Un primo maggio quasi normale.

scritto il 2026-11-04 tempo di lettura 4 min

di
genere
Incesti
cura
A

Sapevamo che mamma aveva un compagno oltre a papà naturalmente, con cui passava qualche ora, l’aveva portato anche a casa una sera a cena. Una persona perbene che trattava mamma benissimo, a noi interessava che mamma stesse bene così come lei si preoccupava di noi. In casa nostra non c’erano imposizioni, papà era felice che mamma stesse insieme ad Edoardo, lui invece non ha mai sentito la necessità di un’altra donna. Un perché c’era ed era mia moglie Marisa, l’altro perché ero io, profondamente innamorato di mio padre. Quando papà, che lavorava nei pressi di casa nostra, passava per vedere il bambino, che aveva appena compiuto un anno, Marisa si faceva trovare sul letto pronta a ricevere il suo cazzone, con papà Marisa aveva orgasmi interminabili, mentre io andavo in giardino a giocare con Leopoldo, appena andava via papà avevo un piacere che nessuno poteva togliermi, leccare ed ingoiare la sborra di mio padre, quella sborra che versata nella figa di mamma mi aveva generato. Succedeva proprio questo che io e Marisa eravamo dipendenti da papà sotto l’aspetto sessuale perché aveva una dotazione di riguardo, quella dotazione che provocava dolore a mamma, quello il motivo per cui si era fatto un compagno col cazzo medio. Marisa e papà del primo giorno che si sono visti si sono accorti di essere portati ad un amore spontaneo ed infatti Marisa me lo ha dichiarato subito che si sentiva attratta sessualmente da papà. Anch’io sono stato sempre attratto da lui ma il sesso si è instaurato tra noi perché Marisa ha avuto una parte importante perché questo succedesse. Per quel primo maggio avevamo organizzato una giornata in montagna io, papà, Leopoldo, mamma ed Edoardo. La mattina Edo ha telefonato dicendo di sentirsi poco bene, mamma è corsa da lui. I programmi nonostante siano stati stravolti
io Marisa, Papà e Leopoldo siamo andati comunque dopo aver accompagnato mamma a casa di Edoardo. Quella porzione di montagna la conoscevamo bene, era il nostro posto, una radura nascosta al centro di un faggeto nascosta a qualsiasi vista. Era stato papà a trovarlo durante la ricerca di asparagi. Mancavano pochi giorni all’estate ma quel primo maggio faceva un caldo terribile, ci siamo sistemati sotto due faggi al limite della radura, questo, se necessario ci nascondeva perfino alla vista di qualche elicottero. Abbiamo sentito subito la necessità di restare in costume, papà e Marisa sempre attaccati uno all’altra mentre io mi dedicavo ma Leopoldo, il bambino voleva stare sempre con me, una ragione in più per far stare Marisa vicino a papà. Per lasciarli soli, pur restando vicino, andavamo tra i faggi, prima di tornare mi accertavo che avessero finito. Il posto era adattissimo a far respirare aria appena fresca al bambino che dopo mezz’ora è crollato dal sonno. Siamo rimasti nudi papà disteso ed io e Marisa a deliziarlo con la lingua sul cazzo, insieme io e lei sul glande che non finiva mai. Dopo dieci minuti papà ha inarcato la schiena segno che stava per sborrare, ci siamo preparati ad accoglierla io e Marisa, fiotti che non finivano mai. Subito dopo aiutavo papà a metterlo nella figa di Marisa, A LEI PIACEVA SENTIRSELO CRESCERE DENTRO per arrivare all’orgasmo, papà sborrava ancora, subito dopo entravo io nella figa avendo in bocca il cazzo di papà. Queste sono cose che se non si provano non si possono capire. Dopo aver ricaricato le batterie
abbiamo aspettato che il bambino si svegliasse ed abbiamo mangiato panini e frutta in modo particolare pesche dolcissime, poi ci siamo dedicati completamente a Leopoldo, siamo stati tutto il pomeriggio a bearci del bambino. Verso le 16,30 siamo ripartiti, eravamo abbastanza stanchi. Io guidavo, il bambino nel seggiolino al mio fianco, Marisa e papà dietro avevano il loro da fare. Se fosse dipeso da papà avrebbe riposato, Marisa non gli dava tregua. Papà è rimasto ancora con noi quando mamma lo ha chiamato per avvisarlo che era tornata ha ripreso la macchina ed è andato via. Io e Marisa abbiamo cenato con i panini che erano avanzati, ha fatto mangiare Leopoldo che subito dopo si è addormentato, abbiamo fatto la doccia e siamo andati a letto con ancora delle energie per farci una meravigliosa scopata.
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