La riunione

scritto il 2026-10-06 tempo di lettura 4 min

di
genere
masturbazione
cura
C

Che noia! Ogni lunedì mattina la stessa identica riunione: gli obiettivi della settimana precedente, i grafici, i target per la settimana che arriva. Numeri, linee colorate di pennarelli sulla lavagna cancellabile, acqua gasata sul tavolo con i bicchieri di plastica, cartelline di plastica, penne di plastica, sedie di plastica che fingono di essere eleganti intorno a un tavolo di plastica che finge di essere di legno, facce di plastica che fingono di essere interessate.

Io invece ho la mia plastica personale, infilata nella mia femminilità, proprio in quel momento, davanti a tutti. Il mio ovetto vibratore, collegato alla app del cellulare. Nessuno potrebbe pensare che sotto quel tailleur grigio irreprensibile e quelle scarpe décolleté nere irreprensibili io indossi la mia biancheria più sexy, le calze a rete e il mio vibratore: il mio personale modo di sopravvivere alla riunione di inizio settimana.

Sento la pressione del giocattolo dentro il mio corpo, spento per adesso. Sta li, aspettando che la noia salga e mi spinga a osare. Marco, delle risorse umane, sta disegnando ghirigori sul blocco. Sbirco guardando a destra e lo vedo riempire un angolo del foglio di quella sortra di "doodle", che si estendono sempre più. L'ho già visto reprimre il primo sbadiglio. Elena, alla mia sinistra, disegna spade e coltelli. Mi sono sempre chiesta se uno psicologo potrebbe trovare interessante quello che si disegna alle riunioni, in preda alla noia.

Bla, bla bla... accavallo le gambe, godendo dello sfregamento della antenna di plastica contro il clitoride. Sento il calore al basso ventre aumentare, l'umidità comincia a lubrificarmi. Faccio un leggero "tap" sul telefono, mentre le parole del responsabile vendite si diffondono inascoltate.

Lievissima parte la vibrazione. Appena percettibile, si diffonde nel mio ventre facendomi provare l'ombra del piacere che vorrei, ma che non voglio bruciarmi subito alle 9.30, con la riunione che ha altre tre ore davanti a se per torturarci.

L'eccitazione mi si comunica ai capezzoli, che sento indurirsi sotto il reggiseno in pizzo bianco. Sento il mio ano pulsare, voglioso di qualcosa che per stamattina sicuramente non potrò dargli. I minuti si accumulano, così come la mia voglia. Un altro minuscolo tocco sullo schermo nero, come un contatto casuale, o forse un tic nervoso.

Il vibratore adesso sta decisamente sollecitando la mia zona sensibile. Sento i fluidi fare capolino dalla mia vagina, ma si scontreranno sul salvaslip che ho messo nella biancheria di pizzo. Una concessione brutta e grezza al piacere che altrimenti non potrei provare. Quel piacere segreto, nascosto e peccaminoso che è quattro volte più bello di quello lecito nella mia camera.

Grafici, proiezioni, piani. Due rapidi tap sullo schermo spento scatenano un uragano dentro il mio ventre mentre mantengo con sforzo la faccia neutra. Vorrei urlare, mentre sento le dita dei piedi contrarsi nelle scarpe, i muscoli dei polpacci tendersi e vedo le nocche delle mani sbiancare.

Onde di piacere mi percorrono il corpo su e giù, dai piedi al cervello, e poi di nuovo giù. Mi sforzo di non tremare, con lo sguardo perso sulla lavagna a fogli mobili a pochi metri da me, ma a fuoco sul nulla chilometri dietro. Uno swipe sul vetro nero dello schermo spento ferma tutto, mentre sento gli umori colare nel mio salvaslip come da un rubinetto aperto.

"Pausa caffè!" dice con un sorriso Federico, il direttore. "Ci vediamo tra un quarto d'ora per le conclusioni!"

Vado in bagno, mi chiudo dentro e mi spoglio. L'odore di sesso pervade la piccola stanza. Estraggo l'ovetto e lo lecco golosamente, poi lo infilo in bocca per tenerlo. La carta igenica che mi asciuga mi da scosse elettriche che mi promettono altro piacere.

Sostituisco il salvaslip, annusando quello che sto per buttare. L'afrore di donna eccitata mi piace, mi eccita. Rimetto l'ovetto, di nuovo spento. Una presenza discreta ma pronta a diventare arrogante. Ho davanti l'ultima ora della riunione e il mio secondo orgasmo segreto. Mi lavo le mani ed esco con un sorriso sornione in faccia, pronta a ricominciare.

FINE.
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