MPS Un pranzo particolare

Scritto da , il 2016-05-05, genere etero

MPS Un pranzo particolare

Sono Federico e mi piace scopare, quaranta anni, un matrimonio alle spalle, al momento single, e così adesso sapete tutto di me. Opero nel settore commerciale e vi suonerà strano leggerlo ma il mio lavoro mi Piace, specialmente quando riesce a soddisfare le mie voglie sessuali, nel corso degli anni ho acquisito nell’ambito lavorativo una discreta clientela, ma quando tratto in particolare con le donne, mediamente, una cliente su cinque riesco a trascinarla sulla mia rubrica personale chiamata, Mi Piace Scopare. Ho scopato con donne di tutte le età, dalle magre e minute alle belle rotonde e prosperose, da quelle che avevano un chilo di pelo ad altre completamente rasate, la maggior parte donne sposate, in crisi coniugale e senza più stimoli. Io da buon sammaritano mi dedico a riempiere le loro carenze sessuali, come quella che aveva la donna di cui vi voglio raccontare. Era estate, mattina, come sempre la prima tappa il bar per la colazione, seduto al tavolino ero intento a leggere il giornale quando sento vibrare il cellulare, un messaggio, “Oggi?, 12-15? ” Il messaggio in rubrica era firmato LIZ. Tengo in rubrica i numeri piccanti con vari pseudonimi diversi e vari, sempre meglio che il vero nome. Più che il messaggio conciso, che era di prassi, era stato il suo messaggio a sorprendermi, era già passato un po’ di tempo dall’ultima volta e pensavo fosse finita. Le mie storie non hanno quasi mai un seguito, un periodo continuo, vivono soprattutto l’occasione, il momento, in ogni incontro finito tutto ognuno torna per la sua strada, la maggior parte sono incontri fugaci, nascosti, solo sesso, storie che alle volte finiscono con una scopata ma non d’addio ma come una delle tante. Leggere un suo messaggio dopo tanto tempo mi sorprese e mi risvegliò ricordi bollenti, gli risposi con un ok e andai a lavorare.
Un contrattempo mi fece arrivare quasi alle due, doveva avermi sentito perché me la trovai davanti alla porta di casa che mi stava aspettando. Cinquanta anni, mora e incazzata, con un seno prosperoso e due cosce belle paffute, non aveva il classico pancione ma una pancetta da sballo, era la classica signora procace del sud Italia, quelle che all’inizio sembra facciano solo allusioni innocenti riguardo al sesso, e poi scopri che sono più porche di te. Portava un tubino nero incollato sulle sue forme provocanti , era così stretto che i capezzoli carnosi erano ormai prossimi a bucare il tessuto. Entrammo in casa e dopo un cazziatone per il ritardo, e un semplice ciao nel rincontrarci dopo tanto tempo (non ci potevo credere), mi prende e mi trascina verso la poltrona del salotto dicendomi “Prima di andare di sopra, voglio farmi un aperitivo come usiamo fare giù da noi ” si accomodò con il suo bel culo sul margine della poltrona e incominciò a sbottonarmi cinghia e patta dei pantaloni, neanche il tempo di assaporare l’aria fresca che il mio cazzo già duro era dentro la sua bocca, incominciò subito a pompare e succhiare e lo faceva veramente bene, con le mani mi massaggiava il culo e le palle, era così appassionata che si infilava tutto il cazzo fino in gola, si gustava quel pompino. Mi ricordavo che era brava con la bocca, ma stavo riscoprendo dopo tanto tempo dei godimenti inaspettati. Preso anch’io dalla voglia incominciai a palpargli i grossi seni insieme ai capezzoli turgidi come pietra, muggiva come una vacca pur di non mollare la presa, il mio cazzo volava dentro la sua bocca scivolando su e giù a un ritmo perfetto, la porca non si era certo fermata dopo l’ultima volta che ci siamo visti, da come ci dava dentro si vedeva che era bene allenata, dopo svariati minuti di leccate e succhiate ero pronto per la pompa finale, con i suoi piedi allargò di poco i miei, infilò subito la sua mano in mezzo al mio culo, e posò un dito all’ingresso del buco massaggiandolo dolcemente con movimenti circolari, immediatamente la mia cappella incominciò a reagire, anche lei sentì l’approssimarsi del suo aperitivo e iniziò a premere il dito sul buco, quando fu sicura di aver trovato il punto giusto lo spinse dolcemente dentro, ero sul punto di esplodere, mi inarcai un po’ all’indietro e con una contrazione da centometrista scattai in urla di piacere e godimento pazzesco. La sua bocca si riempì solo per un istante, continuando a pompare a un ritmo perfetto ingoiò tutto quello che passò dalla sua gola, continuando a farmi urlare e godere. Era instancabile, continuò a pomparlo e oliarlo per prepararlo subito alla successiva corsa, dopo un po’ arrapata più che mai, si alzò e tenendomi il cazzo nella mano come un guinzaglio mi portò di sopra, in mansarda. Appena arrivati mi disse “adesso ti faccio vedere una cosa”, si volse, fece qualche passo e si posizionò davanti a uno specchio tipo quelli da fitness, la vedevo riflessa iniziare a strusciarsi lentamente le mani sulle cosce con movimenti circolari, poi salì all’orlo del tubino e iniziò a sollevarlo, una salita lenta ma costante, il quel momento per me era come veder sorgere il sole, ma questo era di colore nero e triangolare. Aveva una fica come piaceva a me, tanto pelo e il monte di venere pronunciato con due grandi labbra, anche a riposo era sempre bella gonfia, Continuando a fissarmi incominciò a piegarsi in avanti mostrandomi il grosso culo ancora bello e tondo, ma meglio ancora mi indicava due delle tre vie del piacere, un buco di culo ancora delizioso e la sua Pannocchia, vi sembrerà strano ma io la vedo in quel modo. Se la vedo da dietro, con la donna messa a novanta e le gambe leggermente divaricate, la fica mi appare come una bella pannocchia pelosa, e per ogni donna e diversamente bella. E questa era proprio bella, si rialzò lentamente, incrociò le mani togliendosi le spalline del tubino, e con un po’ di impegno lo fece scivolare a terra, si volse e guardandomi si avviò verso il divano, Incominciai a spogliarmi velocemente, avevo voglia di iniziare la cavalcata, era già sul divano a gambe divaricate e culo sul bordo che mi aspettava, impazientemente, Mi misi in ginocchio e incominciai a toccarla e penetrarla con le dita, iniziò subito a mugolare, con la mano gli massaggiavo la sua pancetta e con l’altra gli pompavo due dita nella fica bagnata, come in una scopata, godeva come una matta, ogni tanto rallentavo e giravo le dita verso l’alto iniziando a muoverle lentamente avanti e indietro o soltanto a spingere sulla carne viva, poi ripartivo a pomparla, tutto questo produceva oltre ai lamenti di piacere un mare di linfa vaginale, mi piace l’umore femminile, incominciai a leccargli il clitoride avidamente, leccavo e bevevo il suo nettare mentre lei ansimava come una porca, stava per arrivare il suo momento, sollevò il busto dal divano e sorreggendosi con i gomiti mi incitò ” Così, continua così, non fermarti, si, si, sempre uguale, ahh, sto arrivando, non fermarti ora, arrivo, arrivo, eccomi ahhhhhh!!!” e cosi, tra urli e spasmi arrivò l’orgasmo. Soddisfatta si lasciò andare e si mise fissare il soffitto a braccia aperte e respiro corto. Già in posizione approfittai della situazione e iniziai a strisciare su e giù la cappella tra le grandi labbra umide, subito si ridestò dall’orgasmo appena avuto e ricominciò a lamentarsi di piacere, lo strisciavo delicatamente avanti e indietro toccando di volta in volta la sua clitoride ancora tesa dall’orgasmo, ogni volta che la punta del cazzo arrivava in quella zona, il suo corpo scattava in piccole contrazioni muscolari, guardandomi alzò lentamente le gambe in aria e mi disse “Dai!, Dai!, ti prego!”. Lentamente presi le caviglie e allargai le cosce mettendo in mostra la sua stupenda fica bagnata, appoggiai la cappella nell’ingresso, e incominciai a trastullarla pronto ad entrare, era sul punto di urlare dalla disperazione, non c’è la faceva più, lo voleva dentro, tutto dentro, con la sua voce carnosa mi disse “Spingilo dentro! Fammelo sentire tutto!”. Alla fine mi decisi ed entrai delicatamente, e come mi aveva chiesto, lo spinsi tutto fino in fondo mentre lei sorrideva a bocca aperta. Esplorai un’altra volta quel piacevole buco caldo, e mi misi a pompare di lena, ma quella posizione mi stava sfiancando e i ginocchi incominciavano a farmi male. Pensai che era ora di fare un po’ di ginnastica, e così mi sdraiai sul tappeto e la invitai a calarsi sul mio cazzo dritto come un palo, non se lo fece ripetere due volte, si mise in piedi a cavalcioni del mio busto e lentamente si abbassò fino a toccare con le labbra la punta del cazzo, con delicati movimenti circolari si infilò la cappella all’inizio della fica, poi si inclinò verso di me appoggiando le mani vicino alle mie spalle, a quel punto era pronta, giocando lentamente sù e giù si infilò il cazzo dentro e iniziò a pompare, prima piano e poi sempre più forte, si muoveva con sorprendente agilità nonostante non avesse più un corpo da puledra, le sue grosse cosce la sostenevano nel movimento, e ogni volta che il suo culo veniva giù, scattava un urlo di piacere, si muoveva e pompava ogni tanto mi baciava avidamente e mi succhiava i capezzoli, era una cavalla in calore, godevo come un matto, ma tenevo duro, in tutti i sensi, non volevo venire, volevo conservare il mio orgasmo per la mia posizione preferita con lei, e conoscendo il soggetto la successiva scopata sarebbe iniziata immediatamente dopo la fine di questa. Più pompava più godeva, ” adesso voglio arrivare come una vacca” mi disse, iniziò a dare dei colpi forti, io l’aiutavo a urlare inarcandomi con il bacino ad ogni discesa della sua fica, incominciava a essere stanca ma più pompava e più godeva, e allora pur di godere continuava sfrenatamente, era un cavalla al galoppo sul mio cazzo, alla fine ogni colpo era un urlo di piacere sempre più alto fino a quello che precedette l’orgasmo. Siamo rimasti lì in quella posizione, abbracciati l’uno all’altro, sfinita e soddisfatta stava seduta sul mio cazzo con il suo corpo ansimante e l’adrenalina ancora a mille, alzò la testa e mi sorrise baciandomi, sfilandosi la fica dal mio cazzo mi disse ” Finora, e stato tutto buono, l’aperitivo, l’antipasto, e specialmente il primo, chissà come sarà il secondo …. ” Si girò e iniziò di nuovo a succhiarlo avidamente fino a riportarlo lucido e lindo, pronto di nuovo all’uso, c’è l’avevo duro come il marmo, l’aver rimandato l’orgasmo mi aveva portato a uno stato di forte eccitazione, soprattutto mentale, avevo voglia di arrivare anch’io. La invitai a inginocchiarsi sul tappeto, mi posizionai con il cazzo dritto dietro di lei e con le mani gli allargai le chiappe, senza tanti preamboli infilai la testa del cazzo in mezzo al buco strapeloso, e poi giù tutto, fino in fondo, sbattendola con vigore, ogni colpo il suo grosso culo sembrava ballare una danza caraibica, si voltò verso di me e guardandomi mi incitò a penetrarla più forte iniziando a urlare e godere, “ Ancora, ancora più forte, sfondami tutta, ahhhh, si così, come una troia, la tua troia, ahhh ahhh”. Ormai era incontenibile, la cosa mi piaceva e godevo tantissimo, andai avanti a forza di colpi forti, a ogni colpo si sentiva il classico schiocco delle palle contro la fica, lei incominciò a urlare come una pazza incitandomi a picchiarla sul culo, cosa che feci con piacere, il movimento della trombata e le sculacciate mi sembrava veramente di cavalcare, ma mentre ero preso a pompare, notai di sfuggita qualcosa di diverso rispetto a prima. Sul tavolino vicino al divano c’era una lampada con un paralume di vetro, di riflesso con lo specchio del fitness vedevo una figura sul bordo delle scale che ci stava guardando scopare.

Questo racconto di è stato letto 5 2 9 3 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.