Erotici Racconti

Chiodo scaccia chiodo

Scritto da , il 2016-12-28, genere orge

Era tanto tempo che cercavo di starmene tranquilla, mi leccavo ancora le ferite al cuore ricevute da lui.
Quando mi rendo conto della corte da parte di un ns. Cliente, che fino a due settimane prima non avevo mai visto e invece adesso era spesso da noi “anche troppo” per non insospettire i colleghi e farmi notare il Suo interessamento.
Entrò nel mio ufficio con una scusa banale, lo avevo capito ma non volevo sembrare sempre la solita rompicoglioni.
Lo feci accomodare e parlando del più e del meno mi chiese il mio numero di telefono, con la scusa “E’ un telefono aziendale” non so cosa mi prese ma abbassai le mie difese e gli lo diedi.
Dopo un poco mi arrivò un messaggio.
“Non ci speravo”
Pensai, ecco qua!!! ho fatto una cazzata micidiale, Ma da perfetta stronza che sono! Risposi:
“anche io non ci speravo”
Da lì in poi ci furono giorni interi di messaggi con argomenti che non ricordo nemmeno…. In uno di quei messaggi ci fu l’invito.
“Che ne pensi se ci vedessimo Lunedì mattina all’uscita di XXX organizzerò se me lo permetti una giornata particolare per noi”
Io in cuor mio già sapevo il significato di “Particolare per noi” volevo rispondere no, ma poi pensai CHIODO SCACCIA CHIODO e accettai.
Il lunedì mattina mi misi in macchina già sicura di quello che poteva o doveva succedere.
Arrivata all’appuntamento lui era lì che mi aspettava vicino all’entrata di un Lounge Bar.
Scesa dalla macchina mostrai il mio lato migliore di Donna/Femmina/Stronza.
Indossavo un jeans, una blusa di chiffon color panna con evidenti trasparenze i miei indimenticabili tacchi. I capelli curati per l’occasione e i miei indivisibili diamanti.
Lui era vestito molto casual, pantalone e camicia di una nota marca da uomo. Tutto in coordinato, nulla lasciato al caso.
Mi salutò con un bacio sulle labbra a stampo, non mi ritrassi, sapevo quello che voleva lui e per stare lì lo volevo anche io.
Ci accomodammo a uno dei tavoli esterni, non volevo proprio perdermi quella temperatura gradevole e quel sole.
Dopo una lunga conversazione piena di convenevoli mi illustrò la sua (nostra)giornata particolare.
Mi disse che aveva prenotato in una SPA lì vicino, non c’era mai stato ma sapeva che era frequentata da persone “aperte”, mi propose di muoverci con la sua macchina ma io non accettai.
Partimmo con due macchine, io seguivo la sua; Dopo quasi 20 minuti arrivammo fuori mano in una villa immersa nel verde.
Il mio cuore andava a mille e pensavo:
“che cazzata sto facendo/che cazzo ci faccio qui/so sempre la testa di cazzo” a mo di cantilena.
Arrivati nel parcheggio lui scese dalla macchina con un sorriso, come quei bambini che arrivano alle giostre.
Entriamo alla Reception, ci registrano e ci accompagnano nella stanza prenotata.
Entrati in camera lui mi chiede di voler fare subito il percorso che aveva opzionato.
Ci infilammo i costumi con gli accappatoi e ci dirigemmo verso le piscine dalla SPA.
Arrivati lì c’erano altre 3 coppie già in vasca. Noi ci accomodammo in un angolo, entrati in acqua lui inizio a baciarmi, io non opponevo resistenza, chiusi gli occhi ma dopo un solo istante capì che non era lui, apri di scatto gli occhi. Ma pensai “Chiodo scaccia chiodo” e mi tuffai nel buoi.
Poi vidi una cosa sottocchio, mi fermai e iniziai a guardare la scena che si stava per aprire davanti ai miei occhi.
Una donna quasi mia coetanea mora, labbra pronunciate, con un mini bikini un colore molto sgargiante, si staccò dal suo compagno e si diresse verso la coppia a fianco.
La coppia era composta da una donna giovane (sulla trentina) con un costume a fiori capello corto e trucco pesante quasi a farla sembrare più grande, lui un ragazzo forse suo coetaneo biondo con un costume slip blu.
La prima donna si avvicina alla coppia e con una certa naturalezza inizia a baciare la ragazza e a ravanare nel minuscolo slip del ragazzo, dopo pochi attimi vedo anche l’uomo che accompagnava la donna più matura aggiungersi al gruppo appena creato.
In un battito di ciglia vidi che la coppia a fianco a noi ci lanciarono uno sguardo e da comparse divennero attori veri e propri di quello spettacolo di sesso.
Io guardai Vincenzo (quello è il suo nome), non parlai, feci solo un gesto con la mano in segno di approvazione.
Lui mi guardò, capì, mi ringraziò e si unì a tutti.
I miei occhi videro corpi che non riuscivo più a distinguere chi e cosa, alcuni che si muovevano in modo ritmico in acqua, un uomo era salito sul bordo della piscina e decideva il ritmo del movimento della testa china sul suo ventre, con faccia entusiasta. Mentre il mio accompagnatore era intento a godere e a far godere.
L’aria si era intrisa di un odore strano. Un odore si pelle, sudore, sperma e altro.
Mi ritrovai ad essere voyeur non volendo, spettatore impassibile allo spettacolo adesso in atto, mi alzai e andai via nel completo anonimato.
Con un battito di ciglia mi ritrovai in macchina con il motore acceso a pensare ad alta voce.
“Chiodo scaccia chiodo” “modo utile solo a mettere i quadri al muro”!!!
Per sempre my life.
G.B.

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