Maledetta (benedetta) operazione 4

Scritto da , il 2017-05-17, genere incesti

Passai l’intera notte sveglio a ripensare a quello che era successo poche ore prima,davanti ai miei occhi ripassò tutto quello che avevamo fatto,tutti i gesti,le parole,gli sguardi,risentii i sospiri,i suoi e i miei mugolii,le nostre urla di piacere,non avevamo fatto l’amore in modo completo,ma avevamo comunque dato inizio al nostro incesto,in modo inconsueto sicuramente,ma eccitante allo stato brado.
Ero sdraiato nel mio letto,la mano perennemente sul cazzo duro,mi segavo lentamente pensando a lei,che fino a tre ore fa era tra le mie braccia,intenta a commettere il suo primo peccaminoso adulterio e adesso invece era là,su quel letto che ci aveva visto complici,sdraiata accanto a suo marito, accanto a Quel Grandissimo Cornuto che sentivo russare dalla mia stanza,sarei voluto andare di là,avrei voluto svegliarlo,e dirgli “ma che cazzo di uomo sei?non sei degno di starle accanto”ma non potevo,restai lì,sveglio tutta la notte a pensare,attendevo la mattina,attendevo il momento di rivederla.
Quando alle dieci suonò la sveglia ero già pronto da un pezzo, jeans,camicia e golfino con collo a V,pronto per andare a zonzo in una bellissima domenica mattina,ma sopratutto pronto per rivederla,appena entrai in cucina trovai lui già seduto,dio quanto mi stava sulle palle,pensai “mo rifà la solita battuta del cazzo” cosa che avvenne puntualmente “buongiorno principino,dormito bene?” avrei voluto rispondergli “ma che cazzo te ne fotte?” ma non lo feci,mi limitai solo a fare cenno di si con la testa,i miei occhi scrutavano la stanza ma non la vedevano, “ma mamma dorme ancora?” gli chiesi, “no no e di la in camera,si sta preparando perché andiamo a messa” a quella affermazione sorrisi e partì subito il primo pensiero perverso “deve confessare un bel peccato” pensai divertito.
Mentre ero ancora avvolto nei miei pensieri da maiale,improvvisamente entrò nella stanza,la guardai,bellissima,i capelli castani mossi fino alle spalle,un velo di rossetto rosso sulle labbra,indossava una camicetta bianca,gonna al ginocchio leggermente aderente color safari che fasciava splendidamente il suo magnifico corpo,collant velati color carne, décolleté beige con tacco largo da otto centimetri,restai incantato a guardarla, incrociammo gli sguardi,notai subito il nascere di uno splendido sorriso sul suo viso,il cazzo mi tornò subito di pietra “Buongiorno” disse con voce dolcissima,”Buongiorno mamma,già pronta per andare in chiesa?”, sorrise “beh non siamo mica dormiglioni come te,siamo già in piedi da un bel po” disse ridendo, le sorrisi, “che fai vieni in chiesa con noi?”mi misi a ridere “no no per carità,vado a fare un giro in moto” sorrise “ti preparo il caffè?” la sua voce mi faceva impazzire,il suo perbenismo davanti al marito unito al fatto di ripensare a quello che avevamo fatto la sera prima che di perbene non aveva alcunché, mi mandava in estasi,”no tranquilla lo prendo al bar”.
Si alzò dalla tavola e andò all’angolo cottura,me la mangiavo con gli occhi,si alzò anche lui,”vado in bagno a darmi ultima sistemata e poi andiamo cara va bene?”,si diresse verso il bagno,lo seguii con lo sguardo fino a che non lo vidi entrare, mi alzai dal tavolo e la raggiunsi all’angolo cottura,era di spalle,lavava le tazzine da caffè,mi misi alle sue spalle,le cinsi i fianchi e poggiai il mio bacino sul suo culo facendole sentire il cazzo in tiro,sospirò,la bacia sul lato sinistro del collo “buongiorno vita mia” sussurrai,lasciò le tazzine nel lavandino,con un soffio di voce “smettila che potrebbe tornare”le bacia la nuca sentendola rabbrividire “tranquilla,ci metterà un bel po' di tempo a sistemare i capelli in modo tale che gli coprano le corna” dissi ridendo, scoppiò a ridere “che stronzo,tu sei tutto matto”da dietro le strinsi la tetta sinistra “si sono matto,sono pazzo,sono pazzo di te mamma”sospirò “e una follia,e una follia,e una follia”lasciai la tetta e feci scendere la mia mano tra le sue cosce,la infilai sotto la gonna,salii su fino ad arrivare alla fessa coperta dal sottilissimo strato di nylon dei collant e dalle mutandine,sentii il caldo sotto al palmo della mia mano “che femmina che sei” sospirò “smettila,potrebbe tornare da un momento all’altro,non rischiamo”le baciai la nuca,strusciavo il palmo della mia mano sotto la fessa,mugolava,”non preoccuparti,ha chiuso la porta a chiavi,se esce dal bagno lo sentiamo a quel cornuto”,diedi piccoli colpi col mio bacino al suo culo “confesserai al prete il tuo peccato?gli dirai che gli hai messo le corna?”sospirò “sei pazzo?questa cosa non la dovrà mai sapere nessuno,e un segreto tra noi”.
Le tolsi la mano tra le cosce,la feci voltare,la fissai negli occhi,le accarezzai il viso,era bellissima,presi la sua mano sinistra,la portai alle mie labbra fissandola negli occhi,presi l’anulare,il dito infedato, e lo baciai lentamente,leccai la sua fede nuziale, il simbolo del suo matrimonio,si mordeva le labbra,lentamente portai la mano giù, all’altezza della mia patta,i jeans contenevano a stento la mia erezione,leggermente aderenti,delineavano chiaramente la forma della mazza tosta,presi l’anulare e maleficamente feci in modo che la fede nuziale strusciasse su tutto il contorno della mazza,”alla faccia di tuo marito” sussurrai,sorrise,tolsi la mia mano da sopra alla sua,continuò a far strusciare l’anulare lungo tutta la forma del bozzo,appoggiai la mia bocca alla sua, la dischiuse,le lingue si trovarono,si intrecciarono,in un vortice di passione e lussuria sfrenata,la sua mano ora mi stringeva il pesce da sopra i jeans,era un momento sublime,noi la a fare i porci,e lui in bagno a pochi metri da noi,ignaro di quello che stava succedendo.
Improvvisamente sentii lo scatto della porta del bagno aprirsi,ci staccammo subito,con scatto fulmineo ricomponendoci,con nostro grande dispiacere entrò in cucina,il suo squallido e dozzinale dopobarba impregnava l’aria,”sono pronto andiamo?”,lei con aria scocciata gli fece solo cenno di si con la testa,senza degnarmi nemmeno di uno sguardo prese la giacca safari che completava il tailleur dal appendi abiti del ingresso,la indossò ed andò via con lui. Lo maledii centinaia di volte nel breve percorso che mi portava al garage, indossai il casco,inforcai la moto, l’accesi,e mi diressi fuori città,raggiunsi un centro commerciale,parcheggia e scesi,volevo farmi un caffè e sbollire un po la rabbia di averla vista andare via con lui,presi un caffè schifosissimo al bar del centro commerciale, girovagai un po tra le gallerie,piene zeppe di mocciosi casinisti e di famigliole intente a fare le compere della settimana,buttando l’occhio a qualche vetrina,notai un negozio di intimo femminile,mi si accese una lampadina e decisi di entrare.
Girai tra i vari espositori di lingerie femminile per cinque minuti fino a quando non trovai quello che cercavo,trovai un espositore con quattro o cinque modelli di reggicalze,li visionai tutti e alla fine optai per un modello classico di colore nero,a otto gancetti con vita normale e balza alta taglia L,mi sposati di qualche espositore e mi fermai davanti a quello delle calze da dove presi un paio di calze da reggicalze di colore grigio fumo con punta e tallone non rinforzati,portai il tutto al banco acquisti dove ad una commessa carinissima chiesi un pacchetto regalo,pagai la somma richiesta e preso la busta col pacchetto lasciai il negozio.
Inforcai la moto e percorsi velocemente la strada per casa,vi giunsi prima che loro rincasassero,poggiai la busta sulla mia scrivania,presi un pezzo di carta ed una penna,e vi scrissi su “Mettilo domani mattina” e lo misi sotto il nastrino del pacchetto,presi poi la busta e la portai in camera sua nascondendola nel suo armadio. Attesi il loro ritorno sperando che ci lasciasse un po' soli,ma per mia grande delusione,per l’intera giornata le fu accanto in modo soffocante,non la mollò un secondo,impedendomi letteralmente qualsiasi approccio,neppure a sera quando generalmente andava a letto presto,demoralizzato decisi di andarmene a dormire,dal letto presi il mio cellulare e le mandai un SMS “ oggi e stato peggio di un carceriere,controlla nel tuo armadio,ho lasciato un regalo per te”,passarono una trentina di minuti e vibrò il mio cellulare,era un suo SMS “grazie, regalo molto particolare devo dire :), ma perché devo metterlo domattina? cosa hai in mente?”, sorrisi beffardo e risposi “tu mettilo e non preoccuparti mamma”.
Passai la notte aspettando l’alba,avevo già programmato piano,non sarei andato a lavoro,o meglio avrei finto di andarci ma avevo già mandato SMS al mio capo dicendogli che stavo male,avrei atteso che lui uscisse e mi sarei ripiombato a casa per stare con lei per tutta la giornata,mi vestii velocemente,andai in cucina dove come sempre c’era lui, lo salutai cordialmente (che infame che sono se solo avesse immaginato :) ),sentendola armeggiare nell’angolo cottura le urlai “mamma mi porti un caffè per piacere?vado di fretta”,dopo due minuti arrivò in sala,”come mai vai di fretta?”,” ho appuntamento con dei fornitori e devo star là prima del solito”,mi guardò stupita,aveva una camicia di raso nero lunga fino alle ginocchia,allungai lo sguardo e notai con mia somma soddisfazione che aveva indossato le calze che le avevo preso,sorrisi,mi alzai dal tavolo e salutai sia lei che lui,corsi in garage,accesi la moto ed uscii,fatti pochi metri imboccai una strada laterale,parcheggiai dietro un auto e mi misi ad aspettare guardando l’incrocio. Passarono una ventina di interminabili minuti per me che fremevo dalla voglia di tornare indietro,improvvisamente vidi la sua macchina attraversare l’incrocio e proseguire diritto,accesi la moto “ciao ciao Cornuto”dissi da sotto la visiera del mio casco,tornai indietro,scesi giù in garage, parcheggiai moto e di corsa feci le due rampe di scale,entrai in casa senza far rumore,con passo felpato raggiunsi la cucina,era intenta a rassettare il tavolo,le giunsi alle spalle,da dietro le afferrai le tette “finalmente” urlai,ebbe un sussulto assurdo,tirò un urlo di paura che rimbombò in tutta la stanza, scoppiai a ridere “maledetto stronzo mi hai fatto prendere un colpo”si voltò e mi diede una spinta che a momenti mi faceva cascare per terra,scoppiai a ridere,l’abbracciai,le accarezzai il viso,aveva finto broncio “sei uno stronzo,non si fanno questi scherzi”,le sorrisi “mi farò perdonare” sussurrai.
Le portai le mani sul culo e la strinsi a me,i nostri corpi aderirono,sentivo il suo alito caldo,”baciami mamma,bacia il tuo amante”mi sorrise, schiuse la bocca,poggiai le mie labbra alle sue e le infilai la lingua in bocca intrecciandola alla sua nel più peccaminoso dei baci,un bacio possente, lussurioso, passionale,le mani palpavano il suo corpo,il mio cazzo duro nei jeans strusciava e batteva contro il suo bacino,eravamo in estasi,nella stanza regnava il silenzio interrotto solo dal peccaminoso rumore provocato dalle nostre lingue che si succhiavano,mi staccai dalla sua bocca,scostai la sedia a capo tavola, dove si sedeva di regola lui,mi ci misi seduto,le cinsi i fianchi e la portai a sedersi su di me dandomi le spalle,sentiva il cazzo duro sotto al culo “mi fai impazzire” sussurrò le leccai la parte sinistra del collo,arrivai fin su al lobo dell’orecchio che presi in bocca e che succhiai delicatamente,la sentivo rabbrividire,portai la mia mano destra sulla sua tetta destra che palpai pienamente,la stringevo,giocavo col capezzolo duro che stava sfondando il raso della camicia da notte,la mia mano sinistra scese invece tra le sue cosce,che vista la posizione erano ormai completamente scoperte,la camicia da notte le era salita fino ai fianchi lasciando scoperte le cosce velate e una stupenda mutandina di colore nero.
Le palpai la fessa da sopra il tessuto,la presi letteralmente in mano,il pollice giocava lungo tutto la spacca,la sentivo già umida,le leccai l’orecchio sinistro,poi avvicinatomi le sussurrai “che gran puttana che sei,sei già umida”mugolò,si morse le labbra “si sono una gran puttana,la regina delle mogli puttane” sospirò facendo aumentare ancora di più il mio arrapamento, “si la regina delle mogli puttane,una moglie puttana ed incestuosa sei mamma”le sussurrai mentre contemporaneamente spostatele di lato le mutandine con un colpo secco le infilai due dita in fessa,ebbe un fremito che la percorse tutta,emise un godurioso “aaaaahhhhh”,cominciai a fare avanti e indietro con le dita dentro di lei che ansimava senza sosta,le estrassi,le portai alla mia bocca,erano completamente unte dei suoi umori,le misi in bocca e le ciucciai,avevano un sapore paradisiaco,riportai le dita in fessa e la sditalinai velocemente,mentre lei che si era intanto abbassate le spalline della camicia da notte,tirate fuori le tette,aveva sollevato quella sinistra e calando il capo aveva cominciato a leccarsi il capezzolo duro come un chiodo,tolsi nuovamente le dita dalla fessa,sempre umettate del suo nettare, le portai questa volta davanti alle sue labbra,”assaggiati amore,assaggia il tuo miele”.
Prese in bocca le dita e cominciò a succhiarle avidamente, “senti che sapore stupendo hai tra le cosce “ le sussurravo all’orecchio mentre le stringevo forte la tetta destra,tolse le dita dalla bocca, si alzò di scatto,mi prese per mano e mi fece alzare, “non resisto più,andiamo di là” disse con voce tremante dall’eccitazione,le sorrisi,la presi in braccio e mi incamminai lungo il corridoio che ci avrebbe portato alla sua camera da letto,lo percorremmo limonando oscenamente,le nostre bocche erano perse l’una nell’altra,entrati in camera da letto la poggia giù,eravamo in piedi a centro della stanza,persi in un lussurioso e peccaminoso lingua in bocca, le mani accarezzavano i nostri corpi,le feci scivolare giù la camicia da notte lasciandola solo col reggicalze le calze e le mutandine,.
Le presi in mano le tette,le palpai,le strizzai,mi chinai a baciarle,leccarle,le presi in bocca una alla volta ciucciando i capezzoli duri come chiodi,mentre lei ansimava e mi accarezzava i capelli,fu poi lei a spogliarmi lentamente,via la camicia,via i jeans,via scarpe e calzini,restai con un paio di boxer aderenti, mi baciò i pettorali,mentre con la mano mi accarezzava il bozzo,misi la mia mano sulla sua guidandola nella carezza,si inginocchiò lentamente davanti a me fissandomi negli occhi,porto le mani all’elastico dei boxer che lentamente fece scivolare giù fino a togliermeli, era li in ginocchio davanti a me col cazzo duro a pochi centimetri dal viso, lo prese in mano e cominciò a segarmi lentamente continuando a fissarmi negli occhi “ che femmina che sei” sussurrai accarezzandole i capelli, tirò fuori la lingua e con mio sommo ed infinito piacere cominciò a leccarmi la capocchia, “ahhhh brava mamma brava” dissi mentre un brivido mi percorse la schiena,leccava lentamente facendo passare la lingua su tutta la circonferenza della cappella,cominciò a scendere più giù insalivando la mazza,arrivò alle palle che leccò con dolcezza infinita per poi ritornare su continuando a insalivare tutto,arrivata alla cappella mi guardò,sorrise,e con un gesto velocissimo prese in bocca il cazzo facendolo scivolare quasi fino in gola,rabbrividii,ero eccitatissimo,”siii finalmente” biascicai mentre cominciava a succhiare mettendo in pratica il più arrapante dei bocchini che avevo mai ricevuto.
Ci metteva passione,alternava succhiate decise a succhiate dolcissime,lo tirava fuori dalla bocca,lo leccava e poi lo rimetteva in bocca succhiando decisa,mi faceva impazzire,le tenevo le mani tra i capelli e la incitavo a continuare,le bloccai la testa con le mani e cominciai a dare colpi di reni, “ti scopo la bocca “ le urlai dando colpi veloci,le tolsi il cazzo dalla bocca “mettilo tra le tette” le imposi,sorrise,portò il cazzo nel solco delle tette,lo imprigionò tra di loro mettendo le mani ai lati stringendole,cominciò a fare su e giù lentamente,quando il cazzo arrivava in alto chinando il capo dava dei velocissimi colpi di lingua alla cappella,era incredibilmente eccitante,dalla mia posizione oltre a godermi quella magnifica spagnola, riuscivo a vedere anche il comò che le dava le spalle,comò sopra al quale faceva bella mostra la foto incorniciata del loro matrimonio con lei bellissima e giovanissima in abito bianco,accanto a lui che già all’epoca dimostrava più della sua età,sorrisi diabolicamente “guarda guarda Grandissimo Cornuto” dissi con disprezzo fissando la foto,lei fermò il su e giù delle tette,mi guardò stupita “che hai detto?”, le accarezzai i capelli sorridendole “sta tranquilla che non c’è in casa,ce l’avevo con la foto del tuo matrimonio” dissi ridendo,si voltò verso il comò,guardò la foto e scoppiò a ridere “che dici gli piacerà quello che sta vedendo?”disse, scoppiai a ridere a mia volta, “aspetta adesso glie lo facciamo vedere meglio “ la feci spostare leggermente “ecco così avrà visuale libera”.
Ripresi a scoparle le tette,lo sfregamento nel solco unito al calore delle sue tette che mi avvolgevano il pesce era qualcosa di indescrivibile “guardalo guardalo” le dissi, si morse le labbra divertita e voltò lo sguardo verso la foto, mimai lentamente in modo circolare il gesto delle corna rivolto alla foto “Tié Cornuto tié, guarda che ti stanno combinando tua moglie e tuo figlio” dissi malvagiamente,mi sorrise,senza che le dicessi niente si voltò a guardare la foto “te le meriti tutte Grandissimo Cornuto”disse con tono di voce fermo e pieno di disprezzo, le accarezzai i capelli sorridendole,e le tolsi il pesce dalle tette.
La feci alzare da terra,la presi in braccio,e come la prima volta la adagiai sul lato sinistro del letto,il lato dove dormiva lui,mi sorrise “è il tuo lato preferito?” disse con voce sensuale, “qua le Corna gli pesano di più” dissi ridendo,cominciai a sfilarle lentamente le mutandine guardandola negli occhi,mi aiutò sollevando il bacino,tolte le portai subito al naso sniffando il profumo di cui erano impregnate “sei tutto matto” disse ridendo,scesi col viso tra le sue cosce,guardai il suo frutto proibito,”finalmente” sussurrai per poi lanciarmi con la bocca su di esso,inebriato dal suo profumo di femmina in calore le lappai golosamente la fessa,leccavo voracemente,succhiai il clitoride,infilai la mia lingua dentro aspirando il suo nettare,veniva percorsa da brividi infiniti,con le mani dietro la mia nuca mi immobilizzava tra le sue cosce mugolando e incitandomi a continuare,sarei rimasto li a leccare e baciare quella figa proibita in eterno,ma volevo altro,volevo finalmente prenderla.
Mi sollevai,mi misi in mezzo alle sue cosce,i nostri occhi si fissavano, l’uno poteva leggere negli occhi dell’altro l’eccitazione e la voglia matta di commettere quell’atto proibito,proibito dalla legge,dalla religione,dal moralismo,ma atto terribilmente arrapante per noi due che ce ne fregavamo di tutto e tutti,presi in mano il cazzo e feci strusciare la cappella su tutta la spacca più e più volte,la vedevo mordersi le labbra,rabbrividire,la sentivo mugolare, poi improvvisamente arrivata all’estremo della resistenza disse “Mettimelo dentro,rientra nel posto da dove sei uscito bambino mio”, mi chinai su di lei,le accarezzai il viso,ci baciammo in modo passionale,poi tornato su le dissi “solleva il busto e guarda,guarda mentre te lo metto dentro mamma”,sollevò il busto e fissò tutto,lentamente ripresi a strusciarlo sulla spacca,i suoi umori mi bagnavano la cappella,poi con decisione e dolcezza lo puntai e lentamente centimetro per centimetro glie lo misi in fessa,restai fermò così immobile dentro di lei non so per quanto,provai una sensazione indescrivibile,il calore della sua vagina era stupendo,i muscoli vaginali si adattarono e avvolsero la mia mazza,cominciai a dare colpi molto dolci,lenti,arrivavo a toccare l’osso pelvico per poi ritrarmi,tirarlo quasi del tutto fuori per poi riaffondare, la vedevo dimenarsi, mugolare, mordersi e leccarsi le labbra,scuotere la testa da tutte le parti.
Aumentai man mano il ritmo degli affondi,intrecciò le sue cosce velate dietro i miei fianchi e cominciammo a chiavare realmente come cristo comanda,era un amante stupenda,una vera femmina da letto,collaboratrice al massimo nei movimenti negli sguardi nelle parole dolci e proibite che ci scambiavamo,nelle ripetute e continue offese rivolte a quel grandissimo cornuto di suo marito,i suoi mugolii uniti le sue grida di godimento, il suo continuo incitarmi, il pensiero di chi era e che me la stavo finalmente facendo,mi diede la forza di andare ben oltre ai miei normali ritmi di scopata,volevo farla impazzire come lei stava facendo impazzire me,presi a martellare con velocità,con affondi totali,con decisi colpi di reni,il letto cigolava,nella stanza si espandeva l’inconfondibile e pungente odore di scopata,in pochi minuti raggiunse due orgasmi che la sposarono tutta,orgasmi che mi annunziava con grida quasi animalesche,con eccitanti “Vengoooooo” gridati con la voce rotta dall’eccitazione che mi davano immensa soddisfazione, le cambiai un paio di volte posizione passando da quella a cosce aperte a quella con lei stesa di fianco con me da dietro che le tenevo sollevata la coscia destra nel mentre le continuavo imperterrito a fottere la figa. Andai avanti così per un bel po' di tempo, i nostri corpi erano sudatissimi, le ricambiai posizione e la rimisi nuovamente a cosce larghe martellandola,le sollevai le cosce e le feci poggiare i talloni sulle mie spalle e fu così in questa posizione che sentii improvvisamente le mie palle tremare,sentii che stava salendo il mio orgasmo,da donna esperta se ne accorse subito “Vienimi dentro,vienimi dentro,vienimi dentro”mi disse fissandomi negli occhi,aumentai il ritmo e quando sentii arrivare il mio orgasmo diedi un possente colpo di reni,inarcai la schiena,chiusi gli occhi e urlai “Alla faccia di Quel Cornuto di tuo maritoooooooo”e nello stesso istante scaricai dentro di lei tutto lo sperma custodito nei miei coglioni,il mio corpo vibrava,la mia mente era offuscata, con gli occhi chiusi la sentivo vibrare sotto di me,urlò “Vengo vengo vengo alla faccia suaaaaaaa”,sentivo il suo ventre tremare,la sentivo ansimare,aprii gli occhi e la vidi li sotto di me,il suo viso stravolto per l’orgasmo appena provato,i suoi capelli in disordine,le mani che stringevano forte le lenzuola,fu così che mi chinai su di lei,e dopo averla baciata con passione,le sussurrai “da oggi nulla sarà più come prima”, mi accarezzo il viso “ lo so nulla sarà più come prima” disse guardandomi dolcemente, le sfiorai il viso “ non sarai più solo mia madre,sarai anche la mia amante lo sai?” sorrise “si lo so, da oggi sarò sia tua madre sia la tua amante”-
Mi accasciai sul suo corpo,restammo lì uniti in quel’ abbraccio peccaminoso per diversi minuti,fino a quando vogliosi senza neppure dirci una parola lo rifacemmo,lo rifacemmo e lo rifacemmo ancora, per l’intera giornata.


N.B. Chiedo scusa per la lunghezza,per eventuali errori,ho cercato solo di descrivere le emozioni che abbiamo e che stiamo vivendo ormai da tempo.

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