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Il ragazzo perfetto

Scritto da , il 2017-04-20, genere gay

Io 16 anni, lui 18.
Io timido e poco conosciuto, lui popolare.
Lo vedevo spesso nei corridoi, Simone, così bello, muscoloso e pieno di sè. quando camminava molto spesso era seguito e osannato da ragazze che si congratulavano per il suo risultato di calcio.
Io sapevo di sssere gay fin da piccolo, ma non ebbi subito il coraggio di dirlo a qualcuno, così in quel periodo lo sapeva solo una mia amica molto cara.
Su di lui giravano voci a dir poco stravaganti, come leggende che si fosse scopato più ragazze in una sola sera eccetera.
Eravamo quasi vicini di casa e spesso lo incontravo mentre andavo a farmi un giro in bici, era quasi sempre accompagnato da amici e ovviamente non mi salutava.
Ero uno dei pochi sfigati che faceva parte del giornalino della scuola, e quel giorno mi venne dato l'incarico di scrivere sulle sue numerose vittorie in campionato e su come facesse ad avere tutte queste ragazze.
Ovviamente ero riluttante del ruolo che mi era stato assegnato ma cosa potevo farci? Decisi di assistere a una delle sue partite di calcio e dopo lo seguí negli spogliatoi, aspettai che uscirono tutti ed entrai. Con mio grande stupore non era ancora vestito ed era seduto su una panca, sembrava triste. L'asciugamano troppo corto gli copriva solo la parte del pisello e un pezzo sotto al ginocchio, ammirai quindi il suo fisico statuario, quei suoi addominali scolpiti ed era così bello che l'erezione fu quasi immediata e una parte del mio cervello continuava a dire:"ti prego scopami".
In tutto questo lui non mi aveva nenache ancora notato, poi alzó lo sguardo e finalmente mi notò.
"Che cazzo vuoi sfigato?"
Pensai, che bell'inizio.
"Niente volevo solo farti due domande per il giornalino scolastico, ma se non è il monento posso fartele più tardi."
"Ma perchè non sparisci e basta, tanto nessuno si curerebbe di cercarti"
A quel punto la mia gentilezza e la mia pazienza scomparirono, diventai paonazzo d incominciai ad urlargli contro, svuotando tutta la rabbia repressa di quegli anni.
" Ma chi cazzo ti credi di essere, solo perché sei bravo a calciare una palla e hai tante ragazze pensi di essere migliore di me? Avrai anche 900 mi piace a post su Instagram, ma secondo me sei una persona talmente sola.
Mi dispiace persino per te, circondato da così tanta gente falsa. Stronzo" dissi e poi presi fiato aspettando la risposta che arrivó dopo poco.
"Hai ragione" disse con voce roca.
E continuò " Non sono altro che una marionetta, comandata dai miei genitori e dai miei presunti amici. Ma sono stufo, e sono stufo di nascondermi." Si alzó e mi si avvicinò, ci guardammo a lungo, il suo naso toccava il mio, mi tirò il labbro con un morso e io risposi al bacio preso da quel vortice di emozioni. Chiusi gli occhi. Il cuore ormai saltava i battiti e andava fun troppo forte, ma non mi importava potevo benissimo morire, sarei morto felice. Poi senti la frase che non mi sarei mai aspettato: "ti voglio".
Continua...

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