Erotici Racconti

Maledetta isola

Scritto da , il 2016-03-29, genere pulp

Siamo piu' di 2 anni su questa maledetta isola, non so se é stato il destino a far si che naufragassimo qui tre marinai trentenni e due sposini in luna di miele.
Abbiamo fatto l'impossibile per sopravvivere tra intemperie uragani e la fame, e nessuno ci ha trovato, forse ci avranno cercati per un po e ora con tutta probabilita' penseranno che siamo morti.

Ora Carlo é arrivato il momento di chiarire alcune cose, so che ti sara' impossibile accettare cio' che ti sto per dire ma io mi sono offerto di fare il portavoce su una decisione presa ieri sera con Giorgio e Roberto.

Sappiamo perfettamente che Ilaria é una moglie d'oro, e ha collaborato tantissimo perche' le cose andassero per il meglio, preparandoci da mangiare tutti i giorni e cercando di stemperare quei momenti di tensione che inevitabilmente si creavano quando le speranze di andarcene da qui sopperivano.

Ma Sergio dimmi! cosa vuoi dire? perche' la fai cosi' lunga...dove vuoi arrivare?

Voglio arrivare a dirti che ormai qui dobbiamo rimanerci, e forse per tutta la vita.

Tu sai meglio di me quanto abbiamo cercato e sperato che su quest'isola ci vivesse qualcuno, ma purtroppo é disabitata e se mi permetti siamo stufi di non avere una donna che ci scalda il ciglio la notte.

Sergio! dove vuoi arrivare? Vuoi forse farmi intendere che dovrei dividere Ilaria con voi?
Perche' se é cosi' vuol dire che vi siete sbagliati alla grande, lei é mia moglie se non l'hai ancora capito e non permettero' a nessuno che la tocchino.. é chiaro?

Certo Carlo...sapevo che l'avresti presa male ma vorrei che tu ti sforzassi a capire come ci si trova per due anni senza il calore del corpo di una femmina, io credo che a questo punto non ci siano piu' leggi morali, devi fartene una ragione abbiamo condiviso tutto, ci siamo aiutati uno con l'altro e adesso vogliamo che voi collaborate e ci venite incontro.

Collaborare? venirvi incontro? ....ma stai scherzando vero?

Siamo all'esasperazione non possiamo masturbarci tutta la vita, e credimi non avremo mai voluto arrivare a questo ma tu devi comprendere che siamo giovani e forti, ma non per molto, e fra un po di tempo serviranno altre braccia per tirare avanti e Ilaria ha l'eta' giusta per fare figli che spero continueranno il nostro lavoro.
Ti parlo di figli perché un giorno mi hai confidato che tu non puoi concepirli e qui non possiamo lasciarci diventare vecchi senza una prole che ci assiste.

Tu Sergio credi che Ilaria sia disposta a offrire il suo corpo a voi?

Non lo so Carlo ma a questo punto non ci interessa lei deve capire la situazione e se non la capisce vorra' dire che ci dispiace, ormai noi non siamo degli estranei, ci conosciamo come se fossimo fratelli senza contare le volte che ci ha visto nudi durante la pesca e in altre occasioni.

Ciao Sergio! ho sentito tutto non te ne sei accorto ma ero qui dietro di te....posso dirti che mi fai schifo? Come ti permetti solo a pensarla una cosa del genere.!?

Ciao Ilaria! mi dispiace ma é cosi', forse é giunta l'ora di fartene una ragione, Giorgio e Roberto come smetteranno la caccia verranno qui nella capanna, e a turno ti concederai ...mi dispiace ma in qualche modo bisogna andare avanti, e forse in cuor vostro sapevate che prima o poi sarebbe successo.

Ora vado! ci rivediamo fra un po e tu Carlo se vuoi farti un giro mentre consumiamo...fai pure, o se vuoi resta, tanto a questo punto poco ci importa...ciao.

Ilaria, a quelle parole, si sentì mancare, sgranò
gli occhi incredula.

Tu non permetterai che mi facciano questo vero?.. rispondimi Carlo..non lo permetterai vero?..

Ilaria io ti difendero' con tutte le forze che ho, lo sai quanto ti amo , ma ho visto Sergio molto deciso e credo che non basteranno le parole per convincerli, temo che se riusciro' a farli desistere oggi, domani ci riproveranno e non so veramente che fare.

Vorresti dirmi Carlo che io dovrei concedermi a loro ogni qual volta che ne hanno voglia?
Piuttosto mi uccido ...non voglio nemmeno pensarci a questo schifo...ho paura Carlo, non voglio finire a fare la prostituta di tutti loro.
Aiutami a nascondermi..sigh! ti, supplico Carlo!

Ciao Ilaria! eccoci qua..lo so siamo tornati prima del tempo ma mentre Sergio parlava con voi, io e Roberto abbiamo pensato che la cosa migliore e rompere subito il ghiaccio, meglio toglierci subito dall'imbarazzo e incominciare.

Questo.. Carlo, è un desiderio comune a molte donne, anche se non lo confessano.
Farsi due uomini e farli godere le fa sentire molto donne, forse anche un po' vacche, ma profondamente femmine.

Consente di superare i vostri limiti Ilaria mia,
limiti che credete di avere ma che appena superato il primo imbarazzo, crollate insieme con tutti i vostri tabù e tutte le vostre remore.
E' una cosa che vi fa provare un'eccitazione mai vista..lo so bene, l'ho letto su una rivista femminile ..hehehe!

Siete. pazzi! balbetta Ilaria, mentre pietrificata dal terrore fissa sgomenta i suoi aguzzini.

Aspetta Giorgio! parliamone..

No Carlo tu stai zitto e non ti muovere, ora basta parlare.. Noi cominciamo ..e se poi vediamo che Ilaria si lascia andare come prevediamo, allora partecipera' anche Sergio.

Maledetti! Siete pazzi! Siete delle bestie! Non vi permettero' mai di farmi questo, siete patetici, non mi concedero' mai a voi vigliacchi, e tu Carlo! ti prego..difendimi, non permettere a loro di umiliarmi.

Tua moglie ha ragione é umiliante vedere la propria donna sottomettersi a Giorgio e Roberto, usciamo fuori ..io li spiero' e ti diro' cosa le faranno.

Ilaria è terrorizzata, cerca di dibattersi e urla..lasciatemi maiali!!! sente il sangue gelarsi nelle vene all'idea dell'umiliante trattamento a cui tra poco verrà sottoposta e con fatica mormora: vi giuro che lavorero' il doppio, lasciatemi stare, non rovinate tutto..restiamo amici...vi scongiuro!

Se le parole non escono, il corpo invece parla eccome.

Dal cervello ai pugni chiusi ogni gesto, postura o tic rivelano l'ira che Ilaria cova dentro.

Tutto parte dal cervello da un organo che e' un po' il nostro sistema di allarme di fronte a eventuali pericoli esterni.
Ilaria di fronte a qualcosa che sente come una minaccia fisica o psicologica, ha attivato l'istinto e ha predisposto il suo corpo a fuggire, se prevale la paura, oppure a difendersi e attaccare, se prevale la rabbia.

Il risultato e' che il battito del cuore, la sudorazione e la temperatura del corpo aumentano, il viso si trasforma e diventa rosso, i muscoli iniziano a stringersi, si serrano i pugni, ci si irrigidisce, e a volte si arriva anche a tremare , ed io vedo tutto questo in Ilaria.

Restiamo per un attimo a fissarci negli occhi.. chissà cosa pensava, certo che se è vero che gli occhi sono lo specchio dell' anima, i suoi erano davvero belli, un breve silenzio uno scambio di sguardi poi ci ritroviamo con le mani strette in un abbraccio come se non volessero più lasciarsi, ci guardiamo ancora negli occhi e la lascio andare con loro, ma prima di separarci le ho chiesto di perdonarmi.

Ilaria é bellisssima, il viso dai tratti fini é di carnagione bronzea, che mette in risalto i suoi occhi, verdi come le foglie colpite dal sole. Una cascata di lucenti capelli color miele le incorniciano quel viso così accattivante, eppure quelle labbra perfette, piene e rosee, raramente si incurvavano in un sorriso per via della sua timidezza.


Sergio.. sei un gran figlio di puttana da voi questo non me lo sarei mai aspettato, Ilaria vi odiera' per sempre.
Su Carlo ora smettila, ti faccio una bella cronaca in diretta e chissa' che questo non ti ecciti un po.

Cosa le stanno facendo?

E' incavolata nera! si sta dimenando come una cerbiatta nella rete, sta scalciando come una indemoniata, non avrei mai creduto che tua moglie fosse cosi' energica, l'ho vista sempre cosi' dolce e pacata.

Non fare dell'ironia ora , e spiegami tutto.

Certo Carlo .. Giorgio é riuscita a strappargli il costume ,é nuda come mamma l'ha creata...pero' niente male Ilaria, l'ho immaginata milioni di volte come poteva essere nuda ed é molto meglio di come la credevo..complimenti alla sposa, devo dire che non l'avevo mai vista cosi attraente, sei un uomo fortunato.

Smettila! e dimmi cosa gli stanno facendo?

Ora Roberto é riuscito con un paio di ceffoni a metterla in ginocchio e con fatica sta tentando di mettergli l'uccello in bocca, mentre Giorgio la sta tenendo bloccata da dietro tenendogli le mani ben salde dietro la schiena.
Ha gli occhi sbarrati, fissi sul pene eretto di Roberto che si accosta
sempre più al suo volto. Ilaria é incapace di distogliere lo sguardo e
paralizzata dal terrore che incominciava ad invaderla.

Con un rantolo, ed un inizio di singhiozzo, le uscì un flebile : -No, vi prego, no..
L'avrebbero violentata, di questo era ormai certa, e l'istinto di sopravvivenza prendeva il
sopravvento; tutto purché potesse sopravvivere e tornare un giorno a casa dai
suoi cari.

Ha gli occhi fuori dalle orbite ed é rossa come un peperone ma la bocca la tiene ancora chiusa, sta fissando Roberto con odio ma ancora non desiste...é forte la tua Ilaria, mi piacciono le donne forti.

Vigliacchi, dovevate solo avere un rapporto sessuale singolarmente, no violentarla in due ...perche' il pene in bocca?
Non trattatela come una donnetta, non dovete usare la forza...Ilaria vi odiera' per quello che le state facendo.

Ma Carlo stai calmo, é normale che la prima volta si usi la forza, e come una puledra che va domata.. e una volta che riusciamo a sodomizzarla, poi per le prossime sara' tutto piu' facile e naturale.

Non lo so Sergio io la conosco bene..sara' difficile che si riprenda dopo una esperienza simile, ma dimmi non la sento piu' gridare, cosa sta succedendo?

Succede caro Carletto mio ,che come immaginavo ora ha finalmente aperto leggermente la bocca e sta pian pianino spompinando Roberto forse perche' trovandosi ora alla pecorina con Giorgio dietro che gli lecca il clitoride, perde leggermente quella forza di ribellione che aveva pochi minuti fa.

Ilaria sentì con ribrezzo la lingua estranea, che per il momento non era dolorosa ma soltanto disgustosa, fino a quando l'uomo le infilò un dito nell'ano, spingendo a fondo e graffiandola.

Il gemitoche Ilaria emise fu quasi il via alla violenza: l'uomo le si mise davanti al sederino, afferrò il membro in erezione, lo appoggiò all'apertura pulsante della ragazza, si fece strada nella sua carne e
poi affondò nel corpo della ragazza con un movimento improvviso e violento.

Ilaria sentì l'intrusione ed il calore del grosso membro, avvertì le pareti della vagina che si dilatavano opponendo una debole ed inutile resistenza, si sentì pressata dal corpo dell'uomo che la
montò completamente, la prese poi per i capelli e porto' la sua testa verso di lui.

Ilaria staccò le sue labbra dal pene di Roberto, sentì il suo alito vicino al volto ed ebbe un conato quando Giorgio le leccò il collo ed il volto a lingua aperta, bagnandola di saliva.

L'uomo le afferrò i piccoli seni ed incominciò a torcerli, insistendo maggiormente quanto più
l'espressione di Ilaria era sofferente.
Ilaria era ormai tutto un gemito, lacrime le rigavano il volto e si mescolavano alla saliva del
bruto, il quale con velocità crescente si muoveva nel corpo della donna, con il solo intento di scaricarsi nell'interno della vagina lo sperma che accumulava e della tensione e del desiderio che eranocresciuti in maniera incontenibile.

Le lacrime scorrevano sul volto di Ilaria e riusciva ad emettere soltanto qualche flebile lamento,
intervallato da qualche grido di dolore, e tutto questo aumentava l'eccitazione dei due uomini.

E' intontita, confusa, il suo corpo non riesce a più a rispondere all'istinto della difesa, é frastornata, impaurita, più passano i minuti in quello stato di vergogna, più perde le forze per contrastarli, il suo senso di moralità si affievolisce senza capire il perché.

Credo stia provando una tristezza infinita, rendersi conto di raggiungere il piacere senza avere più le forze per opporsi é scioccante, e come una cosa meccanica, sente il corpo non rispondere più ai comandi ed é sempre più incredula della sua arrendevolezza.


Con l'ultima forza della disperazione, Ilaria gira di scatto il viso verso Giorgio e con un debole soffio di voce spezzata da sconnessi singhiozzi sibila un "Bastardi" tra i denti e gli sputa in faccia.

La saliva cola sul viso del ragazzo senza mollare la presa ai polsi di lei per pulirsi.

Roberto sembra arrivare all'orgasmo, rantola aumentando il ritmo dei colpi nella bocca ancora semi chiusa ed il viso é una maschera di sforzi.


Ilaria si sta rendendo conto che é tutto inutile, la rassegnazione si sta impossessando della sua anima, e si arrende momentaneamente alle loro volontà.

Se ne sta lì, immobile a quattro zampe, confusa, irrequieta, ansimante, la sua pelle trasuda.
Aspetta! Si, aspetta quella concentrazione di piacere, emanata.

Respira profondamente, assorta nel reprimere il dolore e le confortevoli ferite, e nel contempo cerca di non godere.
Aspetta..
Bastaa..per favore!! disse, senza sapere davvero se ne volesse ancora o se ne avesse avuto abbastanza.

Lotta con se stessa in pensieri vaghi, lievi e inutili che le amalgamano la mente, e guarda un punto vuoto nella capanna, offuscata, piacevole, tormentata.

Infastidita dall'attesa, dall'angosciante ripetersi, dall'ignoto avvilente, e non prega e non supplica più.

Senza contare la demoralizzazione, una reazione psicologica che può insorgere in risposta ad un evento che sovrasta le capacità di adattamento dell'individuo, caratterizzata da tristezza, sentimenti di inadeguatezza, di indecisione, perdita dell'autostima, impotenza e disperazione.

Ecco!..Ilaria ora ha cominciato finalmente a spompinarlo quasi senza inibizioni, la sua bocca si é aperta quasi del tutto, vedo il cazzo di Roberto scomparire nettamente dentro, é arrivato fino alle palle, lei ha gli occhi chiusi ma muove la testa avanti e indietro con un buon ritmo.

Ora le mani di Ilaria sono aggrappate al sedere di Roberto per facilitare meglio l'entrata e l'uscita.

Ma sai Carlo che non credevo che tua moglie fosse cosi' brava a spompinare?

Stai zitto bastardo e dimmi cosa stanno facendo..

Giorgio ha sempre il suo grosso palo dentro la fighetta e da colpi sempre più netti..haii..Ilaria non ne puo' più, si é staccata dal cazzo di Roberto e si é girata di scatto tirando un gemito soffocato verso di lui, gli sta gridando cose oscene.. é veramente incazzata.
Giorgio la sta tenendo bene per i fianchi dirigendo il bacino verso il suo cazzo con colpi decisi e costanti.

Vedo la faccia di Ilaria cambiare espressione continuamente, ci sono dei momenti che si ingrunisce con la fronte che si increspa ,e altri momenti che invece é piu' rilassata lasciando rilassare la bocca e tenendola leggermente piu' aperta, probabilmente piu' i minuti passano e piu' si sta rendendo conto che dopotutto non é cosi' terribile come immaginava.

Va bene Sergio, risparmiami i commenti idioti e dimmi solo se si sta ancora difendendo, dimmi se si sta opponendo ancora.

Si Carlo, diciamo che in alcuni momenti riesce ancora a fare resistenza, nel senso che si vede che non é del tutto consenziente.
Riesce ancora a dibattersi e a grugnare ma in quella posizione é difficile evitare i colpi ben piazzati di Giorgio e poi ho l'impressione che piu' si muove e piu' facilita la loro penetrazione sia nella figa che in bocca.

Non sara' Carlo che forse la tua cara e fedele mogliettina ..un po ci marcia?

Ma brutto bastardo che non sei altro, Ilaria non é una puttanella, é una donna per bene ,se ti sembra che ci marcia vuole dire solo che é stanca e nauseata ,e probabilmente stara' cercando di sentire meno male possibile accompagnando l'andatura del suo corpo per sentire meno impatti secchi.

Sara' come dici tu Carlo io dico solo quello che vedo, ora Roberto gli ha infilato la lingua in bocca, Ilaria la accoglie con malavoglia intrecciando la sua lingua con la sua, le mani hanno preso le sue magnifiche tette, e inizia a palparle con foga, mentre la sua lingua continua a muoversi nella sua bocca, le sue dita triturano i sui capezzoli facendoli indurire ancora di più, mentre Giorgio da dietro continua a pomparla per bene aumentando sempre di piu' il ritmo.

Adesso tua moglie é tornata con la lingua a percorrere il cazzo di Roberto dalla punta alla base alternando a profonde succhiate, lo ingoia facendoselo sbattere in fondo alla gola.
Lo fa con sdegno e schifo, pero' lo fa caro Carletto mio, vuoi vedere che forse la stanno domando?

Non credo proprio Sergio, conosco molto bene Ilaria, se si sta lasciando leggermente andare é solo perché vuole evitare quelle pacche che Roberto gli da sulle natiche, tu sai bene che lei ha paura della violenza.

Vedo Ilaria che ha gli occhi lucidi, credo che stia per piangere, penso che si stia rendendo conto di non trattenere piu' il suo corpo e questo credo che la faccia stare male, poi Giorgio continua a scoparla con colpi possenti e decisi e ogni suo affondo gli toglie il respiro.

Povera Ilaria ma cosa gli state facendo?....voi siete tutti pazzi e crudeli.

Vedrai Carlo che fra un po si scioglie, é normale che gli venga voglia, di piangere ,dopotutto immagino che con due uomini insieme no l'abbia mai fatto.

Certo che no! lei ha una grande pudore verso il sesso.. non si é mai fatta prendere da nessuna fantasticheria durante i nostri rapporti.

Va bene Carlo ti credo ma continuo a farti la cronaca in diretta....Ilaria sara' sicuramente come dici tu , ma in questo momento noto che ogni colpo di Giorgio, ingoia il cazzo di Roberto spingendoselo fino in gola, lo fa mentre piange...é tenera la tua Ilaria.

Giorgio sempre di spalle estrae il cazzo dalla piccola vagina ormai stra umida, appoggia la mano aperta sul piccolo buchino, ed inizia a farsi strada.
No, questo no!
Per favore, no!- Incurante dei pianti di Ilaria, Giorgio le inumidisce
l'orifizio, lubrificandolo con la saliva, appoggia il glande contro ed inizia a spingere, infilandoglielo dentro con lentezza.

Dai bella, che ti faccio il culetto!
Noo! Noo! Argh! Fa male! Fa male!
Ahia! Nooo! Per pietà, nooo! Ahhhh!! - gli uomini sono tesi allo
spasimo, godono come matti delle urla lancinanti che Ilaria
lancia mentre é costretta ora... a subire una doppia penetrazione.

Mani le palpano il seno e le natiche, le accarezzano la schiena sudata e le
cosce divaricate.
Bloccano la testa afferrandola per i capelli,
costringendola a tenere la bocca aperta a suon di schiaffi.


Ora Giorgio gli ha allargato meglio le gambe e sta distruggendo il culetto.

Il viso della ragazza impallidisce.
Ilaria ha capito quale esecrabile oscenità stanno commettendo su di lei.

Il tremore non accenna a diminuire e tutto il suo corpo é adesso scosso dal terrore e dalla tensione. Giorgio le divarica ancor di più le natiche, scrutando avidamente nel solchino umido e scuro.

Ilaria lancia grida acute e isteriche di vergogna e di ripugna per quel gesto che la viola nella sua intimità più riposta.
Si sente aperta e oscenamente esposta allo sguardo lubrico che la fruga avidamente.

Giorgio entra ed esce con movimenti secchi, lei é senza fiato, non riesce a dire niente, Roberto continua a scoparla con il suo cazzo nella fighetta senza darle il tempo di fiatare.

Ha fatto una smorfia di dolore e ha ricominciato a dimenarsi come un pesce fuor d'acqua. Carlo! non dirmi che non avete mai fatto rapporti anali?

Certo che no! va fuori dalla nostra etica, io e Ilaria non abbiamo questo tipo di perversita', ma questo non dovevate farlo, cosi' la scioccate per sempre.

Tranquillo! tu non immagini quante riserve possiede una donna..anzi sono sicuro che tra un po non sentira' piu' dolore e comincera' finalmente a lasciarsi andare.

Come non detto..vedo Ilaria che incomincia a mugolare e inizia comunque a muovere lentamente il culo per sentirlo bene dentro e non lacrima quasi piu'...questo é un buon segno non credi?

Non so piu' che dire Sergio ma continua a parlare, dimmi come prosegue.

Con le mani gli tiene aperte bene le natiche, da colpi sempre piu' secchi , forse gli sta rompendo il culetto, lei urla fortissimo é in lacrime, lui comincia a muoversi dentro di lei, furiosamente, lei lo sente nella pancia e gli fa un male da morire.
Cerca con tutte le sue forze ad abituarsi lentamente al dolore, e i suoi lamenti diventano lentamente dei gemiti, forse ora incomincia a sentire qualcosa.

Non smettono di muoversi, ora accelerano i loro colpi, la fottono sempre più forte, lo si legge in faccia che lei non sopporta più questa possente doppia penetrazione e stringe le natiche come puo'.
Adesso se devo essere sincero mi fa un po pena.

Credo che Ilaria non vede l'ora che questa tortura finisca, anche se Giorgio non da alcun segnale di cedimento ma anzi i suoi colpi sono ormai sempre più regolari e decisi , sono veramente convinti di domarla completamente.

Hanno cambiato posizione, lei ora é sempre impalata sopra il bastone nodoso di Roberto mentre Giorgio in piedi gli ha riempito la bocca col suo cazzo, lei comincia un dolce vai e vieni con il respiro ormai rantolante.. quando scende apre la bocca e poi la richiude salendo, deve avere l'impressione di essere sfondata ma non si arrende.

Giorgio la tiene per i capelli e spinge il palo fino in fondo la gola, la soffoca per un attimo, ancora un pò, ecco ora esce improvvisamente, e Ilaria finalmente prende aria mentre si abbandona appoggiata con le natiche facendo sparirei il cazzo di Roberto, le gambe sono oscenamente aperte, i muscoli tesi, aspettando che qualcuno di loro finisca.

Dai Carlo! ancora un po e tutto sara' terminato...e sono sicuro che tua moglie gli é in qualche modo piaciuto anche se non lo ammetterebbe mai.
Ora il suo bacino ondeggia lievemente, seguendo il ritmo dei colpi di Roberto, e lui tra le sue cosce la fa saltaltare su e giu' come una bambola aprendogli bene la fighetta ormai sfondata , e i muscoli contratti di Ilaria lo stringono, imprigionandolo nella sua voglia di godere.

Ecco Carlo! é tutto finito, sono venuti tutte e due in faccia di Ilaria, sembra schifata ma con la lingua sta ripulendo il tutto.

Entro per un attimo..

il suo corpo é scosso da tremiti e fuma come le rovine scheletrite di un palazzo che é stato raso al suolo da un incendio devastatore.
E' del tutto intontita.
Non ricordo per quanto tempo giacque immobile in quella posizione tanto simile alla morte, il tempo necessario per ricominciare a respirare.

Ora toccava a Sergio ma non credo che Ilaria abbia le forze per riprendersi.

Ora tocca a me e spero che non sia cosi' traumatizzata da rifiutarmi...ci si vede piu' tardi Carlo.

Ok Carlo!.. abbiamo finito, ci spiace che Ilaria abbia fatto resistenza, siamo stati un po' bruschi e ci rendiamo conto di averla ferita ma alla fine ha avuto degli orgasmi pure lei , siamo sicuri di questo...probabilmente non ci parlera' per un po ma col tempo tutto passera'.

Immaginarla presa come un panino da due cazzi che si infilavano e poi si muovevano allunisono nella sua vagina e nel suo delicato ano è stato tremendo.

Posso restare un po con lei ora?

No Carlo!.. c'é già Sergio con lei , e vedo con piacere che hanno gia' incominciato, guarda tu stesso se non ci credi.

Non potevo credere ai miei occhi!

Sergio la prese per i capelli posando un vorace bacio sulla sua bocca, cercando con la sua lingua la sua, lei non rispose con uguale passione al bacio ma la lingua si lasciò trovare dalla sua.
Le sue mani presero a percorrere freneticamente il suo corpo, passando dal seno ai glutei per poi soffermarsi qualche istante sulla sua intimità.


Sergio la mise in ginocchio e infilo' con forza il pene eretto nella bocca ordinandole di leccare mentre gli diceva " brava lubrificalo per bene che poi vedrai che quando te lo infilero' in questo bel culetto che hai, si perche' oggi ho deciso di allargartelo ancora di piu' cosi' quando tornerai da tuo marito, lui fara' meno sforzo a entrarci dentro.

Il sesso di lui era diventato durissimo e le venuzze erano ora evidentissime lungo l'asta, il glande diventava purpureo quando Ilaria con ribrezzo cominciava a succhiarlo avidamente, accarezzandogli contemporaneamente i testicoli.

Ilaria schiuse le labbra e le appoggiò sul glande, lo baciò poi lentamente lo fece scivolare in gola.

Lo ingoiò più che poteva quindi succhiò con forza, più volte velocemente prima di farlo scivolare fuori e leccarlo da sotto per tutta la lunghezza.
Scorreva tutta l'asta con la lingua e l'ingoiava, succhiava con forza per poi farlo scorrere fuori.

Ripeteva in questa sequenza con una micidiale regolarità incurante dei gemiti che sentiva provenire da sopra.
Colta da un ispirazione improvvisa scese con la lingua sino ai testicoli per poi mordicchiarli delicatamente mentre stringeva con la mano il pene menandolo lentamente.
Sazia del sesso dell'uomo allontanò un po' il viso e lo sollevò per osservare la sua espressione, per poi ricomnciare l'apnea.

Guardavo Ilaria negli occhi, la vedevo leccarsi le labbra nervosamente, e lo succhiava, leccava dal glande alle palle guardandolo negli occhi e facendo una smorfia di aggressione come se volesse comunicargli una sfida alla non sottomissione.

Continuò a leccare quel grosso uccello devotamente come una schiava non arresa,lo accarezzava e lo succhiava con foga, e con la lingua scivolava sotto le palle leccando anche il buco del culo, risaliva e riprendeva la cappella in bocca, succhiava cosi intensamente che doveva tenerla per i capelli, fino a che il porco lo estrasse dalla bocca e si diresse dietro di lei, con difficoltà riusci' a metterla alla pecorina per iniziarle a dilatarle il buchino dell'ano infilandoci due dita.

A questo punto Ilaria lottò, si dimenò, ma ogni suo movimento non faceva che assecondare l'intento di Sergio.
I capelli le si sciolsero, accendendo ancor di più il desiderio dell'uomo.
La verga di Sergio sembrava acciaio rovente.
La cercava , la frugava tra le cosce, poi, con un colpo secco, la penetro' in figa.

Ilaria si sollevò di scatto, dalle labbra le sfuggì un grido, e un dolore cocente parve diffondersi nelle reni.

Sergio si ritrasse bruscamente, attonito per lo stupore, e abbassò lo sguardo su di lei, le sfiorò teneramente la guancia e mormorò qualcosa con voce bassa e impercettibile, le si accostò dolcemente, baciandole i capelli e la fronte e accarezzandole il corpo con le mani.

Poi la penetrò nuovamente a fondo incapace di trattenersi oltre.
Ilaria aveva l'impressione che ogni suo movimento la squarciasse, e le salirono le lacrime agli occhi.

Sergio inizia a muoversi assecondando il proprio piacere e i movimenti respingenti sembrano armonizzarsi ai suoi. Spinge più in profondità e un suono inarticolato esce dal fondo della sua gola. Spinge ancora, e di nuovo la sente e la vede, la vede arrendersi al godimento che si fa largo contro la sua volontà.

Ilaria rimane così, abbandonata contro il suolo, incapace di prendere qualsiasi iniziativa, mentre un’eccitazione sorda cresce dentro di lei, prepotente, incontrollabile e lei sente suo malgrado il respiro farsi ogni momento più pesante e più ansimante. E più vorrebbe restare indifferente, più sente il suo corpo liquefarsi sotto i suoi baci.


Quando le dita dell'uomo le frugarono nuovamente l'ano, involontariamente si inarcò favorendo ancor di più l'inserimento del pene tra le labbra umide della sua vulva.
Il ritmo di Sergio si fece cadenzato e Ilaria, con ancor più terrore, sentì che il clitoride, insensibile ai richiami della ragione e dell'orrore di ciò che le stava nuovamente accadendo, reclamava il piacere drizzandosi come uno stelo, e le ghiandole cominciarono ad emettere linfa abbondante come le sue lacrime.

Conosco Ilaria e so leggere nei suoi occhi, a dispetto di quanto vuol far credere al ragazzo sta godendo.

Dissimula il piacere assumendo uno sguardo duro ma non può nasconderlo a me.
Mi stupisco che anche Sergio non lo colga dopo la relazione avuta con gli altri.
Sergio la possedeva e la penetrava.
Non poteva fuggire, non voleva fuggire.

Le sue mani bagnate la bagnavano, ancora e ancora. E non resisteva più. E la tensione la sovrastava e la oltrepassava, la dilatava e la penetrava, la dominava e la soggiogava.
Il respiro corto, la bocca completamente aperta come il suo sesso e lacrime di piacere riempivano i suoi occhi.

Nel nostro intimo Ilaria affermava che le dimensioni del pene non gli importava, ora mi rendo conto che lo diceva semplicemente per educazione nei miei confronti visto che ora nella pratica e nei suoi pensieri gode con il pene di grande dimensione.

Si sa! esistono varie ragioni che fanno si che le donne preferiscano uomini con dimensioni del pene considerevoli, peró la principale é che le donne provano maggiore piacere nella loro relazione sessuale con il pene che stimola maggiormente le pareti della vagina, dove si trovano un grande numero di terminazioni nervose, seconde solo a quelle che si trovano nella clitoride.

Mentre lui le viola le viscere la vedo godere, lui spinge con forza e lei urla, può apparire uno sfogo di dolore ma il viso dice altro, la vedo chiudere gli occhi e concentrarsi.. sta per venire!.

Ilaria riprende fiato e guarda nella mia direzione, poi solleva una gamba e reclina il capo, serra gli occhi e capisco che è in preda all'orgasmo.
Sergio si muove incurante, è dietro di lei e non la può vedere.
Ilaria non geme, non dice nulla, gode ed è bellissima. Ha un orgasmo breve, forse limitato dalla volontà di non concedere a Sergio la soddisfazione di vederla godere.

Osservavo rapito il ventre di mia moglie che accoglieva quel pene dentro di se, le labbra della sua piccola vulva aperte intorno alla carne di un altro uomo, mentre le mani di lui appoggiate ai suoi fianchi, la invitavano a muoversi.

Ilaria era senza pudore, oramai, lasciava che dal suo viso trasparisse apertamente il piacere che provava mentre si muoveva lentamente ondeggiando sui fianchi.

Non era chiaro se fosse lei a condurre l'amplesso o le ritmiche spinte di Sergio da dietro, oppure se siano le mani di lui appoggiate sulle natiche a guidarla.

Sta di fatto che Ilaria ha perso completamente il controllo delle proprie azioni, ora pensava unicamente al piacere, e mi scopro eccitato e arrabbiato nel vederla in quello stato.

Il membro la stava invadendo sempre più in profondità generando un lieve dolore in quando stuzzicava delle zone mai sfiorate da nessuno.

Era decisamente eccitata, ma la lubrificazione e la dilatazione interna non aveva ancora raggiunto quel livello tipico della fase avanzata del rapporto.

Sapeva quindi che presto il dolore avrebbe ceduto il passo al piacere e la sua sensibilità nel rilevare le dimensioni sarebbe diminuita, e questo pensiero la turbava enormemente.

Sperò che lui la prendesse ora con tutta la foga possibile, incurante delle sue smorfie di dolore, in modo da darle fin che era ancora leggermente chiusa, la chiara percezione dell'enormità del suo pene.

In questo caso parve che lui leggesse il suo pensiero, spinse nell'ultimo tratto con forza, poi dopo essersi assestato bene sulle ginocchia iniziò a muoversi avanti e indietro.
Usciva da lei lento, quasi a dimostrare il dispiacere che provava ad abbandonare il calore e l'umidità di quella delicata caverna accogliente, poi vi rientrava deciso, spingendosi sino in fondo, impalando mia moglie che gli si offriva aprendo sempre di più le gambe.

Ilaria assorbiva quei colpi con tutto il corpo inspirando nell'attimo che lui era dentro e contraendo l'interno della vagina.
Seguiva la corsa con i movimenti del pube, inclinandolo secondo il tipo di corsa e la direzione da cui lo sentiva arrivare.
Lui la tratteneva ferma per la vita e la sollevava leggermente costringendola ad inarcare la schiena. Sapeva che in quel modo lei lo avrebbe sentito di più.

Spero che ciò favorisse la conclusione di quello stupro, ma il membro statuario pareva diventato insensibile bronzo.
Ilaria non poteva vedere il volto di Sergio, ma lo immaginava teso nello sforzo di resistere quanto più possibile alla tentazione di eiaculare.
Allora Ilaria si staccò, si girò e si sdraiò, lo strinse con le cosce e lo avvolse con le braccia, premendo le mammelle gonfie sul torace dell'uomo.

Avvertì la verga gonfiarsi in modo pauroso e, nella sua inesperienza, comprese che tra non molto lo sperma di un uomo avrebbe ancora una volta rinfrescato le pareti dolenti della sua vagina.

Un ancor più acuto terrore la prese, al pensiero di restare incinta, ma fu incapace di ribellarsi.

Il pube fece un movimento in avanti che spinse sino alla bocca dell'utero la punta del membro.
Come da un abisso infinito, violento, frenetico lo sperma corse a fiotti lungo la canna, lo sentì con le labbra della vulva, finchè l'abbondante getto cremoso la riempì con la sua calda, stupenda vischiosità.

E dopo uno ne venne un altro, poi un altro, poi un terzo e un quarto e, mentre perdeva ogni energia nel pieno di un orgasmo violento, gridò di piacere e come percossa da un fulmine, si accasciò svenuta ai piedi di Sergio, mentre l'ultima goccia le cadeva sul bianco ventre perlato.

Ilaria si lascia scivolare a terra, ha ancora gli occhi chiusi e un immenso desiderio di piangere. Si gira su se stessa e si appoggia con la testa al suolo, mentre sente ancora il suo sesso pulsare di piacere

Sergio ci mise tre minuti per riprendersi, non avevo mai visto una cosa simile, era di nuovo in piedi e pieno di energia.
La riprese per i capelli e la mise nuovamente a quattro zampe e con una violenza superlativa intromise il pene lucido nel culetto.

Ilaria ebbe un sussulto seguito da un gemito di dolore che il porco non pote' non percepire "ti fa male eh? bene adesso ci sputo sopra cosi' le prossime volte sara' pronto e bello largo per ricevere un bel cazzo adeguato alle tue voglie, sei contenta?" vedrai bella come te lo allargo per benino, vedrai come e' un vero cazzo, ti piace farti rompere il culo? eh? vuoi che ti inculi per bene di la verita' ? parla troia rispondi!!

Ilaria non diceva niente, odiava quelle parole volgari, la sua testa era girata verso di lui e lo fissava con occhi indemoniati di puro odio.

Le pareva che la testa stesse per esplodere, una forte fitta di dolore s'espanse nel cervello come se qualche vaso sanguineo fosse esploso per lo sforzo di reggere la forte pressione.

Pensava d'impazzire per il dolore quando si calmò, solo allora si accorse che quello che aveva inteso come dolore era piacere.
Un piacere tanto intenso da sconvolgerla, da non consentirle di riconoscerlo come tale.


"Tutto ti deve entrare troia"..lei non urlava ma aveva un espressione di dolore, spinse fino a quando le palle non sentirono il pube, era arrivato in fondo a quel culetto che aveva sempre ammirato, e continuo' a spingere con tenacia, la teneva per i fianchi e le dava botte molto ben assestate e cosi' in 10 o 15 colpi da togliere il fiato, Ilaria si senti' 25cm di cazzo che le esplorava l'interno.

Dopo 5 minuti però, Ilaria tornò ad urlare e a piangere e Sergio con forza e violenza continuava a incularla in modo deplorevole.

Lo sento e lo vedo, ora è al culmine che sguazza e la sbatte, a colpi sicuri senza nemmeno pensare, che ogni botta gli porta bruciore, che ogni colpo le devasta il tempo che corre, gli anni veloci e i giorni più lenti, riempiti da sfilacciate e urla malsane.

Il presente è questo buco di culo, che s'offre e si é ribellato, anche quella volta la prima, che timido e intatto soffriva dolore.

Il presente è quest'uomo che fa grugniti, che la prende da dietro perché giura convinto, che è eccitante davvero non vederla in faccia, e mordergli il collo e bagnarle i capelli.

Lui seguiva il suo ano abilmente, entrava quando lei si apriva, e rimaneva dentro quando contraeva per uscire lento, in modo da darle il massimo stimolo.

Teneva le mani sui suoi fianchi, trattenendola forte ogni volta che la penetrava.
Di colpo Sergio indietreggiò, sfilando il suo cazzo, per Ilaria fu come ritornare a respirare, era come se una specie di fuoco lasciasse spazio all'aria, sentì come un senso di vuoto, si rese conto così di quanto l'aveva riempita, la cosa purtroppo la eccitò, tanto da tirarlo istintivamente verso di se per farlo entrare nuovamente dentro il suo corpo, muoveva frenetica il bacino verso di lui.

"Visto che ti piace", lo sapevo che ti sarebbe piaciuto, farti riempire fino alla gola, adesso ti piace, non ti fa più male eeh, ne vuoi ancora te lo avevo detto mia ragazza schizzinosa.

Ilaria é larga e morbida ormai, sa che non può farle più male, ma percepisce la forza, e che potrebbe essere molto peggio; la paura del dolore la fa urlare contro il palmo della mano che le tappava la bocca per non farla troppo gridare, e allo stesso tempo prega silenziosamente che non si stanchi, che la stupri ancora e ancora fino a farla piangere di stanchezza e piacere.

"Ti odio" miagola fra le sue dita.
Allunga la mano dietro e stringe forte la carne dei suoi fianchi, del ventre che spinge e la sta squartando, pianta le unghie e gode del muggito che si fonde al respiro affannoso.

Non che questo lo fermi naturalmente, al contrario, la fotte cambiando ritmo ed esce solo per vedersi rientrare, per ammirare il buco allargato e le carni morbide.
E' troppo, troppo.

Ilaria piomba in uno stato che non ha nome, quello in cui il piacere diventa un liquido denso che allaga muscoli e cervello, si spande come olio e riempie e satura, non esiste nient'altro, assolutamente nient'altro.

E' in quel momento, in quel preciso momento che finisce di ribellarsi e comincia ad implorarlo, ma non di smettere stavolta.

E' solo un sussurro incomprensibile, all'inizio, ma le parole non hanno importanza, non l'hanno mai avuta, sono solo strumenti di un gioco, maschere e costumi.

Il corpo parla una lingua diversa e a tratti involontaria. Una lingua tutta sua che Ilaria e lui comprendono d'istinto, usano e sfruttano in modo irrazionale, nuovo, e per loro nonostante tutto inaspettato.

E' come un incantesimo, perchè no! si percepiscono a fiuto, con l'anima, coi segnali di fumo, che importanza ha, accade!
E' così che lui sente la voce di Ilaria, col ventre avverte le natiche che si abbandonano, col petto segue la schiena che si inarca impercettibilmente per prenderlo meglio.

Affonda il viso tra i capelli, con la lingua segue le dune delle spalle, scende nelle fosse, lecca e morde i muscoli contratti o in movimento.

Non c'é testa, non piu', ne individualità o coscienza, le mani di Ilaria non lo respingono ma lo trattengono, lo incitano a venire più sopra, più dentro. Tutto il suo corpicino si adagia e si offre.

 E' una tragedia e non sa dire se l’umidità calda che gli cola fra le cosce sia il suo piacere o semplice sudore, non sa nemmeno distinguere l’odore ozioso e languido della sua pelle accaldata da quello più acre e sussurrato del sesso.

E' la resa. La resa totale, e lui si scioglie con essa.
Lei si adagia sulla schiena, lui gli libera la bocca e la stringe, mentre lei immobile lo sta guidando.

Senza fiato, stremata, ha liberato una mano e gli sfiora il volto, lo accarezza con la punta delle dita, si immerge con delicatezza fra le sue labbra e rabbrividisce al contatto della lingua docile.

La stava dominando l'aveva conquistata, lei aveva provato a difendersi, ma lui con forza l'aveva riempita e lei ora era lì sottomessa che si contorceva sotto i suoi colpi, allargava le sue gambe sempre di più, lo voleva, lo cercava, lo desiderava.

La donna di un altro uomo era lì sotto di lui conquistata, riempita, inculata con forza, mugolava sotto i suoi colpi, provando a prendere dentro di se anche i suoi testicoli, era lì con gli occhi chiusi ed il suo cazzo dentro, su, fino alla pancia, completamente bagnata aggrappata alle sue braccia, si faceva inculare senza più freni, si concedeva a lui, diventava sua, Sergio era eccitato, lei lo sentiva e lo assecondava il più possibile.

Ho pensato tante volte a quello che lui deve aver provato, la donna di un altro uomo conquistata, inculata, aperta, riempita, era una troia con tanta voglia di cazzo questo pensava forse Sergio, ma io ero convinto di no.

Sergio la osservava, guardava il suo seno, lo avrebbe voluto mordere, avrebbe cercato di prenderlo tutto in bocca, lo avrebbe coperto di saliva; lei gli prese una mano che continuava ad stuzzicarle un capezzolo e se la portò alla bocca cominciando a leccargli le dita se ne infilò poi due in bocca, riempiendole di saliva e le portò lentamente sul suo seno .


Tremendo!... stava rompendo il culetto ad una moglie con il permesso del marito, Ilaria teneva i seni appoggiati a terra e la testa alta, come se in quel modo lo accogliesse di più, e fu proprio così, e dopo alcuni minuti fu lei ad iniziare il movimento e la sua espressione era cambiata, non diceva più "ti prego fermati" con l'espressione stravolta, ma taceva..e si sa.. "chi tace acconsente".

Le uscivano rigoli di sangue dall'anello dello sfintere, ma Sergio non si fermava, e' stato più di 15 minuti a sbatterglielo in culo.

Ilaria si muove è spinge per essere presa più in fondo, geme e si scuote.
Le mani di Sergio l'hanno afferrata ai fianchi e la strizzano.
I suoi colpi . sono lenti e pesanti, i denti lasciano e riprendono la carne del collo, delle spalle, delle braccia seminandola di leggere corolle rosa.
Il gusto sale radioso dall'abisso deli ventre al cervello.

Solleva il volto, ora nuovamente trasfigurato, urla come lacerata, gli occhi si riempiono ancora di lacrime mentre la furia dell'orgasmo la invade in ogni fibra.
Il grido dell'uomo si confonde col suo urlo estremo mentre fiotti di sperma le irrorano ogni cavità e l'orgasmo esplode in lei, distruggendola con crampi fremebondi ognuno dei quali ha le unghie della morte.


E pensare che Ilaria ha avuto sempre un certo disprezzo per chi faceva sesso anale, lo giudicava un atto innaturale e profondamente immorale, un po come i rapporti orali anche se questi un po meno.

Dopotutto ci siamo sposati che lei aveva solo 23 anni e ora ne ha 25, una ragazza arrivata in chiesa felice, una creatura bellissima con grandi occhi verdi e un corpicino da fotomodella, di sani principi e con una intelligenza straordinaria, non è però per questo una ragazza facile nel senso più comune del termine al contrario, sa essere fredda, lapidaria e distaccata, e questo rende lei, come tante altre donne, così tanto desiderabili.
Molto riservata, timida e che non ama stare al centro dell’attenzione. La sua priorità è quella di passare inosservata e di cercare di apparire il meno possibile. Nasconde un animo sensibile e introverso oltre a una dolcezza fuori dal comune.

Anche selvatica, come gli spiriti indomabili con cui puoi attraversare l’anima del mondo ma che non puoi afferrare mai. Onesta, con la sensibilità segreta dei fiori e buffa, con le sue stranezze perfette che sanno ispirare sorrisi precisi di benedizione inaspettata. Fresca, come le ore del giorno e tenera, come la notte.

Una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed é carina, questo bisogna dirlo. Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l’aveva.

Come una specie di limpidezza, di trasparenza. E' quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.

Una ragazza difficile da conquistare, ad esempio quando l'ho conosciuta per parlarci
dovevo approcciarla in modo delicato ma lei immancabilmente abbassava lo sguardo, arrossiva, oppure si toccava nervosamente i capelli.

Inizialmente facevo attenzione a non invadere i suoi spazi personali, evitando di cercare un contatto in presenza dei suoi amici.
Inoltre rispettavo i suoi silenzi e la conquistai un passo alla volta.
Cercavo di avvicinarmi allontanandola e isolandola dal gruppo delle sue amicizie, ottenendo per gradi la sua fiducia.
Dovevo imparare ad interpretare i suoi dubbi, le sue paure e soprattutto lavoravo sulla sua autostima.

Come un Cyrano moderno, con il potere della poesia e della scrittura, arrivai a farle aprire le porte del suo cuore.
Solo così lei capì che ottenere un suo bacio per me equivaleva ad “un apostrofo rosa tra le parole ti amo”.
Con Ilaria non sono mai stato troppo estroverso, mai stato precipitoso nel volerla portare a letto, non le ho mai fatto prendere iniziative e mai ho deriso per la sua timidezza.
Ero premuroso, paziente, autoironico e divertente. Inoltre se coltivavo una passione qualsiasi, la rendevo partecipe coinvolgendola gradatamente in ogni mia attività.
Solo comportandomi così, Ilaria ha trovato in me una guida che la rassicurava, la trascinava e le faceva prendere dimestichezza con il sesso che allora temeva.

Per lei il sesso non é mai stato importante se non per procheare, e ricordo bene quel giorno in cui abbiamo scoperto della mia sterilita', era profondamente demoralizzata e depressa perche' desideravamo tanto dei bambini, ma lei mi amava e mi ama ancora e con la sua sensibilita' riusciva sempre a non farmi sentire colpevole di nulla.

Lei ha sempre creduto nel matrimonio e piu' di ogni altra cosa nell'amore incondizionato, lei non conosceva il male ma credeva sempre nei sentimenti veri, senza ipocrisie e falsita'.
Una ragazza dolce e generosa, altruista di istinto, amava tutto cio' che non era volgare, curava molto il suo aspetto ed era una atleta discreta.

Maledico il giorno quando suo padre ci offri' questa mini crocera su una barca a vela per la nostra luna di miele e maledico la tempesta che ci fece naufragare qui.

Mi sembra di vivere un incubo ma purtroppo é tutta realta', la vedo qui a due passi da me ed é irriconoscibile...come cambiano le cose e le persone, e a volte in cosi' poco tempo.

Si!.. ora ne sono convinto....l'hanno domata alla perfezione e il suo sguardo era totalmente cambiato, le sue espressioni erano ora da vera troia, Ilaria non ha avuto nemmeno il coraggio di guardarmi, ha goduto solo come una pazza.

Mia moglie era una persona normalissima con sani principi morali e ritrovarmela così di punto in bianco non la riconoscevo più, non è possibile descrivere le sensazioni provate nel vedere quel membro così enorme entrare in quel delicato culetto che era sempre stato intoccabile.

E' passata una trentina di minuti , e Sergio usci' dalla capanna con aria soddisfatta.. l'ho sentita mugulare, ansimare e singhiozzare e mai una volta gridare il mio aiuto...questo mi lasciava perplesso e pensieroso.

La vidi in un angolo della capanna tutta rannicchita paralizzata dalla paura e dal pentimento..non ha retto alle violenze fisiche e alla umiliazione di ciò che é stata costretta a fare, teneva il capo chino e taceva per la vergogna, l'esperienza che ha appena vissuto gli ha tolto ogni forza.

Gli zigomi arrossati dal sole, le labbra gonfie per le troppe intrusioni, le tenui ombre violacee intorno agli occhi chiari, che sembravano navigare in un languore umido evocatore di dolcezze orientali.


Giorgio, Roberto e poi Sergio l'avevano scopata e inculata atrocemente.
Lei lo aveva scritto in faccia cosi' chiaro... e se l'era sofferta e goduta, niente da dire.

Quelle occhiaie, quelle labbra gonfie... e i suoi capezzoli in che stato erano? Lui li aveva morsicati a sangue quando nell'atto perdeva il controllo, il suo sesso... anche quello era rosso e dolorante.


Il suo funzionamento mentale sembra confuso, oscurato, stordito, ha difficoltà di concentrazione, incapacità di controllo del pensiero stesso, confusione, affievolimento del ricordo, distraibilità, difficoltà nel ragionamento con perdita di obiettività e prospettiva.

I sintomi della sfera cognitiva sono anche di natura concettuale quando esiste la paura di perdere il controllo, di non essere in grado di far fronte alle situazioni, di ferite fisiche o di morte, di disturbi mentali; possono essere presenti immagini visive minacciose e produzione ripetitiva di pensieri spaventosi.


Posso entrare Ilaria?.. come ti senti?

Lei con le mani si copre il seno in un gesto di estremo pudore,
voleva rispondere, difendersi, perfino giustificarsi, ma non poteva articolare una sola parola, né tantomeno svegliarsi da quell’incubo.

Vattene Carlo! lasciami sola...ora non ho voglia di dire niente e men che meno di vederti, e poi cosa vuoi che ti dica? Lo sai perfettamente cosa mi hanno fatto.

Si.. lo so Ilaria e non hai idea di quanto mi sento in colpa, ma tu piangi!.. su Ilaria é tutto finito non piangere ti prego.

Ora sei contento che mi hanno violentata come una donnaccia? ..mi hanno promesso che d'ora in avanti non useranno piu' violenza, ma come faccio a crederci.. quei ragazzi sono dei delinquenti, sono cattivi, sono dei maledetti, mi hanno fatto male, mi hanno ferita..capisci?

Capisco Ilaria... ma sono sempre tuo marito? sei molto arrabbiata con me?

Si ti odio Carlo...e sono arrabbiata anche con me stessa...ho terribili sensi di colpa, ho avuto degli orgasmi...capisci? capisci Carlo? il mio corpo ha reagito diversamente...voglio morire Carlo! voglio morire adesso! ho vergogna di me stessa, mi odio! odio il mio corpo! odiooooooo tutti voi!

Non piangere Ilaria! ti prego! non piangere...

Io non volevo asssolutamente lasciarmi andare ma é stato piu' forte di me, il mio corpo reagiva per conto suo..sigh!
non riuscivo a controllarlo..sigh!, non riuscivo più a ribellarmi, tu non immagini i sensi di colpa che ho...ooo mio Dio aiutami ti prego...sigh!

E' solo colpa mia, se le mie parti migliori me l'hanno esplorate da cima a fondo senza che avessi opposto il dovuto ritegno? il mio corpo ora non ha neanche un segreto, un angolo di sporco dove lo straccio s'accanisce, e questo è il risultato! Peggio di una puttanella senza pudore.


Senti molto dolore?
Non ti preoccupare il dolore sta passando….

Cerco di essere premuroso ed affettuoso, devo dire che non faccio fatica, amo tantissimo Ilaria e vederla così abbattuta mi fa stare male.

Lei alza gli occhi un po' appassiti e umidi e mi allontana.

Intanto però, le accarezzo la mano e la sento bollente, non avrà per caso la febbre!! mi domando io.

Glielo chiedo ma lei mi rassicura che presto si sentirà meglio e che ora non riuscirebbe ad alzarsi dopo tutta questa violenza subita.., mi fa una tenerezza immensa, vorrei abbracciarla e coccolarla un po' ma questo probabilmente era il momento piu' sbagliato.

Devi recuperare le forze per superare questo momento terribile, ora tesoro, prendi quella coperta che avrai freddo e poi stenditi e riposa il piu' possibile.

Ilaria mi guarda con gli occhi lucidi e lo sguardo perso nel vuoto, cerca di allontanarmi ancora, io mi riavvicino e le accarezzo i capelli con tenerezza, Ilaria sembra una bambina indifesa.

Ora ti lascio dormire...passero' stasera.. e con calma parleremo di tutto..

Non hai capito Carlo, quelli non mi lasceranno stare, ormai sono diventata il loro passatempo.

Ho paura carlo! ho tanta paura, sono spaventata per il futuro, voglio morire in questo istante..credimi!
Io non voglio finire così..aiutami Carlo ti prego aiutami...comportati da vero marito, proteggimi ti prego!

Le sue parole esprimevano molto pessimismo, sapeva che d'ora in avanti le sue notti non sarebbero piu' state dolci e romantiche lasciandosi addormentare rannicchiata sul mio petto.

Ilaria era del tutto demotivata, depressa, non accettava un suo diverso modo di vedersi, non si rendeva conto che molto spesso invece queste mancanze, queste colpe, reali o presunte, vengono assolutizzate, ingigantite dal suo "io" che non ammette di sbagliare perché in fondo, sotto sotto, aspira a un ideale di perfezione e "non si concede di sbagliare", non si perdona, imponendosi tortuosi percorsi di colpevolizzazione e di espiazione che non hanno mai fine.

Così il continuo rimorso e il dialogo interiore, la continua introspezione sulle colpe le sottrae buona parte delle energie psicologiche che potrebbe invece impiegare nel vivere il presente.
Insomma il suo corpo che ha goduto durante gli stupri non poteva riconoscerlo come parte integrante di se, e questo la faceva continuamente stare male.

La scopavano a turno tutte le sere senza mai una notte di riposo, solo quando toccava a me si concedeva un giusto e desiderato sonno.

Per un po di giorni facevo fatica ad addormentarmi, sentivo lamenti e pianti misti a mugolii strozzati, poi l'urlo, prima basso, gutturale, poi sempre più forte, che si divise in tante piccole urla seguendo le onde dell'orgasmo.

Una sera non riuscendo a dormire, confuso da mille pensieri suicidi, decisi di andare a vedere come uno di loro tormentava mia moglie e con sorpresa vidi due di quei bastardi nella stessa capanna con lei.

Ilaria mi vide sul ciglio della porta socchiusa piangente e disperata mentre quelli ancora una volta volevano stuprarla come quel giorno maledetto.
E' stato terribile! Giorgio e Roberto volevano ancora violentarla in coppia cercando di sottometterla per avere ancora quel piccolo buco ormai violato.

Ilaria continuò a tenere in tensione i muscoli perianali e cominciò a scalciare ma Giorgio le pose le ginocchia sulle caviglie bloccandola , allora cercò di divincolarsi con le braccia ma Roberto davanti a lei le bloccò le mani con forza "stà buona ragazza che ora comincia la festa , Giorgio ti romperà ancora il culo come neanche un toro saprebbe fare".

Ilaria si sentì nuovamente perduta in balia dei due maschi, io intanto guardavo lasciando che i fatti accadessero , mi ero imposto di farlo anche a discapito della incolumità di mia moglie che vedevo parecchio in difficoltà , la cosa devo dire , mi turbava tanto , d'accordo essere cornuto e in fondo ero io che ho permesso con passività tutto questo e lo spettacolo vi assicuro era spaventoso.

Così fù costretta a subire violenza, sentì l'ariete che la stava squartando entrare poco a poco in lei, urlò dal dolore , si oppose con tutta la forza , cercò aiuto rivolgendo lo sguardo verso di me , implorandomi di aiutarla , vedevo il dolore stampato sul suo viso rigato dalle lacrime.

Non feci nulla e nulla potè lei contro i due uomini , Roberto eccitato vedendola non disposta a subire ,la schiaffeggio' violentemente più volte facendole uscire sangue dal naso e Giorgio millimetro dopo millimetro entrò in lei impalandola.

Urlò ancora con quanto fiato aveva in gola, era disperata , piangeva e rantolava per il dolore "nooo , noooo, è terribile , aaaahaiaaa.vi pregoo "li bastaa" aaah mio dio fermatevi! Aaaah aaaah nooo" Roberto allora le tappo la bocca ancora con il suo cazzo infilandoglielo di nuovo fino allo stomaco ma lei continuava a mugolare disperatamente, il suo culetto era ormai divelto dal cazzo enorme, sentì la pelle tendersi poi strapparsi e sanguinare , un rivolo rosso le scendeva dalle cosce fino a macchiare la sabbia della capanna, singhiozzava per il dolore lancinante che il mazzuolo le procurava entrandogli inesorabilmente nello sfintere uno dopo l'altro venti centimetri buoni la penetrarono e giù giù fino alle palle.

Era stremata non c'è la faceva più.
La paura, il piangere ed il continuo singhiozzare la stavano sfinendo.

La torturarono cosi' fino allo sfinimento tra urla e imprecazioni di lei e di loro , sbuffi di violenza e ardore fisico finchè domata e schiavizzata cominciò a smettere di lamentarsi, lentamente la sensazione e la frustrazione si stavano nuovamente trasformando in un perverso senso di piacere.
Ci sanno fare gli stronzi!

Si sta eccitando, il pianto ed i singhiozzi si stanno lentamente tramutando in mugugni e sospiri,
le lacrime smettono di rigargli il volto, mentre dalla fica altre lacrime cominciano a scendere copiose.
Il dolore piano piano si quietò, le convulsioni disperate si distesero e come succede di solito..ancora una volta.. fece posto al torpore che si impadronì di lei sempre più intensamente trasformando gli enormi cazzi in strumenti di piacere.

Come drogata iniziò piano piano a partecipare attivamente opponendo il suo culetto alle spinte vigorose di Giorgio impattando le chiappe al bacino di lui in modo da accogliere il più possibile il mostro turgido nel suo caldo baratro anale ormai straziato e iniziò a lamentarsi e mugugnare come una puttana, come una troietta in calore.
Chiuse gli occhi e lascio' penzolare il capo godendosi le sensazioni che stava provando.

La vidi gemere e mormorare qualcosa del tipo "siii" o "non fermarti" e istanti dopo colta da attimi di lucidità "noo noo basta ti pregoo".
Ilaria era tutta una contradizione, probabilmente voleva ma allo stesso tempo non voleva.. confusa e combattuta da ciò che il suo organismo percepiva e in lotta violenta con la sua mente che rifiutava.
Si lamentava ed ogni tanto gridava dall'intenso piacere dato da queste sconvolgenti sensazioni.

Incredulo! non riuscivo a cogliere il significato delle sue esclamazioni tanto la voce era rotta dal pianto e dal piacere che sicuramente ancora una volta riusciva a provare.

Le sensazioni che gli arrivavano dal basso ventre sono inimmaginabili, le spinte cominciavano a farsi più regolari e profonde.

Nella sua battaglia personale, vinse ancora l'istinto animalesco, e il suo esile corpicino si arrendeva sempre più, perdendo definitivamente quei pochi frammenti moralistici rimasti accantonati in un piccolo angolino della sua mente...Ilaria ancora una volta si abbandonò esausta alle violenze dei due aguzzini.

Lottava, con le loro lingue, per conquistare qualche centimetro in più del loro sesso. Ingoiava peli e saliva con la sola ostinazione di non recedere centimetri di pelle.

Finché dopo tanto lottare riuscì contemporaneamente ad entrare nel suo piacere umido ed eccitato da tanto possesso, rivendicando la responsabilità di tanto godere.

In quella posizione a carponi, come mucca al mattatoio in attesa del colpo di grazia, succhiava succhiava, sbavando su quel sesso frustrazioni, insicurezze e voglie di riscatto.
E succhiava con foga la nostra storia d'amore, gli amici borghesi, le feste e i compleanni.
Succhiava la nostra apparenza e il nostro perbenismo misto a colate di piacere.

Aspirava boccate di fetore di basso ventre incuneandosi nelle pieghe della sua carne intima.
E succhiava la sua energia vitale, la sua pazienza, la sua apparente sottomissione, il suo Dio più solido del nostro, i suoi valori incontaminati dall'Occidente.

E loro.. indecenti si contendevano Ilaria pelo su pelo a colpi di lingua e saliva rifilando colpi bassi e mosse sleali, succhiandogli il nostro matrimonio, l'album con le foto, la sua carriera, il ritratto di suo nonno generale decorato, il mio cappotto d'Armani, le fedi antiche dei trisavoli, le sue camice di Trussardi, il viaggio di nozze nello Yemen del Sud, le vacanze estive al Club Med.

Ilaria continuava a succhiare senza contegno e decoro fino a logorarsi la lingua ed essiccarsi le ghiandole puntando in quell'amplesso la sua anima.
E succhiava, succhiava, con il culo in alto e la ragione dentro le cosce, i nostri fallimenti e i nostri sentimenti anoressici, il vaso cinese in sala da pranzo e l'amore insulso della domenica mattina.


Ora ero sicuro che stesse veramente godendo, forse poteva nascondere l'espressione di piacere ma non la voce ed i gemiti che si lasciava sfuggire involontariamente.

Ilaria non aveva più volto lo sguardo nella mia direzione, segno evidente che stava pensando solo a godere.
Vedevo il suo bacino che seguiva le spinte del giovane che aveva dietro, contraendosi quando entrava per sentirlo meglio.

Forse l'abilità dei due o molto più probabilmente la situazione e la consapevolezza di avere i miei occhi addosso, e il tempo che passava in balia completa dei due selvaggi e il corpo che si rifiutava nuovamente di contrapporsi alla sua volontà, la portarono presto in vista dell'ennesimo orgasmo.


N'ebbi sentore quando notai che il suo sfintere si angolava in modo da sentire meglio il membro che entrava dentro di lei e n'ebbi conferma quando inarcò la schiena spingendo il bacino contro il giovane che la stava inculando.


Ero terribilmente allibito e demoralizzato dalle sue mosse, odiavo osservare come la rosa del culetto si apriva intorno al grosso pene delineandone perfettamente il contorno o come il bacino si muoveva sconnesso seguendo la penetrazione.

Quando l'apice del godimento presentò i primi sintomi, Giorgio tentò di capire se anche lei fosse ormai prossima all'orgasmo, intendeva raggiungerlo con lei.

Studiò ancora il volto della ragazza e la sua espressione, misurò la cadenza del respiro e tentò di percepire tramite i palmi delle mani le contrazioni dei muscoli addominali.
Tutto stava ad indicare un intenso piacere ma nulla riusciva a dargli un segnale chiaro.
Ilaria pareva proiettata su di un'altra dimensione, un mondo tutto suo dove, apparentemente, non c'era posto per altri.

Un lungo e profondo respiro poi l'immobilità assoluta indicarono la prima ondata di piacere, quella che ruppe la diga che conteneva il fiume del piacere estremo.

Ilaria inarcò il corpo e si spinse completamente contro di lui mentre dalla bocca spalancata non riusciva ad emergere l'urlo di piacere spontaneo per via dell'uccello di Roberto che la opprimeva fino in gola.

Ilaria non crede di aver avuto il minimo dubbio come non crede, ancora, di aver sgorgato dalla sorgente dei suoi pensieri una piccola lacrima di gratificazione quando, in preda alla passione ormai oltre il limite di ogni buon senso, gli implorava di penetrarla oltre la lunghezza del loro membro, seccando quella voglia bagnata che indecente si squagliava come immondizia in liquame.

La presero di fianco e di lato, prona e supina, schiava e padrona fottendola divinamente come solo una femmina vuole che sia. La trascinarono invasati sulla sabbia e, curvandola a 90°, la presero guardando i seni che si muovevano all'impazzata.

Ilaria per la prima volta in vita sua pensava al "Cazzo", per la prima volta lo rivendicava urlandolo a se stessa e a quei bastardi che s'era fatto tramite, mezzo e mero strumento.

Nuotava immersa nelle acque del peccato rinnegando anni di timore e di catechismo, convinta com'era che il peccato era stato soltanto privarla per anni di quelle mani che le carezzavo i seni, le labbra e la memoria.

La presero senza più remore, senza il minimo dubbio di essere comunque stupratori, mentre i loro corpi in fusione riempivano e ed erano riempiti.

La esplorarono nelle viscere incontaminate, nelle zone più buie e dolorose che nessun'altro mai ha nemmeno sfiorato.

E la fotterono senza soggezione e riserbo come cani sopra il marciapiede, come soldati su un popolo vinto, come usurai che reclamano il dovuto.

E la fotterono entrando ossequiosi nel tempio e uscendo invasati di fede.
E la fotterono chiamandola troia, un nome di donna che ora la sua mente confonde, ma che in quel momento ci sentiva appropriata, perfettamente identica al suo sogno immorale che gli dava causa e rabbia di resistere, ancora, al piacere imminente.

E la fotterono schiacciandole naso e consenso sulla sabbia, e si sorprese mignotta a puntellare le mani sul terreno per guadagnare qualche millimetro di piacere non ancora sondato.

E la fotterono fitti e battenti come cecchini che inquadrano nel mirino la preda e lasciano il grilletto solo quando sono convinti di aver fatto un lavoro decente.

E ci volle poco di meno, meno della sensazione che trasmessa al cervello la fa sentire calda e bagnata come terra piovuta sotto un temporale d'estate.

E sale l'odore che gli riempiono i momenti che già si fanno ricordi, e sfalda emozioni fino a riallacciare il corpo al cervello, fino a salutarti distante e tornare di nuovo carogne, fino a ringraziarli mentalmente per un favore reciproco, fino ad essere certa che mai non ci sarebbe stato di meglio.


Vedevo il suo ventre scosso dalle ritmiche contrazioni che seguivano fedelmente la cadenza delle ondate di piacere.
Era così presa da tutto questo da non rendersi conto di cosa accadeva attorno a lei, non sentiva il seme del ragazzo colarle nella bocca spalancata o non se ne curava.
Continuava a boccheggiare lasciando che lo sperma le riempisse le labbra sino a colare sui lati della bocca.


Le violente contrazioni involontarie del ventre generarono immediatamente l'orgasmo di Giorgio già da tempo ai limiti dell'autocontrollo.
Il ragazzo percepì il proprio seme uscire a fiotti e venire risucchiato dal profondo ventre di Ilaria, una sensazione che aveva provato solamente quando lei aveva succhiato con forza il membro tenuto tra le labbra della bocca.

Il tutto durò un tempo imprecisato, Giorgio sapeva per esperienza che era breve ma non riuscì a valutarlo.
Le ondate di piacere seguivano una dopo l'altra e parevano infinite, ebbe la sensazione che Ilaria godesse ancora quando lui era già sfinito e rilassato nel languore.

Tale era la violenza con la quale i maledetti le sferravamo i loro colpi di spingarda, che nella frenesia di quei momenti non mi sarei stupito di udire le sue ossa fracassarsi, i suoi organi lacerarsi.
Eppure no... le carni elastiche di Ilaria reggevano impavide all'impeto dei loro membri scatenati.

Mi tappai le orecchie e mi incamminai verso la mia capanna distrutto dal dolore mista a rabbia e gelosia ma vidi Sergio incamminarsi verso il luogo della violenza e mi nascosi dietro ad una palma, feci marcia indietro per capire cosa poteva ancora succedere a mia moglie.

I due bastardi uscirono diedero una pacca sulla spalla a Sergio e lo incoraggiarono ad entrare.
Mi ritrovo ancora una volta sulla soglia a spiare.

Ilaria sente di voler lottare davvero, resistergli, sfidare il limite, negarsi.
E' un desiderio primitivo prepotente, lo avverte senza riuscire a stabilire l'istante esatto in cui é nato.

Scatta di nuovo cercando di sorprenderlo e fuggire ma lui non si fa sorprendere.
l'acciuffa al volo e l'abbatte.
Ilaria sente l'umido addensarsi ai lati degli occhi per la rabbia e l'umiliazione di essere battuta, stringe i denti per raccogliere le forze e non dare comunque nessuna soddisfazione ma purtroppo per lei non sono sculacciate quelle che la aspettano.

E' un cazzo ben lubrificato ficcato senza nessuna cerimonia nel culo.
L'urlo che le parte dal cervello stavolta le si blocca in gola.
Spalanca la bocca per la sorpresa e il piacere perverso dell'imposizione, ma una parte di lei vuole combattere ancora perciò scatta e si dibatte.

L'aggeggio si sfila al primo colpo di reni e lei riesce a scivolargli giù dalle ginocchia e a gattonare per qualche metro. Non va lontano. "Dove credi di andare?"

in effetti é stata una pessima mossa, lui le si avventa addosso con un ruggito e le si siede sopra, proprio sui reni, rivolto verso il culo.

Il cazzo cala di nuovo dentro, rotea, si apre la strada con impazienza, famelico.

"Nooo ti prego" sibila contraendo ogni muscolo che riesce a controllare; Lui le molla due schiaffi sulle chiappe e continua ficcarglielo dentro con la gentilezza di chi schiaccia pinoli in un mortaio.

"Basta basta!" Urla cercando di levarselo di dosso e coltivando l'intima speranza di farlo almeno faticare per tenerla giù, faccia a terra, ma il piacere non é così facile da nascondere e un gemito di pura lussuria le sfugge dalle labbra.

Lui non sembra stanco, la sta pompando con ancora più energia di prima, affondandole ogni volta dentro fino alla radice.
E ogni volta la fa sussultare di un piccolo strappo che ha lo stesso effetto sulla sua mente di un dolore immenso, insopportabile.

Lei stanca ed esaurita, purtroppo all'ennesimo colpo ansima, lui è come se la trapassasse da parte a parte,lei sembra godere, lui continua, lei grida:" bastaa!".

Lui non la sente,lei piange, lui continua a soddisfare il suo istinto animale con la bava alla bocca,lei si divincola disperatamente,.lui la trattiene con forza affondando le sue dita sudice nelle sue carni bianche,nelle sue cosce quasi a voler penetrare anche esse...lei ormai stremata si abbandona ancora ad un orgasmo forzato che non mette fine allo strazio.

Lui imperterrito continua...sempre più forte quasi a volerla spaccare in due...lei si difende come può...lui la picchia con una mano per farla tacere...ormai lui è a un passo dal suo scopo...sempre più forte,sempre più in profondità la lacera...eccolo...arriva l'orgasmo anche per lui...ma no...non la lascia andare...continua a toccarle i seni e a stringerla brutalmente alla vita...lei non ha più forza per divincolarsi e incomincia lentamente a mugugnare di piacere e orrore ..ancora una volta non ha avuto la forza di opporsi con tenacia.

Poi come uno straccio si abbandona sull sabbia della capanna...sanguinante,sporca,livida dentro e fuori...lui la guarda con soddisfazione e ancora con voglia...si siede e aspetta la guarda...la guarda ancora...la libidine ne offusca la mente...non riesce a non provarci ancora...si tocca...tenta di eccitarsi ancora...non riesce a non cercare ancora sfogo al suo piacere animalesco...tenta di penetrarla da dietro...lei stavolta si oppone debolmente...lui la ghermisce con facilità...la penetra...la sbatte sulla terra come uno straccio...e ancora e ancora...questa volta sembra durare un'infinita...i suoi gemiti non lo placano...continua a sbatterla con forza sull sabbia sporca ormai di un'innocenza rubata...lui ancora penetrandola le graffia le carni nel tentativo di averla con più forza spingendola a se...cominciò a cavalcarla più selvaggiamente.

Era pieno di energia, di potenza, la inculava come non era mai stata inculata da nessuno, almeno così pensai in quel momento, Ilaria senti arrivare la prima scossa lungo la schiena, poi un’altra e un’altra ancora sempre più intensef ino a quando un orgasmo, dall’intensità mai provata prima, gli sconvolge l’anima e la mente. Si abbandona esausta.

Qualsiasi tensione è sparita. La vedi appagata e distrutta, solo allora realizzi, che é distesa in terra, nuda e minuta, con le gambe e la piccola fica oscenamente spalancate. Finalmente un altro calvario finisce...lui gode...lei piange...piange...probabilmente perché era venuta due volte.
Rimasero a lungo distesi sulla paglia, ansanti ed appagati, a riprendere fiato.

Me ne andai ma tornai due ore dopo con un grande rancore... era sola.
Ora il suo corpo nudo, esanime, è lì, davanti ai miei occhi, arreso dopo la doma.
Volevi lo stallone? L'hai avuto bastarda d'una femmina. Solo che stanotte hanno fatto ciò che poteva dare piacere a loro, t'hanno usata per saziare il loro fuoco, per asciugare le loro di voglie.
Per soddisfare il loro bisogno di sesso, non il tuo. Anche se t'è piaciuto, puttana! Guardati, hai il viso sfatto quanto il tuo corpo. Rantolavi, perfino, poco fa.

Quanto é troia la donna se lo stallone è quello giusto. Perde ogni ritegno, urla, graffia, sbava, si contorce in spasmi orgasmici da paura.
Da quelle cosce si sprigiona una forza muscolare spaventosa che tende a spaccarti i reni e che ti costringe ad usare vera forza per liberarsi e riprendere il controllo.
La santarellina lascia spazio all'animale che ha dentro, quello che graffia l'anima e la rende eterna schiava di un eros rabbioso che non si disseta mai.

Mi guardò senza rispondermi, si vergognava di queste parole ma ormai era troppo tardi e con tutto il fiato che aveva in gola urlò...vatteneeee!!!!!

Ilaria, dopo alcuni giorni mi disse con una voce flebile e timorosa che probabilmente si era innamorata di Sergio. Mi incazzai talmente tanto che di riflesso gli sputai in fronte. Ma come é possibile gli gridai .. ti ha ridotta in questo stato quasi irriconoscibile e tu hai preso una cotta per lui? dove é finita la ragazza timida ma altezzosa e supponente di una volta?

Nemmeno lei sapeva come spiegarselo, probabilmente si trattava.. ho pensato io, e lo avevo letto da qualche parte, della “sindrome di Stoccolma”che é uno stato di dipendenza psicologica o affettiva che si manifesta in vittime di episodi di violenza fisica .
Ilaria incoscientemente durante i maltrattamenti subiti, ha provato un sentimento positivo nei confronti di Sergio (il leader del gruppo) che può spingersi fino all'amore e alla totale sottomissione volontaria.
Ilaria con la mancanza di forti esperienze negative, quali percosse, violenza
carnale o abuso fisico, purtroppo ha facilitato la genesi della sindrome.

Naturalmente questo tipo di amore non é reciproco perché quel bastardo anche accorgendosi non provava ne pietà ne compassione.

Quando ami qualcuno che non ricambia i tuoi sentimenti, ma anzi ti scherna e ti violenta ogni qual volta ne ha voglia dandoti in pasto anche ai compari di avventura, può sembrare che il mondo ti crolli addosso. Il dolore che senti è reale.
Il rifiuto in amore attiva nel cervello gli stessi neuroni che rilevano il dolore fisico. Non è possibile controllare il proprio stato d'animo, ma puoi imparare a superare il dolore di un amore non corrisposto e andare avanti con la vita.
Mia moglie non era più nulla,
ormai l'avevo persa del tutto, con la testa e con il cuore non era nemmeno più lei.

Ilaria pareva ancora una bambina, tanto era piccola, gracile, sebbene vezzosa e mirabilmente conformata ma aveva assunto una parte sempre più passiva e sottomessa, fino a diventare preda ed oggetto su cui sfogare istinti atavici e brutali che, troppo repressi nella vita quotidiana,
caricavano quei barbari di energia esplosiva che avrebbero trovato sfogo esclusivamente nella dominazione e nella sofferenza di Ilaria.

Alcune mattine era cosi' stravolta che si lasciava cadere sulla spiaggia non muovendosi piu' per tutto il giorno sembrava una bambola di pezza abbandonata.
Era visibilmente stravolta, faceva fatica a muoversi perche' il suo sfintere non si abituava mai a quei colpi duri senza ricevere una notte di tregua, e continuava a lamentarsi del dolore che le faceva.

Gli stati affettivi verso di me si esprimevono con irritabilità, impazienza, nervosismo, tensione, suscettibilità, terrore, allarme, eccitazione.


A volte mi avvicinavo a lei , le prendevo il viso tra le mani e la accarezzo dolcemente, la baciavo sulla fronte ma lei non rispondeva, cercavo di asciugarle le lacrime che non riusciva piu' a trattenere e vedevo sempre i suoi occhi rossi e pesti,..sembrava un automa, era completamente distrutta.

Ilaria aveva sempre un nodo alla gola, sensazione di soffocamento, incremento di riflessi, reazione d'allarme, zigomi contratti, insonnia, spasmi, tremori, rigidità, agitazione, espressione contratta, vacillamento, debolezza generalizzata, gambe traballanti e movimenti goffi, perdita dell'appetito o repulsione per il cibo, disturbi addominali, rossore o pallore del volto,


Durante la giornata la sentivo scongiurarli come una paranoica chiedendo di non avere piu' rapporti anali per un po, ma non riusciva ad impietosire nessuno , anzi pareva che loro fossero alquanto divertiti dalla situazione.
Era una serva che rispondeva ad ogni loro richiesta, sapeva che adesso era il loro giocattolo, e non solo nel corpo, ma anche nell'anima, quei momenti non li avrei più scordati, sarebbero rimasti indelebili nella mia mente ed avrebbero condizionato tutta la mia vita futura.


A parte Sergio, li odiava da morire per come non la rispettavano più, piangeva spesso senza ritegno, non per impietosirli certo, sapeva, per come credeva ormai di conoscerli, che non sarrebbe stata la pietà a smuoverli; piangeva per ciò che temeva di aver perso, per ciò che aveva conosciuto e sa che nessun altro potrà ridarle, piangeva per la rabbia verso se stessa, la rabbia di non aver saputo essere, fino in fondo, ciò che sapeva di essere.

Mostrava mancanza di fiducia in sé, indecisione ed un senso di disorientamento generale.
Rifiutava ogni responsabilità per la situazione o accusava distruttivamente se stessa.


Ogni volta che arrivava sera Ilaria cambiava vistosamente d'umore , si deprimeva e si azzittiva, ma non per molto perche' una volta ritiratosi nella capanna di uno di loro dopo pochi minuti ricominciavano le sue urla di strazio, rassegnazione, e di orgasmi ripetuti e un ripetersi di: basta ti prego...mi fai male..no no li nooo, per poi commutarsi inevitabilmente in piccoli..si.si..e i gemiti sembravano elevarsi e giungere fino alle stelle più distanti, facendomi morire di rabbia e gelosia.

Con il passare dei giorni la furia lasciò il posto alla frustrazione.
Si sentiva frustrata poiché una parte di Lei odiava quei giovani e quello che le stavano facendo, mentre l'altra avrebbe in qualche modo voluto ritrovarsi ancora in quella situazione con piu' di un pene, ed essere nuovamente nelle loro mani.
Pur rigettando senza esclusioni qualsiasi forma di violenza fisica dolorosa non poteva non ammettere con se stessa che, ripensando a quanto accaduto la prima volta, la eccitava il pensiero di subire e di essere da loro costretta a comportarsi da puttanella.

Gli avevano rubato la sua rispettabile vita, gli hanno preso corpo, cervello e anima, gli hanno fatto fare cose che non aveva mai sognato di fare, ma il fatto più importante era che non solo adesso lei subiva, ma desiderava di farle, gli sembrava di non poter più vivere senza subire tutte quelle umiliazioni, perché nonostante tutto la facevano sentire donna.

Ilaria ha cambiato quasi personalità sente che quelle violenze, quelle imposizioni hanno aperto una porta sinora gelosamente chiusa, una porta su un'oscurità che le causa brividi di piacere ogni volta che il pensiero vi ritorna.
Non capisce se sia la situazione in cui le ha subite che la eccita, ma non può negare che, anche se non liberamente vissute, le costrizioni che ha provato l'hanno turbata profondamente

Era diventata una donna giocattolo, col passare del tempo non si domandava più il perché o il per come, fosse entrata in una spirale senza ritorno, il suo corpicino bruciato dal sole riusciva a sopportare violenze inaudite, anche quando aveva il ciclo non gli risparmiavano un momento di tregua.

In momenti di lucidità, veniva presa da sconforto e sensi di colpa profondi, in quel perido breve che gli accadeva questo, cercava di isolarsi da tutti, non accetava ancora, di essere considerata una puttanella senza diritto di difesa, e si sentiva inutile e usata.

Ilaria dopo circa 2 anni aveva partorito due favolose gemelle, naturalmente non si poteva sapere chi fosse il padre ma eravamo contenti e orgogliosi ,soprattutto quando lei con la dignità che ancora cercava di non smarrire , si concedeva a tutti e quattro in orge inverosimili senza più contegno e rispetto per se stessa.

Ilaria era definitivamente cambiata..o forse rassegnata...comunque non era più quella ragazazza sensibile, dolce e rafffinata.
Dopo 10 anni una nave di passaggio ancorò all'isola e finalmente ci riportarono nuovamente alla civiltà.

Ilaria si divise da me e se ne andò con le figlie in Europa, si risposò dopo non molto tempo con un uomo molto più grande di lei, ma il matrimonio durò pochi anni per via dei suoi continui tradimenti.
Le figlie rimasero con quell'uomo perchè Ilaria all' eta' di 38 anni si diede al cinema porno.
Tutto questo lo so dalla madre dove manteniamo un discreto rapporto di amicizia.


Negli anni che seguirono quello che poi andrò a raccontare ho sentito tantissime donne inalberarsi e dare per scontata l'impossibilità di accettare di sottomettersi a quello che si può definire uno stupro continuato.

Non sono certo in grado di criticare quelle affermazioni, anche perché ogni essere umano ha un carattere diverso ma, ripensando alle sue esperienze, credo che in taluni momenti della sua vita, vuoi per le circostanze, vuoi per un'errata interpretazione della realtà, si sia disposti ad accettare ed a vivere situazioni che mai e poi mai avrebbe mai nemmeno pensato di poter accettare e tanto meno ricercare.


(Naturalmente questo é un racconto di pura fantasia e con ciò non vuole offendere la moralità di nessun lettore.)

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