Una domenica speciale

Scritto da , il 2016-02-09, genere etero

Come ogni domenica ormai, mio padre mi accompagnò a casa del mio ragazzo. 18 anni lui e 16 compiuti da poco io. Scesi dalla macchina, salutai mio padre e suonai al campanello di casa. Ad aprirmi la porta, sua mamma, che, come sempre, mi accolse con uno dei suoi abbracci talmente forti che quasi mi tolse il fiato. Dopodiché mi fece entrate, salutai il resto della famiglia e aspettando lui mi tolsi il giubbotto e poggiai la borsa, poi mi sedetti sul divano e mi misi a chiacchierare del più e del meno con sua mamma e suo padre. Il bene che mi vogliono e che io voglio a loro è indescrivibile, ormai loro sono come una seconda famiglia per me, e sua mamma mi ripete sempre che sono la figlia che non ha mai avuto, ma che ha sempre desiderato, appunto per questo siamo molto legate. Finalmente arrivò anche lui in salotto, si avvicinò e mi diede un bacio sulla fronte. Dopo un quarto d'ora i suoi genitori e suo fratello si prepararono per uscire, o meglio, lo facevano solo per lasciarci soli. Lui un ragazzo normalissimo, nulla di particolare, moro con i capelli ricciolini e la barba, che amo tantissimo. Però ai miei occhi, da tempo ormai, è il ragazzo più bello del mondo. Andò a prendere la coperta, e io nel frattempo scelsi il film da guardare. Ci accomodammo sul divano e iniziammo a guardare il film. Mentre ero fra le sue braccia lui mi accarezzava dolcemente i capelli. Mi stavo annoiando, il film che avevo scelto non era per niente interessante. Iniziai quindi a dargli dei bacini sul collo e poi iniziammo a baciarci appassionatamente. Lui mi abbracciò a se e ci alzammo dal divano. Mentre ci baciavamo con foga ci dirigemmo in camera sua, socchiuse la porta, e ci togliemmo a vicenda le magliette. Lo spinsi sul letto, mi misi sopra di lui e iniziai a baciarlo sul collo, poi, sempre baciandolo iniziai a scendere sempre più giù. Misi una mano sopra ai suoi pantaloni di tuta grigi e, con piacere, notai che il suo cazzo era già duro. Abbassai i suoi pantaloni e subito dopo anche le sue mutande. Iniziai a giocare col suo cazzo e lui iniziò a godere sempre di più. Mi tolsi i miei pantaloni e le mutandine, lui mi guardava con occhi stupiti, ma feci finta di nulla. Mi misi con il mio sesso sopra il suo e iniziai a strusciarmici, era piacevole, e piaceva anche a lui, e tra un gemito e l'altro notai quasi un tono sbalordito, non se lo aspettava e, sinceramente nemmeno io, dato che era una cosa che non avevo mai fatto prima. Dopo un po' mi spostò e mi mise sotto di lui, mi diede dei baci intorno ai capezzoli e iniziò a succhiarli. Stavo bene e, per la prima volta, avevo paura di sentirmi felice, ma stavo bene, ed era una sensazione bellissima, e davanti a me avevo lui, che amo tanto. Non mi ero mai concessa a nessuno, nessuno era riuscito a farmi stare bene come ci riesce lui, non ho mai voluto farlo con qualcuno a caso, ho sempre voluto che almeno la prima volta fosse speciale. E in quella stanza così famigliare, sotto quelle lenzuola bianche, io con lui mi sentivo speciale e stavo così dannatamente bene.. Sussurrai al suo orecchio un imbarazzatissimo "Ti va di provare?".
Lui mi guardò negli occhi stupefatto e mi chiese "Sei davvero sicura?".
Che domanda mi fece, certo che ero sicura, ma avevo paura, e non volevo rivelarglielo, non volevo che mi considerasse una ragazzina impacciata. Sorrisi e feci cenno di sì.
Lui, forse per incoraggiarmi, sfoderò un sorriso quasi malizioso e mi sussurrò "Ti farà un po' male, quindi se qualcosa non va, dimmelo, e smetto subito."
Sorrisi nel sentire la premura che aveva nei miei confronti e quasi con un filo di voce, risposi "Non preoccuparti".
Mi diede un bacio sulla fronte e piano piano entrò dentro di me. Faceva un po' male, ma non così tanto come mi aspettavo. Lui iniziò ad andare ad un ritmo più veloce, e io, che mi stavo abituando alla sensazione che provavo accompagnavo i suoi movimenti col bacino. Iniziai a gemere senza riuscire a controllarmi, con le mani stringevo forte le lenzuola, sentivo il calore della sua pelle, e i respiri si facevano sempre più affannati. Il tutto accompagnato da dei baci passionali con la lingua che andava un po' ovunque. Iniziò ad andare sempre più veloce, sempre più in fondo. Poi mi spostò sopra di lui, mise le sue mani sui miei fianchi e mi faceva da "guida". Poi alzò un po' l'addome e iniziò a spingere sempre più veloce, godeva, tanto, troppo, e come me, non riusciva più a controllare i gemiti e le urla di piacere che uscivano dalla bocca. Quasi tremante mi spostò nella posizione iniziale e dopo poco lo tirò fuori. Io, ormai al culmine del piacere, col cervello in estasi, venni. Venne anche lui, nel mio stesso momento. Sentivo un liquido caldo e denso che scendeva lentamente dalle mie cosce..
Poi prese il mio viso tra le mani, mi baciò delicatamente e si stese accanto a me nel letto, esausto. Appoggiò un braccio sul cuscino e io mi accomodai con la testa sul suo petto. Restammo così, abbracciati, in silenzio, per un bel po'. Un silenzio snervante, non sapevo cosa pensa, e mi veniva quasi da piangere al solo pensiero di averlo deluso. Dopo un tempo infinito, finalmente, pronunciò un leggero "Come è stato?" risposi subito "È stato bello, bellissimo, a te è piaciuto..?" non mi aspettavo una risposta positiva da lui, lo ammetto. "Fare l'amore con te è stata la cosa più bella del mondo, ti amo." Che cosa? Fare l'amore? Quasi non ci credevo, sorrisi, ero felice. Ero felice che per lui, la mia prima volta non era stato solo sesso, ma amore, perché anche per me era stato così, e sapere che anche lui prova la stessa cosa.. be' mi rendeva davvero felice. Il sesso è bello e puoi farlo con chiunque, ma fare l'amore è arte che solo pochi sanno praticare. Dopo un po' ci rivestimmo e tornammo in salotto ad aspettare il ritorno dei suoi genitori e di suo fratello. Cenammo, come sempre insieme, scherzammo, ridemmo, tra uno sguardo innamorato e l'altro, tra sua mamma che forse aveva già capito ciò che era successo, capii che lui è la felicità. Nel ritorno a casa non riuscì a smettere di sorridere, non riuscì nemmeno a dormire tanto ero felice. E ovviamente la mattina dopo, a scuola, solo nel vederlo da lontano il mio cuore quasi non batteva più. Un bacio, un ti amo e il solito "ci vediamo a ricreazione amore".

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