Erotici Racconti

Serata imprevista 7

Scritto da , il 2018-02-13, genere incesti

Quando esco dal portone la fantasia si scontra con la realtà, il quartiere fa davvero schifo, ci sono più immigrati che italiani ed il degrado è ovunque, spero vivamente di ritrovare la mia macchina lì dov’è, e di allontanarmi al più presto, quando vedo che l’auto è al suo posto mi rassereno un attimo, poi penso che è meglio non aspettare in auto, e mi metto in piedi vicino ad un muretto in modo che posso vedere Karina che esce dal portone, dopo qualche minuto mi passa accanto un motorino tutto sgangherato che si ferma sotto al palazzo, è Gino il fidanzato di Ivana, il cornuto, penso mentre mi scappa un sorriso, il motorino è lo stesso del padre portinaio, che usava almeno dieci anni prima quando abitavo nella casa vecchia, mi squadro il ragazzo dalla testa ai piedi, è un bel giovane, magro, atletico e con un culetto niente male, lo ricordo come un ragazzino fin troppo vivace, ma è sempre stato un bel ragazzo, anzi, i lineamenti del viso sono più delicati e belli di quelli di mio figlio che al contrario ha la faccia rude ed il mascellone, il fisico poi, è imparagonabile, mio figlio è una bestia, Gino è più aggraziato, sono due modi diversi di essere fighi, entrambi sono comunque splendidi. Mentre faccio di questi pensieri vedo uscire Karina, si avvicina a Gino, lo saluta con un bacino a timbro, poi si guarda intorno, e gli dà un bel bacio con la lingua, lo limona per qualche secondo abbracciandolo pure in vita, Gino la stacca a forza, vedo che si batte la tempia con l’indice, come a dire: ma sei matta?, lei gli fa una linguaccia e sorridendo viene dalla mia parte, quando mi vede però, capisce che ho visto tutto e smette di sorridere, ma a quel punto sono io che sorridendo le vado incontro dicendo:”tesoro sei splendida, mi hai appena confermato che sei proprio la ragazza dei miei sogni, disinibita e piena di passione” le apro lo sportello, indossa un vestitino simile a quello che aveva Ivana fino a poco fa, solo che è argentato, con lunghi tacchi a spillo di vernice, è truccata pesante ed ha tutte le cosce da fuori, le do una pacca sul culetto per farla entrare, continuando a riempirla di complimenti, metto in moto ed andiamo. Continuo a guardarla, non voglio fare il moralista, come mi sembra di aver dimostrato finora non sono proprio il tipo, ma se una ragazzina va in giro conciata in questo modo il rischio che qualcuno le salti addosso è reale…..
Questi pensieri, invece di scatenare in me rimproveri morali o un senso di amorevole protezione mi tornano a far salire l’eccitazione, cazzo, io sono il primo che le salterebbe addosso, avere una così bella ragazzina a fianco mi ringalluzzisce tutto, le chiedo dove deve arrivare, mi risponde che, prima si fermano in centro a fare l’aperitivo, o apericena come si chiama adesso, e poi vanno in un noto locale a ballare, ne approfitto per fare un po’ la sua conoscenza, quando ad un certo punto mi chiede quando ho scopato con la sorella e come è successo.
Le rispondo narrando gli eventi della sera precedente, ovviamente ometto i dettagli incestuosi, e chiarisco che con sua sorella è stata tutta fortuna se mi sono ritrovato a scoparla, ma le dico apertamente che sua sorella non fa me, (ovviamente mento ma questo discorso fa parte del piano), sessualmente non è disinibita, la devo forzare a fare ogni cosa, certo, si fa fare tutto, ma è, come dire, “passiva” ecco, non prende mai l’iniziativa, per me che sono un perverso libertino le cose dovrebbero essere più spontanee, più naturali e soprattutto senza sensi di colpa, poi continuo: e tu sei disinibita e maialina come piace a me oppure ti fai tanti problemi come accade con Ivana?
-dipende da cosa intende per cose perverse, fa lei.
-O tesoro, ma io intendo tutto quello che riguarda il sesso, dallo scambio di coppia al pissing, dal bondage ai rapporti anali estremi, capisci, piacere incondizionato, sesso fatto per il piacere di fare sesso, darei tutto per avere una compagna bella e giovane come te che stesse dalla mia parte e mi accontentasse, ad esempio guarda qui, e le mostro l’ovetto vibrante che fine qualche minuto fa era nella fica della sorella maggiore, “sai questo cos’è?” le dico, vorrei tanto, ma tanto, che tu lo provassi…. Lei guarda l’oggetto incuriosita, facciamo così, continuo io, se mi lasci fare ti faccio un altro regalino che dici?
Lei è titubante, mi dice che è fidanzata….
-e chi è questo ragazzo fortunato? Faccio io
Lei risponde che è un ragazzo di colore che si chiama Lukas, fa il barman nella discoteca dove devono andare a ballare stasera ed è più grande di lei di circa dieci anni.
-Cazzo! faccio un ragazzo di colore, se è vero quello che dicono su di loro, sei proprio tu la donna che fa per me.
-In che senso? fa lei.
-nel senso che ti scopi uno che è molto più grande di te, nero, con un cazzo gigante di sicuro, e poi ti limoni pure il fidanzato di tua sorella sotto casa, avanti confessa cosa c’è tra te e Gino?
-ma niente cerca di minimizzare lei…
-no ragazzina a me non me la fai, sei una maialina che sta parlando con un porcone, e tu sei andata troppo convinta a mettergli la lingua in bocca, secondo me avete pure scopato.. confessa le dico ridendo
-una volta gli ho fatto una sega! Ammette, stavamo al mare e lui si doveva cambiare il costume, dopo essersi fatto il bagno con Ivana, l’avevo notato barzotto e ho finto di non sapere che stesse nella cabina, così sono entrata e… ed è successo ecco tutto.
-in una cabina c’è poco spazio per una sega, è meglio che si sta in ginocchio a fare una pompa, continuo io…
-beh, fa lei,in effetti io ero in ginocchio…
-eh, lo vedi che ho ragione? faccio io, guarda in che stato sono, le prendo la mano e me la porto sul cazzo in tiro, confessa gli hai preso il cazzo in bocca….
lei dice che si è piegata per farsi venire sulle tettone, e solo alla fine gli ha dato un bacio sulla cappella coperta di sperma, ma che non sono andati oltre, poi nel corso dei mesi lei ha provato altri approcci, ma non sono mai andati oltre qualche toccatina e qualche bacio rubato, evidentemente Gino è concentrato su Ivana
-Concentrato un cazzo! Per quanto mi riguarda è solo un frocetto, al posto suo avrei fatto di tutto per scoparvi assieme tutt’e due, le dico, mentre in pratica mi sto masturbando il cazzo da sopra i pantaloni con la sua mano, ascolta Karina, non farmi la ritrosa come Ivana che mi ha già rotto le palle col suo atteggiamento attendista, io ti voglio disinibita e porca, questo piccolo vibratore è solo l’inizio, voglio sperimentare di tutto con te, dammene la possibilità e farò di te una donna felice, e le infilo una banconota da cinquanta nella borsettina.
-mi hai preso per una puttana? Mi dice…
-No cara assolutamente (invece Si, cara, penso tra me e me) ma voglio che tu ti diverta questo sabato, Ivana è stata un po’ spilorcia, io invece voglio essere generoso con te, dai guarda, sali un attimo, voglio farti vedere una cosa.
Infatti, parlando parlando, siamo arrivati nel palazzo dove ho lo studio, qui non ho il box collegato con l’ascensore come a casa, ma solo un posto auto scoperto nel cortile, ringrazio il cielo che il portiere non c’è, e la maggior parte degli immobili è adibita ad ufficio, quindi il sabato sera è mezzo deserto, altrimenti chiunque mi vedrebbe salire in ufficio con una ragazzina così conciata, non ci metterebbe nulla a fare due più due.
Accendo tutte le luci e le faccio fare il tour dello studio, questa è la postazione della mia segretaria, questa è la scrivania del mio collaboratore, questo è il mio ufficio, e…. questo è il mio cazzo, l’abbraccio da dietro e le faccio sentire tutta l’eccitazione sul sederino, la giro, le lecco il collo, le labbra, l’orecchio, mentre la mia mano si fa spazio sotto la minigonna, lei è reticente, si lamenta che le rovino il trucco per la serata, (ma tu vedi che cazzo di problemi devo avere io) la tranquillizzo dicendole che la segretaria ha una trousse fissa in bagno, lei vuole accertarsene di persona, il bagno dei dipendenti è dall’altra parte dello studio, ed io non ho la minima intenzione di staccare la mia eccitazione dal suo culo, la scena è comica tipo trenino, camminiamo insieme fino al bagno, si mette a scavare nei belletti della segretaria, dice: “meno male, i trucchi sono di qualità, puoi procedere”
mi scappa da ridere “in pratica ti fai scopare solo perché poi, puoi rimetterti in sesto il trucco? Ahahhah.
-lei mi fa: guarda che è sabato sera ed io mi devo uscire con gli amici, mica ci posso andare tutta sgualcita, anzi, non mi sgualcire il vestitino che è di marca….
io che oramai sono partito le dico: te ne compro dieci di vestitini, e pure tutti i cazzo di trucchi che vuoi se adesso vieni qui e ti fai scopare come l’ultima delle troie, lei si spoglia, la delicatezza con cui piega quel vestitino è assurda, io nel frattempo accendo la pompa di calore nel mio studio, lei si lega i capelli dietro la testa e si avvicina, mi lancia sul divano, cado a peso morto, indossa solo il completo intimo ed i tacchi, raggiunge la patta del mio pantalone senza piegarsi sulle ginocchia, come una spogliarellista esperta, dio com’è bella, penso tra me e me, mi fa uscire fuori il cazzo, e ci sputa sonoramente sopra, poi inizia a succhiare, una mano mi afferra i coglioni e l’altra afferra la base del cazzo, se lo fa scivolare fino in gola e tira pure la lingua fuori a leccare le palle, è una maestra della “gola profonda”, mi dice che con il lungo cazzo nero di Lukas ha fatto molta pratica, arriva fino alla base del mio cazzo, non un lamento, non un singulto, è capace di rimanere così, con il cazzo ficcato in gola per lunghi secondi, sono felice come un bimbo su una giostra, le dico che se non fossi sposato ad una altrettanto brava troia, la sceglierei in sposa, e cerco di afferrarle i capelli per guidarla sul mio membro, ma si ribella.
-no, ho detto no, i capelli non me li devi toccare, stai tranquillo, faccio tutto io, si leva i tacchi e sale all’in piedi sul divanetto dove di solito si accomodano i clienti, le mie gambe tra le sue, e la sua fichetta tutta depilata davanti alla mia bocca, inizio a leccare, è lei che dopo un po’ mi interrompe, ma non dovevi infilarci qualcosa lì dentro, l’ovetto, certo, lo tiro fuori dalla tasca, lo inumidisco e lo infilo in quella fichetta imberbe, metto a velocità uno, lei mugola e mi fa:”non può andare più forte sto coso”, metto a velocità due, e continuo a leccare, mi inumidisco un dito e glielo infilo su per il culetto, ancora una volta è lei che parla: “forse meglio due dita” mi dice, l’accontento subito, mugola lì, in piedi su di me, poi inizia a scendere lentamente, mi afferra il cazzo e se lo punta in figa, il mio membro entra tutto, sento il “Bullet” che vibra dentro di lei, fa vibrare anche il mio cazzo, iniziamo a scopare da seduti, con una mano le afferro e le lecco un capezzolo, con l’altra ho due dita piantatele nel culo, saltella agile e leggiadra sul mio cazzo e mi ordina di mettere la veolocità massima al “viber”, poi, e questo mi stupisce, si gira con il cazzo in figa dall’altro lato, dandomi la schiena, se lo sfila da fica e se lo pianta in culo, io seduto sul divano, lei seduta su di me con il cazzo in culo, punta in piedi per terra ed in pratica si scopa da sola agitando il bacino, sta facendo il twerking sul mio cazzo, dio benedica i balli moderni, le mie mani vanno a riempirsi dei suoi fianchi, delle sue forme, che troia consumata penso mentre mi porta all’orgasmo, le lecco la schiena e le tiro i capezzoli talmente forte da farla urlare, mi incita a scoparla duramente, aumento il ritmo al massimo, lei si trastulla la fica fino a raggiungere un poderoso orgasmo, io sono al limite, vederla agitarsi così mi sta facendo arrivare, si piccola vai che godo, vai vai, aahhhhhhhhh, cazzo siii….che scopata in culo siii…ahhhhhhhh, sborroooo, ti inondo il culo piccola troia in erba, uhhh, che scopata per davvero, sono tutto sudato, faccio per tirarmela a me e baciarla, ma si mette dritta e dice: non puoi abbracciarmi da dietro mi sporchi i capelli!!
-tesoro, hai rotto il cazzo con sti capelli!!
Sgattaiola in bagno a recuperare i trucchi della segretaria, la seguo, nel bagno il riscaldamento non c’è, fa freddino, c’è una vecchia doccia, non so nemmeno se funziona, le chiedo di entrare con me, ovviamente la risposta è negativa, perché altrimenti le si sciupano i capelli, cerco di insistere perché ho un ultimo desiderio che vorrei lei esaudisse, mi chiede quale fosse, le rispondo che vorrei pisciarle addosso, Ivana ha fatto molte storie e vorrei vedere se lei è meglio.
-Cazzo dici, Ivana si è fatta pisciare addosso ahahahahahah.
-si le dico ma solo dopo molte insistenze.
-ahahahahahahah continua a ridere lei, già è molto che non ti abbia sparato hahaahah, per questo prima era tutta nervosa, a miss perfettina queste cose non piacciono, hahahaha hhihihih.
-Ed invece a te…. Piacciono? Faccio io con l’uccello in mano
Per me è indifferente fa lei, se vuoi pisciarmi addosso accomodati, però solo dalle tette in giù perché altrimenti…
-Si si rispondo io con gli occhi al cielo, altrimenti ti rovini i capelli, ok, ok, ho capito la solfa.
Si piega nella doccia con le gambe aperte, mi guarda sorridente mentre scuote la testa, io inizio a urinarle sulle tette, poi cerco di colpirle la fica, risalgo un po’ sul collo e lei mi avvisa di scendere per non schizzarle i capelli, a questo punto mi fermo io e le dico: se hai paura degli schizzi perché non la mandi giù, mi faresti davvero felice..
-l’hai chiesto anche ad Ivana? Fa lei
-Le dico lascia stare tua sorella, sei disposta o no ad accontentarmi?
Lei mi sorride ancora dicendomi: “allora sei davvero un maiale!”, ma quando si imbocca il cazzo oramai moscio per farsi pisciare in gola, capisco che anche da questa troietta posso ottenere ciò che voglio, e piscio senza più ritegno, lei ingoia, con avidità, ha un buon metodo, non si fa riempire le guance e nemmeno cerca di mandarla subito giù, è come se stesse bevendo da una cannuccia, senza fretta, quasi a gustarsela, quando finisco con naturalezza stilla le ultime gocce, le sue labbra sono in pratica asciutte, non un rivolo è fuoriuscito dai lati, la guardo come una creatura mitologica, e le dico:sei troppo esperta, chi ti ha insegnato.
-che c’è, tra porci vi riconoscete? Fa lei, è il mio fidanzato Lukas che pretende che ingoi qualsiasi cosa esca dal suo uccello, e si incazza a morte se anche una goccia va sprecata.
-e bravo l’africano faccio io, è uno che ha capito tutto della vita, devi presentarmelo.
-ti spaccherebbe le ossa, mi considera una sua proprietà.
-Tu presentamelo e poi vediamo… le dico mentre le tolgo il minivibratore dalla vagina…
La lascio sistemarsi in bagno e corro a rivestirmi, sono passate le dieci di sera e mia moglie mi ha mandato diversi wazz-up, mi scoccio a morte di riprendere la macchina ed accompagnarla dove deve andare, il centro è vicino, sono davvero poche piazze più in la, ma è cominciato il traffico della movida. Le chiamo un taxi, scendiamo in strada ad aspettarlo, nel frattempo le confesso che ho chiesto ad Ivana se tra di loro ci sono stati contatti lesbo e lei, in pratica, mi ha detto di si.
-Chi? Ivana ti ha detto questo? Fa lei, e ride, ahahahah, abbiamo un solo bagno e facciamo tutto insieme, ma sono io che, qualche volta le ho allungato la lingua sulla fichetta, ed ho baciato i suoi capezzoli, quelle volte poi che ci depiliamo a vicenda, sono sempre io che la massaggio tutta e cerco di avere un contatto più intimo, se fosse per lei, a stento si farebbe vedere nuda da me.
-Non farla tanto pudica a tua sorella rispondo io, certo come ti ho detto va forzata a fare certe cose ma poi si impegna, vorrei tanto scoparvi insieme sai? Sono convinto che siate una forza della natura, mi aiuterai? E nel frattempo gli porgo il pacchetto con la spillina d’oro che ho preso sempre al centro commerciale, è ancora nel pacchetto e non gli dico cos’è, la vedrà nel taxi durante il tragitto.
Lei mi dice che vederla lesbicare con la sorellona è il sogno di tutti gli uomini che ha incontrato, a parte Gino, anche il suo fidanzato di colore, Lukas vorrebbe tanto che accadesse, ma lei tutte le volte che ci ha provato ne ha sempre ricevuto dinieghi e rimproveri. Anzi si stupisce ancora di come si sia fatta scopare come una troia con le manette e la pallina in bocca, evidentemente quel fusto di Dario ha un certo effetto su di lei.
-Conosci Dario? gli dico
-E chi non lo conosce quello, fino a due anni fa stava nel mio liceo, e noi ragazzine delle classi inferiori facevamo il diavolo a quattro per farci notare, da lui e da Gino, ma come vedi non ci filano per niente.
-Mmmm, la cosa è interessante, sono convinto che si possa organizzare, dammi il tuo numero di telefono, ci sentiamo domani, questa è una cosa da farsi assolutamente, ho voglia di scoparti assieme a mio figlio, e, se siamo fortunati riusciamo anche a coinvolgere Gino e Ivana.
- Eh si, …e tutti vissero felici e contenti, ma ti senti quando parli, questa è fantascienza mio caro sig. Franco.
Ovviamente la piccola ignora che sto creando una rete di scopate orgiastiche ed incestuose, quindi le sembra impossibile, ma io la rassicuro e le dico:”io vorrei solo che tu fossi dalla mia parte e che faccia ciò che ti chiedo, poi non preoccuparti se deve succedere, succederà, per il momento non dire niente a tua sorella e non farle vedere né la collanina né quest’altro regalo, e non dirle ovviamente che ti ho scopato.
-E che mi hai pisciato in bocca, e sgualcito l’acconciatura, ahahah, ok ok, ho capito, attendo istruzioni da lei gran capo, ecco il mio numero di telefono.
-Brava piccina, ci sentiamo domani, le rispondo, mentre appena arriva il taxi le sgancio un’altra cinquanta euro e le auguro una buona serata.
Più che cinquanta sfumature di grigio, la situazione sta diventando cinquanta sfumature di euro, ho davvero perso il conto di quanto ho speso oggi, sono stanchissimo, lascio l’auto nel cortile dell’ufficio e mi incammino verso casa a pochi isolati di distanza. Devo riflettere, ho messo talmente tanta carne a cuocere che devo organizzarmi bene se voglio che poi tutto combaci perfettamente, con questi pensieri arrivo quasi alla porta di casa, quando quel bisonte di mio figlio Dario esce dalla porta di fretta e quasi mi sbalza in aria, è ben vestito, pantalone classico, camicia bianca e giacchetta, oltre ad un cappotto di lana nero che gli va a pennello, mi dice che è in ritardo e deve andare, ma lo fermo e gli consegno l’ormai famoso minivibratore telecomandato, gli dico di usarlo sulla sua fidanzata Lucia, mi fa:”ma sei ammattito, con Lucia no, dai” ma io sono deciso, e non solo voglio che glielo infili, ma che tu faccia anche un video che lo stai facendo, lo voglio vedere domani; ci resta un po’ male per questa ulteriore mia richiesta, gli chiedo dove devono andare stasera, mi risponde ad una festa di laurea di un amico che ha finito la triennale.
-La benzina in macchina ce l’hai?
-Beh si e no, è in riserva, come sempre, mi dice sorridendo.
Metto mano alla tasca, le banconote da cinquanta sono finite, restano solo quelle da cento, mio figlio scaltro, ne sfila una e se la mette in tasca poi scappa via giù per le scale, gli urlo dalla tromba: “mi raccomando il video, non mi deludere!! Risponde allontanandosi:”non ti prometto niente”…
Penso che quello sia il minivibratore più felice della storia, appena scartato si è fatto un giro su due sorelle ed ora andrà nella fica della ragazza di mio figlio. Rientro a casa, a sinistra della porta di ingresso c’è il corridoio che porta al salone, sulla destra le due camere che avrebbero dovuto fare da studio, e che ora sono abbandonate poiché ho comprato il grande ufficio in cui mi sono appena scopato nel culo la bella Karina, osservo gli spazi, ho davvero intenzione di trasformare quegli ambienti in qualcosa di speciale e di perverso, con questi pensieri raggiungo prima la camera di mia figlia, che trovo vuota, e poi quella da letto, dove trovo mia moglie che assonnata mi chiede dove sia stato e cosa abbia fatto con Ivana, le rispondo che mi sono fatto fare un altro pompino in macchina, perché volevo sapere quali erano le sue intenzioni con Dario (mento spudoratamente su quel che è accaduto con Karina, non so se è mentalmente pronta ad un altro elemento nel gruppo), le chiedo se è gelosa, mi risponde con un vaffanculo e si addormenta

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