MPS Un pranzo particolare con sorpresa (seguito di un pranzo particolare)

Scritto da , il 2016-05-14, genere etero

Guardandomi mi disse ” Finora, e stato tutto buono, l’aperitivo, l’antipasto, e specialmente il primo, chissà come sarà il secondo …. ”.
La invitai a inginocchiarsi sul tappeto, mi posizionai con il cazzo dritto dietro di lei e con le mani gli allargai le chiappe, senza tanti preamboli infilai la testa del cazzo in mezzo al buco strapeloso, e poi giù tutto, fino in fondo, sbattendola con vigore, ma mentre ero preso a pompare, notai di sfuggita qualcosa di diverso rispetto a prima. Sul tavolino vicino al divano c’era una lampada con un paralume di vetro, di riflesso con lo specchio del fitness vedevo una figura sul bordo delle scale che ci stava guardando scopare.
Cazzo! Ebbi un tonfo al cuore. Riuscivo a vedere la fisionomia ma non a capirne il sesso, era in un cono d’ombra e i movimenti della pompata non mi facevano mettere a fuoco la figura, decisi di non voltarmi e continuai a pompare come se niente fosse, ma dovevo aver rallentato perché lei, incominciò subito a lamentarsi e a dirmi di spingere più forte, presa dalla voglia di ninfomane quale lei era non si era ancora accorta di niente. Non sapevo cosa fare, poteva essere un estraneo che si era intrufolato in casa o qualcuno della famiglia e non sapevo da quanto tempo ci stava guardando, ma ricordo che di prima acchito pensai che non era lì per fare del male. Mentre pompavo e pensavo volsi lo sguardo di nuovo sul paralume, la figura si era spostata ed era uscita fuori dal cono d’ombra, era un giovane ragazzo, mentre lo guardavo notavo un movimento nella parte bassa del riflesso, quando misi bene a fuoco costatai che si stava masturbando, a quel punto decisi di continuare a pompare di gran lena, Liz approvò subito con latrati vogliosi, volevo chiudere questa scopata in fretta e vedere cosa succedeva dopo, allargai ancor di più le chiappe e incominciai a dare colpi forti e profondi, sembrava di essere in un canile, i latrati e le urla erano ormai arrivate a un livello sonoro altisonante. Guardai di sfuggita il paralume, e con mia sorpresa il ragazzo era svanito, Liz urlava, voleva arrivare, mi concentrai su di lei, ma ero sviato dal pensieri, ma dove cazzo era finito! Mentre sono a pensare e pompare mi viene quasi un colpo, me lo trovo nudo al mio fianco, un po’ più indietro rispetto a me, si masturba lentamente e con la mano mi dice di stare in silenzio, ci guardiamo negl’occhi, solo che lui è in piedi e io in ginocchio. Un ragazzo sulla ventina, moro, occhi scuri, magro ma in forma. Liz è a testa bassa che gode e si lamenta, il ragazzo mi guardava in un modo che non riuscivo a decifrare, ma che cazzo voleva fare! Poi accennandomi un sorriso si mise giù, al fianco di lei, e con dolcezza incominciò ad accarezzale i seni. Liz, sorpresa fece uno scatto, poi voltandosi urlò e disse “Oh mio Dio!, Ma cosa succede! Antonio!!!! Ma Cosa fai!”. Liz tentò subito di togliersi da quella posizione imbarazzante, ma sia io che il giovane la tenevamo ferma, il ragazzo l’abbracciava sussurrandogli paroline dolci all’orecchio, “No, No, No, Antonio ti prego”. A quel punto mi intromisi, e gli domandai chi fosse, e lei con voce concitata ” E mio nipote! , vive a Catania e qui da noi per le vacanze estive, Oh Dio che figura!”, mentre continuavo a pomparla gli dissi” Sinceramente, non mi sembra che sia rimasto tanto scandalizzato dalla zia.” E così dopo un po’ di parole e resistenze, finalmente si rilassò, il nipote iniziò a massaggiarla con più solerzia nelle parti sensibili del corpo, tutto l’imbarazzo di pochi minuti prima svanì in un lampo e tornò fuori la ninfomane che c’era in lei. Se ne stava lì, come una cagna in calore, io di dietro a pompare e lui davanti a masturbare o meglio a mungere le tette e a strizzargli i capezzoli, senza sosta, la zia raddoppiò il suo umore vaginale, e raddoppiarono anche i suoi urli di godimento da porca, Antonio si girò verso di me e mi disse” Falla arrivare da sola.” Non so cosa aveva in mente ma la cosa mi intrigava, si sdraiò di schiena sul tappeto e incominciò a succhiare avidamente i capezzoli della zia, mentre io mi decisi finalmente di portare a termine la mia missione di minatore, e di lena iniziai a sfondarle la fica. Si dimenava come una pazza, eccitata ancor di più dalla presenza del nipote che la palpava e succhiava. E così dopo Urla, sculacciate, palpate, gemiti e lamenti, finalmente arrivò il godimento sfrenato dell’orgasmo. Durante questa fase Marco si spostò, e mentre la zia arrivava come una porca mi disse di non fermarmi e continuare a pompare, si inginocchiò di lato davanti a me e posò un lato del suo viso sulle chiappe della zia, guardando con occhi pieni di desiderio il mio cazzo che entrava e usciva dalla fica, guardava il cazzo e ascoltava gli urli della zia, guardava i miei occhi e mi faceva capire che era pronto per prenderlo tutto, la nuova situazione mi fece eccitare come non mai prima, avevo tanta adrenalina in corpo che il mio cazzo era aumentato di un centimetro, ricominciai a pompare più forte, il suo viso tremava a ogni colpo che sferzavo nella fica di Liz, la porca naturalmente iniziò subito a godere di nuovo, ma per me, oggi aveva chiuso, questa scopata era mia. Antonio lentamente si avvicinava a me con il viso, a piccoli movimenti, sempre più vicino e a bocca aperta. Non capii più niente, mi sentivo dentro un vulcano ormai prossimo all’esplosione, Allungai il braccio e preso Antonio per la nuca lo spinsi con decisione verso di me, sfilai con velocità il cazzo da dentro la fica della zia e lo infilai con solerzia nella sua bocca, pompavo freneticamente arrivando varie volte fino in fondo, mi dispiaceva per i conati che gli procuravo ma ormai ero all’arrivo, non potevo più fermarmi, cercò di tirarsi indietro, con decisione gli presi la testa con la mano e la bloccai sul culo della zia, e cominciai a pomparlo bene senza paura che mi scappasse. STAVO ARRIVANDO, CAZZO! E sentivo da come godevo che sarebbe stata una delle mie più belle sborrate, la mia eccitazione era alla stelle, lo capì anche lui, e con un ultimo sforzo serrò le sue labbra come due ventose sulla mia verga in fiamme, che finalmente eruttò con violenza nella sua bocca, dissetandolo fino all’ultima goccia.
Non mi è più capitato un Pranzo cosi Particolare. Ma proprio per questo lo porterò per sempre con me, come uno dei più sostanziosi “pranzi” della mia vita sessuale.

MPS. Alla prossima storia.

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