a rete, ad occhi aperti intravedo giusto qualcosa. Mi sussurra all'orecchio, soavemente "Ti ricordi com'è stato quando ti sei preso la mia verginità anale, eccitante verò? Mi voglio gustare anche io questo momento, non ti farò male, vedrai, godrai un sacco". Mi bacia, di nuovo un bacio caldo, appassionato. Quando si stacca sento uscire dalla mia bocca un "inculami padrona". Lei ride mentre si allaccia lo strapon.
Legato alla testata del letto, con le calze della mia donna a coprirmi gli occhi e a velarmi la vista, pronto per essere sodomizzato. Che strano pomeriggio, sono terrorizzato, ma non posso più farci nulla, sono lì ed è esattamente dove desidero essere. Sono nelle sue mani.
La sento infilarsi sotto di me, dopo qualche istante, che mi è parso infinito, in cui preparava la scena. Mi accarezza i genitali, lentamente scorre con le dita il mio pene, su e giù, poi lo lecca, mentre con le dita inizia a massaggiarmi i testicoli... Ahh, è una sensazione fantastica, inizia a succhiarmi il pene con voracità, poi scende sui testicoli, mentre la sua mano afferra la mia erezione, e poi scende ancora, fino al mio ano. Sento la sua lingua che mi penetra, proprio come avevo fatto io a lei la prima volta, penso. È una sensazione magnifica, si continua a spostare dal pene all'anno, e mentre ha in bocca il mio membro inizia a fare strada con le dita al suo fallo. Già, è lì sotto di me, lo intravedo attraverso la bendatura. "abbassa un po' la testa- mi dice- c'è una cosa per te laggiù "
Eseguo, lei con dei colpetti addominali prende le misure, sbattendomelo in faccia, quando trova le mie labbra mi dice "ora chiudi gli occhi e apri la bocca" eseguo, lei inizia prima a strofinarmelo sulle labbra, poi pian piano me lo mette in bocca, intanto aumenta a spingere le sue dita nel mio ano e riprende a leccarmi il membro. Sono in estasi. Perdo ogni freno inibitorio ed inizio a succhiare il suo fallo finto con forza, ho la bocca piena di salva, lo sto sbavando tutto.
Sento un "ti piace eh, troietta " mugugno un si, quando sento due schiaffetti sui testicolo"non si parla con la bocca piena, troietta"
Mi stacco dal suo fallo finto, ora desidero solo venire sodomizzato da lei, e lei lo sa. Si posiziona dietro di me, sento il gel sul mio ano, e poi la punta che prova ad entrare, mi dice "dillo e godi"
"inculami padrona"
Lei sorride, inizia ad entrare ed uscire, prima con la punta, poi con tutto il fallo, sono in suo possesso e sto godendo come mai avrei pensato. Ad un certo punto accelera, poi mi afferra forte il pene, tirandolo indietro, mentre spinge sempre più forte. Non resisto, grido e vengo con tutta la forza che ho.

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