La strada per diventare una schiava pt.6

di
genere
corna

La settimana dopo fummo nuovamente invitati a casa di Alberto. Ormai stava diventando un'abitudine..
Lei non sapeva nulla stavolta, lui non le aveva detto cosa sarebbe successo.
Nel viaggio in macchina mi spiegava che qualche sua amica aveva cominciato a fare domande sul perchè fosse sempre così occupata e lei era riuscita a trovare varie scuse, ma che avremmo dovuto inventarci qualcosa a breve se volevamo che continuasse a funzionare senza destare sospetti.
Alla fine eravamo arrivati.
Scesi dall'auto, salimmo ed entrammo in casa.
Trovammo già i suoi amici sul divano intenti a gustarsi lo stesso filmato alla TV della volta precedente.
Alberto ci accolse e mi diede un bicchiere "ti servirà" mi aveva detto ridendosela.
Nel frattempo lei si stava spogliando, non che ci fosse molto da togliere, del vestito corto azzurro e i tacchi; successivamente si mise a 90 sul tavolo come di consueto.
I commenti iniziarono subito a piovere: "wow, subito così?" "guarda tra quelle cosciotte che bella fica" "il suo culo vuole essere allargato" "un gran bel puttanone" ecc ecc.
Lo avevo già duro nei pantaloni e non ero l'unico; Alberto cominciò a sculacciarla forte ed esordì a tutti con: "sta sera ci gusteremo uno spettacolo singolare dove, la vacca qui presente, sarà ovviamente la protagonista".
"Che cosa mi spetta mio padrone?" chiese lei imbarazzata.
"Cose che hai già provato e alcune che invece sono nuove anche per te; inoltre ci saranno gli ospiti a guardarti, giudicarti e fare il tifo" le rispose lui.
"La cosa ti eccita parecchio non è vero?" le domandò lui passandole una mano in mezzo alle cosce.
"Si, molto. Ho voglia di essere scopata, sono arrapatissima. Voglio farlo davanti a loro" intimò lei.
Alberto intanto mostrò la mano bagnata agli ospiti:"date un'occhiata qui, la maiala è gia bagnata" disse schernendola.
"Vai nell'altra stanza" ordinò e lei ubbidì senza fiatare.
Ci spostammo nella camera in cui l' aveva frustata la prima volta che ci aveva invitati per scoparla.
L'arredamento non era cambiato, lei era a letto a gambe aperte che si toccava e sorrideva mentre noi entravamo.
Era incredibile cosa fosse diventata in questi mesi di schiavitù sessuale.
Lui le ordinò di mettersi sulla cavallina e così lei fece.
Le legò mani e piedi e riprese a prenderla a shiaffi sul culo; aumentava progressivamente, le sue chiappe erano rosse e si vedevano i segni delle dita.
Lei cacciava delle urla contenute che lasciavano intendere che le piacesse.
Alberto le diede l'ultimo ceffone sul di dietro e subito dopo uno proprio sulla fica; stavoltà urlò di dolore.
Lui non ci diede peso andò verso il cassettone e prese una frusta e delle mollette.
Gliele attaccò ai capezzoli e alle labbra della figa. Lei era rossa in volto, godeva e soffriva allo stesso tempo. Si capiva che non fosse la prima volta che vedeva quegli oggetti.
Poi prese la frusta e la usò su di lei.
Gemeva decisamente più forte e i presenti, visibilmente soddisfatti, commentavano senza problemi quanto lei fosse fatta esattamene per quel genere di cose.
Non si curavano di essere delicati, come potevano in un contesto del genere in effetti; parlavano di lei come un oggetto da scopare, una puttana da usare, un animale da mettere incinta.
Ero eccitatissimo, mi arrapava forse di più sentire loro che ne parlavo in quella maniera rispetto alla situazione vera e propria.
Alberto ripose la frusta e dal mobile, stavolta, prese dildi di gomma di diverse misure e un vibratore.
Le staccò le mollette di dosso senza aprirle, così da pinzarla ancora di più.
"Cosa vuoi adesso?" domandò a lei.
"Voglio essere penetrata padrone" rispose Gloria.
"Non hai detto per favore brutta cicciona" gli disse lui dandole uno schiaffo violento sul culo.
"Per favore padrone, ti prego, scusami" singhiozzò lei.
Non c'era bisogno di usare olio lubrificante visto la condizione in cui era: Alberto le aprì delicatamente le labbra della fica con le dita e si videro le bavette che colavano da un lato all'altro.
Così prese uno dei dildi e glielo mise dentro in un colpo solo.
Lei ansimò forte e lui iniziò a scoparla con il sextoy.
I suoi amici ridevano e ammiravano lo spettacolo, ma Alberto non era contento.
Alla bocca le mise una corda per tenergliela aperta e subito dopo le infilò un dildo ancora più grosso nel culo.
Lei iniziò a far sentire davvero la sua voce, sarei potuto venire senza nemmeno toccarmi a vedere quella scena.
Era un lamento di piacere progressivo e continuo mentre lui si divertiva a cambiare il diametro dei giochi sempre più grossi.
Lei ebbe il primo orgasmo, le gambe tremavano, le coscie erano bagnate dai suoi umori, i dildi erano ancora nei suoi orefizi e la sua bocca sbavava.
"AH eccoci qua, la vacca ha avuto quello che voleva" la schernì lui "una puttana vogliosa soddisfatta, ammiratela bene, guardali negli occhi troia".
Lei si voltò verso di noi, il volto attraversato dal godimento, la corda che aveva in bocca completamente bagnata, la saliva che le correva sotto al mento era una scena in cui lei aveva perso ogni forma di dignità, era stata usata davanti i nostri occhi per puro piacere visivo, era bellissima.
Tirò via di colpo i sextoys da culo e figa e lei cacciò un urletto, poi allargò i buchi per lasciarci godere della vista, erano belli aperti.
"Guardate che roba, questa è merce usata garantita, non è più una verginella con la fichetta stretta, questa è stata usata ed abusata; sarebbe capace di prendere tre o quattro cazzi contemporaneamente" la sfottò lui.
"Cosa hai da dire? Ti fai dire queste cose davanti a degli sconosciuti e al tuo ragazzo così?" la prese in giro lui sciogliendole la corda dalla bocca.
"Sono solo cose vere padrone, vacche come me non si trovano nemmeno in strada" rispose lei ancora ansimante.
I presenti la schernivano. Io mi immaginavo se i nostri amici avessero visto una cosa del genere come avrebbero reagito, era quasi esilarante sapere che loro credevano fosse una santa.
"Ora farai un bel pompino al tuo ragazzo che ti ha permesso di essere qui mentre io ti scoperò la fica" decretò lui.
Così mi spostai davanti alla sua bocca e le lasciai fare mentre lui la pentrava.
Era davvero superba e non resistetti nemmeno 5 minuti, le sborrai in bocca e lei ingoiò tutto.
"Molto brava, meriti un premio" disse lui mentre la scopava, infatti riprese il dildo più grosso che aveva di fianco e glielo mise nell'ano.
Urlò di piacere mentre veniva trombata in entrambi i buchi e poco dopo venne la seconda volta.
Lui, non curante, incalzava col suo membro e continuava a darci dentro col sextoys.
Mugugnava qualcosa che non si capiva.
Sembrava che volesse dire davvero qualcosa, forse di fermarsi, ma non ci riusciva, era troppo presa dal godimento, dall'essere posseduta in entrambi gli orefizi.
I presenti si masturbavano mentre lei girava gli occhi all'indietro dal piacere e continuava a sbavare.
Era una scena da porno incredibile.
Alla fine toccò a lui, non so dire se Gloria stesse avendo il terzo o quarto orgasmo mentre lui le veniva copiosamente nella vagina.
Continuava a mugugnare parole senza senso mentre lo sperma le colava tra le cosce e gli amici di Alberto le sborravano addosso sulle gambe e sui piedi.
Il proprietario di casa, la slegò.
Lei si accasciò per terra esausta, tremante, ricoperta di sborra, soddisfatta, ma distrutta.
"Questa è la mia parte preferita" disse lui guardandola "il momento in cui ha appena fatto di tutto, è stata abusata, si rende conto di essere la peggiore delle troie, eppure, se avvesse la forza di dire qualcosa, l'unica cosa che chiederebbe sarebbe altro cazzo".
"Mpf si" riuscì a bofonchiare lei mentre si toccava la fica a gambe chiuse e con gli occhi sognanti.
scritto il
2026-09-30
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