Gelato

Scritto da , il 2017-05-01, genere etero

Siamo seduti in macchina. Io lecco languidamente un gelato e ti guardo. Mi sorridi spavaldo e allunghi una mano sulla mia coscia. Indosso un vestitino di tessuto leggero che mi lascia le gambe nude. Si alza impercettibilmente quando le accavallo. Mi sporgo in avanti per toccarti la mano ed una goccia di gelato alla nocciola cade lí ... Nell'insenatura che creano le mie membra e ti bagna le dita... inspiri, chiudi gli occhi, mi stringi la carne. Lascio sgocciolare altro gelato sulla tua pelle e sulla mia. Apro le gambe mentre prendo una grossa quantitá di gelato sulla lingua che ti caccio impudente mentre rivoli della mia leccornia colano  ai lati della bocca,sul mento, sul collo.Intravedi la stoffa sottile della mia biancheria intima e noto il tuo respiro farsi più pesante. Alzo ancora un po la gonna , il gelato è quasi finito, prendo tutto il cono in bocca e mi metto a cavalcioni su di te, suono il clacson con la schiena .  Estraggo la cialda piena di saliva dalla bocca con le mani ormai impiastricciate. Rido. " Sei una bambina quando fai così " -" Lo so"- " Sei una bambina sempre in realtà " -" Però ti piaccio" -" Però mi piaci ".
Ho la bocca e le dita appiccicose, ti lecco le labbra e poi mordo il mio biscotto gustandone ogni singola molecola e ti osservo seguire i movimenti della mia deglutizione con lo sguardo. Ti porgo il cono che addenti volentieri. Un pezzo fuoriesce dalla tua bocca e lo prendo con la mia, spezzandone peró poche briciole. Le mie mani sporche si intrecciano nei tuoi  biondissimi capelli . Mi sono sempre piaciuti i ragazzi biondi. Mi sono sempre piaciuti quelli come te. Sento sotto le mutandine il tuo membro turgido. E il desiderio esplode in me... le pareti della mia vagina si contraggono e mi spingo su di te.  Il gelato ormai è finito. Mi struscio mentre ti lecco l'orecchio... le tue mani mi stringono i glutei. Ci fondiamo insieme in un abbraccio colmo di lussuria. Sono completamente euforica... invasata. Mi sento una baccante in attesa del suo Dio che... inutile dirlo, sei tu.
"Oggi non ti scopo. Oggi mi fai vedere come ti tocchi". Seguo le tue parole che per me sono una dolce , armoniosa, sinfonia e mi stendo sul sedile che reclino tutto indietro. Tolgo gli slip e te li porgo. Li riponi nei tuoi pantaloni. Chiudo gli occhi ,apro le gambe, la mano si insinua ... lí. Con due dita mi tocco il clitoride facendolo roteare mentre tu mi tiri i capezzoli, poi li baci... li lecchi, li mordi.  " Fammi vedere come vieni". Sento vicino al viso la presenza del tuo pene, il suo odore. Me lo porgi ed io lo accolgo nella mia tenera, umida bocca. " Voglio vederti tremare". Succhio forte. "Ah. Puttana". Un brivido mi percorre tutta la colonna vertebrale. Lo tiri via da me. Ti masturbi, sento il rumore... i tuoi gemiti. Il tuo respiro.  Dio Mio. Sto per venire... e mentre sento di stare per appagare la ma cupidigia mi colpisci con il tuo sperma sul seno. Mi sporchi il reggiseno rosso. Mi sveglio di soprassalto dal mio torpore e ti guardo ridere mentre ti svuoti ancora in preda agli spasmi.
" Ragazzina, la prossima volta impari a sporcarmi con il gelato". Ho ancora le dita nella mia carne, e mentre da sbruffone quale sei pulisci il pene sul mio seno, vengo tremando e urlando...proprio come volevi vedere tu.

Questo racconto di è stato letto 3 8 4 8 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.