Il tempo dei ricordi - Segreti svelati - Fine

Scritto da , il 2017-11-01, genere incesti

Cinque anni meravigliosi vissuti come se fossi un'adolescente sempre bramosa di apprendere le cose della vita.

Prima di sposarmi avevo avuto un solo fidanzato col quale non ero mai andata oltre il classico petting da ragazzi.

Qualche bacio,qualche toccamento ed alcune volte,mi aveva anche baciato li ed io lo avevo leccato senza che ne provassimo particolare piacere se non quello della trasgressione e delle prime scoperte dei nostri rispettivi corpi.

Con mio marito avevo fatto l'amore per la prima volta la notte del nostro matrimonio e poi,il nostro rapporto di era stabilito su una routine piuttosto classica,senza fantasia e con una frequenza a scansione settimanale con le naturali variazioni i giorni in cui tornava dai suoi viaggi ed il mio ciclo ce lo permetteva.

Proprio così,quando avevo le mie cose,di sesso non se ne parlava proprio,neanche con le variabili facilmente immaginabili da persone dotate di un minimo di fantasia erotica tuttavia,ci piaceva leccarci durante i veloci preliminari ed io avevo anche iniziato ad ingoiare il suo seme nei momenti in cui succhiandolo,se ne veniva anzitempo lasciandomi completamente insoddisfatta.

Nonostante questo,il sapore della sua cremina mi piaceva ed avevo imparato a controllare il suo orgasmo riuscendo,nel momento cruciale,a farglielo sfilare per prenderglielo velocemente in bocca.

Quando invece mi godeva dentro,me lo sfilavo e correvo a prenderglielo tra le labbra per succhiargli gli ultimi residui di sperma e godermi nella bocca,la fase in cui il membro,lentamente,perdeva il suo turgore.

Col mio collega vedovo,anche se piuttosto timido e riservato,le cose andavano un po meglio a letto grazie forse,alla moglie che a suo dire,era piuttosto calda e da lei aveva imparato dei giochini che poi lui,insegnava anche a me.

L'unica cosa che non gli avevo mai concesso nonostante me ne decantasse il piacere,era la parte "B" come amava chiamarla lui.

In verità in quel posto ero ancora intatta giacche ne mio marito ne altri prima di lui (e chi?!) me lo avevano mai chiesto.

Con mio figlio invece,era stato tutto diverso sin dal primo momento.

Già al nostro terzo incontro mio figlio mi aveva detto:

-Sai mamma che hai un culo a forma di cuore....di quelli che si vedono nelle riviste-.

-Ma che dici Sergio....come parli?!-

Gli avevo risposto coprendomi pudicamente col lenzuolo le natiche in bella mostra,a causa della mia postura a pancia in giù e con la testa appoggiata al suo inguine.

-Davvero mamma,hai un culo da sballo...chissà con che gusto te lo prende papà!-

-Ma che dici....sei proprio un porco!

Li non è mai entrato nessuno e nessuno mai lo farà!-

Gli avevo risposto mezz'ora prima di ritrovarmelo dietro intento a lubrificarmi col burro,lo stretto ed inviolato pertugio:

-Facciamo come quel film di Marlon Brando...."Ultimo tango a Parigi"....l'hai visto?-

-Si l'ho visto ma non mi è piaciuto!-

Gli avevo risposto con tono preoccupato mentre con le dita ed il burro armeggiava tra le mie natiche e dentro lo sfintere anale.

Quando gli sembravo pronta,lo aveva infilato dentro con una dolcezza ed una lentezza che mi aveva fatto provare sensazioni strane senza procurarmi alcun dolore.

Certo lui ci sapeva fare,ed aveva aspettato che mi rilassassi e che,seguendo i suoi consigli,mentre lui spingeva,spingevo anch'io dilatandomi come se dovessi defecare.

Mi ero aperta come il bocciolo di un fiore,mi ero dischiusa e lui mi era scivolato dentro davvero come una lama bollente nel burro e quando aveva cominciato a cavalcarmi e,con una mano,a massaggiarmi la fica e la clitoride,mi aveva portata ad avere quasi subito un lungo ed intenso orgasmo.

Quella era stata la prima di una lunghissima serie di rapporti anali nei quali avevo imparato a godere anche con quel "particolare",oscuro anfratto,del mio corpo.

Quel demonio,chissà dove e come aveva imparato tutte le cose che faceva quando facevamo sesso e non solo nell'intimità di una stanza.

Non c'era ambiente o situazione in cui,se gli si scatenava la libidine,non trovasse il modo per godere e farmi godere con lui.

L'abbiamo fatto nei bagni dei ristoranti o di altri luoghi pubblici.

In spiaggia in pieno giorno.

Non era raro che gli si accendessero le voglie in macchina e che al primo luogo appartato che gli capitava a tiro vi entrasse per consumare il fattaccio.

Lo abbiamo fatto anche nelle piazzole d'emergenza in autostrada col traffico che ci scorreva accanto e talvolta si faceva succhiare e mi godeva in bocca anche mentre era alla guida....io ero terrorizzata ma l'effetto tra le mie cosce era inequivocabile:"Quella situazione mi faceva eccitare da morire".

Un paio di volte,in modo imprudente,lo abbiamo anche fatto nei parcheggi dei camion in autostrada con la macchina circondata da guardoni che si masturbavano.

La cosa non mi piaceva e non l'abbiamo fatta più!

Era pazzo mio figlio ed io,pazza di lui lo accontentavo in ogni sua perversione.

Lo abbiamo fatto negli ascensori(Anche quello di casa),nei camerini di prova dei negozi e persino a casa a volte,quando c'era anche mio marito.....suo padre!

Per non ostacolare le voglie che gli si potevano scatenare in ogni momento (in verità mi trovava sempre d'accordo),sia quando eravamo in casa che quando uscivamo insieme,mi faceva sempre indossare gonne piuttosto vaporose senza mutandine sotto:

-Così,sei sempre pronta per l'uso mamma!-

Mi diceva e per mostrarmi che non era un atteggiamento maschilista,anche lui sotto i jeans non indossava mutande per essere sempre pronto a liberare,col semplice scorrere della zip, l'inquieta e minacciosa bestia.

Il solo fatto di vestire in quel modo per "essere sempre pronta" mi teneva in un continuo stato di eccitazione e,talvolta,temevo che addirittura,gli umori che copiosi irroravano la mia vagina,potessero scorrere tra le cosce e,scivolando lungo le gambe,potessero giungere a bagnarmi le scarpe.

Spesso i suoi pantaloni mostravano un vistoso pacco sotto la cerniera.

A me pareva che tutti lo potessero notare e questo mi creava un certo imbarazzo a differenza di lui,che pareva esibirlo con ostentato e impudico orgoglio.

Che porco mio figlio!

Che meraviglioso porco!

A volte veniva persino a scoparmi nei bagni dell'ufficio ed un giorno mi aveva addirittura strappata da una riunione per farsi fare un velocissimo pompino.

Al mio rientro in sala,mi sentivo il viso avvampato di rosso a causa degli sguardi degli astanti che mi davano la sensazione che tutti avessero capito e che il residuo di sperma che ancora avevo in bocca,potesse rilasciare nell'aria il suo caratteristico odore.

In definitiva però,l'unico che poteva aver sospettato qualcosa era il mio collega che alla fine della riunione mi aveva chiesto:

-Ma che voleva tuo figlio di così urgente?-

-Nulla!-

Avevo risposto laconica.

Quando ero insieme a Sergio mi sentivo protetta ed orgogliosamente,lo esibivo ostentandolo,come fosse l'unico e più potente maschio in circolazione.

Era il mio maschio!

Quando mi aveva dato la ferale notizia che la sua fidanzata era incinta e che di li a poco si sarebbero sposati e trasferiti in un'altra città,superato l'iniziale trauma gli avevo detto:

-Ok..ok...amore.

So anch'io che la cosa non poteva durare all'infinito sapevo che questo momento sarebbe arrivato ma non mi aspettavo così presto-.

Gli parlavo coi lucciconi agli occhi.

Lui mi aveva stretto a se e mentendo sapendo di mentire,aveva cercato di rassicurarmi che nulla sarebbe cambiato tra di noi.

Per nulla rassicurata dalle sue parole,lo avevo stretto a me e gli avevo risposto:

-Amore di mamma.....promettimi che questa ultima settimana la dedicherai solo a me!-

Suo padre era in viaggio per lavoro ed io col pretesto che mi sarei dovuta occupare del matrimonio di mio figlio,avevo chiesto in ufficio,una settimana di permesso.

Sono stati sette giorni memorabili in cui nulla del vastissimo repertorio sessuale al quale mi aveva abituata,era stato tralasciato.

L'unica vera e sostanziale differenza dalle nostre abituali performances era che,gli avevo permesso solo poche volte di godermi in bocca o nel culo o negli altri posti che a lui tanto piacevano(Viso-Seni-Piedi etc)facendomi invece,spruzzare quasi sempre dentro la fica,a fondo,direttamente sulla mia cervice uterina.

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Adesso a 67 anni,sono in ospedale per accertamenti su alcuni disturbi dalla natura ignota.

Ho paura!

Mio figlio col quale dal momento del suo matrimonio ho avuto solo sporadici incontri nei primi mesi,ha una vita familiare alquanto felice anche se,la sua vocazione alla trasgressione non è mai venuta meno.

La nostra passione si è spenta anche se,nella mia mente,lui rimane l'unico vero uomo della mia vita.

Sua moglie,le rare volte in cui ci siamo viste negli ultimi venti anni è sempre stata molto gentile con me e non ha mai sospettato del mio rapporto incestuoso con suo marito.

Hanno due bei figli,Gianni di venti anni e Sara di 18.

Mia figlia Marina ha anch'essa 20 anni e viene a trovarmi in ospedale ogni giorno e mi confida ogni cosa della sua vita.

Dunque,so che ha un rapporto incestuoso e clandestino con mio figlio e che ne è rimasta incinta(Il porco ha ingravidato anche lei!).

Fortunatamente il suo fidanzato credendo di essere il padre della creatura che Marina porta in grembo,l'ha già sposata in comune e non appena sarò guarita(?) la sposerà anche in chiesa.

Mio figlio viene a trovarmi più di rado e l'ultima volta che è venuto la scorsa settimana,ho sentito il dovere a causa dell'incertezza della mia malattia di rivelargli un segreto che porto con me da venti anni:

-Sergio......sai da quanti anni non facciamo più l'amore io e te?-

-Sono quasi 20 anni mamma-

-Sai Sergio ogni volta che vieni a trovarmi,nonostante io sia ammalata,percepisco ancora i tuoi odori e sento in bocca il tuo sapore......Sergio amore di mamma,perché non chiudi quella porta e mi disseti col tuo nettare per l'ultima volta......ti prego...-

Sapevo che mio figlio non avrebbe saputo resistere e dopo aver chiuso la porta della stanza,aveva estratto l'ariete e tenendomi la testa tra le mani mi aveva chiavata in bocca come solo lui sa fare.

Lo spruzzo cremoso e bollente ha colpito le mie corde vocali per sciogliersi poi sulla mia lingua e scivolare lentamente verso lo stomaco.

Prima che tutto fosse inghiottito ho guardato mio figlio negli occhi e lui,come nei nostri momenti più belli,ha poggiato le sue labbra sulle mie e,mentre le nostre lingue riprendevano l'antica danza,ha assaporato insieme a me il nettare del suo stesso godimento.

Mentre mio figlio si sistemava gli ho detto,colla bocca ancora impastata ed il tono basso della voce:

Sergio.....ti ho detto che la tua presenza risveglia tutti i miei organi sensitivi"l'olfatto,il gusto di te,il tatto delle tue dita" ma non ti ho ancora detto che la tua vicinanza mi scalda l'utero come in quell'ultima settimana in cui avevo interrotto la pillola e mi hai ingravidata a tua insaputa.

Quello è stato il mio ultimo atto d'amore per te,darti il figlio che tante volte mi avevi inutilmente chiesto.

La bimba che ne è nata e che tu hai messo incinta credendo che fosse tua sorella,in realtà è anche tua figlia.

Questo è un segreto che solo io e te conosciamo giacche lei è convinta di essere figlia di mio marito ed anche il mio vecchio spasimante crede di esserne lui il padre.

Questa è la verità!-

Mio figlio mi ascoltava a bocca aperta con gli occhi sconvolti dalla inaspettata rivelazione.

-Sergio....amore di mamma,io ti ho detto tutto tu hai qualcosa che vuoi dirmi?-

Lui seduto accanto a me tenendomi i polsi con le sue mani tremanti,aveva mormorato come parlando tra se e se:

-Mamma......credo di essere davvero un pervertito....ho messo incinta mia madre,ho messo incinta mia figlia che credevo fosse mia sorella e il mese scorso,prima che festeggiasse la sua maggiore età,ho reso donna anche Sara prendendole la verginità!-


Fine

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Appendice:

Sarà stata la fretta,sarà che in ospedale la memoria può subire dei cali,sarà chissà cos'altro ma resta il fatto che in questo capitolo conclusivo avevo fatto alcuni errori ortografici e di punteggiatura che ho corretto ma,cosa più grave,avevo omesso una parte importante delle confessioni di mio figlio:

-Ricordi mamma quella sera in cui avevamo festeggiato il mio primo 30 all'esame d'università?

Ti avevo detto che sarebbe venuta una mia amica e tu avevi preparato una cenetta coi fiocchi imbandendo persino la tavola a lume di candela.

La sera si era trasformata in un'intima cenetta tra me e te.

Ti avevo mentito,non aspettavo nessuna amica e volevo che quella fosse un'occasione per rimanere romanticamente solo con te.

Da molto tempo sapevo che le cose tra te e papà non andavano molto bene e sapevo anche che avevi un amante.

Io ero geloso di te e ti desideravo,ti avevo sempre desiderata sin da quando da adolescente facevamo ancora la doccia insieme,nudi.

Ero certo che se ti avessi confessato i miei desideri,mi avresti respinto scandalizzata, in malo modo ed allora non ho trovato di meglio che farti ubriacare e corteggiarti in salotto mentre avevi la mente confusa ed i freni inibitori rilassati.

Il resto è venuto da se e tu,col corpo eccitato dalle mie carezze,la mente obnubilata dall'alcool e dalle mie provocanti parole sei venuta con naturalezza nella mia camera dove io ti aspettavo sveglio e già eccitato.

Lo so mamma,è stato un gesto vile nei tuoi confronti ma dovevo farlo,altrimenti sarei impazzito.

Potrai mai perdonarmi?-

In quel momento ero io a guardarlo stupita mentre dai miei occhi scendevano lacrime di gioia e di nostalgia.

-Perdonarti......di cosa.....di avermi regalato i 5 anni più belli della mia vita ed una figlia meravigliosa?-

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