Factotum. Giardiniere da Valentina (1ma parte)
scritto il 2026-11-07 tempo di lettura 3 min
di
Mimmuzzo
genere
Etero
cura
A
La vita, a volte, capita. La vita vera. Oggi sei un fuoricorso di Lettere che tira avanti a lavoretti e seghe, il giorno dopo sei un gigolò che le clienti della palestra che frequenti per non iniziare a bere dal primo pomeriggio si passano tra di loro...
La signorotta cicciotta a cui mi ha passato Sere si chiama Valentina. -Chiamami "Vale", tesoro... Allora?, quand'è che puoi venire a sistemarmi prato e siepe?-
-Domani pomeriggio... Mandami la posizione. Sono sulla chat di WhatsApp della palestra: puoi prenderlo da lì, il mio numero.
Quando il giorno dopo arrivo, do un'occhiata oltre la cancellata e constato che un prato e una siepe ci sono sul serio, e che in effetti hanno bisogno che qualcuno se ne prenda cura, un po' ci rimango male.
Vale mi accoglie con il sorriso della cinquantenne che ha soldi da investire in cure odontoiatriche. Sull'ammattonato tra prato e veranda è parcheggiato un macchinone nuovo di pacca sul quale sale dopo avermi fatto vedere dov'è il capanno degli attrezzi: -Vado a fare la spesa... Ti piace l'arrosto? Non mi dirai che mangi solo petto di pollo...-
-No, no: tranquilla.-
-E il vino rosso?-
-... sull'arrosto ci sta, no?-
L'erba, soprattutto al centro del prato, è ormai troppo alta. Mi tocca passare più su quella già tagliata che su quella da tagliare, altrimenti le lame non ce la fanno a girare e il tosaerba mi si spegne ogni mezzo metro... Finisco quando il sole è ormai praticamente tramontato. -Alla siepe ci pensi domani, vieni a farti la doccia, ché l'arrosto è praticamente pronto.-
-Mi sembra abbastanza grande per due- le dico quando vedo il box. -Te la fai con me?-
-Birichino...-
Sono talmente eccitato che mentre mi sta insaponando il cazzo le schizzo addosso... -Birichino... Ti piaccio, allora, eh?-
La guardo: gli occhi azzuri da gatta furba e affamata d'arrosto; le pere grosse, mature; il ciuffo castano all'altezza del pube. I fianchi larghi che il tapis roulant e gli eserizi hanno tornito... L'abbraccio, mi accarezza (-Che muscoli...- boccheggia tra un bacio e l'atro). Mi piego a succhiarle un capezzolo, poi mi inginocchio a leccarle la passera. Che sa di bagnoschiuma alla menta... Con una mano mi preme la testa contro il pube: -Così, amore- geme, -non fermarti, così... Si! Ah! Sì!
-Sì!
Per leggere il racconto completo scarica gratis l'eBook "Scambio di coppia", di Domenico Marseglia, da Google Play Libri.
La signorotta cicciotta a cui mi ha passato Sere si chiama Valentina. -Chiamami "Vale", tesoro... Allora?, quand'è che puoi venire a sistemarmi prato e siepe?-
-Domani pomeriggio... Mandami la posizione. Sono sulla chat di WhatsApp della palestra: puoi prenderlo da lì, il mio numero.
Quando il giorno dopo arrivo, do un'occhiata oltre la cancellata e constato che un prato e una siepe ci sono sul serio, e che in effetti hanno bisogno che qualcuno se ne prenda cura, un po' ci rimango male.
Vale mi accoglie con il sorriso della cinquantenne che ha soldi da investire in cure odontoiatriche. Sull'ammattonato tra prato e veranda è parcheggiato un macchinone nuovo di pacca sul quale sale dopo avermi fatto vedere dov'è il capanno degli attrezzi: -Vado a fare la spesa... Ti piace l'arrosto? Non mi dirai che mangi solo petto di pollo...-
-No, no: tranquilla.-
-E il vino rosso?-
-... sull'arrosto ci sta, no?-
L'erba, soprattutto al centro del prato, è ormai troppo alta. Mi tocca passare più su quella già tagliata che su quella da tagliare, altrimenti le lame non ce la fanno a girare e il tosaerba mi si spegne ogni mezzo metro... Finisco quando il sole è ormai praticamente tramontato. -Alla siepe ci pensi domani, vieni a farti la doccia, ché l'arrosto è praticamente pronto.-
-Mi sembra abbastanza grande per due- le dico quando vedo il box. -Te la fai con me?-
-Birichino...-
Sono talmente eccitato che mentre mi sta insaponando il cazzo le schizzo addosso... -Birichino... Ti piaccio, allora, eh?-
La guardo: gli occhi azzuri da gatta furba e affamata d'arrosto; le pere grosse, mature; il ciuffo castano all'altezza del pube. I fianchi larghi che il tapis roulant e gli eserizi hanno tornito... L'abbraccio, mi accarezza (-Che muscoli...- boccheggia tra un bacio e l'atro). Mi piego a succhiarle un capezzolo, poi mi inginocchio a leccarle la passera. Che sa di bagnoschiuma alla menta... Con una mano mi preme la testa contro il pube: -Così, amore- geme, -non fermarti, così... Si! Ah! Sì!
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Mimmuzzo
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