Vacanze estive 2

scritto il 2026-11-04 tempo di lettura 14 min

di
genere
Dominazione
cura
A−

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La mattina successiva la sveglia suonò alle 8:00, non volevamo rischiare di tardare il primo giorno, sempre nudi sul letto ci baciammo ed io iniziai a stimolarle la figa con le dita e quando poi la sentii cominciare a gemere mi abbassai e iniziai a leccarla fino a farla godere.
Ci lavammo, ricontrollammo le rispettive depilazioni per sicurezza e ci accomodammo in cucina per la colazione, io presi il solito caffè e biscotti poi dissi:

  M: se vuoi più crema nel cappuccino mettiti sotto il tavolo e succhia!
  S: mmmm... mi piaci così porco...
  M: ormai lo sai che amo tutti i ruoli, quindi vai in ginocchio e succhia!

Finito di goderci la colazione mettemmo due accappatoi, un paio di ciabatte e salimmo in piscina con 5 minuti di anticipo per fare bella figura.
Usciti dell'ascensore Hamed e Karima erano lì anche loro ma in costume da bagno, ci guardarono in modo serio e:

  H: Karima pensaci tu prima che mi incazzo e mi rovino la giornata.
  K: siete qui per donarvi ai vostri padroni?
  M-S: si signora...
  K: allora chiariamo subito che gli ordini vanno rispettati, se l'appuntamento è alle 10 non dovete presentarvi ne un minuto prima ne uno dopo...
  K: ed il secondo ordine era di presentarvi qui nudi e depilati, non in accappatoio e ciabatte.
  K: ora tornate in casa, spogliatevi e tornate subito qui nudi che tanto avete la porta con il codice e non dovete portare chiavi con voi.

Tornammo di corsa in casa, lasciammo accappatoio e ciabatte sul divano e corremmo di nuovo su in piscina.
Sapevamo di essere gli unici inquilini dello stabile, ma un certo disagio si provava lo stesso.
Tornati sul posto riprendemmo posizione come fossimo soldati sull'attenti, Karima ci ispezionò con cura, si congratulò per le depilazioni raccomandandosi di curarle quotianamente per evitare ricrescite, ci fece piegare in avanti poggia do le mani sulle ginocchia ed ispezionò le nostre parti intime meravigliandosi che il mio culo fosse più elastico di quello di mia moglie che si voltò con aria stupita, poi ci espose le prime regole fondamentali, le altre sarebbero arrivate in seguito nel corso del nostro addestramento:
- Hamed e Karima erano i nostri Padroni e in tale modo dovevamo rivolgerci a loro.
- all'interno del condominio saremmo dovuti essere sempre nudi, salvo ordini dei Padroni.
- se necessitavamo di uscire dal condominio per delle compere o anche solo una passeggiata dovevamo essere autorizzati dai Padroni che ci avrebbero indicato anche gli abiti da indossare.
- comunicare ai Padroni i nostri numeri di telefono ed il codice della chiusura elettronica dell'appartamento per consentire loro di averci sempre a loro disposizione H24.
In fine Hamed aggiunse un ultimo dettaglio, quando eravamo al loro cospetto loro erano i Padroni e noi le cagne, ma quando eravamo soli non dovevamo dimenticare che è sempre l'uomo che comanda e la donna gli deve obbedienza.
Quindi mia moglie era sempre e comunque una schiava cagna fino a fine della vacanza.
Chiariti i primi dettagli iniziarono a testare le nostre abilità, io venni adibito come cane da lecco per la Padrona che nel frattempo si era stesa su un lettino a gambe larghe mentre Sara gemeva sotto i colpi di Hamed che con una bacchetta si accaniva sulle sue teste ed il suo culo.
Poi Hamed fece piegare a 90° Sara e rivolto a me disse...

  H: frocio vieni qui, lecca il culo della cagna e ricorda che meglio lo lecchi e meno dolore sentirà lei, hai un minuto per addolcire la sua prossima prova.

Incredibile, Hamed aveva intenzione di sfondare il culo vergine di Sara con la sua bestia, mia moglie mi guardava con gli occhi gonfi ed un'espressione di puro terrore.
Feci del mio meglio per lubrificare quel povero culo al meglio che potevo, ma Sara era tesa ed il buccino ne risentiva chiudendosi.
Padrone Hamed mi spinse via, le infilò il dito medio del culo e sentendolo tanto stretto però non fosse il caso di sfondarla ora, da una borsa estrasse un plug anale di medie dimensioni e pian pianino lo insari nel culo di mia moglie lasciando fuori solo una sorta di rubino rosso molto brillante.

  H: cagna fino a nuovo ordine indosserai questo gioiello, potrai toglierlo solo per espletare i tuoi bisogni e reinserirlo subito dopo, quando poi sarai pro ta assaggerai il mio di gioiello!

Alla fine di quelle parole, senza alcun preavviso, le infilò il cazzo nella figa con un solo colpo ed iniziò a pomparla con una violenza mai vista.
Arrivato al culmine ci fece inginocchiare entrambi davanti a lui a bocca aperta e ci scaricò in bocca e sul viso 5 o 6 fiotti di sborra che sembrava non finire mai, molta la ingoiammo subito ma molta altra ci imbrattò viso e capelli, tanto che la Padrona ci ordinò di leccarci l'un l'altra per fare le pulizie e senza sprecare nulla.
Finite le reciproche pulizie i Padroni si stesero sui lettini e mentre loro curavano l'abbronzatura noi inginocchiati ci dovevamo occupare dei loro piedi a colpi di lingua. L'operazione fu lunga e impegnativa, al punto che quando ricevemmo l'ordine le ginocchia non si stendevano dal dolore.
Una volta in piedi ci condussero nel loro appartamento dove a loro dire ci aspettavano dei doni ed il primo vero lavoro.
Entrammo nel loro attico e sul tavolo della sala c'erano delle scatole, il Padrone le aprì estrasse dei collari, polsiere e cavigliere in cuoio nero di fattura molto robusta e ce li fece indossare.
Mentre io e mia moglie Sara chiudevamo le fibie dei nostri nuovi gadget notai che erano tutti dotati di grossi anelli in acciaio, poi il Padrone prese una sorta di strana pinza da calzolaio e con dei rivetti metallici bloccò definitivamente le fibie dei nostri nuovi accessori...

  H: in questo modo vi sarà impossibile toglierli, lo farò io con una tenaglia quando terminerà il vostro soggiorno.

Dopo quelle parole Sara mi guardò con un'espressione tra lo stupito ed il preoccupato, poi vide il mio cazzo in tiro e mi sorrise con un ghigno ma visto prima sul suo viso.

  H: Garda cara, solo al pensiero di essere ormai di nostra proprietà, il frocio ha già il cazzo dritto!

In effetti Hamed non si sbagliava, in meno di una settimana eravamo di fatto di loro proprietà e questo mi eccitava da morire!
Dopo questi preparativi ci illustrarono velocemente la casa e ci fecero preparare il pranzo che gli servimmo da bravi camerieri schiavi e ovviamente totalmente nudi e con i nostri gadget in cuoio a cui dovevamo fare l'abitudine.
Durante il pranzo non si sprecarono umiliazioni e torture, i Padroni ci sollecitavano gli ordini a colpi di bacchetta.
Finito di pranzare i Padroni si accomodarono in salotto per il caffè e mentre io lo preparavo vidi Sara in ginocchio che succhiava il cazzo del Padrone, aveva una resistenza incredibile, mentre la Padrona giocava con il plug che aveva nel culo facendolo entrare ed uscire.
Poggio il caffè sul tavolo del salotto e resto immobile vicino ad Hamed che prima mi infila due dita in culo roteandole, poi visto che mi stavo eccitando di nuovo mi afferra le palle ed inizia a darmi forti colpi di bacchetta sul cazzo.
Quando intuisce che sto per godere prende per i capelli Sara e la infila con la bocca sul mio cazzo facendole ingoiare tutto.

  H: bene una troia ha appena pranzato, ora tocca all'altra nutrirsi...

Mi fece prendere il posto di mia moglie sul suo scettro di carne e me lo fa secchiate finché non mi riempie la bocca di sborra.

Ricevuta la mia razione di dolce crema ci fece pulire il loro attico e ci diede appuntamento alla mattina dopo alle 10:00 davanti la loro porta.
Prima di congedarci ci agganciò dei moschettoni a molla a gli anelli di polsiere e cavigliere, perché a suo dire la praticità con gli animali è fondamentale.
Rientrati in casa abbracciai mia moglie e le chiesi:

  M: Sara sei felice? Se non vuoi continuare devi solo dirmelo.
  S: Max non sono felice, sono entusiasta! È una situazione che non pensavo avrei più potuto rivivere e sono così eccitata da essere sempre bagnata.

Le misi una mano sulla figa ed inserendo appena due dita trovai un lago, ma soprattutto trovai un lato di mia moglie che non immaginavo... 
...una stupenda schiava!
Dopo una bella scopata ed una dormita rigenerante la mattina ci svegliammo alle 8 per il nostro appuntamento delle 10, mentre io preparavo la colazione e Sara usciva dal bagno in accappatoio e all'improvviso la porta di casa si aprì ed entrò Hamed.
Ci fu un attimo di gelo poi il Padrone iniziò ad urlare:

  H: luride cagne, forse non mi sono spiegato a dovere, la donna è sempre sottomessa e dovete essere sempre nudi, invece cosa vedo?
La troia coperta da un accappatoio e il frocio che le prepara la colazione?
Sarete puniti in modo esemplare, alle 10 su nel mio attico.

Saliti su dai Padroni ci fecero vestire per una commissione con degli abiti che avevano preparato sul divano.
Io indossavo delle ciabattine infradito nere, dei pantaloncini neri tipo ciclisti molto stretti senza slip ed una canottiera bianca altrettanto stretta.
Per Sara invece la situazione era molto più oscena ed arrapante...  sempre delle ciabattine infradito nere, un gonnellino plissettato a scacchi rossi e neri cortissimo che le copriva a malapena la linea delle natiche ed una sottilissima camicia bianca smanicata e senza bottoni, solo annodata sopra l'ombelico esaltando la sua figura slanciata e la sua terza di seno.
Il tutto assolutamente senza intimo ed entrambi sempre con collare polsiere e cavigliere.
Quando il Padrone le disse di girarsi per farsi ammirare, il solo gesto fece sollevare il gonnellino mostrando completamente il culo con il plug infilato e la figa totalmente rasata, uno spettacolo!
Ci diedero un bigliettino con poche cose da acquistare e, siccome il supermercato era troppo vicino, dovevamo prima passeggiare per i 500 metri del lungomare e tornando indietro fare spesa.
Gli acquisti da fare erano pressoché banali, 4 zucchine, 4 cetrioli (facendo attenzione a scegliere le più grandi) ed un barattolo di vaselina, era la situazione a rendere il tutto umiliante.
Uscendo dell'atrio dello stabile passammo davanti al consierge che appena ci vide ci bloccò sul posto...

  C: fermi voi, ma chi l'avrebbe mai detto, così distinti ma così sottomessi... il Signor Hamed deve avere un fiuto particolare per trovare sempre schiavi nuovi!

Dicendo così ci girava attorno ed infilò due dita nella figa di Sara trovandola bagnatissima, me le fece poi leccarsi per pulirle e prima di congedarci mise il suo tocco personale a mia moglie, un elastico ai capelli per tenerli alti e mostrare bene il suo collare.
Poi ci cacciò con delle pacche sul culo.
Si che in Spagna sono di mentalità molto più aperta, ma passeggiare vestiti in quel modo e con collari, polsiere e cavigliere in vista ci sentivamo al centro dell'attenzione.
Mentre passeggiavamo sul lungomare tenendoci per mano, Sara mi confidò che per per l'eccitazione causata da quella umiliante esposizione si sentiva gli umori colare nell'interno cosce, io mi limitai solo a dirle di guardare un attimo il mio cazzo e appena lo fece notò quello che chiunque ci incrociava poteva notare dai miei pantaloncini attillati...  un'erezione impressionante!
Sara allora mi sorrise, mi baciò e continuammo a camminare.
Al supermercato in molti ci guardavano girare tra i corridoi ma il peggio fu alla cassa, sul nastro c'erano 4 zucchine e 4 cetrioli di taglia XXXL ed un barattolo grande di vasellina, la cassiera ci osservò da capo a piedi, ci fece pagare e nel darci lo scontrino ci disse:
"...a presto troie!"
La ringraziammo con un bel sorriso e tornammo verso casa.
Entrati nell'atrio dello stabile il consierge ci bloccò ancora una volta, aspettò che il portone automatico si chiudesse e ci fece inginocchiare, tirò fuori dai pantaloni un discreto cazzo più o meno come il mio è si fece spompinare da mia moglie.
Raggiunto l'apice ci ordinò di aprire entrambi la bocca e ci sborrò dentro con vari schizzi di calda crema anche sul viso di entrambi, dopo di che ci congedò per tornare dai nostri Padroni.
Entrati nell'attico dei Padroni il Sigor Hamed ci fece spogliare, ci disse che ci aveva seguiti per tutta la nostra uscita ed era molto deluso del nostro comportamento in pubblico... 
Entrambi dovevamo essere più umili e reverenti con chiunque e mia moglie, la cagna Sara, doveva muoversi più da troia quando camminava.
Al netto di tutto ciò saremmo stati puniti nel tardo pomeriggio, nel frattempo Sara preparò e servì il pranzo ai Padroni ed io fui messo in attesa piegato sulla spalliera di una sedia con polsiere e cavigliere agganciate alle gambe della stessa, poi senza preavviso la Padrona Karima mi infilò nel culo uno di quegli enormi cetrioli che avevamo appena comprato, sottolineando che se osavo lamentarmi mi avrebbe frustato a sangue.
Nella posizione in cui mi trovavo con il viso rivolto verso il muro non potevo vedere cosa accadeva a Sara, ma dai suoi gemiti e dagli ordini che riceveva capii che la stavano scopando e torturando molto duramente, questo assieme al grande cetriolo nel culo mi tenevano in uno stato di continua eccitazione, tanto da venire ben due volte senza che nessuno mi toccasse!
Verso le 19 suonò la porta e la Padrona disse che finalmente era arrivata la nostra punizione, dalla mia posizione sentii aprire la porta e la voce del consierge annunciare:

  C: Signori il mio amico è arrivato, possiamo anche preparare le cagne!

Dopo quelle parole Padrona Karima venne da me e mi bendò gli occhi, mi applicò un bavaglio a palla con un cinturino dietro la nuca ed un paio di auricolari con musica alta per non farmi ascoltare nulla.
Non so per quanto fui isolato, avevo completamente perso la cognizione del tempo.
Mi vennero a sganciare dalla sedia dove ero bloccato da tutto il pomeriggio, mi tolsero gli auricolari e sentii il Padrone dirmi che mi facevano stendere su un lettino che ora dovevano occuparsi di me.
Sentii che lavoravano sui miei capezzoli ed al mio inguine, ma ero talmente stanco e intontito che non riuscivo a capire cosa succedeva, percepivo solo mia moglie che piangeva e la Padrona che la schiaffeggiava intimandole di smetterla.
Quando tutto fu finito venni fatto rialzare, mi tolsero bavaglio e benda e mi trovai davanti ad uno specchio dove potei vedere cosa mi avevano fatto...  due grossi anelli ai capezzoli molto spessi e di circa 4 cm di diametro, poi abbassai lo sguardo e vidi sul mio inguine un tatuaggio con la scritta SLAVE in corsivo, senza volerlo il mio cazzo iniziò indurirsi sotto le risate dei presenti!
Mi girai e vidi Sara davanti a me con le lacrime a gli occhi, la guardai bene da capo a piedi e vidi che alla figa aveva due anelli alle grandi labbra, uno poco più grande al clitoride e due grandi come i miei ai capezzoli con l'aggiunta però di una catenella d'oro che li univa tra loro e sulle due areole due scritte SLAVE in corsivo.
La guardai per un paio di minuti e assieme ai nostri "gadget" in cuoio che già indossavamo la trovavo talmente eccitante che senza toccarmi iniziai a schizzare dal mio cazzo già duro...
...e le risate aumentarono ancora di più!
Dopo tutto ciò ci misero a pecora sul divano, tolsero il plug dal culo di Sara ed il cetriolo dal mio, ci offrirono ai due ospiti per ringraziarli del lavoro fatto e dopo averci sborrato in culo ci mandarono via convocandoci per la mattina successiva.
Entrati in casa nostra ci arriva un messaggio sul cellulare dove Padrona Karima ci tranquillizzava sui tatuaggi, erano con inchiostro non ed in 2 o 3 mesi sarebbero scomparsi totalmente, sorridemmo entrambi e, prendendo la catenella dei capezzoli con due dita, tirai Sara in camera e scopammo per ore!
In pochi giorni eravamo diventati di totale proprietà dei nostri Signori, ma mai come in questi giorni ci eravamo sentiti così liberi di essere noi stessi...
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